Vibo, grande successo per la due giorni scientifica su “Cuore, cervello e dintorni”

Da sin. Michele Comito, Michele Gulizia e Alfredo De Nardo Da sin. Michele Comito, Michele Gulizia e Alfredo De Nardo

Successo per la due giorni scientifica su “Cuore, cervello e dintorni”, svoltasi al 501 hotel di Vibo Valentia, che ha visto partecipare alcune tra le più prestigiose firme della medicina cardio vascolare e neurologica internazionale.

Il focus sulla conoscenza ed applicazione del più complessivo e innovativo sistema di interazione dall’alleanza cardio cerebro vascolare alla cardio neurologia incomincia a conseguire obiettivi che aiutano il cittadino ad avere sempre più contezza sul modo di fare sanità in un ospedale anche se attaccato da insidie, difficoltà e criticità che spesso ne compromettono la più ideale funzione di diagnosi, intervento e cura. L’esito dell’inedito meeting, volto a presentare e far discutere su un tema di straordinaria attualità come “Cuore, cervello e dintorni”, ha confermato l’efficacia di una indovinata scelta.

L’intento degli organizzatori che mirava a verificare se allo “G. Jazzolino” è diventato possibile, nel quadro di una medicina più avanzata, affrontare un concreto piano di prevenzione per le più disparate patologie di natura cardio vascolare e neurologica, è perfettamente riuscito. Proprio sulla funzione della struttura sanitaria vibonese e su come indirizzare l’attività verso la più adeguata erogazione dei servizi, Ciro Indolfi, Presidente della Società italiana di cardiologia, tra gli altri e tra i più seguiti, ha espresso un suo severo giudizio sulle non poche criticità esistente “perché è grave – ha sottolineato- avere centri di eccellenza se intorno non c’è una medicina territoriale ed una area ospedaliera efficiente”.

Appello che evidentemente rivolge, conseguentemente, alla politica invitata a farsene carico con più convinzione. Alfredo De Nardo, oltre che responsabile scientifico dell’evento, dirigente medico della Cardiologia del “G. Jazzolino”, Michele Comito e Franco Galati, questi ultimi, rispettivamente, direttori delle unità operative di Cardiologia Utic e Neurologia Stroke Unit, si sono congedati dal riuscito appuntamento scientifico, dopo aver fatto proprio il ricco bagaglio di novità, esperienze e conferme scaturito dai più che interessanti interventi dei tantissimi e prestigiosi esperti del mondo cardio vascolare e neurologico italiano che nel contesto delle tredici sessioni hanno mantenuto sempre alta l’attenzione della gremitissima sala moquette. Attesa e molto applaudita anche la relazione del giovane medico vibonese, Arturo Consoli, primo aiuto del primario Georges Rodesch, della Neuroradiologia Interventistica dell’Hôpital Foch di Parigi.

C’è in sostanza da ribadire che la due giorni, presieduta da Michele Comito e Mimmo Consoli, ha, infatti, confermato che il progetto sperimentale è sulla strada maestra e che bisogna crederci fino in fondo avendo individuato, nel percorso legato strettamente agli studi delle diagnosi, all’interventistica e alle cure e terapie, un nuovo metodo per aumentare il livello di successo. La presenza di eccellenze della sanità italiana e internazionale ha fatto salire l’interesse verso lo svolgimento dell’evento.

Alfredo De Nardo e Michele Comito hanno, inoltre. pensato di riconoscere, pubblicamente, con la consegna di due opere d’arte, in argento e bronzo, realizzate dall’orafo Pietro Topia, l’impegno e la disponibilità verso l’unità operativa di Cardiologia e Utic di due personaggi di grande levatura internazionale come Ciro Indolfi e Michele Gulizia, quest’ultimo Presidente della Fondazione “Per il tuo cuore” di Catania che diffonde la cultura della prevenzione delle malattie cardio cerebro vascolari.

“La sanità ospedaliera vibonese – ha commentato, al termine, lo stesso Alfredo De Nardo - si è giovata in questa circostanza di lezioni scientifiche altamente significative che unite ad altre ci permettono di guardare verso il conseguimento di una buona sanità ospedaliera. L’ospedale c’è nella sua essenza, cosi come pensando ad un futuro più adeguato a garantire ancor meglio la legittima domanda di salute dei cittadini, non si può non credere nel talvolta difficoltoso ma sempre appassionato e competente impegno di quanti, con i medici, svolgono una intensa e faticosa opera di assistenza ai vari livelli. Mi corre, infine, l’obbligo di ringraziare il management aziendale, in particolare il Dg Elisabetta Tripodi, e lo faccio anche a nome del direttore dell’U.O. Michele Comito per la qualità del supporto e delle risposte fornite alle nostre esigenze organizzative quotidiane per sempre meglio garantire la salute dei cittadini.” 

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