ESCLUSIVO - Arriva la neve, ritornano i lupi

Branco di lupi a Ferdinandea: Foto. R. Masciari Branco di lupi a Ferdinandea: Foto. R. Masciari

 SERRA SAN BRUNO - Con la neve ritornarono i lupi. Non erano più i padroni incontrastati del bosco e della montagna, allontanati dallo sviluppo antropico, scacciati ed uccisi per impedirne le scorrerie, i branchi di lupi erano, ormai, spariti da decenni. Erano diventati poco più di un lontano e sfuocato ricordo di cui, i più giovani, avevano solo sentito parlare. Ora, invece, complici gli interventi di ripopolamento e gli ampi spazi in cui possono scorrazzare liberamente, protetti dal Parco regionale, i lupi sono ritornati a farsi vedere nei boschi delle Serre. Era capitato altre volte che qualcuno avesse dichiarato di aver avvistato qualche esemplare, tuttavia, i riscontri, erano stati, sempre, piuttosto aleatori. Questa volta, invece, a seguito delle ultime nevicate, i lupi si sono fatti vedere e non solo. A comprovarlo, una straordinaria testimonianza fotografica, di cui “Il Redattore” è entrato in possesso, che ne conferma la presenza nelle montagne delle Serre. In particolare, lo scatto sarebbe stato effettuato nei boschi collocati a ridosso della vecchia ferriera borbonica di “Ferdinandea”. Si tratta di un documento eccezionale, offertoci da un nostro lettore, il quale ci ha spiegato che “ a causa della neve, la disponibilità di prede si riduce notevolmente, pertanto, i lupi sono costretti ad allontanarsi dalle loro usuali aree di caccia”. In una situazione del genere, quindi, è stato possibile avvistare lo sparuto ed affamato branco uscito dal bosco in omaggio al più elementare e naturale degli istinti, quello di sopravvivenza. Con la loro ricomparsa, si può, ora dire, senza tema di smentita, che quello di questo giorni è proprio un tempo da lupi!

 

2 commenti

  • Francesco Bevilacqua
    Francesco Bevilacqua Martedì, 10 Febbraio 2015 08:54 Link al commento Rapporto

