Sorpresi a trasportare e lavorare marijuana, arrestati

Nel corso di un’attività di controllo condotta congiuntamente nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nipaaf (Nucleo di polizia ambientale agroalimentare forestale) di Reggio Calabria e della Tenenza di Rosarno hanno sorpreso in flagranza di reato un ventinovenne di Taurianova, in una zona rurale di Rosarno (Rc), alla guida di un furgone carico di canapa indiana appena raccolta.

Nell’ambito degli stessi controlli, alcuni giorni dopo è stato individuato, nel comune di Candidoni, un casolare usato per la lavorazione della canapa, con tutte le attrezzature necessarie per selezionare, essiccare e confezionare “l’erba”. Gli appostamenti posti in essere dai militari dell’Arma nei pressi del casolare, ubicato in un podere recintato e chiuso da un cancello, hanno permesso l’arresto in flagranza di reato di tre persone, tutte di Rosarno, accusate di essere responsabili della lavorazione dei circa 70 chili di marijuana rinvenuti nell'immobile.

Dopo aver arrestato e condotto in carcere i tre uomini, i militari hanno sequestrato il casolare.

Sorpresi in autostrada con 50 Kg d'hashish, arrestati

Due persone, C.S. e P.S., rispettivamente di 40 e  44 anni, sono state arrestate in flagranza di reato dai poliziotti del Commissariato di Gioia Tauro, con l’accusa di detenzione e trasporto illecito di sostanza stupefacente.

In particolare, durante un servizio effettuato nell’ambito del piano di controllo del territorio denominato “Petrace”, gli agenti hanno fermato l’auto con a bordo gli arrestati, lungo il tratto dell’Autostrada del Mediterraneo che ricade nel comune di Candidoni.

Nel corso della successiva perquisizione, nel veicolo, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato 50 panetti d’hashish, da 1 chilo ciascuno.

Per C.S e P.S. è quindi scattato l’arresto per detenzione e trasporto illecito di sostanza stupefacente.

Scoperta piantagione di marijuana, due persone in manette

I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro e dei Cacciatori di Calabria hanno arrestato in flagranza di reato Domenico Larosa di 39 anni e Francesco Messina (29), entrambi di Rosarno, in quanto ritenuti responsabili in concorso del reato di coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti.

In particolare, i militari hanno sorpreso i due uomini mentre irrigavano una vasta piantagione di canapa indiana, composta da 4 piazzole con circa 1300 piante di marijuana del tipo “olandese nana”, dell’altezza media di 1 metro ed in pieno stato vegetativo.

La coltivazione era stata realizzata in un terreno agricolo di proprietà demaniale, in località "Fabiana", nel comune di Candidoni. 

Le piante rinvenute sono state campionate e sequestrate per essere successivamente inviate al Ris di Messina per le analisi tossicologiche del caso.

La droga, una volta raccolta ed essiccata, avrebbe consentito di ricavare circa 650 chili di marijuana in grado di far conseguire profitti illeciti superiori a 900 mila euro.

Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa della celebrazione del giudizio di convalida.

Sequestrate decine di munizioni per fucile nascoste in un albero

I carabinieri della Tenenza di Rosarno e dello Squadrone eliportato Cacciatori, durante le operazioni di rastrellamento in un fondo agricolo incolto di contrada Pirarelli di Candidoni, hanno rinvenuto, occultata tra le fronde di un albero, una sacca in cuoio contenente circa 100 cartucce calibro 12.

Dopo aver sequestrato le munizioni, i militari hanno avviato le indagini per identificare il responsabile dell’occultamento.

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Operazione "We are family", catturato 36enne

I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro e dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno rintracciato e tratto in arresto il trentaseienne Biagio Arena, di Rosarno.

 L'uomo, il 5 ottobre scorso, era sfuggito ad un’ ordinanza d'applicazione di misura cautelare personale in carcere, emessa nei suoi confronti dal Tribunale di Palmi, per il reato di “concorso di coltivazione di sostanze stupefacenti del tipo canapa indiana, con l’aggravante dell’ingente quantità”.

