Anci Giovani Calabria si appresta a eleggere il coordinatore regionale

Anci Giovani si appresta a eleggere il suo nuovo coordinatore regionale.

Ne dà notizia il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, che rende nota la convocazione dell’assemblea congressuale dell’associazione che riunisce gli amministratori locali under 35. 

L’appuntamento è fissato per lunedì 11 febbraio, all’Hotel Lamezia, ore 10.

Dopo l’insediamento dell’ufficio di presidenza, ci sarà la presentazione dei candidati, con la successiva elezione del coordinatore e del coordinamento regionale che sarà composto da 30 elementi.

Chiamati a eleggere il loro rappresentante sono tutti gli amministratori che non hanno superato il compimento del 35° anno di età al momento della loro elezione a sindaco, consigliere comunale o della nomina ad assessore. 

«Questo importante passaggio congressuale - commenta Callipo - aggiunge un altro tassello alla definizione degli organismi di Anci Calabria, che con la costituzione della rappresentanza giovanile sarà ancora più forte e incisiva nelle dinamiche decisionali a tutela delle nostre comunità»

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Lsu-Lpu, "Rinnovo dei contratti a rischio"

«Senza soluzioni legislative mirate è a rischio non solo il processo di stabilizzazione degli Lsu e Lpu, ma anche il rinnovo dei loro contratti per un nuovo anno».
 
Il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, lancia l’allarme in vista della scadenza dei contratti dei circa 4.500 lavoratori che provengono dal bacino degli Lsu e Lpu.
 
«Sembra che ancora non si sia preso coscienza del fatto che, seppur sia importante chiedere risorse al Governo affinché rimpingui il fondo destinato alla stabilizzazione, se non si procede prioritariamente all’eliminazione dei tetti di spesa che limitano la possibilità di fare nuove assunzioni, non sarà possibile procedere al rinnovo dei contratti né alle stabilizzazioni, se non per un numero di lavoratori molto limitato. In particolare, è necessario che la Regione solleciti Governo e Parlamento affinché prevedano finalmente la deroga alle norme che riguardano il turnover dei dipendenti pubblici. Per legge, infatti, i Comuni possono assumere solo per sostituire i dipendenti che vanno in pensione, parametro che nelle Amministrazioni comunali più piccole, cioè la stragrande maggioranza, è insufficiente ad assicurare la stabilizzazione di tutti i precari. Ecco perché occorre una deroga alla normativa nazionale che possa consentire una programmazione triennale del fabbisogno del personale che vada oltre il turnover. Allo stesso tempo, per sopperire allo scarso fabbisogno delle dotazioni organiche, il presidente Oliverio aveva garantito che avrebbe incentivato, attraverso una legge regionale, la mobilità tra i vari enti dei lavoratori. Ma nonostante sia trascorso quasi un anno, di tale norma non c'è ancora traccia».
 
Questi i problemi messi sul tavolo dal presidente Callipo, che ha annunciato l’imminente convocazione di un’assemblea di Anci Calabria per un confronto sulla questione tra tutti i sindaci, aperta alla partecipazione del governatore Oliverio e dei parlamentari calabresi.
 
«Gli amministratori calabresi – conclude il numero uno regionale di Anci – sono molto preoccupati. Non vogliono arrivare a dicembre, alla scadenza dei contratti, senza risposte certe da poter dare ai lavoratori. È urgente, dunque, che la Regione ci dia riscontri puntuali su questioni che sono cruciali non soltanto per il processo di stabilizzazione, ma anche per il semplice rinnovo dei contratti. Lo scorso anno, fidandosi delle rassicurazioni della Regione, i Comuni si sono assunti una responsabilità enorme, procedendo alla proroga dei rapporti di lavoro ed esponendosi così ad eventuali cause risarcimento che possono essere promosse dal lavoratore dopo tre anni di contratti a termine. Trentasei mesi che, dopo l’entrata in vigore del Decreto dignità, sono stati ridotti a 24. Una situazione di grave incertezza e confusione che va risolta con risposte efficaci, perché a fine anno non sarà più possibile continuare a fidarsi di parole che non trovano conferme in atti».
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Anci Calabria, Callipo: "Scuole chiuse? Con questo sistema di allerta meteo non possiamo fare altro"

