Vitalizi e marziani in Calabria ai tempi del coronavirus

In Calabria è accaduto qualcosa che ha dell'incredibile

Approfittando della chiusura imposta dall'emergenza coronavirus, uno o più marziani hanno preso possesso di Palazzo Campanella.

Dopo aver lasciato la loro capsula spaziale in riva allo Stretto, gli alieni, complici le strade vuote, hanno raggiunto indisturbati via Cardinale Portanova e si sono introdotti nella sede dell'assemblea regionale.

Una volta negli uffici, hanno atteso il calare della notte per redigere una legge sui vitalizi, al solo fine di mettere in cattiva luce i consiglieri regionali.

Le loro viscide manine hanno, poi, inserito il testo nell'ordine del giorno del primo consiglio utile.

Infine, a tarda ora, nel bel mezzo della discussione in aula, hanno narcotizzato l'intera assemblea che, inconsapevolmente, ha votato all'unanimità il testo.

Al mattino, i calabri onorevoli, svegliatisi con un forte mal di testa e in preda alla nausea, si sono ricordati di aver votato una legge che nessuno di loro aveva mai letto, tantomeno scritto.

Così, hanno mobilitato addetti e uffici stampa che, compulsivamente, hanno messo in moto la macchina comunicativa per  spiegare che i loro datori di lavoro si dissociavano da loro stessi.

I calabresi hanno quindi scoperto che i consiglieri regionali non scrivono, ma neppure leggono le leggi che votano.

Pertanto, gli elettori, disorientati, hanno iniziato ad interrogarsi sulla qualità dei loro rappresentanti.

Per cercare di recuperare la credibilità perduta, maggioranza e “miggioranza”, hanno iniziato a lavorare (si fa per dire) ad una nuova legge destinata ad abrogare quella appena approvata.

Infine, incontratisi notte tempo, i nostri, maggioranza e “miggioranza”, si sono stretti la mano, si sono abbracciati e battendosi pacche sulle spalle, si sono scambiati i cenni d'intesa tipici dei dritti che riescono sempre a gabbare il prossimo.

A rompere l'idillio, una voce stridula, alzatasi, da uno scranno ben nascosto, per chiedere: "Sì, va bene, nessuno l'ha letta, ma cosa risponderemo se qualcuno ci chiederà chi l'ha scritta?".

La risposta, all’unisono, non si è fatta  attendere: "Ma è evidente, i marziani !".

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