Il libro: le "Muse Ioniche" di Ulderico Nisticò

Erano figlie di Zeus e di Mnemosyne, la dea della Memoria. I geni materni erano fondamentali, perché le nove Muse, da Clio a Calliope, si cimentavano in rami del sapere così importanti da dover essere tramandati ai posteri. Le Muse, quindi, intese come metafora della memoria e della trasmissione del sapere. Non è un caso, dunque, che siano proprio loro a dare il titolo all’ultima fatica dello storico e saggista Ulderico Nisticò che, nei due tomi di “Muse Ioniche – Poeti e prosatori in greco e latino” (Città del Sole edizioni) raccoglie opere e scritti che vanno dalla Magna Grecia all’età contemporanea. Il primo volume, si apre con i “Frammenti” di Stesicoro di Medma e si conclude con il “Professio fidei” di Gioacchino da Fiore. Il secondo tomo, invece, abbraccia il lungo periodo storico che va dal medioevo all’età contemporanea. Si tratta di un’opera importante, non solo sotto il profilo letterario, poiché la lettura dei testi aiuta a ripercorre le tappe di una storia della Calabria conosciuta solo a tratti, in maniera superficiale e frammentaria. Grazie al lavoro di Nisticò, è possibile sfatare il mito di chi crede che la Calabria sia stata solo Magna Grecia. E’ vero, “ sulle coste che oggi si chiamano di Calabria, Basilicata, Puglia giunsero, narrano i miti, gli antichissimi Peucezio ed Enotro, e vi trovarono popoli; e i coloni greci incontrarono alti monti e feconde pianure”. Fu in questi territori che “fiorì poesia, scienza, filosofia”. Ma, se non ci fossero stati i devastanti terremoti e le rovinose alluvioni, la Calabria avrebbe potuto, mettere in mostra quelle stratificazioni storiche, frutto di avvicendamenti culturali, che sono percepibili nell’opera di Nisticò. Al periodo magno greco, succede, infatti, quello romano. I discendenti di Romolo vennero in Calabria “ad apprendere quelle arti che le dure vicende del governo dello Stato e della guerra avevano loro vietate, e vi affinarono lingua ed animi”. Il tramonto del periodo romano non coincide con quello delle “Muse ioniche” che, anzi, continuano a far sentire la loro voce, anche, nei lunghi secoli del Medioevo e dell’Età moderna”, quando i “santi monaci scrissero di Dio” ed i “poeti cantarono l’amore in greco e in latino”. Un libro, quindi, che rappresenta un’antologia di testi che offre l’occasione ai lettori ed ai “giovani delle scuole” di conoscere  “un po’ meglio quella Magna Grecia di cui si parla molto senza troppo saperne, e quella cultura ionica più moderna che è affatto ignota”.

Ulderico Nisticò, Muse Ioniche, Città del Sole edizioni, pagine 232, prezzo 14,00 Euro

 

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.