Parco delle Serre e Mangiatorella insieme per il territorio

Il Parco Naturale Regionale delle Serre , impegnato nelle attività di protezione, valorizzazione e promozione del patrimonio naturalistico, ha siglato con Mangiatorella SpA un protocollo d'intesa per raggiungere la missione condivisa di promuovere la conoscenza delle bellezze del territorio delle Serre insieme alle realtà storiche e produttive che esso ospita.

L'accordo, sottoscritto dal neo Commissario Straordinario Alfonso Grillo con il supporto del Direttore Francesco Maria Pititto, vuole porre le basi di una collaborazione che metterà in campo know how e competenze specifiche allo scopo di aumentare la notorietà e la conoscenza delle attività artistiche, culturali, naturalistiche e produttive dell'area protetta, stimolare promuovere il flusso turistico regionale ed extra-regionale, promuovere il valore storico e naturalistico del Parco, rafforzare il legame del consumatore con il territorio calabrese, espressione di genuinità, purezza e benessere, collaborare con le competenti Istituzioni locali per il mantenimento di una adeguata accessibilità e fruibilità delle località e dei siti d'interesse presenti nel Parco delle Serre.

Mossi quindi dall'obiettivo comune della promozione del territorio, Mangiatorella e Parco delle Serre, insieme, stanno già elaborando alcuni progetti e iniziative che saranno presto resi note nei rispettivi canali digitali istituzionali, allo scopo di promuovere la purezza e la bellezza che il territorio offre ed incentivare il turismo, a partire da quello sostenibile.

Il Parco si candida a meta del turismo sostenibile ed esperenziale - ha dichiarato Alfonso Grillo, commissario dell’Ente- è necessario, dunque, avviare un processo di riforme che elevano la proposta su livelli di qualità, la collaborazione con tutti i soggetti, pubblici e privati, che agiscono dentro il territorio delle serre, diventa dunque decisiva.

Mangiatorella rappresenta una realtà aziendale consolidata, presente sulle tavole delle famiglie di molte regioni Italiane e del mondo, quindi capace di veicolare la nostra proposta anche fuori dai confini nazionali.

“La Calabria è una terra ricca di storia - ha dichiarato il Dr. Francesco Federico responsabile  Marketing  e Finanza di Mangiatorella S.p.A - fascino, risorse ed opportunità e la collaborazione avviata è un esempio di come fare rete sia determinante e possibile anche tra realtà apparentemente diverse ma accomunate da uno spirito ed obiettivi comuni.

 

 

 

Parco delle Serre, Carvelli esprime soddisfazione per la nomina di Alfonso Grillo

"Esprimo viva soddisfazione per la nomina del commissario straordinario del Parco naturale regionale delle Serre, e ringrazio il presidente Occhiuto per la sensibilità dimostrata nel dare all’ente una guida autorevole nella persona di Alfonso Grillo. Sono certa che il neo commissario sarà in grado di rilanciare l’ente Parco nella sua missione di tutela e di valorizzazione del patrimonio naturalistico delle Serre vibonesi restituendo agibilità alla funzionalità del Parco, soprattutto in questo particolare momento storico, fecondo di importanti opportunità da cogliere in termini di finanziamenti nazionali ed europei finalizzati specificatamente alla tutela ed alla promozione del nostro patrimonio naturalistico in funzione di un turismo eco-sostenibile.

Una nomina, questa del neo commissario, che arriva soprattutto in un momento cruciale nella vita dell’Ente Parco; è infatti in itinere la procedura per la nomina del Presidente, che porrà fine al precario e straordinario istituto del commissariamento, e che concederà all’ente un’amministrazione completa e che sia nelle condizioni di poter svolgere il proprio ruolo nel pieno delle sue funzioni.

Al fine infatti di ottemperare all’impegno più volte esplicitato dal presidente del Consiglio regionale, On. Filippo Mancuso, di nominare il presidente del Parco e sancito attraverso una nota nella quale chiede ufficialmente di avviare detta procedura, la sottoscritta, in qualità di presidente della Comunità del Parco ha ufficialmente chiesto ad ogni componente della Comunità l'indicazione di una rosa di candidati da sottoporre all’On. Mancuso, per la successiva nomina del presidente del Parco.

