Senna, Schumacher e Hamilton: fenomeni della Formula 1

La stagione di Formula 1 che sta per avere inizio il prossimo 28 marzo in Bahrein parte con tante aspettative. In primis perché si tratta di un campionato lungo ben nove mesi, e in secondo luogo perché quest'anno tutto dovrebbe svolgersi secondo copione e senza interruzioni. Il calendario, che prevede ben 23 gare sparse in tutto il mondo, ha dunque in serbo una serie di diverse sensazioni a seconda del circuito nel quale si disputerà ogni gran premio, sebbene sia chiaro che ancora una volta la scuderia da battere sarà la McLaren. 

In questo contesto, la figura di Lewis Hamilton continua a spiccare come quella della guida favorita alla vittoria del titolo piloti secondo le scommesse sulla Formula 1 disponibili attualmente online. Il britannico, che l'anno scorso ha ottenuto il suo settimo successo, con il quale ha eguagliato il record di sempre di Michael Schumacher, è lanciatissimo e potrebbe far registrare un nuovo record in caso di trionfo anche quest'anno. La sua bravura al volante e la sua continuità di rendimento lo rendono il più grande pilota dell'era moderna, anche se non va dimenticato il grande contributo della sua vettura, una Mercedes in grado di dominare in lungo e in largo a livello planetario nell'ultimo lustro di questa disciplina. Il pilota classe 1985, che con Schumacher ha anche condiviso il paddock nella fase finale della carriera dell'iridato tedesco, ha vissuto una seconda parte di carriera nella quale ha sviluppato la maturità e l'intelligenza giusta per vincere nel lungo periodo e fissare così una serie di record impressionanti, superando sia Schumacher sia un altro fenomeno come Ayrton Senna.

Questi tre piloti sopra citati, in effetti, formano con ogni probabilità il podio dei più forti di sempre al volante di un'auto di Formula 1. Se il tedesco rappresenta la concretezza e l'inglese la continuità nelle vittorie, il brasiliano era invece talento e velocità pure. Non va dimenticato, infatti, che a cavallo tra gli anni '80 e '90, ossia l'epoca nella quale Senna ha spopolato, l'elettronica non era ancora presente nelle vetture di F1, il che ha permesso al nativo di San Paolo di mettere a segno varie vittorie solamente grazie al suo talento al volante, come ben possiamo apprezzare dallo splendido documentario realizzato su di lui dal regista britannico Asif Kapadia. 

Se Senna ha rappresentato l'evoluzione della F1 nei primi anni '90, quando grazie alle televisioni e alle pubblicità il circo di questo sport si è ingrandito a dismisura, Schumacher è invece stato il protagonista della prima parte della F1 moderna, quando l'elettronica ha fatto irruzione e le misure di sicurezza sono diventate più rigorose, diminuendo in parte lo spettacolo e la velocità. Hamilton, dal canto suo, ha raccolto l'eredità di entrambi e rappresenta il prodotto della F1 moderna, a metà tra l'azzardo e la concretezza. Recordman di pole position, gran premi vinti e giri veloci, il britannico punterà adesso a vincere l'ottavo mondiale per diventare unico in tutti i sensi. 

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