Infiltrazioni mafiose, prorogato lo scioglimento di due Consigli comunali calabresi

Il Consiglio dei ministri svoltosi ieri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini, tenuto conto che non risulta ancora conclusa l’azione di recupero e di risanamento delle istituzioni locali dai condizionamenti esercitati dalla criminalità organizzata ha deliberato la proroga, per sei mesi, dello scioglimento dei Consigli comunali di Cropani (Catanzaro) e Brancaleone (Reggio Calabria).

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Operazione internazionale contro la ʼndrangheta: 90 arresti tra Europa e Sud america

Ha preso il via alle prime luci dell'alba di oggi, un'imponente operazione internazionale di polizia, coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha visto impegnate autorità giudiziarie e forze dell'ordine di Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio.

L' operazione è finalizzata a colpire la ‘ndrangheta e le sue proiezioni in Europa e nel Sud America.

In particolare, sono state contemporaneamente arrestate, in diversi Stati europei e del Sud America, 90 persone, ritenute affilite a storiche famiglie di 'ndrangheta, operanti principalmente della Locride. 

I destinatari delle misure sono accusati, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, associazione mafiosa, riciclaggio, fittizia intestazione di beni ed altri reati, aggravati dalle modalità mafiose.  

L’ operazione rappresenta il frutto di un inteso lavoro svolto nel corso degli anni nell’ambito di una Squadra investigativa comune (Joint Investigation Team), costituita presso Eurojust, tra magistratura e forze di polizia di Italia, Paesi Bassi e Germania, cui hanno aderito, per l’Italia, la Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria e reparti della polizia di Stato e della guardia di finanza.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 16.30, presso gli uffici romani della Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo, alla presenza del procuratore nazionale e del titolare della Procura distrettuale di Reggio Calabria.

'Ndrangheta: intestazione fittizia di beni, tre arresti

I finanzieri del Comando provinciale di Bologna e dello Scico (Servizio centrale investigazione criminalità organizzata) di Roma hanno eseguito, in Calabria, Emilia–Romagna e Lazio, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 3 persone ritenute contigue alla cosca Iamonte di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria).

I destinatari della misura sono accusati d'intestazione fittizia di beni, con l’aggravante del fine di voler agevolare l’attività dell’organizzazione ‘ndranghetistica.

Durante l'operazione, che ha portato al sequestro di beni per circa 8,5 milioni, sono state effettuate diverse perquisizioni.

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'Ndrangheta, sequestrati beni per un milione di euro

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione al decreto di sequestro di beni aziendali, immobili e finanziari riconducibili al patrimonio di Giovanni Battista Cacciola. Il cinquantaquattrenne di Rosarno (Rc), è indiziato di appartenere a vario titolo alla cosca di ‘ndrangheta denominata “Cacciola-Grasso”, una delle consorterie criminali più agguerrite del mandamento tirrenico che esercita la propria egemonia sul territorio di Rosarno, Gioia Tauro e zone limitrofe.

Le risultanze prodotte dal Nucleo investigativo reggino, sulle quali si fonda il provvedimento, derivano dagli esiti dell’indagine denominata “"Mauser", formulata al termine dell'operazione "Scacco matto", conclusasi con la condanna in primo grado, successivamente confermata dalla locale Corte d'appello, alla pena di 16 anni di reclusione ed a 26 mila euro di multa, per i reati di associazione di tipo mafioso "costituita allo scopo di commettere plurimi delitti di acquisto, trasporto e commercializzazione di sostanza stupefacente del tipo cocaina".

Ritenuto vicino ad esponenti contigui alle “‘ndrine” che operano nella zona tirrenica, Cacciola è considerato “elemento di spicco in virtù dell’attività delinquenziale palesata che di recente si è estrinsecata nel campo dei delitti contro la persona e il patrimonio, quale "capo, promotore ed organizzatore' dell'omonima associazione mafiosa".

Infatti, lo scorso 9 luglio, è stato destinatario di fermo d'indiziato di delitto emesso dalla Dda reggina per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’indagine denominata “Ares” condotta dal Gruppo carabinieri di Gioia Tauro.

