Codacons, Pasqua 2018: attenzione all'acquisto di uova e colombbe

Per fare degli acquisti sicuri ed evitare eccessi o fregature – spiegano dal Codacons – basta seguire alcune regole base; anche nella scelta di uova di cioccolato e colombe occorre prestare massima attenzione, tenendo conto che prodotti di qualità devono avere caratteristiche ben precise.

  • Prodotti civetta. In alcuni supermercati si vendono uova o colombe a prezzi stracciati. Sono i cosiddetti prodotti “civetta”, distribuiti sottocosto per attirare consumatori e poi vendere anche tutto il resto. Approfittate dell’offerta, ma andate con la lista dettagliata della spesa, obbligandovi a rispettarla. Eviterete di dissipare il vantaggio ottenuto, acquistando prodotti inutili;
  • Dove acquistare. E’ importante scegliere con cura il negozio in cui fare gli acquisti. Ricordatevi che, per le colombe e le uova di Pasqua, gli esercizi commerciali più convenienti sono: hard discount (si risparmia fino al 50% rispetto al negozio tradizionale), e gli ipermercati (-30% rispetto al negozio);
  • Confrontate i prezzi reali. Non fermatevi al prezzo della confezione, spesso hanno pesi diversi. Meglio abituarsi a guardare i prezzi al chilogrammo invece di fermarsi a quello di vendita;
  • Offerte 3 X 2: Certo, possono essere offerte vantaggiose, ma che ve ne fate di 3 confezioni di colombe ? Se non dovete fare dei regali, ricordate che si tratta di prodotti soggetti a rapida scadenza;
  • Provate prodotti alternativi a quelli delle marche pubblicizzate e famose: Non è detto che non siano di buona qualità. Spesso ci sono, ad esempio, linee di prodotti con lo stesso nome e marchio del supermercato: il loro prezzo è mediamente inferiore del 10-15% rispetto agli articoli reclamizzati negli spot e sono solitamente di buona qualità;
  • Uova o cioccolato? Ricordatevi che le uova costano molto di più (a parità di peso) rispetto ad una tavoletta di cioccolato. Rinunciare all’uovo, magari se proprio si ha voglia, in favore di una tavoletta di cioccolato, consentirà un certo risparmio, oltre ad evitare una “sorpresa” poco inutile. Ricordiamo, infine, che le sorpresine dell’uovo possono essere pericolose per i bambini perché troppo piccole;
  • Qualità prima dell’acquisto. L’unico strumento che avete per valutare la qualità a scatola chiusa è l’etichetta. Ricordatevi che la lista degli ingredienti deve essere, per legge, in ordine decrescente di concentrazione. I primi ingredienti sono i più abbondanti e poi, scendendo, diminuiscono di quantità.
  • Uova. Un cioccolato per essere al top dovrebbe contenere, nell’ordine: cacao in polvere e burro di cacao (pasta di cacao), zucchero, latte in polvere, aromatizzanti naturali. Il burro di cacao è l’elemento più importante: verificate, quindi, a che punto della lista si colloca;
  • Colomba. Una colomba per essere al top dovrebbe contenere, nell’ordine: farina, zucchero, uova, burro, canditi.

In particolare le uova devono essere di categoria A (no all’albume in polvere !), il burro (da preferire decisamente alla margarina) deve essere in quantità non inferiore al 16%, mentre i canditi non devono essere meno del 15% (tra 15 e 20%). Il latte è facoltativo. Se c’è è preferibile che non sia scremato e va decisamente evitato quello in polvere. E i conservanti ? Meglio che non ci siano ! Se si usano materie prime di qualità non c’è bisogno di conservanti per arrivare alla data di scadenza. La certificazione di un ente indipendente che attesta che il prodotto è OGM-free è, infine, indice della serietà della ditta.

Il Codacons conclude invitando i Cittadini ad evitare gli sprechi, principio che si traduce nell’evitare accuratamente di acquistare prodotti che sappiamo non essere necessari.

Ogni Calabrese porta a casa ogni anno 160 kg di rifiuti da imballaggio

Confezioni, imballaggi spesso inutili, costosi e dannosi, invadono le nostre case, avvelenano i nostri spazi, soffocano la nostra vita.

Non è forse vero che ogni giorno portiamo a casa plastica, alluminio, carta e cartone, che paghiamo profumatamente e che, appena giunti a casa, finiscono direttamente nella pattumiera, appesantendo una situazione oramai incontrollabile e che riguarda lo smaltimento dei rifiuti?

