Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 983

Chiaravalle, successo per il corso per la promozione del benessere in età infantile

Nell’ambito della progettazione relativa alla “Casa della Salute” di Chiaravalle, su richiesta di collaborazione del direttore del Distretto di Catanzaro Lido dottor Maurizio Rocca e del direttore della Casa della Salute dottor Rocco Cilurzo, l’U.O. Pediatria di Comunità, diretta dalla dottoressa Rossella Anfosso, è intervenuta con la realizzazione di un corso di formazione sulla prevenzione primaria e secondaria, rivolto agli insegnanti di scuola dell’infanzia, elementare e media del comprensorio di Chiaravalle. Il corso tenutosi in due momenti successivi nei mesi di gennaio e febbraio scorsi, è stato articolato in lezioni interattive durante le quali la dottoressa Anfosso ha analizzato la problematica promozione del benessere e prevenzione del disagio in età infantile-adolescenziale, con richiami forti sulla capacità comunicativa che si chiede ad un insegnante educatore, delle scuole di ogni ordine e grado. La dottoressa Anfosso si è avvalsa della professionalità di alcuni collaboratori quali l’infermiera pediatrica Lorena Iozzo, che ha relazionato sull’importanza del lavoro di équipe quale forma di interazione di diverse figure professionali, e sul lavoro di rete nella gestione di progetti che coinvolgono più istituzioni: famiglia, scuola, sanità. La Casa della Salute rappresenta, infatti, entrambe le tipologie lavorative e si colloca come momento di incontro tra domanda  di salute dei cittadini ed offerta delle cure, benessere e nuova socialità. Il dottor Giuseppe Aielli, pediatra, ha illustrato il progetto di educazione alimentare che svolge con la collaboratrice Rosa Maria Madonna nel comprensorio di Chiaravalle, coinvolgendo alunni,  genitori ed insegnanti in lezioni interattive e meeting informativi con gli adulti ed in attività ludiche, particolarmente gradite ed efficaci, con gli studenti. Il corso, presentato dalla responsabile del Consultorio di Chiaravalle, dottoressa Giuliana Orlando psicologa, si è tenuto presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro” di Chiaravalle Centrale, grazie alla disponibilità del dirigente scolastico professoressa Rita Elia, che ha accolto con notevole interesse l’iniziativa inserendola nei percorsi di formazione obbligatoria degli insegnanti, massicciamente presenti in maniera attenta e collaborativa. I circa 150 insegnanti target hanno, infatti, dimostrato notevole interesse per le argomentazioni illustrate con slides ed hanno interagito con un vivace dibattito, fornendo contributi in termini di suggerimenti e di vissuti esperenziali. Le iniziative nel comprensorio di Chiaravalle proseguono con l’attività di educazione alla salute nelle scuole di ogni ordine e grado.

Sanità. Punti di Primo Intervento: il destino di Soriano e Chiaravalle. I DETTAGLI