Nella circostanza sono stati sottoposti a sequestro un esercizio pubblico, un’azienda agricola, quattro immobili, 5 terreni, assieme a conti correnti e prodotti finanziari riconducibili all’interessato e al suo nucleo familiare, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

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Gratteri: "In Italia i ladri di polli sono diventati mafie

 “Non è con colpi di spillo che possiamo arginare il fenomeno mafioso. Occorre avere il potere, la volontà e la libertà di creare un sistema giudiziario all’altezza del contrasto alla criminalità altrimenti continueremo a parlarci addosso”.

Con queste parole il procuratore della repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri ha concluso il suo intervento alla conferenza nazionale “Sicurezza e legalità” aperta a Napoli e promossa dal Dipartimento nazionale antimafia, dalla Regione Campania e dall’Eurispes. Gratteri aveva esordito dicendo che “occorre capire perché in Italia i ladri di polli sono diventati mafie e altrove questo non si è verificato. Negli ultimi venticinque anni abbiamo visto diminuire il livello etico e culturale nel nostro Paese con conseguenze pericolose”.

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“Storia segreta della ‘ndrangheta”, il nuovo libro di Gratteri e Nicaso

"Storia segreta della ‘ndrangheta”, il nuovo libro del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dello storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, sarà presentato a Reggio Calabria giovedì 22 novembre, alle ore 18, nella Sala Perri di Palazzo Alvaro (Piazza Italia).

L’evento, organizzato dall’Associazione culturale Incroci, con la collaborazione della Libreria Nuova Ave e il patrocinio della Città metropolitana di Reggio Calabria, sarà condotto dalla giornalista e scrittrice Paola Bottero che intervisterà gli autori, entrambi presenti all’incontro.

“Storia segreta della ‘ndrangheta” è insieme un grido d’allarme e una dichiarazione di guerra che intende farci capire quanto sia necessario sia combattere con ogni mezzo questo «mostruoso animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a proteggerlo, a tutelarlo e a legittimarlo», e spezzare quell’oscuro grumo di potere che continua ad alimentarlo.

Il libro scritto a due mani dal magistrato antimafia, tra i più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, e da uno tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, sta rapidamente scalando le classifiche di vendita (appena uscito è già stato ristampato) ed è l’ultimo di una serie di fortunati best seller con cui i due autori hanno svelato al mondo i meccanismi della mafia calabrese, una delle organizzazioni criminali più pericolose e potenti del pianeta, con un fatturato annuo di diverse decine di miliardi di euro, in gran parte provenienti dal traffico internazionale di cocaina. Grazie alla sua enorme capacità di stringere relazioni con il potere, la ‘ndrangheta si è infatti radicata in quasi tutti i continenti e ha assunto una dimensione “globale”, in un singolare connubio di tradizione e adattabilità, forza d’urto e mediazione, logiche tribali e cointeressenze politico-finanziarie. Ma la ‘ndrangheta è anche, incredibilmente, l’organizzazione mafiosa meno conosciuta, tanto che non molti anni fa, prima della strage di Duisburg in Germania, era ancora considerata una versione casereccia e “stracciona” di Cosa nostra.

“Se il potere politico avesse voluto, oggi noi avremmo un potere mafioso inferiore dell’80 per cento”, ha dichiarato Gratteri presentando il nuovo libro nel programma “Quante Storie” di Corrado Augias. “Noi dobbiamo lottare e denunciare queste cose, non possiamo stare zitti. Noi dobbiamo lavorare 12 ore di notte e di giorno, rinunciare alle ferie, tutto quello che è necessario fare. Non mi sta bene quella frase che si usa quando si è in difficoltà: i giudici devono parlare con le sentenze. Non è vero. La gente deve sapere anche la nostra versione”. E l’appuntamento del 22 novembre a Reggio Calabria servirà ad approfondire proprio questo: la versione di un magistrato e di uno studioso che hanno deciso di dedicare la loro vita a combattere la ‘ndrangheta, uno dei mali assoluti del nostro tempo.

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'Ndrangheta, operazione "Quinta bolgia": 24 persone in manette, coinvolto anche un ex parlamentare

I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica – Dda di Catanzaro, con il supporto dello Scico di Roma, hanno eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere e 12 agli arresti domiciliari, tra persone ritenute appartenenti ad una cosca di ‘ndrangheta e pubblici amministratori, ai domiciliari anche un ex parlamentare) e il sequestro di beni per un valore di dieci milioni di euro.