«Scatta una nuova allerta meteo arancione e molti Comuni calabresi decidono di chiudere le scuole per seguire alla lettera i protocolli di sicurezza. Una scelta ineccepibile che però vuole anche essere una provocazione, perché mette in evidenza i limiti di un sistema che, come abbiamo più volte ribadito, necessità di essere rivisto».
Così il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, ha voluto sottolineare l’adozione da parte di numerosi sindaci delle ordinanze che dispongono per domani la chiusura degli istituti scolastici. In particolare, sarà la provincia catanzarese, con 50 Comuni su 80, a far registrare il maggior numero di scuole chiuse.
 
«All’indomani dei tragici fatti accaduti ad agosto nelle Gole del Raganello - continua Callipo -, abbiamo evidenziato con forza i limiti del sistema di allerta meteo, che così com'è  non funziona. Servono previsioni più puntuali e più dettagliate, con protocolli di sicurezza modulati sulle diverse condizioni di rischio. Al momento, invece, l’allerta gialla e arancione prevedono gli stessi adempimenti. In teoria, dunque, le scuole e tutte le altre infrastrutture potenzialmente a rischio dovrebbero essere inibite per la gran parte dell’anno, visto che l’allerta gialla è praticamente una costante quotidiana. In una situazione di questo tipo, i Comuni rappresentano l’ultimo e più debole anello di una catena di responsabilità che ricadono interamente sui sindaci. Comprensibile, dunque, che molti primi cittadini abbiano deciso di chiudere le scuole domani, anche se questo comporterà inevitabili disagi per le famiglie degli studenti».
 
Il presidente di Anci Calabria ricorda che la disciplina in vigore “per eventi tali da mettere in pericolo l'incolumità delle persone” prevede che i sindaci invitino i cittadini alla massima prudenza richiamando le raccomandazioni diffuse dalla Protezione civile, ovvero “non mettersi in viaggio se non strettamente necessario, evitare i sottopassi, abbandonare i piani seminterrati o interrati se ubicati in zone depresse o a ridosso di fiumi, torrenti tombati, non sostare in prossimità di aree con versanti acclivi che potrebbero dare origine a colate rapide di fango e crolli di  massi".  
 
«Con un simile scenario di rischio - continua Callipo - come fare a meno di pensare, prima di ogni altra cosa, alla sicurezza di bambini e ragazzi che l’indomani devono recarsi presso le rispettive scuole? Centinaia di scuolabus in giro per la regione, su percorsi costieri e montani, già dalle prime ore dell’alba nella totale incertezza del verificarsi ed evolversi di eventuali calamità naturali e della loro intensità. È questa la ratio con la quale i Sindaci hanno agito nell'emettere le rispettive ordinanze di chiusura delle scuole».
 
L’auspicio dei sindaci calabresi, dunque, è che si dia seguito agli accordi già imbastiti con la Protezione civile nazionale per una revisione del sistema di allerta. 
«Il capo della Prociv Angelo Borrelli ha assunto un impegno preciso in questo senso - conclude Callipo - e confidiamo che presto venga concretizzato. Noi faremo la nostra parte per sollecitare ulteriormente la riforma della disciplina in vigore, come abbiamo già fatto con la recente assemblea di Lamezia. A tal fine è necessario rimarcare che ancora attendiamo l’incontro promesso dal governatore Mario Oliverio per definire insieme le azioni che la Regione può porre in atto per sostenere la nostra attività in materia di protezione civile. Nel frattempo non possiamo che attenerci ai protocolli previsti, anche se nella maggior parte dei casi i rischi si riveleranno sovrastimati».
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Anci Calabria, Callipo: "Dal Governo uno scippo ai Comuni, ma non molliamo"

«Uno scippo ai danni dei Comuni, che pregiudica il principio di leale collaborazione tra le Istituzioni».
Il sindaco di Pizzo e presidente di Anci Calabria punta il dito contro il Governo per il blocco dei fondi destinati alla riqualificazione delle periferie e rimarca lo sconcerto dei primi cittadini dei comuni capoluoghi di provincia e della città metropolitana di Reggio, che si sono visti sottrarre da Palazzo Chigi circa 103 milioni di euro di fondi statali per progetti che comprensivi delle quote di cofinanziamento ammontano in Calabria ad oltre 192 milioni di euro.
 
