Operazione "Golgota" contro la 'ndrangheta, decine di arresti

Crotone - E’ scattata all’alba di oggi l’operazione, denominata “Golgota”, con la quale la Polizia ha arrestato decine di presunti affiliati alle famiglie di ‘ndrangheta Arena-Nicoscia di Isola di Capo Rizzuto e Mannolo di San Leonardo di Cutro, accusati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, e porto e detenzione illegale di armi e munizioni.


Gli arresti - scaturiti in seguito alle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro - sono stati eseguiti dagli uomini della Questura di Crotone e del Servizio centrale operativo, in collaborazione con i colleghi delle Squadre mobili di Bergamo, Catanzaro, Cosenza, Milano, Novara, Vibo Valentia e Reggio Calabria, del Reparto prevenzione crimine di Bari, Cosenza, Lecce, Vibo Valentia e Siderno e delle unità cinofile di Vibo Valentia e Reggio Calabria e il supporto dell’elicottero del V Reparto Volo di Reggio Calabria.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alla questura di Crotone alle 11 di oggi, alla presenza del procuratore Gratteri, del direttore della Direzione centrale anticrimine Francesco Messina, del direttore del Servizio centrale operativo Fausto Lamparelli e del questore di Crotone Massimo Gambino.

“Rinascita Scott”: cattura di Cracolici, i complimenti del Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”.

La cattura del pericoloso latitante della ‘ndrangheta Domenico Cracolici, avvenuta questa notte ad opera dei Reparti Speciali dei Carabinieri di Vibo Valentia - dopo altre importanti operazioni condotte dai militari di Palermo (operazione “Bivio" e “Dominio*), Modica (RG) (operazione “Delivery”), Locri (RC) (operazione “Mandamento Ionico") e Petilia Policastro (KR) (operazione “Eleo") - testimonia il grande impegno investigativo e operativo in questi territori da parte dell'Arma e la grande intesa con la Magistratura."
 
Con queste parole il Comandante Interregionale “Culqualber", Generale di Corpo d'Armata Gianfranco Cavallo, ha voluto esprimere il proprio vivo compiacimento e il ringraziamento ai reparti dell’Arma che in queste ultime ore, con il coordinamento delle Direzioni Distrettuali Antimafia interessate, hanno messo a segno importanti risultati nella lotta alla criminalità mafiosa in Sicilia e Calabria, regioni di competenza del Comando di Vertice di Messina.
 
Il Generale Cavallo ha preso spunto dal blitz di questa notte, che ha portato alla cattura di uno dei più pericolosi latitanti in ambito nazionale, sfuggito all'operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro, nota come “Rinascita Scott", per rimarcare che la ricerca dei catturandi deve essere una delle principali attività di contrasto dei carabinieri all'arroganza delle cosche mafiose.
 
La Legge, infatti, nelle sue finalità, non avrebbe alcun valore, la sanzione penale alcuna esecuzione, l'autorità dei giudici alcun sostegno e forza, se gli organi di polizia giudiziaria non riuscissero ad assicurare alla giustizia i latitanti.

 

  • Pubblicato in Cronaca

'Ndrangheta: arrestato il presunto boss Domenico Cracolici, era nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia

È finita nella notte la latitanza di Domenico Cracolici.
 
L'uomo, ritenuto elemento di spicco dell'omonima ‘ndrina, è stato catturato in un casolare isolato nelle campagne di Maida.
 
A stringergli le manette attorno ai polsi sono stati i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, del Nucleo investigativo di Vibo Valentia e dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”.
 
Sfuggito alla cattura il 19 dicembre 2019 in seguito ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, nell'ambito dell’operazione “Rinascita-Scott”, per associazione mafiosa - in quanto considerato promotore della struttura criminale attiva a Maierato a Filogaso - recentemente, in ragione del suo spessore criminale e della perdurante latitanza, era stato inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia.
 
Alla cattura, i carabiniri sono giunti grazie ad oltre un anno di meticolose indagini, svolte con il coordinamento della Dda di Catanzaro.
 
L'attività investigativa è stata resa difficoltosa dall’estrema mobilità di Cracolici che, muovendosi su un territorio a lui ben noto, è riuscito a confondere e coprire le sue tracce, impegnando gli investigatori in un’estenuante attività di ricerca.
 
La tenacia dei militari e del pool di magistrati antimafia, che nel corso degli ultimi mesi sono riusciti ad individuare l’area nella quale si riteneva probabile la sua presenza, ha permesso di stringere il cerchio intorno al latitante, fino alla sua individuazione che la scorsa notte ha portato al blitz conclusosi con la cattura, alla quale, sorpreso nel sonno, non ha opposto alcuna resistenza.
 
Durante la latitanza, Cracolici aveva evitato l'esecuzionne di un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito dell’operazione "Imponimento”, eseguita dal Gico della guardia di finanza di Catanzaro il 21 luglio 2020.
 
Dopo l'arresto, Cracolici è rinchiuso nel carcere di Vibo Valentia.

 

'Ndrangheta, dieci arresti nella Locride

Questa mattina i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Locri su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, a carico di 10 persone ritenute affiliate a diverse consorterie criminali del territorio locrideo.

