Successo per la VI edizione del premio "Caposuvero"

Una torre, una serata di estate settembrina, un nutrito parterre, personalità di spicco, eccellenze tra cui molti giovani, il mondo delle Pro loco con rappresentanti giunti da diverse province, hanno caratterizzato la VI edizione del Premio Caposuvero.

Un appuntamento ormai fisso per la città di Gizzeria ma che si è presentato quest’anno in una veste nuova, rinnovata nei contenuti e nella presentazione, in una location, quella dell’Agriturismo Torre dei Cavalieri, alquanto suggestiva e che ha coinvolto ed emozionato i presenti.

Ideato e promosso dalla Pro loco della città del catanzarese ha mostrato in un susseguirsi di immagini, video, interventi e racconti, uno spaccato di questa terra e dei suoi grandi paradossi. A moderare l’evento la giornalista e communication manager Fabrizia Arcuri, che ha aperto la serata citando la frase di Leonida Rèpaci scelta ad emblema di questa edizione: “Per me Calabria significa categoria morale, prima che espressione geografica. Calabrese, nella sua miglior accezione metaforica, vuol dire Rupe, cioè carattere. È la torre che non crolla giammai la cima pel soffiar dei venti”.

Si inizia con le immagini dell’operazione “Crisalide 3”, che ha inferto un duro colpo alle ‘ndrine del lametino proprio quella mattina. A condurre le indagini il Procuratore Capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri. A lui il Premio alla Legalità, consegnatogli dall’on. Angela Napoli: “Questo è il risultato del duro lavoro svolto in questi anni, ha detto. Come Procura di Catanzaro stiamo dando grande attenzione a questo territorio perché riteniamo che sia stato nel corso degli anni martoriato dalla presenza della ‘ndrangheta. Ma al contempo – ha aggiunto – devo dire che da un po’ di anni siamo riusciti a fare cose importanti con forze dell’ordine di primo piano. È la misura di tutto è racchiuso nel dato dei casi denunciati. Questa terra non è omertosa – ha concluso – la gente ha solo bisogno di essere ascoltata”.

E alla denuncia si aggiunge il grido di coloro che reclamano giustizia. Premio alla Memoria è andato all’avvocato Francesco Pagliuso, assassinato il 9 agosto 2016 a soli 43 anni. A ritirare l’onorificenza la sorella Antonia Assunta Pagliuso: “Uomo, padre, e soprattutto avvocato mio fratello era di una specie rara che credeva fermamente nella giustizia e in ciò che faceva. So che nonostante la solitudine e il senso di smarrimento che si prova in questi casi la mia battaglia è condivisa dalla Procura di Catanzaro. E non mi fermerò fino a quando non incrocerò gli occhi dei suoi assassini”.

“I giovani non hanno bisogno di sermoni, hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”, e con la frase del Presidente Pertini è stata consegnata a Salvatore Nardi una Menzione speciale in memoria del padre Carlo Nardi, esempio di solidarietà e giustizia sociale che ha lasciato una traccia indelebile nella sua città, Mendicino (Cs).

A chiudere la sezione legalità il premio al Giornalismo d’inchiesta al caposervizio del quotidiano Gazzetta del Sud Arcangelo Badolati, che nel sottolineare l’impegno delle forze dell’ordine e delle diverse Procure, così com’è stato proprio nel caso Pagliuso, ha voluto ricordare la forza e il sacrificio dei tanti uomini che nel denunciare hanno perso la vita. E come il rovescio di una medaglia la serata è continuata con i premi alle eccellenze di Calabria, a quel seme che cresce forte, rigoglioso e orgoglioso e che si oppone contro l’aridità dell’erba marcia.