Nel “Documento di  riorganizzazione  della  Rete ospedaliera,  della  Rete dell’Emergenza-Urgenza e delle  Reti tempo-dipendenti” vergato dal commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro Massimo Scura sono presenti importanti informazioni che vanno ad incidere in maniera significativa sulla vita delle popolazioni delle Serre e delle Preserre. “A seguito della riconversione dell’attività di un ospedale  per  acuti  in  una struttura  territoriale – viene specificato - potrebbe rendersi necessario prevedere, per un periodo di tempo limitato, il mantenimento nella località interessata di un Punto di Primo Intervento, operativo nelle 12 ore diurne e presidiato dal sistema 118 nelle ore notturne. Qualora gli accessi superino le 6.000 unità per anno la responsabilità clinica e organizzativa ricade sul DEA di riferimento, che potrà avvalersi di risorse  specialistiche, con adeguata formazione, presenti nella struttura. La mission dei Punti di Primo Intervento - è il chiarimento -  è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito, implementando l’attività  territoriale  al  fine  di  trasferire  al  sistema  dell’assistenza  primaria le  patologie  a  bassa  gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, HUB  o Spoke di riferimento e Distretto, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria”. Saliente è il passaggio in cui viene sottolineato che “nei  Punti  di  Primo  Intervento non è prevista l’osservazione breve del paziente. Punti di Primo Intervento con casistica inferiore ai 6.000 passaggi annui sono direttamente affidati al 118 come postazione territoriale. Possono essere organizzati Punti  di Primo Intervento anche per esigenze temporanee ed in occasione di manifestazioni di massa, gestiti funzionalmente e organizzativamente dal sistema 118”. Altre previsioni di rilievo: “nella fase di transizione verso la gestione del 118, la loro funzione per le urgenze si limita unicamente ad ambienti e dotazioni tecnologiche atti al trattamento delle urgenze minori e ad una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, al fine di consentirne il trasporto nel Pronto Soccorso più appropriato. Per questa funzione sono necessari unicamente ambienti e dotazioni tecnologiche atti al trattamento delle  urgenze minori ed a una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, al fine di consentirne il trasporto nel Pronto Soccorso più appropriato. Esclusivamente per il tempo di mantenimento previsto, i Punti di Primo Intervento si distinguono in:

- Punti di Primo  Intervento,  mobili  (allestiti  per  esigenze  estemporanee)  o  fissi  (con  numero  di  accessi  < 6.000  se  attivi  24  ore  o  <  3.000  se  attivi  12  ore,  assegnati  al  “Servizio  di  Emergenza  Sanitaria  Territoriale 118”);

- Punti di Primo Intervento  con  numero  di accessi  >  6.000  fino  a  20.000 se  attivi 24  ore  o  >  3.000  se  attivi  12 ore  eventualmente  assegnati  alle  strutture  delle  Aziende  Sanitarie  dopo  l’attuazione  della riorganizzazione  della  rete ospedaliera  (PS,  SPOKE,  HUB); 

- Punti di Primo Intervento  in  zona  montana  con  un  forte  presidio  del 118. I  PPI  in  zona  montana  richiedono  una  particolare  attenzione  da  parte  dello  SPOKE  (o  dell’HUB)  a  cui  si  riferiscono, con  gestione  diretta  da  parte  degli  stessi  medici  operanti  nel  Dea  di  riferimento  e  con  la  particolare implementazione  di  attività  qualora  i  numeri  lo  richiedano  (vedi  anche  Pronto  Soccorso  Semplice  dell’Ospedale Generale)”.

"Nel Punto  di  Primo  Intervento  è  però  sempre  prioritaria – viene aggiunto -  la  garanzia  del  trasferimento  protetto  del  paziente stabilizzato  al centro  più  idoneo. Attualmente  il  servizio  dei  PPI  attivati  negli  ex  ospedali  riconvertiti  in  strutture  territoriali,  è  erogato  in  12H/24H per  prestazioni  in  emergenza-urgenza  per  casi  di  media-bassa  complessità. L’obiettivo,  in  linea  con  quanto  sopra definito,  è  quello  di  trasferire  delle  attività  previste  per  i  PPI  delle  CdS  alla  gestione  del  118  entro  un  anno  (28 febbraio  2017),  previa  contestuale verifica  della  funzionalità  della  rete EMUR”.

Chiaravalle, domani la manifestazione a favore dei pazienti disabili nella Casa della salute