Il Parco delle Serre rappresenta un volano per lo sviluppo dell’area interna delle serre calabre; gli indirizzi politici di questo ente strategico devono ritornare appannaggio del territorio e degli enti locali che lo amministrano attraverso la nomina del presidente dell’ente prima e del consiglio direttivo, al fine di avviare un’azione sinergica che, partendo dalle criticità, possa far esprimere a 360 gradi tutte le potenzialità dell’Ente".

 E' quanto scrive in una nota, il presidente della Comunità del Parco delle Serre, Melania Carvelli.

 

Parco delle Serre, Alfonso Grillo è il nuovo commissario

Alfonso Grillo è il nuovo commissario del Parco naturale regionale delle Serre.

La giunta regionale della Calabria presieduta da Roberto Occhiuto ha, quindi, rimosso la situazione di stallo che si trascinava da settembre scorso, quando era scaduta la proroga del commissario Giovanni Aramini.

In attesa del completamento dell’iter che dovrebbe portare alla nomina del presidente, i vertici della Cittadella hanno deciso, pertanto, di riproporre la soluzione commissariale con l’intento di rilanciare l’attività amministrativa anche in vista della prossima stagione estiva.

Il nuovo commissario avrà il compito, tutt’altro che semplice, di dare un indirizzo all’ente di protezione ambientale e di traghettarlo verso una nuova stagione.

Un compito per il quale Grillo ha dalla sua, non solo le esperienze maturate in qualità di sindaco di Gerocarne e consigliere regionale della Calabria, ma anche il ruolo svolto nella nascita del Parco delle Serre di cui è stato uno dei fondatori.

ASP Vibo Valentia: Alfonso Grillo denuncia lo stato disastroso in cui si trova la sanità vibonese.

Il Commissario Scura ed il Ministro Lorenzin intervengano al più presto affinché ai cittadini del vibonese sia garantito il diritto alla tutela della salute.

La denuncia che fa Grillo, a mezzo stampa, è forte e chiara e ha il tenore di una bocciatura che non lascia alcun dubbio sull'operato del governatore Oliverio in tema di sanità e sulla gestione delle aziende sanitarie calabresi, in particolare modo quella di Vibo Valentia. Ciò che sta avvenendo in questi giorni all'interno del PD è davvero singolare, fa riflettere, non c'è giorno in cui non si assiste a critiche, denunce, accuse da parte di esponenti locali all'indirizzo del governatore della calabria Oliverio e del management dell'Asp di Vibo Valentia.

Terreno di scontro la sanità Vibonese, e non solo. Senza entrare nel merito della guerra di posizione chiaramente in atto all'interno del PD, va dato atto specialmente ai consiglieri comunali del PD, di aver avuto il coraggio di denunciare ciò che il sottoscritto afferma da tempo, e cioè l'esclusione del territorio di Vibo Valentia nelle dinamiche di sviluppo regionali. Trascuriamo, ma solo per questioni di spazio, ciò che sta accadendo in tema di turismo, di riorganizzazione dei servizi, di delocalizzazione di uffici periferici, di investimenti locali. Oggi il tema che ci sta più a cuore è la sanità. Qui non c'è bisogno di essere degli attenti osservatori, o degli esperti in materia - afferma Grillo - per comprendere lo stato disastroso in cui si trova la sanità calabrese, dove innumerevoli problemi, a partire dalle gravi carenze di personale, fanno sì che ai cittadini non venga garantito il diritto alla tutela della salute sancito dall'art. 32 della Costituzione Italiana. Nella nostra Regione ed ancor di più nella provincia di Vibo Valentia, non sono garantiti i LEA (livelli essenziali di assistenza) e si continua ad assistere ai cosiddetti viaggi della speranza.