Per comprendere meglio i termini del problema basta ricordare che gli imballaggi costituiscono il 60% del volume complessivo dei rifiuti e rappresentano il 40% del peso dei rifiuti urbani. Si va dalle scatole del dentifricio, al polistirolo ed alla plastica che contengono frutta, verdura, formaggi, fino al cartone che tiene insieme le lattine di legumi, tonno, etc.

Tonnellate e tonnellate di imballaggi, inutili, che incidono sull'ambiente e che, quindi, pesano sulle nostre tasche.

I dati forniti dal Codacons sono a dir poco preoccupanti: ogni cittadino produce in media 160 kg di rifiuti da imballaggio ogni anno.

Complessivamente in Calabria si producono ogni anno ben 350mila tonnellate di rifiuti da imballaggio.

Cifre preoccupanti che reclamano, con urgenza, decisi interventi. Anche perché spesso gli imballaggi li ritroviamo ai margini delle strade, nei prati o nei corsi d’acqua.

Per fronteggiare questa emergenza il Codacons propone, da un lato, il ritorno al “vuoto a rendere” ed una drastica riduzione degli imballaggi, mediante una “raccolta alla fonte”, dall’altro spinge affinché i consumatori preferiscano l’acquisto di prodotti sfusi, alla “spina”.

"Ciò che chiediamo alla Grande Distribuzione - sostiene Francesco Di Lieto del Codacons - è la disponibilità di posizionare, all'uscita del singolo punto vendita, appositi contenitori capaci di ricevere l’immensa quantità di plastica, carta, cartone che contengono praticamente tutti i prodotti venduti. In maniera tale da indirizzare verso un sicuro riutilizzo quei fastidiosi imballaggi ed evitare che si disperdano nell’ambiente creando serie difficoltà, sia per la raccolta che per lo smaltimento. Il Codacons confida nella collaborazione della grande distribuzione nel perseguire l'obiettivo di “alleggerire” i sacchetti dei rifiuti e tutelare l’ambiente. Speriamo il nostro appello sia recepito - continua Di Lieto - poiché supermercati e centri commerciali mettono in circolazione una massa enorme di rifiuti che possono e devono essere riciclati. Chiediamo che tutti i supermercati diano disponibilità ad offrire ai propri clienti contenitori dove disimballare la spesa e liberarsi delle confezioni inutili oltre che dannose per l’ambiente, garantendo, nel contempo, che gli esiti della raccolta siano avviati al circuito del riciclo. La pubblicità per la lodevole iniziativa assunta dai supermercati nonché gli indubbi benefici per l’ambiente, renderebbero irrisori eventuali costi".

Codacons: la Befana porta rincari per 1000€, le famiglie Calabresi le più penalizzate

Secondo il Codacons questo nuovo anno porterà in dono un aumento di 1.000 euro a famiglia e quelle Calabresi saranno le più penalizzate. Proviamo a capire il perché.

"Partiamo da un aumento di 80 euro a famiglia nel settore dell’energia. Proprio l’Autorità dell’Energia ha, infatti, calcolato un aumento del 5,3% delle bollette della luce, mentre quelle del gas cresceranno “solo” del 5%. "Un’impennata che avrà un impatto soprattutto in Calabria - sostiene Francesco Di Lieto del Codacons - dove sono tantissimi i nuclei familiari numerosi e quelli a reddito medio-basso sui quali l’aumento si farà più sentire". Cresceranno, specie dopo il pasticciaccio della TARI, anche le tariffe dei rifiuti ed i canoni per l’acqua e, in Calabria, com’è noto, paghiamo il peso di una rete colabrodo. Tanto porterà una maggiore spesa di 70 euro. Crescerà la spesa per l’acquisto di beni alimentari, oltre agli oramai famosi sacchetti, che, comunque incideranno per almeno 25 euro a famiglia, i rincari saranno frutto dell’aumento dei carburanti e anche delle tariffe autostradali (in crescita media del 2,74%). Complessivamente avremo un incremento di 220 euro.

Preoccupano, poi, i costi indiretti che giungeranno dalla fusione di Anas-Ferrovie e che rischiano di far innalzare il prezzo della benzina. Ovviamente in crescita sarà anche la spesa nel settore dei trasporti che andrà ad incidere per oltre 160 euro (qui, la Calabria è “favorita” per la gratuità della rete autostradale). Crescerà di 75 euro il costo degli abbonamenti di treni e autobus. Nonostante la diminuzione dei sinistri - continua Di Lieto - continueranno a crescere i costi delle tariffe assicurative, parliamo di una crescita per almeno 50 euro a famiglia. A crescere saranno anche i servizi sanitari e le spese per mandare a scuola i nostri figli. Il Codacons stima 45 euro in più per i servizi sanitari ed un aumento di ben 65 euro per l’istruzione, ci riferiamo al costo dei libri e dei buoni mensa. Aumenteranno le spese bancarie che andranno ad incidere per 40 euro annuali.