I particolari dell’operazione “Quinta Bolgia” saranno illustrati dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dal Procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, dal comandante provinciale di Catanzaro, generale Davide Rametta e dal comandante dello Scico di Roma, generale Alessandro Barbera, alle ore 11.00 di oggi presso la sede del Comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro.



'Ndrangheta, arrestati componenti delle cosche "Ferrentino-Chindamo" e "Lamari" (VIDEO)

Nelle prime ore di oggi (9 novembre) a Laureana di Borrello (RC), i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, con la collaborazione dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia Reggina diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno proceduto all'arresto di C. A., 30 anni, S. G., 29anni e L. F., 32anni, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso ed intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di aver agito con la finalità di agevolare la ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata Locale di Laureana di Borrello - formata dalle famiglie “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari” - operante nel Comune di Laureana di Borrello (RC) e comuni limitrofi con ramificazioni in tutta la provincia reggina ed in altre province della Lombardia.

Il provvedimento giunge al termine del giudizio dibattimentale celebratosi in seguito delle risultanze emerse nel corso dell’operazione di polizia denominata “Lex” del 03 novembre 2016, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, le cui indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di 42 indagati ritenuti intranei, o comunque vicini, alle cosche di ‘ndrangheta attive nel territorio di Laureana di Borrello ed altre città italiane, ossia quelle dei “Lamar” e “Chindamo-Ferrentino”.

In particolare le attività investigative avevano permesso di far luce su una serie di episodi criminosi, registrati nei territori della municipalità di Laureana di Borrello (RC) e zone limitrofe a partire dal mese di giugno del 2014, dai quali erano emersi chiari elementi indizianti circa l’operatività e l’efferatezza dell’azione criminale di un sodalizio attivo in quell’area ed in grado di esercitare un controllo di tipo mafioso sull’intera comunità. I fermi, emessi in via d’urgenza anche per l’esistenza del concreto pericolo di fuga di alcuni indagati, avevano quindi consentito di assicurare, in poco tempo, alla giustizia soggetti ritenuti avere ruoli di vertice in seno alle cosche “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari”, quali articolazioni autonome dell’associazione per delinquere di tipo ‘ndranghetistico nota come “Locale di Laureana di Borrello” del Mandamento Tirrenico, con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre province del Nord Italia e segnatamente Milano, Varese, Pavia e Como.

In quella circostanza, inoltre, era stata avvalorata dalla Procura Antimafia l’ipotesi investigativa per cui il Comune di Laureana di Borrello fosse stato, da anni, un ente per certi aspetti soggetto ai condizionamenti da parte cosche di ‘ndrangheta locali che, grazie alle compiacenze di alcuni politici, erano riuscite ad ottenere l’aggiudicazione di alcuni appalti comunali, facendo leva anche sui rapporti, stretti e continuativi, riscontrati tra gli affiliati alle cosche ed alcuni esponenti della politica locale di Laureana di Borrello.

Di qui la pronuncia del Tribunale di Reggio Calabria che, il 16 ottobre u.s., ha emesso una sentenza di condanna nei confronti degli imputati, odierni arrestati. In particolare:

  • C. A., condannato ad anni 13 e mesi 4 di reclusione, quale capo, promotore ed organizzatore dell’associazione, con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere e con compiti operativi nel settore delle armi e danneggiamenti, deputato a tenere i rapporti con le figure apicali delle altre articolazioni territoriali della ‘ndrangheta;

  • S. G., condannato ad anni 10 e mesi 8 di reclusione, quale partecipe alla cosca Chindamo – Ferrentino, con compiti operativi nel settore delle armi, essendo l’armiere della cosca, e nel settore della coltivazione e vendita di sostanze stupefacenti, ed a completa disposizione degli interessi della cosca, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo;

  • L. F., condannato ad anni 11 di reclusione, quale partecipe alla Cosca Lamari, dopo una precedente “vicinanza” all’altro gruppo criminale mafioso dei Chindamo – Ferrentino, nel cui interesse era stato anche intestatario di una ditta edile (Dima Costruzioni, con sede a Voghera (PV), con compiti operativi anche nel settore delle armi ed addetto al controllo del territorio in veste di “picciotto di giornata”, delegato a riferire al capo Lamari Enzo gli spostamenti sul territorio anche dei componenti della cosca contrapposta.

All’esito degli adempimenti di rito, gli arrestati sono stati quindi tradotti presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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