In occasione della XXIV Giornata Mondiale del Malato, giovedì 11 febbraio, nella Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, si svolgerà una manifestazione dedicata alle tematiche e ai bisogni dei pazienti disabili, promossa dall’unità operativa complessa Riabilitazione diretta dal dottor Giuseppe Roccia. Il programma prevede alle 10:30 la celebrazione della Santa Messa, alle 11:30 un incontro-dibattito con i disabili, le Associazioni, le Istituzioni, nel quale sarà proiettato un filmato documentante le attività lavorative artigianali dei pazienti disabili trattati presso la Riabilitazione, i cui prodotti saranno esposti in una mostra all'uopo dedicata. Seguirà un momento ricreativo con buffet, spettacolo musicale e cabarettistico. Certi che questa giornata aiuterà anche a far crescere chi versa nella cosiddetta condizione di normale abilità. Obiettivo prioritario è promuovere la catena di solidarietà intorno al malato, sensibilizzando le varie realtà, sanitarie, sociali, istituzionali, religiose, del volontariato e quant'altro, affinché, ognuno per il proprio ruolo, possa contribuire al soddisfacimento dei bisogni sociali e sanitari di chi versa in una condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità. “Nell'anno del Giubileo della Misericordia – afferma il dottor Roccia -  curare i malati con gli occhi dell'amore è il prioritario modo di operare per il team della Riabilitazione, il cui Reparto non a caso è stata dedicato al Santo Giuseppe Moscati, che proprio con scienza e amore svolse la missione della professionalità medica. Aiutare chi per un qualsiasi evento perde la propria autonomia o si trova in uno stato di sofferenza, recuperandolo ad una migliore dimensione umana e a una migliore qualità di vita – conclude - è lo scopo che tutti dovrebbero porsi e che comunque persegue la Riabilitazione della Casa della Salute, grazie anche all'integrazione con i servizi sociali e in ossequio alle indicazioni strategiche della Direzione Aziendale”.

Casa della Salute di Chiaravalle, De Leo (FdI-AN): "Il centrosinistra non ha meriti "

"La città di Chiaravalle sta vivendo un periodo veramente traumatico. A pesare sulla comunità - sottolinea Giuseppe De Leo, portavoce cittadino di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale - ci sono problemi quotidiani, che ogni Comune d’Italia, ma soprattutto calabrese, si trova ad affrontare. A questo si aggiunge un futuro sempre più cupo, in linea con l’intera regione praticamente abbandonata e presa in giro dal Governo Regionale. Chiaravalle, terra di nessuno, i politici si fanno vedere solo per le passerelle politiche, come in occasione del convegno organizzato dai vertici ASP sulla Casa della Salute: alcuni si sono presentati nella mattinata del 19 dicembre solo per una manciata di minuti giusto per farsi immortalare. Da dichiarazioni giornalistiche si plaude all’iniziativa intrapresa dall’ASP provinciale, facendo addirittura intendere che l’iniziativa sulle Case della Salute sia stata intrapresa dalla Giunta Loiero". "Niente di più falso, voglio ricordare - argomenta il rappresentante di FdI-AN - che il PD cittadino si è fortemente opposto a questo tipo di riconversione sostenendo questa posizione in una manifestazione popolare, facendo addirittura intervenire  i trattori.  Si legge ancora che il presunto iter sulla riconversione in Casa della Salute, si sarebbe interrotto nei cinque anni della gestione Scopelliti ed ora ripreso dall’attuale Giunta.  Bisogna perciò ricordare ai corti di memoria, che la convenzione tra ASP e governo Regionale inerente l’istituzione della casa della salute, è stata firmata in data 24 ottobre 2013 guarda caso tra l’ASP guidata allora dal dottor Mancuso e dalla Giunta Regionale guidata da Scopelliti. Questa mia precisazione ad onor di cronaca non vuol dire polemizzare gratuitamente con nessuno, né voglio pormi contro qualcuno in particolare, spero anzi che questa mia precisazione, condivisibile o meno, possa essere da stimolo per poter far meglio, sotto tanti aspetti, nei confronti della nostra comunità. Detto questo, mi rivolgo ai i furboni, ovvero alle forze politiche che - secondo De Leo - improvvisamente hanno scoperto che Chiaravalle è un paese con tanti problemi. Infatti tutti noi sappiamo perfettamente quanto a cuore stia la nostra comunità a questi politici, quanto siano stati attenti ai nostri problemi in tutti questi anni, quante iniziative abbiano assunto per salvaguardare il territorio e l’economia della nostra comunità. Dov’erano quando la sanità pubblica chiaravallese veniva saccheggiata e derubata ai tanti cittadini chiaravallesi? Si lasci lavorare quanti si impegnano seriamente per ottenere quel poco che si può ottenere, senza che si facciano inutili passerelle che servono solo per qualche piccola visibilità politica, servono invece azioni politiche concrete e realistiche, se vogliamo tirar fuori da una situazione drammatica il nostro paese". 

