'Ndrangheta: sequestrati beni per 20 milioni di euro

La Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni emesso dal Tribunale della città dello Stretto, nei confronti di Angelo Emilio Frascati, 62enne reggino, imprenditore attivo nei settori della grande distribuzione alimentare e del commercio di autovetture.

Nel provvedimento, la Sezione misure di prevenzione "ha riconosciuto la pericolosità sociale" dell'uomo, considerato vicino alla ‘ndrangheta.

La misura trae origine dalle risultanze del procedimento denominato “Fata Morgana” (poi confluito nel procedimento “Ghota”), nell’ambito del quale il 62enne è stato arrestato nel 2016.

L’ingente patrimonio sottoposto a sequestro, il cui valore complessivo supera i 20 milioni di euro, consiste in: 11 aziende, di cui 10 società di capitali ed una società in accomandita semplice, 4 per l’intero capitale sociale e patrimonio aziendale e le altre 7 solo per le quote riconducibili a Frascati.

Tutte le società hanno sede a Reggio Calabria, tranne una che ha la sede legale a Rende (Cd).

Le aziende interessate dal provvedimento sono attive nei settori: della grande distribuzione alimentare, del commercio automezzi, delle costruzioni, immobiliare e delle sale da gioco.

Sequestrati, inoltre: venti immobili riconducibili al patrimonio dell'imprenditore e dei suoi familiari e disponibilità finanziarie in fase di quantificazione.  

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'Ndrangheta, faida tra cosche: fatta luce su un omicidio avvenuto negli anni ottanta

Al termine di articolate indagini condotte dalla squadra mobile reggina, sotto le direttive della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Destinatario del provvedimento, emesso dal gip presso il tribunale della città dello Stretto, è Tommaso Costa, di 60 anni.

Considerato dagli inquirenti elemento di spicco dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta di Siderno (RC), Costa è ritenuto il principale autore di un efferato omicidio consumato durante la cruenta faida scoppiata tra le cosche Commisso e Costa, tra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ’90.

Secondo gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, il sessantenne avrebbe deciso ed eseguito, in concorso con un complice deceduto, l’omicidio di Vincenzo Figliomeni (alias Brigante), avvenuto a Siderno il 19 novembre 1988.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata notificata nel carcere di Viterbo, dove Costa è attualmente detenuto.

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Caulonia, pubblicato il bando per l'affidamento dei beni confiscati alla 'ndrangheta

Il Comune di Caulonia in prima linea per il riutilizzo e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. 

È stato, infatti, pubblicato sull’albo online dell'ente, il bando per l'affidamento in concessione, ad associazioni, cooperative ed organizzazioni che si occupano di sociale, di tre immobili confiscati, in buone condizioni e pronti all’uso.  

«Un atto politico forte – ha spiegato il sindaco Belcastro - che consolida l’impegno di questa amministrazione comunale per la legalità e per il contrasto alle mafie. Sarà l’occasione per valorizzare e utilizzare i beni per fini nobili restituendoli alla collettività, con l'obiettivo di renderli fruibili in ambito sociale. I beni confiscati – ha proseguito il primo cittadino cauloniese - oltre ad avere un valore economico intrinseco, hanno un grande valore simbolico, segno concreto dell'azione dello Stato contro la criminalità organizzata. Restituire alla comunità i beni sottratti alla criminalità organizzata significa affermare in modo netto e tangibile il principio di legalità».  

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 12:00 del 6 marzo prossimo, tramite raccomandata o plico consegnato a mano.

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'Ndrangheta: catturato il latitante Francesco Strangio

Questa notte i carabinieri di Reggio Calabria e Cosenza e dello Squadrone Cacciatori Calabria hanno catturato il latitante Francesco Strangio.

L’uomo, in fuga da un anno, è stato rintracciato a Rose, piccolo Comune del Cosentino, in un appartamento all’ultimo piano di un condominio del centro abitato.

Pluripregiudicato ritenuto contiguo alla cosca Strangio-Janchi di San Luca, Strangio deve scontare 14 anni per narcotraffico internazionale, per aver negoziato e gestito l’importazione di ingenti quantità di cocaina dal Sudamerica.

