La crisi oltre il Covid-19: mille miliardi o si fallisce. Tra i più penalizzati anche il gioco pubblico

Un anno fa scoppiava il Nuovo Coronavirus, al secolo Covid-19. Oggi, invece, la crisi ha preso il sopravvento: in Europa mille miliardi non basteranno per salvare le aziende. E il settore del gambling? 

La pandemia ormai occupa da 365 giorni le prime pagine dei giornali e dei notiziari, ma è tempo di chiedersi quale sia stato l’effetto reale sull’economia. A livello globale, s’intende, dove i danni non sono minimamente quantificabili. La crisi imperversa ovunque, dai piani più alti ai più bassi, dalle aziende alla società. Chi ne è esente, in pratica, non esiste. A marzo fu lockdown, poi tre mesi di stallo, un’estate di dimenticanza e un incubo ritornante nell’autunno del 2020. Per il mondo del gioco d’azzardo, più che per altri settori, è stato un annus horribilis. Si sa che il gioco online ha stracciato ogni record, ma dall’altro lato nel settore fisico, comunque importante, i danni fanno fatica a contarsi.

E così per tutte le società, come confermato da uno studio dell’AFME, l’Associazione dei mercati finanziari europei, in sinergia con PwC: il 10% delle società europee ha delle riserve economiche liquide per sopravvivere non oltre sei mesi. Dopodiché solo il fallimento. Uno scenario che preoccupa tutti, governi compresi. C’entra anche quello italiano, ovviamente. La differenza tra i ristori e il reale bisogno delle aziende, poi, è evidente. Ci vorrebbero mille miliardi di aiuti per sopravvivere, 175 dei quali sono per le aziende italiane. Un problema dietro l’altro, dato che i finanziamenti che hanno sostituito gli introiti mancanti non fanno altro che accumulare debito. E dunque, alla fine della pandemia, non si avranno risoluzioni di problemi. E il gioco, in tutto ciò, che ruolo svolge?

Al momento non pare essere una priorità: l’intero settore del gioco pubblico vive una gravissima difficoltà e dovrà fare ancora i conti con la noncuranza del governo, soprattutto italiano, che mai l’ha preso in considerazione. Di riapertura non si parla, per i ristori è stata battaglia e per gli allarmi il tempo non è ancora finito. Nel settore, secondo le stime di Giochidislots, rischiano il posto circa 30.000 persone. Mentre il gioco online tiene botta e riesce a proteggere gli introiti, il gioco in agenzia, quello cosiddetto terrestre, è ad un passo dall’estinzione. La situazione è la stessa in ogni angolo dello stivale, anche in Calabria, dove il gioco online spopola, soprattutto per quel che concerne le slot machine online, ma che vede la gravissima compromissione del gioco fisico. Il tutto senza una adeguata normativa a sostegno dell’industria. Dal Decreto Dignità ad oggi le restrizioni sono solo aumentate, annoverando finanche gravose tasse comunali e regionali. Mentre la filiera attende un Testo Unico a regolamentare il settore.

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