Ma non solo cresceranno le spese per avvalersi di artigiani e professionisti, che incideranno sul bilancio familiare per circa 120 euro a cui dovrà aggiungersi una spesa di almeno 20 euro per l’aumento del costo dei farmaci. Raddoppiano, infatti, le tariffe per chi è costretto a recarsi in farmacia nell’orario notturno. Si passa da un supplemento di 3,87 euro a ben 7,50 euro. Ma anche di giorno ci sono aumenti. Infatti nei piccoli comuni (inferiori a 3mila abitanti) è previsto il raddoppio del supplemento diurno se la farmacia è di turno a ‘battenti chiusi’. Di giorno si dovrà pagare un supplemento di 4 euro, di notte, invece, il supplemento “schizza” fino a 10 euro. Una somma che, specie nei piccoli centri Calabresi si farà sentire.

Anche sul versante telecomunicazioni si prevedono rincari, infatti le compagnie, per aggirare il divieto della fatturazione a 28 giorni, ritorneranno alla fatturazione mensile ma, per non perdere gli aumenti legati al 13’ mese, aumenteranno il canone ed anche le tariffe postali andranno a crescere. Il 2018 si presenta, quindi,come un anno di passione per i Calabresi. In una regione che registra il non invidiabile primato della povertà diffusa, dove un bambino su due (47 %) vive sotto la soglia di povertà, sarebbe necessario porre in essere delle politiche sociali mirate a dare finalmente un po’ di respiro alle famiglie, invece questa notte - conclude Di Lieto - la befana si appresta a portare ai Calabresi, nell’indifferenza generale, proprio un pessimo regalo".

Al via i saldi, il decalogo per evitare le brutte sorprese

Pronti, prontissimi, soldi in mano e via verso la nuova stagione dei saldi.

In Calabria partiranno, ufficialmente, ‪venerdì 5 gennaio‬, appena prima della befana. Si comincia con sconti che andranno dal 20 al 30%, per poi giungere anche al 70%.

Come ogni anno i Calabresi punteranno, principalmente su abbigliamento, calzature, accessori, ma anche giocattoli.

La spesa stimata, per nucleo familiare, ammonta a circa 200 euro.

"Non prevediamo nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali - spiega Maria Stefania Valentini del Codacons - ma crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto mirato in più, con un budget che resterà sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno. Tutta colpa della vicinanza tra le feste natalizie e l’inizio dei saldi. I Cittadini arrivano all’avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato. È quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione - sottolinea Valentini - liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti".

Del resto sono già partiti i pre-saldi, ovvero gli sconti anticipati che, soprattutto le grandi catene commerciali, applicano alla propria clientela fidelizzata, avvisandola con email o sms.

"In questo periodo di promozioni - mette in guardia il codacons - occorre prestare molta attenzione alle reali opportunità di risparmio, fare una accurata valutazione del rapporto qualità-prezzo e ricordare sempre che lo sconto applicato non comporta una riduzione dei diritti per chi compra".

Per cercare di evitare brutte sorprese, meglio fare attenzione a poche regole.

1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
3) Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
4) Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.
5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7) Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Per quanto riguarda la prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati.
9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura, non esitate a chiamate i vigili urbani.

Canone Rai, il 31 gennaio scade il termine per presentare la richiesta di esenzione

In una nota, il Codacons "ricorda ai cittadini che non posseggono un televisore, che per non ricevere l’addebito del canone Rai 2018 sulla bolletta dell’energia elettrica, devono inviare all’Agenzia delle Entrate la richiesta di esenzione entro e non oltre la data del 31 gennaio 2018.

In questo modo potranno ottenere l’esonero del pagamento del canone in bolletta per l’intero anno.

E’ consigliabile comunque presentare la dichiarazione entro la fine del mese di dicembre 2017 per evitare l’addebito in bolletta della prima rata del canone 2018".

L'associazione dei consumatori ricorda, inoltre, "che la dichiarazione ha una validità annuale e che, se si possiedono i requisiti, occorre presentarla ogni anno"

"Per i titolari di una utenza elettrica di tipo residenziale, il canone tv per uso privato viene addebitato direttamente sulla bolletta elettrica (10 rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno).

