Operazione contro la ‘ndrangheta: manette a un imprenditore, sequestrate tre attività commerciali

Ha preso il via alle prime luci dell’alba, un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria finalizzata all'esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di un imprenditore del capoluogo reggino accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento di beni.

Nel corso dell'attività sono state sequestrate tre attività commerciali, per un valore di diverse centinaia di migliaia di euro.

Le indagini, condotte dal Comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria, hanno fatto luce su una “regia occulta” che avrebbe consentito all’indagato di mantenere il controllo di attività commerciali già a lui sequestrate in pregresse vicende penali.

Seguono aggiornamenti

'Ndrangheta: duro colpo alla cosca Bellocco, 45 arresti

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, con il coordinamento della locale Direzione distrettuale antimafia, alle prime luci dell’alba di oggi, con la cornice di sicurezza offerta dagli elicotteri del Comparto aeronavale della guardia di finanza, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 45 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e rapina aggravate dall’utilizzo del “metodo mafioso” e dalla transnazionalità del reato.

Le attività investigative hanno permesso di assestare un duro colpo alla cosca di ‘ndrangheta riconducibile ai Bellocco di Rosarno (RC) e alle sue articolazioni extra regionali, operanti in particolare nel Lazio, in Emilia Romagna e in Lombardia.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà presso la sede del Comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria alle 10.30 di oggi, alla presenza del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, del comandante regionale Calabria Gen.D. Fabio Contini e del comandante del Servizio centrale I.C.O. della guardia di finanza Gen.B. Alessandro  Barbera.

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Blitz contro la 'ndrangheta, nove fermi

Un blitz contro la ‘ndrangheta è stato compiuto all'alba di oggi dai carabinieri del Ros nelle province di Brescia, Mantova, Treviso, Padova e Reggio Calabria.

I militari hanno eseguito un fermo d'indiziato di delitto, emesso dalla Procura distrettuale antimafia di Brescia, a carico di 9 persone indagate per lesioni personali gravi, aggravate dal metodo mafioso e “con la finalità di agevolare la cosca Bellocco di Rosarno“.

Durante l’operazione, denominata “Hope”, sono state effettuate decine di perquisizioni.

'Ndrangheta, catturato Giuseppe Mancuso

La notte scorsa, i carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia e della Compagnia di Tropea hanno fatto irruzione in un’abitazione di Zaccanopoli traendo in arresto  Giuseppe Salvatore Mancuso, figlio di Pantaleone, alias “L’ingegnere”.

Ricercato da più di un anno, Mancuso aveva fatto perdere le proprie tracce nel settembre 2018 evadendo dagli arresti domiciliari che stava scontando a Nicotera.

Al momento dell’irruzione dei militari, l'arrestato è stato trovato in compagnia di 2 persone, un uomo ed una donna, che sono state tratte in arresto per favoreggiamento.

Durante la successiva perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto una pistola con matricola abrasa, un fucile di precisione, due passamontagna, svariate munizioni e  circa 9 mila euro in contanti.

Al terminate le formalità di rito, Mancuso è stato tradotto presso il carcere di Vibo Valentia dove dovrà scontare una pena residua di cinque anni e quattro mesi emanata dal Tribunale di Milano ed una misura cautelare emessa dalla Dda di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione Mediterraneo.

 

Imprenditori vicini alla 'ndrangheta, sequestrati beni per 200 mln di euro

Militari dei Comandi provinciali della Guardia di finanza e dei carabinieri di Reggio Calabria, unitamente a personale del locale Centro operativo della Direzione investigativa antimafia e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di finanza, con il coordinamento della locale Direzione distrettuale antimafia hanno eseguito il sequestro di rapporti finanziari, compendi societari, beni mobili e immobili per un valore complessivo stimato superiore a 200 milioni di euro riconducibili a noti imprenditori indiziati di appartenenza/contiguità alle più importanti cosche del capoluogo.

Maggiori particolari saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10 presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. 

Ucciso per una relazione con la figlia del boss, catturato il presunto responsabile

All'alba di ieri mattina i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Roccella Jonica e della locale Stazione hanno eseguito, a Monasterace, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Cosimo Sorgiovanni, di 41 anni.