I destinatari del provvedimento sono già stati condannati dal Tribunale di Locri il 22 giugno scorso nell'ambito del procedimento penale scaturito in seguito dell’operazione “Mandamento Jonico”, poiché ritenuti responsabili di aver fatto parte di una associazione di tipo mafioso operante sull’intero territorio nazionale, allo scopo di commettere delitti in materia di armi, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, nonché in materia di commercio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usure, furti, abusivo esercizio di attività finanziaria, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche.

Gli arrestati sono: 1. Roberto Aguì, 49 anni, condannato in primo grado a 13 anni e 6 mesi di reclusione; 2. Domenico Gullì, 35 anni, già condannato a 9 anni di reclusione, ritenuto appartenere alla locale di Melito Porto Salvo; 3. Carmelo Gaetano Ietto, 74 anni, già condannato a 20 anni di reclusione; 4. Giovanni Manglaviti, 56 anni, di Bovalino, già condannato a 19 anni di reclusione, perché ritenuto colpevole del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso; 5. Giuseppe Marvelli, 67 anni, già condannato a 24 anni di reclusione, perché ritenuto responsabile della locale di Natile di Careri; 6. Paolo Marvelli,  32 anni, già condannato a 12 anni di reclusione; 7. Antonio Pelle, 33 anni, già condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione; 8. Tommaso Pasquale Romeo, 72 anni, già condannato a 12 anni di reclusione; 9. Tonino Scipione, 41 anni, già condannato a 9 anni di reclusione; 10. Filippo Santanna, 70 anni, già condannato a 9 anni di reclusione.

Gli arrestati sono destinatari di custodia carceraria ad eccezione di Santanna che è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

‘Ndrangheta, fatta luce su un caso di lupara bianca

Ci sarebbero anche i responsabili di un episodio di lupara bianca, tra i destinatari del decreto di fermo d’indiziato di delitto eseguito questa mattina dai carabinieri, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Nel corso delle indagini, dalle quali è emersa l’operatività della cosca di ‘ndrangheta attiva nei comuni di Petilia Policastro e Cotronei, è stata fatta luce sulla scomparsa, avvenuta il 30 ottobre 2018, dell’allevatore Massimo Vona.

Per gli investigatori, la vittima dopo essere stata attirata presso un’azienda agricola in località “Scardiato” di Petilia Policastro, con il falso pretesto di “consegnargli” i responsabili dell’incendio appiccato nel 2016 ad un suo capannone, sarebbe stata uccisa, con almeno due colpi d’arma da fuoco.

Una volta compiuto il delitto, i responsabili si sarebbero liberati del cadavere che non è mai stato rinvenuto.

L’8 novembre 2018, in località Scavino di Petilia Policastro, i carabinieri hanno rinvenuto solo i resti dell’auto di Vona, completamente distrutta dalle fiamme e abbandonata in una stradina interpoderale.

Operazione contro la 'ndrangheta, fermate 12 persone

All’alba di oggi, a Petilia Policastro (Kr) e Bussolengo (Vr), i carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto dei colleghi del Comando Provinciale di Verona e dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nei confronti di 12 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, usura, delitti in materia di armi, furti, danneggiamenti seguiti da incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, terrà alle ore 11 di oggi, presso il Comando legione carabinieri Calabria di Catanzaro.

Calabria, operazione “Basso profilo” contro la ‘ndrangheta: domiciliari per l'assessore regionale Francesco Talarico

C’è anche l’assessore regionale al Bilancio, Francesco Talarico (UdC), tra i 48 arrestati nell’ambito dell’operazione “Basso profilo”.

Il blitz, condotto questa mattina da Dia, polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza, ha preso di mira i clan di ‘ndrangheta di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come Bonaventura, Aracri, Arena e Grande Aracri.

Nell’operazione che ha portato ai domiciliari Talarico, è indagato anche il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, il quale ha dichiarato: "Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell'operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale con effetto immediato".

'Ndrangheta, Operazione “Faust": Colpita la cosca Pisano. Domiciliari per il sindaco e un consigliere comunale di Rosarno

È stata denominata 'Faust', l'operazione con la quale, questa mattina, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 49 persone.

Gli arresti sono stati compiuti a Rosarno, Polistena ed Anoia, nonché nelle province di Vibo Valentia, Messina, Salerno, Matera, Brindisi, Taranto, Alessandria e Pavia.

Con l’ operazione, gli investigatori hanno fatto luce sulle modalità operative della cosca dei 'Pisano', conosciuti comi 'i diavoli di Rosarno', nonché, in un contesto che rivela cointeressenze di sodalizi operanti nel mandamento tirrenico, la pervasività dell’articolazione territoriale di ‘ndrangheta denominata società di Polistena -  capeggiata da esponenti della famiglia “Longo” - e della locale di ‘ndrangheta di Anoia.

Tra le persone finite ai domiciliari, anche il sindaco di Rosarno, Giuseppe Idà ed il consigliere comunale Domenico Scriva.

Per gli investigatori, i due amministratori avrebbero beneficiato dell’appoggio elettorale fornito dalla cosca 'Pisano', in cambio della promessa di incarichi nell’organigramma comunale a uomini di fiducia della consorteria criminale.

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