Serra, inaugurato con un concerto l'organo dell'Addolorata dopo il restaturo

Il priore Vincenzo Vavalà insieme ai fratelli Vincenzo e Luigi Schiavello Il priore Vincenzo Vavalà insieme ai fratelli Vincenzo e Luigi Schiavello

È stato inaugurato dopo il suo restauro l’organo della chiesa Addolorata. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla lungimiranza di due giovani imprenditori vibonesi che hanno finanziato il restauro dell’organo datato 1839 costruito da Giuseppe Tamburelli, che accompagna le funzioni religiose dell’Arciconfraternita di Maria SS. dei Sette Dolori di Serra San Bruno. I fratelli Vincenzo e Luigi Schiavello titolari dell’“Auto elettrosat”, un’azienda di Vibo Valentia leader nel mercato della gestione operativa e logistica delle scatole nere delle auto hanno risposto all’appello del priore dell’Arciconfraternità Vincenzo Vavalà ed ora la “vode” della chiesa Addolorata è stata rimessa a nuovo. Si tratta di un organo a 9 registri con tastiera scavazza a meccanica sospesa in quanto agisce dal basso verso  l’altro per mezzo di particolari meccanismi d’ottone. Il lavoro necessario è stato quello di riparare alcune parti tarlate e sostituire alcune strutture di legno irrimediabilmente danneggiate. L’organo è stato inaugurato con un concerto nella splendida chiesa barocca in collaborazione con l’Istituto “Pietro Mascagni”, organista d’eccezione: M° Antonella Barbarossa. «Abbiamo appurato dalla stampa – ha spiega Vincenzo Schivello - la notizia che i nostri zii avevano finanziato la costruzione della nuova campana e che anche l’organo necessitava di un rapido intervento di restauro. Noi, sulla scia che ormai è una impronta di famiglia in quanto altri avi avevano donato opere alle chiese di Serra,  abbiamo deciso di finanziarlo». All’origine, tuttavia, c’è un legame speciale, quello con il paese natio, la cittadina della Certosa dove i fratelli Schiavello sono venuti al mondo e dove hanno trascorso i mesi estivi della loro infanzia, cosi come ancor adesso continuano a farlo pur risiedendo nel capoluogo di provincia. Vincenzo e Luigi sono due giovani imprenditori che con idee nuove e sguardo la futuro si sono fatti da se senza nessun contributo e hanno dimostrato come in Calabria, pur tra innumerevoli difficoltà, fare impresa è possibile, diventando brevemente leader a livello regionale prima, poi tra le maggiori aziende nazionali fino a sbarcare anche in Romania. «L’auspicio – hanno concluso – è che altri imprenditori seguano il nostro esempio perché Serra ha un patrimonio inestimabile ed è doveroso che venga restaurato e restituito all’antico splendore». Il priore dell’Arciconfraternita, Vincenzo Vavalà, insieme al seggio priorale, si è detto felice di questa iniziativa e si è augurato che anche altri imprenditori intraprendano iniziative simili perché, per le attività di mutuo soccorso che l’Arciconfraternita svolge, «interventi come questi – ha sottolineato - sono necessari e con la crisi dei nostri giorni addirittura vitali».

 

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