 

  • Pubblicato in Politica

Mirabello (PD) assicura: "Sulla Casa della Salute di Chiaravalle andremo fino in fondo"

Il presidente della Terza Commissione consiliare "Sanità, attività culturali e formative"  Michele Mirabello ha preso parte insieme ai dirigenti del Partito Democratico locale ai lavori del convegno organizzato a Chiaravalle dall'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. "L'occasione è stata utile - ha spiegato l'esponente del PD - a riprendere un ragionamento sul ruolo e sulla dimensione delle Case della Salute in Calabria. Chiaravalle, in effetti, è una delle otto realtà territoriali su cui dovevano, e devono necessariamente, sorgere le Case della Salute per come inizialmente individuate e programmate dalla Giunta Loiero su tutto il territorio regionale. Questo percorso programmatico si è interrotto nei cinque anni della gestione Scopelliti, ed è nostra intenzione riprenderlo ed andare fino in fondo con l'obiettivo ineludibile di garantire servizi sanitari migliori ai territori ed ai cittadini. Le Case della Salute rappresentano un primo fondamentale passaggio da compiersi in maniera decisa nella direzione del potenziamento dei servizi territoriali. La fase commissariale, attenta a discutere, con ripetuti decreti, della materia della rete ospedaliera, impegnata a riequilibrare il tema dei posti letto, non ha mai affrontato fino in fondo il tema della rete territoriale. Questa è oggi la fase giusta per riavviare questo percorso e Chiaravalle in questo rappresenta una realtà che vorrei definire 'pilota'. Su questi temi la Commissione che presiedo manterrà alto il livello della tensione e dell'attenzione". Nello stesso luogo pochi giorni prima il circolo locale del PD aveva organizzato un incontro alla presenza, oltre che dell'onorevole Mirabello e di tanti rappresentanti istituzionali e politici del PD, anche della massima carica regionale, Mario Oliverio, proprio per discutere dei temi importanti non solo per Chiaravalle, ma anche per un intero comprensorio come quello delle Preserre. "Dalla Casa della Salute alla Trasversale delle Serre a tanti progetti che rientrano nel programma regionale per le aree dell’ entroterra, siamo soddisfatti - ha affermato Emanuela Neri, Segretario Circolo PD Chiaravalle Centrale e componente della Segreteria provinciale di Catanzaro - )dell’attenzione che questo governo regionale sta rivolgendo ad una città come la nostra che, dopo la gestione disastrosa del centrodestra che ha portato ad un dissesto finanziario e alla necessità della presenza commissariale, merita un momento di ripresa e una possibilità di sviluppo. Tutto il PD Chiaravallese è pronto a continuare questo importante ruolo di collegamento con i vertici regionali per permettere di buttare le basi di una programmazione seria ed incisiva che dalla prossima primavera, potrà essere realizzata per ridare la giusta dignità ad una città centro sinergico di un territorio importante".