I cittadini vibonesi sono costretti, per potersi curare, ad emigrare, nel migliore dei casi, in altre provincie, ma spesso fuori regione. E così la Calabria risulta tra i primi finanziatori delle regioni cosiddette virtuose in campo sanitario: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana ect. che mantengono l'eccellenza dei loro sistemi sanitari proprio grazie alla montagna di soldi, circa trecento milioni di euro, che la nostra regione paga annualmente per i cittadini calabresi che sono costretti ad emigrare in cerca di risposte sanitarie adeguate ai propri problemi di salute. E al danno si aggiunge la beffa se si pensa ai costi sociali ed economici che ciò comporta per chi si deve spostare e vivere, anche per lunghi periodo di tempo, lontano da casa e dai propri familiari per affrontare gravi malattie. Parlando quotidianamente con la gente, aggiunge Grillo, si nota una sorta di rassegnazione nei confronti di una situazione che sembra ormai senza speranza.

Anche tra il personale sanitario, che continua a dare risposte eroiche considerate le carenze degli organici, strutturali e tecnologiche, si percepisce una certa sfiducia, che spesso si trasforma in rabbia nei confronti di chi governa la sanità e non si preoccupa minimamente di creare le migliori condizioni per poter lavorare in modo da dare buone risposte all’utenza ed in sicurezza. Insomma il contesto generale in cui si trovano ad operare medici, infermieri e tutti i professionisti della sanità è pressoché allarmante, dicono gli addetti ai lavori, in quanto continua a regnare la disorganizzazione generale ed il clientelismo.

Infatti, mentre la struttura ospedaliera cittadina ha gravissime carenze, un esempio su tutti: gli ascensori non a norma e costantemente guasti, situazione allarmante considerato che il reparto di ginecologia si trova su un piano diverso rispetto alle sale operatorie e ciò potrebbe rappresentare un problema molto serio in caso di emergenza ginecologica; mentre la gente non si può ricoverare per carenza di posti letto che sono in numero decisamente inferiore rispetto a quanto previsto dagli standard nazionali tenuto conto della popolazione residente; mentre nelle corsie gli ammalati non hanno un’assistenza qualificata per le note carenze di personale medico, infermieristico e soprattutto di operatori socio sanitari, l'attuale management guidato dalla Caligiuri sembra interessato solo ad occupare poltrone, utilizzando il criterio dell’appartenenza politica anziché del merito, in modo da assicurare a qualcuno un consenso politico con metodi da prima Repubblica, in piena sintonia con il governatore Oliverio che da quando si è insediato non fa altro che attaccare il Commissario Scura con l'obiettivo di spodestarlo per poter prendere il suo posto e mettere definitivamente le mani sul settore sanità.

Certo è che se il governatore Oliverio ha intenzione di governare la sanità come il centro sinistra sta facendo nell'ASP di Vibo Valentia allora c'è da augurarsi che il buon Commissario Scura rimanga ancora a lungo al suo posto. Di fatto l'ASP di Vibo Valentia è un'azienda in liquidazione: ospedale Jazzolino in agonia, ospedali di Serra e Tropea ridotti a ospedali di comunità, assenza di posti letto, carenza di personale nei reparti, intasamento dei pronto soccorso per assenza di politiche sanitarie volte al potenziamento della sanità territoriale, alto tasso di ricoveri impropri, uffici amministrativi allo sbaraglio con il potere accentrato nelle mani del solo Direttore Amministrativo perché, nel frattempo, si è pensato bene di liquidare i direttori di distretto, evitando la sostituzione, in modo tale da svolgere il ruolo di controllore e controllato in barba a tutte le norme sulla incompatibilità degli incarichi, bilancio bocciato, delibere che non passano al vaglio preventivo del Collegio Sindacale, incarichi a legali esterni all'azienda conferiti senza alcun tipo di criterio prestabilito.