«Si tratta di risorse importantissime – spiega Callipo – perché destinate alle aree che più necessitano di interventi di riqualificazione, nel solco di quel progetto nazionale di recupero delle periferie promosso anche dall’impegno in questo senso dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano. I fondi ora sono stati bloccati, nonostante le convenzioni sottoscritte con l’Amministrazione centrale dello Stato e nonostante molti Comuni siano già entrati nella fase operativa di progettazione per il successivo avvio delle opere. Un precedente gravissimo per il nostro Paese, perché fa passare il messaggio che in Italia tutto è incerto anche ciò che è definito contratti bilaterali e che quindi dovrebbe essere considerato un dato acquisto e incontrovertibile. Ecco perché riteniamo che la decisione del Governo sia non solo ingiusta dal punto di vista politico e istituzionale, ma anche illegittima. Ci sono obblighi precisi già assunti con la sottoscrizione delle convenzioni e si rischia di innescare una pioggia di ricorsi incrociati di cui nessuno sente il bisogno».
 
Un caos che i sindaci calabresi sperano ancora di evitare. «Non intendiamo mollare - assicura Callipo – e insieme ai nostri Sindaci che fanno parte dell’ufficio di presidenza di Anci Nazionale, Mario Occhiuto e Giuseppe Falcomatà, oltre che a tutti i Sindaci interessati, adotteremo tutte le iniziative necessarie per protestare contro questa decisione, nella speranza che il Governo torni sui suoi passi. Intanto abbiamo il dovere di informare i cittadini di quanto sta accadendo, perché saranno loro che vedranno scomparire progetti che erano stati già approvati ed illustrati e che avrebbero potuto risolvere problemi annosi di interi quartieri. Basti pensare che oltre ai 4 capoluoghi di provincia ed alla Città di Reggio, l’hinterland reggino stavano avviando progetti per 101 milioni di euro e sappiamo tutti quanto risorse così ingenti siano importanti per un tale territorio».
 
«Infine – ha concluso Callipo - ritengo utile chiarire, a differenza di quanto sostenuto da alcuni parlamentari in queste ore, che non corrisponde al vero l’affermazione secondo la quale il Governo starebbe togliendo a 96 Comuni per dare a tutti i Comuni. Infatti, il previsto sblocco all’utilizzo degli avanzi di amministrazione degli esercizi precedenti è stato ottenuto a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale che considerano illegittimi i vincoli all’utilizzo degli avanzi di amministrazione degli enti locali (sentenze n. 247 del 2017 e n.101 del 2018) e non può essere oggetto, da parte del Governo, di una sorta di “scambio” con risorse statali già stanziate. 
Le due questioni sono nettamente e logicamente separate. Il bando periferie è finanziato da risorse statali, mentre gli avanzi sono risorse proprie dei Comuni, come finalmente riconosciuto dalla Corte Costituzionale. Il risultato immediato è quindi solo meno risorse per i Comuni, su un argomento critico e di importanza notevole quale è la questione delle periferie urbane».
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Anci Calabria, Callipo: "Con i sindaci contro il blocco del bando per le periferie"

«Non è possibile cambiare continuamente le carte in tavola. Questo è uno dei limiti più grandi del nostro Paese, che fa e disfa senza preoccuparsi delle conseguenze che possono essere devastanti sul piano della crescita e dello sviluppo».

Così il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, commenta la decisione del Governo che si appresterebbe, nell’ambito del decreto Milleproroghe, a bloccare il bando per le periferie, un piano di investimenti da 2 miliardi di euro per la riqualificazione dei centri urbani che coinvolge 96 città in tutta Italia.