In caso di esistenza di un’utenza elettrica nel luogo di residenza anagrafica, vi è una presunzione che il Cittadino detenga un apparecchio tv. 

Per superare tale presunzione è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva con la quale si dichiara che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv (da parte del dichiarante stesso o di altro componente della famiglia anagrafica). 

Anche l’erede può utilizzare il modello per dichiarare che non è presente alcun apparecchio televisivo nell’abitazione in cui l’utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata al defunto".

Il Codacons evidenzia, indine, "che la dichiarazione può essere presentata:  direttamente dai contribuenti (per mezzo dell’applicazione web disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia); tramite gli intermediari abilitati (Caf e professionisti) per la presentazione telematica della dichiarazione sostitutiva. 

La modulistica, accompagnata da a un valido documento di riconoscimento, potrà essere inoltrata anche:

Arriva il “Black Friday”, il decalogo per difendersi dalle truffe

In questi giorni è scoppiata la febbre del ”Black Friday “. Si tratta di uno dei tanti appuntamenti scopiazzati da oltreoceano, dove il Black Friday (venerdì nero) segna il giorno successivo al “Giorno del ringraziamento” e dà il via alla stagione delle spese natalizie.

Quindi Black Friday indicherebbe l’inizio di grandi guadagni per le attività commerciali. Del resto anticipare conviene, sia per chi compra che per chi vende. Ed allora non ci resta che “anticipare” e partecipate alla grande festa del prossimo venerdì, dedicato a sconti e vendite pazze sui siti di e-commerce e, da qualche tempo, anche nei negozi “reali”.

Nell’era degli smartphone - sostiene Francesco Di Lieto del Codacons - gli acquisti sono sempre più “on-line”, con tutte le insidie che la rete nasconde.

Infatti, nonostante lo specchietto per le allodole della sbandierata convenienza, non bisogna mai abbassare la guardia, atteso che le truffe sono sempre in agguato. Per comprendere la portata del fenomeno basta far riferimento alle cifre relative allo scorso anno, riportate dal Sole 24 Ore: solo negli Stati Uniti e solo per acquisti online, sono stati spesi ben 3,34 miliardi, con una crescita del 21.6% rispetto al 2015. E le stime per quest’anno sembrerebbero, addirittura, puntare al rialzo.

Purtroppo sia il Black Friday che il Cyber Monday (il lunedì successivo dedicato agli acquisti tecnologici), sono vere e proprie calamite per le truffe online, per questo motivo il Codacons ha predisposto un decalogo per tentare di scongiurare brutte sorprese negli acquisti effettuati in rete.

1. Verificate i dati del titolare dell’attività commerciale (Sede della società, Recapiti geografici e telefonici, Partita Iva, Registrazione al Rea...) e, prima di acquistare provare a fare una verifica preventiva;

2. Controllate il metodo di pagamento. Diffidate dai siti che sebbene riportino i loghi delle principali carte di credito, pretendono, poi, come mezzo di pagamento solo il bonifico bancario. Tenete presente che i metodi più sicuri sono le carte prepagate ed il contrassegno. Verificate che il sito garantisca la protezione dei dati all’atto pagamento;

3. Attenzione agli sconti esagerati, spesso nascondono trappole. Verificate, poi, le caratteristiche del prodotto che potrebbero essere differenti rispetto all’immagine riportata nel sito;

4. Non fidatevi delle recensioni. Non è infrequente un commercio di recensioni positive per attirare clienti;

5. Verificate che le modalità per operare il recesso siano riportate in maniera chiara oltre che corretta. Ricordate che il termine per “ripensarci” è di 14 giorni. Attenzione questo termine inizia a decorrere dall’entrata in possesso del bene e non dall’ordine;

6. Verificate che sia specificato il diritto al ritiro del vecchio elettrodomestico senza costi aggiuntivi;

7. Verificate il prezzo totale del bene, comprensivo delle imposte e di tutte le spese aggiuntive di spedizione. Se tali spese non possono essere calcolate in anticipo, il venditore deve esplicitamente indicare che saranno a carico del consumatore. Caso contrario non sarete tenuti a pagarle;

8. Verificate l’integrità del prodotto al momento della consegna. Se la confezione appare danneggiata potete rifiutarla ovvero accettare con riserva, pretendendo che ciò venga trascritto sulla bolla di consegna;

9. In caso di problemi inoltrate reclamo al venditore e non esitate a rivolgervi alla polizia postale e, laddove riceviate beni contraffatti, rivolgetevi alla Guardia di Finanza;

10. Infine fate molta attenzione al phishing, ossia alla pratica consistente all’invio di mail che rimandano a link fasulli per poter poi ottenere i dati della carta di credito.

