Donald Trump, ecco com’è riuscito ad imporsi nel mondo degli affari

Da dove derivano le fortune di Donald Trump? Come ha fatto a diventare così ricco per iniziare la propria scalata al potere e prendere il timone dell’America? I successi del buon vecchio Donald affondano le loro radici direttamente nel suo albero genealogico, che a cavallo tra il XIX e il XX secolo videro come assoluto protagonista il nonno paterno Friedrich. Una classica storia di emigrazione e di stenti, al solo scopo di procurarsi ricchezze al di fuori della propria patria. Friedrich Trump trovò ospitalità da una sorella e iniziò ad avviarsi soprattutto nel campo della ristorazione, ma quando decise di tornare nella sua Baviera gli fu precluso il ritorno, nonostante la richiesta ufficiale inoltrata al principe. Il nonno di Trump non aveva pensato di farsi rimuovere dagli incarichi militari, fu considerato un disertore e perse così la cittadinanza tedesca.

I primi veri affari americani interessarono dunque il mondo della ristorazione, poi i Trump decisero di specializzarsi nelle edificazioni, andando anche al di là della liceità, riuscendo a costruire palazzi persino in zone che non erano di loro competenza. Di conseguenza, le generazioni a venire erano destinate ad ereditare una grandissima fortuna. Friedrich Trump arrivò anche a gestire operazioni molto pericolose e vicine alla criminalità pur di accumulare denaro, prima di passare a miglior vita il 30 maggio del 1918, a causa dell’influenza spagnola.

Come si è arrivati ad oggi? Di recente qualche quotidiano americano è andato a scavare nel passato di Donald Trump, cercando di analizzare soprattutto gli affari degli anni ’80 e ’90, quando “Trump” divenne un vero e proprio marchio. Curiosamente, in quel periodo Donald conobbe perdite davvero ingenti, che superavano i 40 milioni di dollari all’anno. All’epoca l’impero immobiliare comprendeva soprattutto sale da gioco e alberghi. In totale, Trump riuscì ad andare in rosso per oltre un miliardo di dollari. Gli investimenti tra casinò e resort furono molteplici, ma per rientrare delle somme spese serviva troppo tempo.

Trump pubblicò persino una sorta di vademecum sul mondo della finanza, nonostante le sue perdite fossero già andate oltre i 140 milioni. In seguito gli investimenti interessarono una compagnia aerea e la borsa, poi Donald pensò bene di lasciar intendere di volere acquistare aziende già rinomate. Trump si aggiudicava in realtà solo qualche pacchetto azionario, così da farne levitare il prezzo per poi rivendere tutto subito dopo. Un espediente niente male, che gli fruttò qualche decina di milioni, insufficienti a coprire però i debiti. Una volta mangiata la foglia, i media smisero di dargli appoggio.

La verità assoluta forse non uscirà mai fuori, ma l’impressione è che in quegli anni Donald Trump cercò di risalire la china in continuazione, rimanendo sempre attento a non macchiare la propria immagine personale. La solidità economica del padre, però, venne meno quando tutti gli averi passarono in mano al figlio, come suggerisce anche la nuova infografica su Donald Trump e la sua attività di imprenditore nel settore Casinò. Trump ha sempre negato la mala gestio dei propri interessi, accusando i giornali di scarsa affidabilità. Insomma, più di un mistero avvolge la storia di Donald Trump, ancora oggi uno degli uomini più discussi del mondo.

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