«In Calabria – continua Callipo – al bando hanno partecipato tutti i capoluoghi di provincia e la città metropolitana di Reggio. Bloccare i fondi e dirottare altrove gli investimenti già oggetto di convenzioni regolarmente sottoscritte significherebbe privare i maggiori centri urbani di un’opportunità unica di riqualificazione delle proprie periferie, che finalmente negli ultimi anni avevano ricevuto un’attenzione programmatica che è sempre mancata. Ma per certi versi è ancora più deleterio che nel 2018 materie così importanti siano ancora dominate dall’incertezza. Non si può avviare un lavoro di tale portata a livello progettuale e procedurale per poi, improvvisamente, cambiare rotta e dire abbiamo scherzato. Non è solo una questione di aspettative tradite, ma di capacità di programmare il futuro in maniera efficace e puntuale».

Anci Calabria, dunque, appoggia in pieno la protesta espressa dai sindaci calabresi, nel solco di quanto già dichiarato dal presidente nazionale dell’Associazione dei comuni italiani, Antonio De Caro, che si è detto pronto a diffidare il Governo a rispettare gli impegni, qualora la situazione non dovesse cambiare.

Infine, Callipo, ha fatto un appello a tutti i parlamentari calabresi, affinché sollecitino un ripensamento sul blocco del bando. «Chi siede in Parlamento è innanzitutto espressione di un territorio e dei suoi cittadini – ha concluso il presidente dell’Anci regionale -. Mi auguro che i deputati e i senatori calabresi comprendano quanto questa decisione sia dannosa per lo sviluppo della loro regione e intervengano per sostenere le ragioni delle città destinatarie dei fondi per gli interventi di riqualificazione».

 

La Regione pronta a posticipare di 6 mesi il termine per il passaggio ai comuni della gestione dei rifiuti

La Regione si dice pronta ad accogliere la richiesta dei comuni calabresi che avevano sollecitato la proroga di sei mesi dei termini per il passaggio definitivo delle competenze in materia di rifiuti.

È quanto comunica il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, che ieri ha ricevuto dagli uffici regionali la risposta ufficiale all’istanza presentata affinché fosse differito il termine ultimo del 30 giugno. Una richiesta che era già stata oggetto di un proficuo incontro con l’assessore all’Ambiente Antonella Rizzo, alla quale erano state illustrate le difficoltà in merito alla piena attuazione della normativa sancita dalla legge regionale 14/2014, che prevede il subentro dei comuni nei contratti per la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti (dunque non solo raccolta e trasporto) tramite i cinque Ambiti territoriali ottimali (Ato) che coincidono con i rispettivi territori provinciali. 

Nonostante l’impegno delle amministrazioni comunali, ritardi si sono accumulati in particolare nei processi di adesione agli Ato, alcuni dei quali non sono ancora pienamente operativi per problemi organizzativi legati talvolta al mancato versamento delle quote necessarie per il funzionamento della gestione associata, nonché per carenza di personale e lacune formative legate alle nuove competenze.

Una serie di motivi che hanno indotto Anci a farsi portavoce della richiesta dei comuni di posticipare la scadenza del passaggio. 

La Regione ha risposto a stretto giro, dicendosi disponibile a rimandare il termine ultimo al 31 dicembre 2018, a patto che i sindaci dei comuni capofila convochino con urgenza un’assemblea delle Amministrazioni che fanno parte dei diversi Ato, al fine di deliberare l’espresso impegno al rispetto del nuovo termine, con l’approvazione entro il 30 novembre delle delibere comunali di ratifica dei contratti di subentro.

«È quello che chiedevamo - commenta Callipo - e per questo ringrazio l’assessore Rizzo, i dirigenti e gli uffici regionali con i quali abbiamo lavorato. Il passaggio alla gestione autonoma dell’intero ciclo dei rifiuti è un adempimento molto delicato, che porta con sé conseguenze amministrative rilevanti. I comuni si impegneranno a dare le garanzie richieste e fare la propria parte, fermo restando la necessità che la Regione ci affianchi con personale esperto e qualificato, che possa accompagnare i Comuni nell’organizzazione e nell’avvio della gestione associata del ciclo dei rifiuti».

 

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Anci Calabria, Callipo si congratula con i nuovi sindaci: "Sarà dura, ma vi saremo vicini"

«Anci Calabria si congratula con i nuovi 49 sindaci eletti nella nostra regione e augura loro buon lavoro, assicurando già da ora massimo sostegno e aiuto per il difficile compito che li attende».