 

 

Casa della Salute di Chiaravalle, ecco il progetto operativo

Si è concluso il percorso di formazione-azione, iniziato a gennaio scorso, che ha coinvolto tutti gli operatori della Casa della Salute, degli enti locali interessati e delle associazioni di volontariato/rappresentanza dei cittadini. Tale attività, promossa dall’Asp di Catanzaro a seguito del piano di riconversione dell’ospedale di Chiaravalle in Casa della Salute, previsto nel Piano Socio-sanitario regionale 2012/2014, è stata oggetto di monitoraggio e confronto nell’ambito del network interregionale promosso dall’Azienda Usl di Parma. Il progetto operativo “Casa della Salute di Chiaravalle”, che fa riferimento ad un network nazionale composto da professionisti sanitari, studiosi e amministratori pubblici che si ispira a un’idea di salute come bene comune, sarà presentato nel corso del convegno che si svolgerà a Chiaravalle il 18 e il 19 dicembre, con inizio alle ore 9:30, al quale, tra i numerosi relatori, parteciperà anche il commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, dottor Giuseppe Perri. Nell’ambito delle due giornate è prevista una fase di confronto con altre realtà regionali, mentre l’ultima parte del convegno, anche grazie alla partecipazione di relatori provenienti da diverse realtà, è dedicata alle cronicità che rappresentano gli aspetti più importanti dell’assistenza territoriale. La Casa della Salute, nuova struttura di assistenza sanitaria extra ospedaliera polifunzionale, nata da un progetto del ministero della Salute, prevede un insieme di attività organizzate fra loro integrate nell’ambito delle Cure Primarie al fine di realizzare la presa in carico del cittadino per tutte le attività socio-sanitarie che lo riguardano a livello territoriale. La sua istituzione, quale struttura polivalente e funzionale in grado di erogare l’insieme delle Cure Primarie e di garantire la continuità assistenziale ed i livelli essenziali di assistenza (LEA), è il risultato di una evoluzione delle politiche sanitarie e del quadro normativo che ha cercato di rispondere ai significativi cambiamenti degli scenari demografici, epidemiologici e sociali intervenuti nel corso degli ultimi decenni e sintetizzabili nel processo di forte invecchiamento della popolazione, nella transizione epidemiologica dalla prevalenza di patologie infettive alla prevalenza di patologie cronico-degenerative e di sindromi psico-sociali, nonché nella crescente differenziazione e personalizzazione dei bisogni di salute e della domanda di servizi socio-sanitari. La Casa della Salute rappresenta, dunque, un nuovo modello per il sistema sanitario centrato sulla sanità territoriale e finalizzato a realizzare la prevenzione e la promozione della salute e del benessere sociale del cittadino per tutto l’arco del suo corso di vita anche attraverso le risorse che la comunità locale organizzata può offrire. Un modello al quale debbono aderire anche quei servizi che non sono fisicamente collocati al suo interno ma siano ad essa funzionalmente collegati, come i Centri Diurni, i Centri Sociali e le strutture assistenziali e socio-assistenziali (Case protette, RSA, ecc.). Essa è pensata e va realizzata come un luogo di garanzia della presa in carico complessiva della salute del cittadino mediante una rete integrata di percorsi di prevenzione e diagnostico-terapeutici. Tale struttura è destinata a divenire il punto di riferimento fondamentale per la salute dei cittadini, dovendo garantire il coordinamento di tutte le attività relative ai loro problemi di salute, le prestazioni di continuità assistenziale, l'integrazione con l'ospedale in tutti i casi necessari (visite specialistiche, esami diagnostici specifici e/o invasivi, dimissioni), lo sviluppo di programmi di prevenzione, la presa in carico di pazienti con problemi di salute mentale, ed i programmi di informazione ai cittadini e di formazione permanente agli operatori del settore sanitario. L'approccio è quello dell’innovazione delle politiche di accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari e di presa in carico globale del cittadino. Gli otto siti per la realizzazione delle Case della Salute sono stati individuati dalla Regione Calabria, che ha stabilito in Chiaravalle la sua collocazione per l’Asp di Catanzaro. Successivamente ha individuato nella Rete delle Case della Salute uno dei pilastri del nuovo assetto del sistema sanitario calabrese nell'ambito del più ampio programma di riordino e integrazione dell'offerta e, in particolare, dell'assistenza sanitaria territoriale. Nel nuovo modello di Cure Primarie i MMG in gruppo o in rete assumono un ruolo centrale quali gestori del processo di cura in interazione con il Punto unico di accesso (PUA), gli specialisti, le altre strutture aziendali e con gli Enti locali e la cittadinanza. Per tale ragione si è reso necessario per gli operatori socio-sanitari un percorso di formazione che, nell’ambito della Casa della Salute, si configura quale leva strategica a supporto dei cambiamenti culturali, gestionali, professionali, organizzativi e comunitari. I destinatari della proposta formativa sono stati anzitutto i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta della sub-area distrettuale di Chiaravalle e gli operatori sanitari attualmente operanti nel Polo Sanitario Territoriale (ex-presidio ospedaliero) di Chiaravalle. Parallelamente al percorso formativo principale, si è svolto un progetto formativo collaterale su “L’integrazione socio-sanitaria dei percorsi di cura della Casa della Salute di Chiaravalle” finalizzato a progettare e definire gli strumenti operativi per le professionalità sociali coinvolte, fra cui gli assistenti sociali, gli psicologi ed i volontari delle associazioni della società civile, al fine di garantire la realizzazione dei processi d'integrazione socio-sanitaria nell’ambito dei percorsi di cura che tali elementi innovativi richiedevano. I destinatari del Corso sono stati quindi gli  operatori sociali (assistenti sociali, educatori, psicologi, ecc.) operanti nell’ambito dei servizi socio-sanitari della Casa della Salute di Chiaravalle e dei Comuni della sub-area del distretto; congiuntamente alla partecipazione delle associazioni di cittadini presenti sul territorio in rappresentanza della società civile. La direzione scientifica dei due corsi è stata affidata dall’Asp di Catanzaro all’Osservatorio regionale sulla Salute del Cittadino diretto dal professor Guido Giarelli, dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, che ha gestito anche il percorso formativo principale; mentre il percorso collaterale è stato tenuto dalla dottoressa Anna Trapasso, Assistente Sociale, specialista in management integrato dei servizi sociali e sanitari, funzionaria presso il Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie della Regione Calabria.