La cattura è giunta al termine di un’intensa attività info – investigativa, avviata all’indomani dell’operazione "We Are Familiy", condotta dalla Tenenza carabinieri di Rosarno e dallo Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, che ha permesso, in pochissimo tempo, di individuare uno stabile ubicato all’interno della sede di una ditta ormai dismessa, in contrada "Manfrò" del comune di Candidoni, riconducibile ad alcuni suoi familiari, quale possibile rifugio di Arena.

Alla vista dei militari, il ricercato ha tentato di darsi alla fuga, approfittando di una tettoia collocata nelle adiacenze dello stabile in cui dimorava, ma è stato prontamente bloccato e messo in sicurezza.

Nel corso della perquisizione domiciliare eseguita all’interno del rifugio sono stati rinvenuti:oltre 1500 euro, viveri e generi di conforto.

Al termine degli adempimenti di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

 

Sorpreso a prendersi cura di una coltivazione di canapa indiana, arrestato

Nell’ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dal Gruppo carabinieri di Gioia Tauro, i militari della Tenenza di Rosarno e dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, in collaborazione con l’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto in flagranza di reato, Salvatore Fazzari, di 37 anni.

L'uomo è accusato di produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di munizionamento, poiché è stato sorpreso, in contrada "Barbasano" del comune di Candidoni (Rc), mentre era intento a prendersi cura di 50 piante di canapa indiana, coltivate in un fondo agricolo di sua proprietà.

Inoltre, durante la perquisizioni effettuata in una casa rurale in uso al trentasettenne, i militari hanno rinvenuto: tre bilancini di precisione, un involucro in cellophane contenente 8 grammi di marijuana e 40 cartucce per fucile calibro 12. 

Le piantagione, previa campionatura, è stata estirpata e distrutta.

L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato tradotto presso la sua abitazione, in attesa del giudizio di convalida.

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Maxi piantagione di marijuana scoperta in Calabria, due persone in manette

Una tonnellata di marijuana scoperta e due arresti. Questo l'esito di un blitz antidroga, condotto dai finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro nelle campagne di Candidoni (RC).

In particolare, in un immobile, le fiamme gialle hanno rinvenuto 75 chili di canapa indiana, in parte ancora in fase d'essiccazione ed in parte già confezionata per la vendita.

Inoltre, in un terreno posto nelle vicinanze, occultata tra la fitta vegetazione, i militari hanno scoperto, anche grazie all’ausilio delle unità cinofile, una piantagione composta da 1227 arbusti, del peso complessivo di 921 chilogrammi.

Oltre all'impianto d'irrigazione, i finanzieri hanno trovato, anche, un casolare, all'interno del quale erano custoditi strumenti utilizzati per la lavorazione della droga.

Sul posto, sono stati sorpresi due rosarnesi che, colti in flagranza di reato, sono stati tratti in arresto.

Lo stupefacente sequestrato, se immesso sul mercato avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali più di otto milioni di euro.

 

 

Armi e munizioni in un casolare, due arresti

I carabinieri della Stazione di Laureana di Borrello hanno arrestato in flagranza di reato Domenico Delle Stelle e Domenico Cuppari, rispettivamente, di 43 e 41 anni, ritenuti responsabili del reato di detenzione illegale di armi clandestine.

I due sono stati arrestati a Candidoni, nel corso di una perquisizione effettuata in un casolare rurale nella disponibilità di Delle Stelle, nel quale sono state rinvenute 45 cartucce per fucile di vario calibro.

Successivamente, i militari hanno trovato un fucile sovrapposto calibro 12, con matricola punzonata ed una carabina calibro 22, marca con matricola abrasa.

Una volta espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale di Vibo Valentia in attesa dell’udienza di convalida

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