Eppure i proclami non sono mancati, e ancora, dopo quasi tre anni di governo regionale, ci tocca ascoltare i "profeti dell'ovvio" accampare scuse per giustificare la loro manifesta incapacità amministrativa, e vedere ancora rimandato di un anno, forse, dopo che a tamburo battente non più tardi di qualche mese fa Oliverio è la Caligiuri avevano dichiarato che i lavori sarebbero partiti prima dell'estate. Prima il problema idrogeologico, ora si scoprono i metalli pesanti, si troverà un'ottima scusa per rinviare ulteriormente. Dalla riunione di ieri appuriamo che entro il 14 luglio si presenterà il progetto definitivo e che i lavori saranno avviati a Gennaio 2018 e si concluderanno a dicembre del 2019, in piena campagna elettorale regionale. Intanto al cospetto dell'ormai obsoleto "Jazzolino" che, nonostante tutti i soldi spesi, non rispetta, da un punto di vista strutturale, i requisiti minimi previsti dalla legge, siamo qui a dire ai nostri figli che forse neanche loro avranno il diritto di essere curati in una struttura che si possa definire ospedale. Un quadro davvero triste, un disastro, davanti al quale non si può stare inermi.

Il fallimento dell’attuale management aziendale è palese, dei "passi avanti" di cui parla il direttore generale in una ultima conferenza stampa nessuno se ne è accorto. Ritengo esisti una sola via d'uscita da questo limbo, rimuovere la dirigenza che: non solo non ha prodotto alcun risultato in un anno e mezzo di attività, è priva di strategie di rilancio, mette a rischio le professionalità esistenti minando la credibilità della sanità vibonese. Riguardo tale situazione investirò direttamente il Ministro della Salute on. Beatrice Lorenzin alla quale, tramite formale lettera, chiederò di valutare l'utilità di un commissariamento dell’Asp di Vibo Valentia, così come è stato fatto per la sanità regionale. Al Commisario ad Acta per il Piano di rientro ing. Massimo Scura chiederò, invece, tramite apposito incontro, di attivare i poteri sostitutivi per gravi violazioni nella gestione dell’azienda sanitaria vibonese. Personalmente, conclude Grillo, mi attiverò immediatamente per creare un apposito osservatorio sulla sanità costituito da vari professionisti (medici, infermieri, avvocati, commercialisti, giornalisti, esperti in materia sanitaria ect.) che avrà, come dovere civico, il compito di vigilare sull’operato del management e segnalare ogni irregolarità alle autorità competenti.

Dieta mediterranea, Grillo (Ncd): "Greco e Sergi pensano solo ad accampare meriti"

“Una legge a regolamentazione di una materia già normata non avrebbe motivo di esistere, al massimo si potevano prevedere integrazioni e miglioramenti ma solo sostanziali.

Invece sì è lavorato per tre anni al solo scopo di cancellare una legge esistente e creare un caos procedurale che ha impedito di fatto alla Calabria e alla cittadina di Nicotera, riconosciuta nella legge 45/2003, quale sede dell'ente in house della Regione Calabria, di riappropriarsi di un primato che la storia gli riconosce”.

E’ quanto scrive in una nota il coordinatore del Ncd per la provincia di Vibo Valentia Alfonsino Grillo.

 “Quando Greco e Sergi – continua Grillo - parlano di cattiva gestione della politica nostrana non fanno altro che parlare di se stessi e dei rappresentanti regionali del territorio vibonese.

Quest'ultimi troppo occupati a fare i contest  per cambiare nomi ai comuni piuttosto che a produrre leggi ed iniziative a difesa e tutela del patrimonio che rappresentano.

 La proposta di legge recentemente approvata in commissione Sanità, che ricordo è presieduta proprio da un Vibonese, palesa la totale ignoranza dei proponenti rispetto ad un tema che andrebbe affrontato con maggiore responsabilità e conoscenza.

 Degli studi di Ancel Keys – prosegue la nota - anche se citati in una premessa che sembra un trattato di medicina, i redigenti consiglieri, non mi pare abbiano colto l'essenza, considerato che pasticciano con identità  diverse tirando fuori un minestrone.

 Come si può pensare di trovare spazi sui mercati internazionali, e quindi valorizzare i prodotti tipici locali, presentando una proposta confusa che di fatto contrasta con i requisiti identitari.

