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Dura replica di De Raffele a Giancotti e Tassone: "Prendono in giro i serresi"

"Facce nuove, ma solite idee stataliste e dirigiste, tipiche della spudorata e deleteria ideologia comunista". Arriva  a stretto giro di posta la replica, dura e secca, di Giuseppe De Raffele, presidente del Consiglio Comunale di Serra San Bruno, alle dichiarazioni di Valeria Giancotti e Luigi Tassone, in procinto di essere candidati nella lista che il centrosinistra sta approntando in vista del rinnovo della massima assemblea elettiva cittadina. "E’ veramente antipatico - tuona l'esponente 'azzurro' assistere all’ennesima sceneggiata, in cui i due giovani e rampanti adepti del PD serrese, tentano ancora una volta di prendere in giro l’intelligenza dei cittadini serresi  facendosi passare per il nuovo che avanza, quando dietro, la regia, da veri pupari, è sempre la stessa, ed in fin dei conti, non contando l’età, ma l’esperienza politica, tanto nuovi non si è. Non possono dare lezioni di amministrazione loro che hanno sempre applaudito ai misfatti della fallimentare amministrazione che hanno sostenuto per 10 anni, durata fino a quando l’onorevole Censore, da leader, a quanto pare, (in)discusso del centrosinistra serrese, non decise di staccare la spina. La nostra amministrazione, per carità, è formata da persone normali, con pregi e difetti, ma che hanno nel cuore l’amore per il proprio territorio, della sua gente e della sua storia. Non c’è dubbio che su determinate cose si poteva fare meglio e forse di più, ma non accetto che vengano avanti i nostalgici del connubio Lo Iacono–Censore a dire che 'ci manderanno a casa'". "Se Serra San Bruno si trova in una condizione non particolarmente brillante, ma sia chiaro, non mi pare essere così catastrofica come si dice, la responsabilità grava - secondo il massimo rappresentante del Civico Consesso - anche su loro due che non hanno perso un attimo per sostenere la fallimentare gestione Lo Iacono-Censore a cui sono imputabili per esempio, i tre miliardi di lire di debito (riconosciuto dall’allora commissario prefettizio, la quale, che si faccia chiarezza una volta per tutte, non ebbe altra strada se non quella di aumentare l’aliquota della spazzatura al 43%); del passaggio a Sorical (2004); della manutenzione stradale, praticamente, inesistente (noi abbiamo investito quasi 300mila euro, non neghiamo, comunque ha ancora alcuni interventi sulla rete stradale debbano essere fatti – loro li hanno spesi di consulenze – tutte rendicontabili nella sezione trasparenza sul sito del Comune); degli zero interventi sulla rete idrica (noi abbiamo richiesto un finanziamento di 6,5 milioni di euro per rifarla tutta); sulla Fondazione Monsignor Pisani (e qui la storia da raccontare sarebbe molto lunga); lo sperpero delle risorse del patto territoriale; gestione fallimentare del complesso sportivo (in particolare la piscina), e posso continuare ancora a parlare per giorni e giorni. Per la serie 'contestiamo tanto per ...' mi preme ricordare ai pupari che si proclamano e si propongono quali salvatori della patria, che riguardo alla differenziata, sono stati loro a privatizzarla per tre anni con un canone di 85.000 all'anno, con i mezzi comunali e senza alcun introito e risultato per il Comune o, ancora, rammentare loro la telenovela con l'illuminazione pubblica. Se poi di Eurocoop, di Proserpina, della ditta Alfano e di altri, pensano che i serresi si siano dimenticati, allora pensano proprio male. D’altronde il modello di gestione amministrativa del PD è sotto gli occhi di tutti, la 'Provincia' di Vibo Valentia, amministrata nella sua triste storia solo da loro, è l’emblema del fallimento di chi non solo predica male, ma razzola ancora peggio". "Quindi - sono le parole conclusive della reprimenda di De Raffele - pregherei i due militanti del Partito Democratico, se proprio aspirano ad essere eletti consiglieri di minoranza a sforzarsi di fare una campagna elettorale incentrata sui programmi e sulle idee, anziché basarla sulle menzogne mediante l’uso della macchina del fango che, storicamente, sanno adoperare molto bene"

 

 

 

1 comment

  • luigi vavalà
    luigi vavalà Sabato, 20 Febbraio 2016 20:38 Comment Link Report

    cosa diamine c'entra il comunismo di fra dolcino o di Campanella o di Marx, con i Tassone e i Giancotti? Un po' di senso della misura, altrimenti si diventa tristi comici.

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