Casa della Salute di Chiaravalle, commissario Asp: "Continuano i falsi allarmismi"

"Ancora una volta è necessario replicare alle notizie parziali e inopinatamente allarmanti relative alla Casa della Salute di Chiaravalle". A dichiararlo è Giuseppe Perri, commissario straordinario dell'ASP di Catanzaro, che prosegue: "Non può difatti trascurarsi di sottolineare come dalle 'sabbie mobili' dell’articolo apparso qualche giorno orsono si sia adesso giunti agli 'scippi'. Crediamo che una corretta informazione prima di generare falsi allarmismi dovrebbe avvalersi di riscontri oggettivi attraverso una diretta interlocuzione con i vertici di questa Azienda Sanitaria, da sempre disponibile ed aperta al confronto ed addirittura alla condivisione di strategie con i cittadini. Qualcuno ha parlato di 'scippo', in realtà si tratta della restituzione di un’apparecchiatura, non più funzionante, alla società proprietaria con la quale era stato stipulato a suo tempo un contratto di leasing. Non si tratta quindi della chiusura di un laboratorio analisi già avvenuta circa due anni or sono nell’ambito della riorganizzazione della rete laboratoristica regionale, quanto piuttosto della restituzione di un’apparecchiatura non più utilizzata". "Relativamente alle altre questioni inerenti le prestazioni ambulatoriali, bisognerebbe ricontestualizzare - precisa Perri - all’attuale situazione regionale che impedisce l’assunzione di specialisti ambulatoriali e limita le deroghe per le assunzioni alle emergenze. Gli impegni che l’Azienda ha assunto per Chiaravalle coerentemente con le determinazioni di livello regionale sono tutti rispettati ed anzi vanno bel aldilà delle previsioni nel rispetto di tutte le fasi procedurali che le norme determinano (il riferimento è alla progettazione e all’avvio dei lavori di ristrutturazione)". 

 

Sottoscrivi questo feed RSS