I derivati di Stato, ovvero come i tecnici hanno inguaiato l’Italia

Ma siamo proprio sicuri che i tecnici siano migliori dei politici? Giusto per citare un fatto: grazie ai tecnici del Ministero dell’Economia, a partire dagli anni Novanta, per abbassare di qualche punto il deficit per entrare in Europa, l’Italia ha sottoscritto montagne di derivati.

Si tratta di operazioni ad alto rischio, pagate a caro prezzo

Tra il 2006 ed il 2013, infatti, il Paese ci ha rimesso ben 11 miliardi di euro.

Come se non bastasse, nel 2013 la ristrutturazione dei derivati è costata altri 8 miliardi.

Infine, tra il 2015 ed il 2018, l’Italia ha visto andare in fumo altri 25,3 miliardi.

Si stima che, in media, i derivati costino all’Italia, 4,7 miliardi di euro all’anno.

Denaro che, guarda caso, finisce nelle casse delle banche d’affari per le quali hanno lavorato gli stessi tecnici chiamati a salvarci dalla crisi!

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