    La presenza del Lupo sulle montagne della Calabria meridionale (Serre ed Aspromonte, ossia al di sotto dell'Istmo di Marcellinara) non è affatto eccezionale. Così come non lo è per tutto l'Appennino centro-meridionale, dove, negli anni "bui" per la specie (metà Novecento), aveva l'ultimo suo rifugio. Dopo le ricerche etologiche avviate dal Parco Nazionale d'Abruzzo e le norme di protezione della specie (divenuta non cacciabile), il Lupo ha riconquistato gradualmente tutti i territori ove era presente nei secoli passati, irradiandosi soprattutto verso le Alpi e raggiungendo la Francia. Le stime sulla consistenza numerica del lupo non sono precise. Tuttavia possiamo dire, con qualche approssimazione, che in Italia vi siano ormai un migliaio di esemplari. In Calabria, dal Pollino all'Aspromonte, vi sono non meno di un centinaio di lupi. Detto questo, occorre innanzitutto dire che la foto usata nell'articolo, in mancanza di maggiori informazioni, non può essere commentata. Trattandosi di foto non nitida e ravvicinata, si potrebbe trattare di lupi ma anche di cani rinselvatichiti. Si tenga conto che in Italia si stima che vi siano intorno ad un milione di cani rinselvatichiti, ossia tornati a vivere allo stato selvatico, esattamente come il lupo. Va poi, per l'ennesima volta sfatato un luogo comune molto diffuso: in Europa non è mai stato tentata alcuna reintroduzione del Lupo o ripopolamento. Cosa, per altro, estremamente complicata sul piano scientifico. Tutte le dicerie su reintroduzione di lupi da parte della Forestale circolate in questi anni sono false. Quanto alle prede dei lupi: gli studi ci dicono che finché vi erano le discariche abusive dei paesi, essi si nutrivano in massima parte con gli avanzi di cibo lì facilmente reperibili. La chiusura delle discariche è fortunatamente coincisa con un forte aumento dei cinghiali. Oggi le prede principali dei lupi sono i cinghiali, appunto, ed i cani rinselvatichiti. E' possibile che i lupi predino anche animali domestici. Ma se questi sono ben custoditi, specie se con grossi cani maremmani, per i lupi non si tratta di prede preferite: i rischi sono superiori ai vantaggi. Mentre va considerato che, in proporzione, i danni al bestiame domestico da parte dei cani rinselvatichiti sono molto più frequenti. Oltretutto i cani rinselvatichiti, provenendo dalle cucciolate degli uomini, non hanno la paura atavica dell'uomo che è tipica di tutti gli animali selvatici e quindi anche dei lupi. La legge, infine, prevede l'indennizzo dei danni prodotti al bestiame domestico dai grandi predatori come il lupo. Sarebbe auspicabile che anche i danni fatti dai cani rinselvatichiti vengano indennizzati, anche se occorrerebbe un maggior controllo sui cani randagi e vaganti e su quelli di proprietà degli uomini, per evitare che si rinselvatichiscano. Ciò non di meno, l'uomo (i calabresi in particolare) continuano a guardare al Lupo come ad una specie nociva e pericolosa. Perché? E' semplice: il Lupo è sempre stato un "competitore" alimentare dell'uomo, nemico di pastori e contadini. Nell'immaginario cristiano, inoltre, il lupo, come molti altri predatori selvatici, ha incarnato il diavolo o comunque gli spiriti del male. Anche la storia dell'ammansimento del Lupo da parte di San Francesco è simbolica e rappresenta la vittoria del bene sul male. Una corretta informazione sul Lupo deve ricercarsi sui libri scientifici e divulgativi (segnalo, tra gli altri, quelli di Luigi Boitani, Giorgio Boscagli e Franco Tassi) e su romanzi molto belli come "Il branco della rosa canina" di Gianni Padoan e "Storia del lupo Kola" del calabrese Francesco Perri.
    Francesco Bevilacqua

  • SALVATORE AMATO(DETTO TONINO
    SALVATORE AMATO(DETTO TONINO Lunedì, 09 Febbraio 2015 19:04 Link al commento Rapporto

    CARI LETTORI,OGGI LA COMPARSA DEL LUPO RAPPRESENTA UN EVENTO STRAORDINARIO,MA NEGLI ANNI 50 A SERRA LA NEVE ERA PRESENTE TUTTO L'INVERNO,E I NOSTRI AVI DOVEVANO CONVIVERE CON IL BRANCO DI LUPI CHE AFFAMATI SCENDEVANO A VALLE PER NUTRIRSI,(PECORE,GALLINE,MAIALI ERANO IL LORO BOTTINO)RICORDO COME UN SOGNO CHE NELLA CONTRADA PITTINA DOVE MIO PADRE AVEVA I TERRENI E UN'AZIENDA ZOOTECNICA ,E TRE FAMIGLIE DI COLONI(MASSARI),SI ORGANIZZAVANO IN SQUADRE,E REALIZZAVANO DELLE GROSSA BUCHE RICOPERTE DI FOGLIAME E A TURNO FACEVANO LA GUARDIA DI NOTTE,RICORDO MIO PADRE E MIO ZIO CHE MI RACCONTAVANO DI AVERNE PRESO PARECCHI,ESSENDO DELLE BELVE ,VENIVANO UCCISE CON MUNIZIONI CALIBRO ""20"" CARICATI A PALLETTONI E POI IMBALSAMATE COME TROFEI....ALTRI TEMPI.....DOVE I VALORI E I PRINCIPI ERANO SALDAMENTE LEGATI DALLA VERA AMICIZIA....

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.