L’attività di cartomante è legale quando il compenso richiesto è adeguatamente proporzionato al servizio

L’attività di cartomante è lecita se il compenso richiesto non è eccessivo. Quand’è che invece la cartomanzia sconfina nell’ambito della – vietata dall’art. 121 T.U.L.P.S. (R.D. n. 773/1931) – ciarlataneria? Se il cartomante si attribuisce proprietà prodigiose o taumaturgiche e fa leva su di esse per fornire un servizio sovradimensionato, allora si sconfina nell’ambito – illecito – della ciarlataneria.

Sebbene non sia regolamentata ufficialmente, la cartomanzia è presa in considerazione da alcune norme, in particolare nel decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del Consumo), dove viene dichiarata come disciplina in materia di servizi di astrologia, cartomanzia e assimilabili, il cui divieto riguarda solamente le prestazioni che vengono erogate allo scopo di sfruttare la credulità del richiedente.

Nell’ambito della cartomanzia e dei servizi divinatori, la domanda e l’offerta sono regolate dalla libera interazione dei protagonisti, che attraverso le loro scelte determinano l’oggetto dello scambio e ne apprezzano l’utilità anche se, apparentemente, il servizio divinatorio del cartomante è privo di una utilità dimostrabile. La cartomanzia è quindi da considerarsi come un bene commerciabile in quanto adatto a soddisfare un’esigenza, per quanto illusoria questa possa sembrare.

La cartomanzia ha una tangibilità economica

Il servizio cartomantico implica l’impegno di risorse, energie e materiali intellettuali il cui utilizzo merita un compenso adeguato. Ciò che rende legale l’attività del cartomante è proprio la presenza di un rapporto proporzionato tra il servizio divinatorio erogato e il prezzo richiesto per riceverlo. A segnare il confine tra attività di cartomanzia e ciarlataneria sono proprio i mezzi e le modalità impiegati per offrire al pubblico il servizio cartomantico.

Finché il servizio di cartomanzia viene erogato nella sua reale essenza, per quello che realmente è, con un compenso ragionevolmente commisurato con lo stesso, allora non si può parlare di ciarlataneria poiché non vi è alcuna speculazione. Quando, invece, il cartomante si propone come un individuo in possesso di proprietà prodigiose o taumaturgiche sulle quali fa leva dietro un compenso esagerato, allora sconfina nell’ambito illegale della ciarlataneria.

 La magia è idonea a rispondere a un’esigenza

Per quanto illusoria e opinabile, la magia risponde a un’esigenza. L’esigenza si traduce in una domanda che merita soddisfacimento. Tale domanda può essere quella di coloro che cercano qualcuno con cui parlare, al quale poter confidare le proprie paure e incertezze, ottenendo speranze, fiducia e un sollievo dai propri drammi o dubbi esistenziali. Attraverso le abilità di mediazione, l’empatia e la lettura delle carte, il cartomante fornisce delle risposte a coloro che ne hanno bisogno, offrendo un servizio realmente utile. I cartomanti onesti che dichiarano esplicitamente (come la legge impone e come fanno i centri di cartomanzia professionale più affidabili) di non effettuare consulti riguardanti la salute, non possono essere considerati dei ciarlatani, anche se non vi è alcuna prova scientifica in quello che questi professionisti affermano.

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