È bene ricordare che il riconoscimento quale bene immateriale dell'umanità da parte dell'Unesco si regge su un requisito essenziale, ovvero che il patrimonio di cui si parla sia trasmesso di generazione in generazione in stretta collaborazione con l'ambiente circostanze.

 Gli insediamenti minori, tra l'altro giustamente tutelati da leggi regionali specifiche, che Greco e Sergi vogliono a tutti i costi eleggere a capisaldi della Dieta Mediterranea per caratteristiche climatiche, culturali e tradizioni gastronomiche, non c'entrano nulla con il regime alimentare imposto dallo studio del Seven Country Study.

 I temi di carattere scientifico – conclude Grillo -possono avere sì importanti risvolti economici, ma senza snaturarne i dettami di anni e anni di ricerca”.   

"Rimborsopoli": chiesto rinvio a giudizio per 26 persone, ci sono anche i vibonesi Censore e Grillo

Ci sono, anche, i vibonesi Bruno Censore ed Alfonsino Grillo, nell'elenco dei 26 uomini politici coinvolti nell'inchiesta "Rimborsopoli" per i quali la Procura della repubblica di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio. L'inchiesta ha preso le mosse dai presunti illeciti compiuti nella gestione dei rimborsi ai gruppi del Consiglio regionale della Calabria.

Tra le persone per le quali é stato chiesto il processo, figurano quattro ex consiglieri regionali che oggi ricoprono la funzione di parlamentare. Si tratta dei deputati Bruno Censore, Demetrio Battaglia e Ferdinando Aiello e del senatore Giovanni Bilardi.

Formulata per consiglieri regionali in carica ed ex consiglieri, la richiesta di rinvio a giudizio coinvole: l'ex presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero; l'ex presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo; i consiglieri regionali in carica Carlo Guccione e Vincenzo Ciconte, l'ex segretario questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera nonché gli ex consiglieri Pasquale Tripodi, Alfonso Dattolo, Alfonsino Grillo, Giuseppe Bova, Nicola Adamo, Emilio De Masi, Domenico Talarico, Sandro Principe, Pietro Amato, Mario Franchino, Mario Maiolo e Francesco Sulla.

Secondo l'accusa, le persone coinvolte nell'inchiesta avrebbero utilizzato somme destinate ai gruppi consiliari regionali per ottenere rimborsi spesa finalizzati a coprire i costi di attività estranee al ruolo istituzionale. In particolare, gli inquilini e gli ex inquilini di palazzo Campanella interessati dalla richiesta di rinvio a giudizio avrebbero messo a rimborso viaggi, gioielli, cene, telefoni cellulari, tablet ed altre spese di carattere privato.

Caso Italcementi, Grillo (Ncd): "Risanare tenendo conto dell'occupazione dei lavoratori"

"La notizia secondo cui l'azienda Italcementi dichiara di voler smantellare il sito di Vibo Marina - afferma Alfonsino Grillo, Coordinatore provinciale del Nuovo Centrodestra - mi trova assolutamente d'accordo. È necessario infatti ripulire l'area dal materiale inquinante come l'amianto per risolvere l'impatto ambientale che deturpa il paesaggio turistico di Vibo Marina e tutelare l'incolumità pubblica dei cittadini residenti. Tuttavia l'allarme lanciato da Patania non deve essere trascurato, non è sufficiente infatti accontentarsi del solo risanamento ecologico, l'area deve essere sì ripulita, ma tenendo presente delle legittime aspettative occupazionali degli ex lavoratori, e, soprattutto,  pretendendo che ogni azione sia finalizzata al futuro rilancio di Vibo Marina e provincia. È giusto dunque, che la politica, che ha il potere d'indirizzo, si esprimi". Sono certo - prosegue l'esponente Ncd - che il sindaco Costa non tarderà ad aprire il confronto con i soggetti politici che costituiscono la maggioranza in Consiglio, la questione, unitamente al porto di Vibo Marina, merita una discussione approfondita e dettagliata, sulla quale la maggioranza di palazzo Luigi Razza si misurerà. Noi siamo pronti ad offrire il nostro contributo che veda le due strutture interessate al centro di un progetto organico funzionale alle esigenze e alle aspettative di un territorio a vocazione turistica. Mai più cattedrali nel deserto occasioni non di lavoro e di sviluppo, ma di sfruttamento delle risorse".