Così Gianluca Callipo, presidente dell’associazione che riunisce i Comuni calabresi, ha voluto congratularsi con i primi cittadini che hanno vinto la contesa elettorale, sottolineando nell’occasione l’importanza del ruolo che rivestono i sindaci. 

«Nell’assumere la responsabilità di guidare un’amministrazione comunale - ha rimarcato Callipo - non ci sono privilegi, ma soprattutto il pesantissimo onere di rappresentare i cittadini e dare risposte efficaci alle loro istanze. Sono i sindaci, infatti, il primo interlocutore istituzionale delle comunità locali, i rappresentanti dello Stato più vicini alle persone e per questo spesso in prima linea nell’affrontare ogni tipo di problematica, anche quelle che non rientrano nelle competenze specifiche dei Comuni, costretti il più delle volte a fare i conti vincoli normativi anacronistici che ledono la loro autonomia e con risorse economiche ed umane assolutamente insufficienti per la mole di lavoro che ricade sulle amministrazioni. Ma se nonostante tutto l’Italia va avanti è anche grazie all’impegno quotidiano dei sindaci, cittadini tra i cittadini. Vi aspetta un grande impegno – ha concluso il presidente di Anci Calabria - ma sono certo che, al di là delle diverse estrazioni politiche, saprete tutti rappresentare e sostenere al meglio le istanze delle comunità che vi hanno scelto».

 

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Anci Calabria, l'assemblea regionale dei sindaci fa il punto su welfare, stabilizzazioni e risorse idriche

Welfare regionale, stabilizzazione dei lavoratori precari e autorità idrica calabrese. Sono questi i principali argomenti affrontati oggi dall’assemblea regionale di Anci Calabria, che si è riunita ieri sotto la guida del presidente Gianluca Callipo.

Il recente stop alla riforma regionale del welfare da parte del Tar - che ha accolto il ricorso del Comune di Catanzaro in merito alle procedure di autorizzazione, accreditamento e vigilanza delle strutture socio assistenziali - sta sollevando numerose perplessità tra i Comuni, come è stato evidenziato nel corso dell’assemblea. In particolare, le amministrazioni comunali hanno rimarcato la necessità che, in attesa che la normativa venga riformulata, la Regione provveda a sciogliere i dubbi in merito ai pagamenti da effettuare in favore delle strutture socio assistenziali, visto che i relativi fondi sono stati già trasferiti dalla Regione alle amministrazioni comunali, ma al momento, dopo la decisione dei giudici amministrativi, nei Comuni capi ambito vi sono diversi dubbi sul come procedere. Sulla questione, inoltre, come da intese con l’assessore Angela Robbe, Anci sarà ascoltata attraverso l’istituzione di un tavolo regionale, che si terrà già dalla prossima settimana e che avrà come obiettivo l’avvio del confronto per la nuova riforma del welfare.

Con riguardo alla stabilizzazione degli ex lavoratori Lsu e Lpu, i sindaci hanno ribadito la volontà dei Comuni di procedere verso la stipula di contratti a tempo indeterminato, ma chiedono maggiori garanzie alla Regione in merito alle coperture finanziarie e normative. Callipo, in particolare, ha sottolineato come a tutt’oggi non ci sia assoluta certezza sulle eventuali conseguenze per la stipula dei contratti a tempo determinato rinnovati in regime di proroga. «I Comuni vogliono fare la propria parte fino in fondo – ha sottolineato Callipo – ma, pur nella consapevolezza del particolare momento ai fini dell’interlocuzione con il Parlamento, devono avere maggiori certezze sull’iter di stabilizzazione». 

All’ordine del giorno anche la prima riunione dell’Autorità idrica della Calabria, organismo con funzioni direttive e di controllo che dovrà finalmente traghettare il settore verso la gestione ordinaria delle risorse idriche. La riunione si terrà domani e vedrà la partecipazione dei Sindaci eletti nell’Autorità, tra i quali vi sono numerosi componenti del Consiglio regionale Anci.

Infine, nel corso dell’assemblea Anci è stata annunciata l’imminente convocazione della Consulta dei piccoli comuni, che si riunirà all’Hotel Lamezia venerdì 15 giugno.

 

 

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