Il destinatario della misura, oltre ad essere ritenuto organico alla cosca di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia Ruga, è gravemente indiziato dell’omicidio di Alfredo Pileggi, il 38enne ucciso l’8 febbraio 2016, con 5 colpi di pistola calibro 45, mentre si trovava a bordo della sua Fiat Punto

Le indagini avviate nell'immediatezza dell'agguato hanno permesso agli investigatori di raccogliere "gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza" nei confronti di Sorgiovanni.

Per gli investigatori, il movente dell’omicidio andrebbe ricercato nella relazione extraconiugale intrattenuta da Pileggi con la figlia di un noto esponente della criminalità organizzata locale.

Le indagini hanno permesso agli inquirenti di ottenere ulteriori conferme sulle motivazioni del cruento fatto di sangue, consentendo anche di scoprire che, a maggio 2015, la vittima era stata avvicinata per chiarire la vicenda.

Il suggello alle ipotesi investigative è arrivato grazie ai risultati delle analisi scientifiche che avrebbero permesso di trovare sui vestiti e sul corpo di Sorgiovanni alcune particelle di polvere da sparo pienamente compatibili con i bossoli sequestrati sulla scena del crimine.

L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria.

Vibo: arsenale nascosto dietro un muro con su scritto rito d'affiliazione alla 'ndrangheta

Un arsenale di armi e munizioni, ma anche un rito d'iniziazione alla 'ndrangheta impresso su un muro, oltre a contanti e marijuana già divisa in dosi.

È quanto hanno scovato, durante un’intera giornata di controlli e perquisizioni, i carabinieri a Vibo Valentia e nella frazione di Piscopio.

L'attività, condotta dai militari del Nucleo investigativo e della Compagnia di Vibo Valentia, dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria e della squadra artificieri di Reggio Calabria, rientra nell'ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti in seguito alla sparatoria di qualche settimana fa a Piscopio, costata la vita al 21enne Salvatore Battaglia.

Parte dell'arsenale era occultata nelle mura perimetrali di un'abitazione ed è stato rinvenuto con l'ausilio di una telecamera a sonda utilizzata dai carabinieri nel corso di una perquisizione, durante la quale sui muri perimetrali è stato trovato un rito d'affiliazione alla 'ndrangheta, con su scritto i nomi dei tre cavalieri della c.d.copiata, ovvero Minofrio, Mismizzo, Misgarro.

Dopo aver sequestrato quanto rinvenuto, gli uomini dell'Arma hanno arrestato una persona che, al termine delle formalità di rito, è stata tradotta nel carcere di Vibo Valentia.

Lunghissimo l'elenco delle armi ritrovate: un fucile d’assalto AK 47 kalashnikov, sei fucili di vari modelli, di cui due a pompa ed uno a canne mozze, una mitragliatrice calibro 9, una pistola semiautomatica, un giubbotto antiproiettile, un passamontagna, tre caricatori per pistola, oltre 700 cartucce di vario calibro, quasi ottanta apparecchi d'innesco, polvere da sparo e, ancora, un centinaio di grammi di marijuana per la maggior parte suddivisa in dosi già imbustate singolarmente e pronte per essere spacciate.

Altri due familiari dell’arrestato sono stati denunciati, uno perchè trovato in possesso di denaro contante di cui non ha saputo giustificare la provenienza e l’altro perché trovato in possesso di quasi 300 cartucce di vario calibro.

Inoltre, nelle vicinanze dell'abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto due pistole, una calibro 40 Smith&Wesson e una semiautomatica, un silenziatore, tre caricatori, svariate cartucce e 250 grammi di marijuana.

Scoperto un arsenale della 'ndrangheta, in manette un 31enne

Un vero e proprio arsenale è stato rinvenuto a Reggio Calabria, dai finanzieri del locale Comando provinciale.

In particolare, durante una perquisizione in un garage, nel quale erano apparentemente custoditi capi d'abbigliamento, le fiamme gialle hanno rinvenuto 2 chili e mezzo d'esplosivo, con miccia e detonatore; un panetto da 1.100 grammi di cocaina con su impresso un simbolo della massoneria, 2 pistole mitragliatrici, 6 fucili da caccia, 1 fucile a canne mozze, 4 pistole semiautomatiche, 1 pistola a tamburo, 2 strozzatori per fucile da caccia e oltre 500 cartucce.

Per gli investigatori, le armi, la gran parte delle quali è risultata di provenienza furtiva, potrebbero essere state nella disponibilità della criminale organizzata.

Contestualmente i militari hanno arrestato G.D., 31 anni, del posto, in quanto affittuario del locale.

 

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