 

Operazione contro il clan Mancuso, il plauso di Wanda Ferro (FdI)

“L’operazione condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro guidata dal dott. Nicola Gratteri e dalla guardia di finanza, che ha portato al fermo di 25 persone legate alla potente cosca Mancuso di Limbadi accusate di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, è l’ulteriore prova della capacità degli organismi inquirenti di colpire con costante determinazione ogni settore di attività della ‘ndrangheta. Aver disarticolato l’organizzazione impegnata nel narcotraffico rappresenta un colpo durissimo, organizzativo ed economico, all’attività della cosca Mancuso, ritenuta la più potente d’Europa e forte di consolidati rapporti con i cartelli dei narcos sudamericani e non solo. Rivolgo quindi un plauso agli investigatori delle fiamme gialle e ai magistrati della Dda, che proseguono a testa bassa il proprio lavoro di contrasto alla criminalità organizzata, senza lasciarsi condizionare da polemiche o ingerenze, nella consapevolezza di avere dalla propria parte il sostegno delle forze sane e oneste di una Calabria che vuole liberarsi dalla ‘ndrangheta e dal malaffare”.

È quanto scrive in una nota, il segretario della Commissione parlamentare antimafia, on. Wanda Ferro (FdI)

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Traffico di stupefacenti, duro colpo alla cosca Mancuso

Le fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e dello Scico di Roma, coordinate e dirette dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno eseguito venticinque fermi, nei confronti di elementi ritenuti organici o legati alla cosca Mancuso di Limbadi (VV).

Per tutti gli indagati, l'accusa, a vario titolo, è di traffico internazionale di stupefacenti.

I particolari dell’operazione saranno illustrati dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dal comandante regionale della Guardia di finanza Calabria, generale Fabio Contini e dal comandante dello Scico di Roma, generale Alessandro Barbera, alle ore 11.00 di oggi, presso la sede del Comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro.

'Ndrangheta: arresti e perquisizioni nell'alto Lazio

A partire dall'alba di oggi, i carabinieri del comando provinciale di Viterbo, coadiuvati dal Raggruppamento aeromobili di Pratica di Mare, dalle unità cinofile e da militari dell’VIII Reggimento Lazio, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Roma, che dispone l’arresto di 13 persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Nel corso del blitz sono state effettuate anche numerose perquisizioni.

L'operazione ha permesso di portare alla luce un’organizzazione dai connotati mafiosi, dedita principalmente ad imporre, in tutto il Viterbese, il proprio controllo su attività economiche, come ‘compro oro’, locali notturni, ditte di trasloco e recupero crediti.

Le indagini hanno consentito agli investigatori di “ricostruire i tasselli di un mosaico che ha portato alla luce un pericoloso panorama criminale“. 

Il sodalizio finito nel mirino del maxi blitz aveva “solidi collegamenti con ambienti ‘ndranghetisti“. L’organizzazione si era imposta a Viterbo e provincia “attraverso una serie di aggressioni e gravi atti intimidatori, esercitando un’azione di controllo del territorio. Particolarmente gravi gli episodi che hanno visto incendiare l’auto a carabinieri“. 

Operazione contro la 'ndrangheta, arresti e perquisizioni

Ha preso il via alle prime ore di questa mattina un’operazione condotta dai carabinieri del Ros e del Gruppo di Aosta, finalizzata all’esecuzione di provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Torino, nei confronti dei componenti di un sodalizio ‘ndranghetistico operante in Valle d’Aosta, riconducibile ad elementi della famiglia "Nirta-Scalzone" di San Luca (RC) con collegamenti in Piemonte e Calabria.

Le indagini hanno consentito di ricostruire le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico-imprenditoriale ed un giro di narcotraffico tra Spagna e Italia. 

L’operazione, denominata “Geenna”, ha interessato anche Calabria, Piemonte, Lombardia, Sicilia e Liguria.

Le indagini hanno documentato per la prima volta che “la ‘ndrangheta era operativa con una propria stabile struttura ad Aosta, infiltrando pesantemente il tessuto economico, sociale e politico della regione“.

Il sodalizio era anche coinvolto nell’importazione di ingenti partite di cocaina tra Spagna, Calabria e Piemonte. 

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