 

Immobilismo nell'assunzione del personale: Grillo chiede conto all'Asp di Vibo

"È una situazione del tutto anomala, in merito alla quale mi piacerebbe avere delle risposte, dovute, a mio avviso, non solo al personale che si trova in serie difficoltà perché costretto ad operare in presenza di gravi carenze negli organici, ma soprattutto al cittadino, ancora privato di un’assistenza efficiente. Quanto si sta verificando a Vibo merita certamente l’attenzione del commissario alla Sanità Scura, ed del vice urbani,  al quali chiedo un incontro, per meglio capire cosa impedisca all’Azienda sanitaria di attivare le procedure per il reclutamento del personale, cui si è acconsentito a seguito dello sblocco del turnover". Una richiesta firmata Alfonso Grillo, coordinatore provinciale del Nuovo centrodestra, e presto presentata al tavolo di Scura, che lo scorso agosto ha provveduto ad autorizzare il turnover sanitario, il cui blocco per lungo tempo ha impedito qualsiasi assunzione. "All’Asp di Vibo – sottolinea Grillo – viene data la possibilità di procedere all’assunzione di 49 figure professionali. Un risultato – precisa – conquistato a fatica, con l’impegno del partito, che è riuscito a fare incontrare la sanità vibonese e il suo massimo referente istituzionale, il ministro Lorenzin, dal quale si è ottenuta la promessa, poi mantenuta, del superamento dell’empasse. Formulati e rinnovati in questa sede i ringraziamenti sentiti al ministro e pure al commissario per l’importante lavoro fatto e che si sta continuando a fare, si registra però a livello aziendale un inspiegabile immobilismo. Perché, ad oggi, la dirigenza dell’Azienda sanitaria sembra essersi preoccupata poco, se non affatto, del reclutamento di questo nuovo personale. E se qualcosa si è mosso alla ricerca di nuove figure infermieristiche, praticamente nulla si è fatto per il reclutamento di nuovo personale Oss. Ricordiamo che l'operatore socio sanitario è una figura molto importante al fine di poter garantire un'assistenza qualificata. Guardando poi con attenzione la tabella, allegata al DCA n. 87, in cui si riportano le professionalità richieste dalla ASP vibonese, in termini di fabbisogno, non posso fare a meno di riscontrare alcune evidenti anomalie. Mi chiedo, infatti, come mai fra questi 49 da reclutare ve ne siano 2 con funzioni dirigenziali amministrative quando, in realtà, le vere carenze si rilevano tra i cosiddetti camici bianchi (medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia e di laboratorio, Oss, ect.). Eppure, a turnover sbloccato, l’Asp palesa una simile necessità francamente poco giustificabile, vista la situazione. Non sarebbe stato più opportuno preferire – chiede Grillo – la via della valorizzazione di professionalità amministrative interne già presenti in Azienda? Le risorse economiche destinate a coprire questi 2 posti non sarebbe stato meglio investirle in funzione di personale sanitario? Ho l’impressione, e spero di sbagliarmi, che negli ultimi tempi il livello di 'attenzione' del management aziendale sulle questioni prioritarie, sia calato di parecchio. Penso, per esempio, al progetto avviato con Miur e Mise per l’implementazione del sistema di assistenza dei malati oncologici. I ministeri competenti chiesero a suo tempo, nel 2014, all’Asp di proporre idee per una successiva manifestazione di interesse. L’Azienda avanzò la sua, ottenendo per questo un finanziamento di oltre un milione di euro che, però, ora si rischia di perdere, perché nessuno ha pensato ancora di inviare a Roma il documento di sintesi che serve per realizzare il progetto. Per tutte queste ragioni – chiosa –, ritengo importante incontrare personalmente il commissario Scura, con il quale intendo approfondire tutta una serie di questioni legate all’attività dell’Asp di Vibo che credo meritino chiarimenti urgenti".

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