E con un fiore si apre la sezione dedicata all’imprenditoria. “Non sappiamo se lo meritiamo ma di sicuro faremo sempre del nostro meglio per fare emergere il buono della nostra terra”, queste le parole delle sorelle Linardi che a Castiglione Cosentino con caparbietà e passione hanno creato l’azienda “Lo Zafferano del Re”. Seconda premiata Caterina Celestino, portavoce della Maisons Celestino. Tutta la storia di famiglia, originaria di Longobucco, e di questa terra sono impresse nei tessuti rigorosamente caratterizzati da filati lavorati in trama: “Un ringraziamento particolare va alla Pro loco di Gizzeria e al suo presidente Giuseppina Fragale nonché alla giornalista Fabrizia Arcuri. Un grazie sincero al Sindaco di Longobucco, Giovanni Pirillo, che ha voluto presenziare e consegnarci il Premio con orgoglio e sentimento, anche oltre la forza dell’appartenenza. Questa è la Calabria bella, espressione morale prima che geografica”.

Dall’imprenditoria si passa allo Sport anch’esso veicolo di valori e di aggregazione sociale. Ad essere premiati due giovani, il pilota lametino Claudio Gullo, campione di kart, salita, rally e medaglia di bronzo Coni: “Un riconoscimento quello di stasera che mi fa piacere di riceve nella mia città. È sempre difficile che qualcuno delle istituzioni si accorga che ci sono ragazzi, soprattutto atleti che portano in alto il nome della Calabria, in giro per l'Italia, l'Europa e nel mondo”. Così come Beach Soccer femminile di Catanzaro, che con diverse difficoltà e contro ogni pronostico parteciperà ai prossimi mondiali in Turchia, il premio al suo allenatore Gianluigi Mardente.

A sottolineare che non esiste solo malasanità, il premio alla medicina al dott.re Gianfranco Filippelli, Direttore u.o. complessa di oncologia medica del p.o. di Paola (Cs) e presidente Lilt Cosenza, impegnato in molteplici iniziative di educazione sanitaria, svolge una capillare diffusione delle problematiche oncologiche e di prevenzione, su cui ha incentrato molto del suo lavoro, in una terra dove soltanto il 25% della popolazione fa profilassi.

Il leitmotiv di questa edizione è stata una narrazione diversa della Calabria che contro ogni pregiudizio e stereotipo vuole mostrare le sue bellezze, non chiede ma vuole dare, positiva e propositiva, una terra su cui investire e non da cui fuggire! Ed ecco allora che identità, arte e cultura prendono il sopravvento e scrivono e cantano pagine diverse. E sulle immagini degli scavi archeologici dell’antica Laos viene consegnato il Premio alla Cultura al prof. Fabrizio Mollo, autore della Guida archeologica della Calabria antica, edito Rubbettino; diventato un best seller mostra il sommerso di quelle che furono le grandi civiltà che hanno segnato la storia delle “Calabrie”.

Al maestro Mimmo Cavallaro il Premio allo Spettacolo, per aver trasformato in musica le tradizioni di territori e comunità, portandola in giro per il mondo e incrociando soprattutto la realtà dei calabresi all’estero.

E la storia dei nostri emigrati, spesso dimenticata e non abbastanza valorizzata, si ritrova nei racconti di viaggio e di scoperta del giornalista di Rai Italia per il Sudamerica Pasquale Guaglianone, a lui il secondo premio al giornalismo.

A chiudere l’edizione 2019 il Premio Speciale, novità di quest’anno, al Soccorso alpino e speleologico della Calabria, a quel mondo del volontariato che lavora quotidianamente ma in sordina, anche fuori dai confini regionali, pronti ad intervenire con umiltà e dedizione nelle situazioni di emergenza di pubblica sicurezza. Il premio, ritirato dal presidente regionale Giacomo Zanfei, è stato dedicato ad Antonio De Rasis, la giovane guida che ha perso la vita nella tragedia delle Gole del Raganello a Civita. A consegnare l’ultimo riconoscimento il presidente della Pro loco di Gizzeria, ideatrice del premio, Giuseppina Fragale che commossa ha chiuso dicendo: “ringraziato tutti coloro che hanno reso questa serata speciale, sperando di essere riusciti nell’intento di avervi lasciato qualcosa in più e di diverso di questa nostra terra di Calabria. Le Pro loco sono anche questo, veicolo di messaggi positivi e incubatori di iniziative di contenuto. L’appuntamento è per il prossimo anno, con altre novità”.

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