Per prevenire questo furto di dati non cliccate mai su link ricevuti da persone sconosciute o link sospetti inviati da “amici” sui social network o via email. Dietro potrebbero celarsi malware, virus o altri tentativi di frode. Inoltre, mai inserire i dettagli della carta di credito su siti sconosciuti o sospetti. Quindi, prima di dire sì virtualmente ed inserire le proprie credenziali o informazioni personali in offerte prestigiose, meglio controllare sempre che il sito sia autentico.

Di certo la voglia di sconti - alla luce dell’esperienza deludente dei saldi invernali negli ultimi anni, che si sono rivelati un vero flop di vendite - dimostra che i Calabresi vogliono occasioni di risparmio prima delle festività e non al termine, quando oramai i portafogli saranno già vuoti per le spese natalizie. “Invitiamo i Consumatori a recarsi presso i negozi conosciuti - continua Di Lieto - dove potranno verificare l’effettività degli sconti”. Inoltre il Codacons invita a visitare soprattutto i piccoli negozi che continuano a soffrire la concorrenza delle multinazionali, ciò potrebbe dare un impulso positivo ai consumi con benefici per l’intera economia locale. Anche per questo motivo il Codacons, da tempo, invita la Regione a consentire i saldi tutto l’anno, in maniera tale da rilanciare i consumi e l’economia locale. Una sorta di patto tra istituzioni, commercianti e consumatori, quello proposto dal Codacons, per sostenere le attività locali e, nello stesso tempo, garantire la convenienza negli acquisti.

Codacons diffida il Comune di Catanzaro per le mense scolastiche

Il Codacons denuncia “gravi episodi che si stanno verificando in alcune mense scolastiche catanzaresi”. Costituisce un preciso compito dell’Amministrazione - si legge nella diffida - garantire la sicurezza e la qualità di ciò che mangiano i nostri bambini a scuola, riteniamo, pertanto, intollerabile quanto ci viene segnalato circa la presenza di animaletti nei piatti serviti agli alunni.

«Un fatto gravissimo, che rappresenta il culmine di una serie di lamentele sulla qualità», ha spiegato Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. Sulle mense, l’associazione ha, infatti, diversi fronti aperti: «Dalla battaglia per garantire il diritto dei genitori di poter scegliere per i propri figli la possibilità di consumare all’interno dei locali scolastici pasti preparati a casa, in alternativa alla fruizione del servizio di mensa predisposto dall’Amministrazione comunale”, fino alla creazione di un “Osservatorio, composto da genitori e docenti con il compito di monitorare e valutare la qualità dei cibi serviti”.

In buona sostanza il Codacons invoca la massima trasparenza nella gestione del servizio di ristorazione scolastica. In questi ultimi anni le famiglie sono molto più sensibili ed informate, ed è cresciuta la consapevolezza dell’importanza di una corretta dieta per il benessere dei bambini. Per cui dover sentire di “animaletti” o di altri corpi “estranei” rinvenuti nei piatti, non può non destare seria preoccupazione per i genitori. Senza dimenticare che quel servizio si paga ed anche a caro prezzo.

Per questo motivo il Codacons propone a tutti i Dirigenti Scolastici di istituire delle commissioni mensa, composte da genitori e docenti, per controllare la qualità dei cibi. Organismi che abbiano, altresì, una funzione di collegamento tra le famiglie ed il comune fino ad ottenere la possibilità di incidere sul capitolato d’appalto che l’Ente predispone per le società di ristorazione. Siano i genitori a scegliere (e controllare) cosa mangiano i propri figli. Il Codacons ipotizza visite “a sorpresa” durante la refezione per verificare i pasti, ma anche per osservare come gli stessi vengono scaricati, trasportati e impiattati. Sull’alimentazione dei bambini non transigiamo - concludono dal Codacons - e pretendiamo maggiore controllo ed attenzione nella preparazione e distribuzione dei pasti.

  • Pubblicato in Cronaca

Pluriclassi nella scuola primaria di Catanzaro, la denuncia del Codacons

“Verso la formazione di “pluriclassi” nella scuola primaria a Catanzaro. Attenzione, non in un sperduto villaggio, ma nel capoluogo di regione”.

E’ quanto denuncia il Codacons, che ha chiesto un incontro urgente con l’Amministrazione comunale e con l’Ufficio scolastico regionale.

“ Le pluriclassi – si legge in una nota dell’associazione dei consumatori - costituiscono un escamotage per evitare ai piccolissimi centri di non avere alcun tipo di istruzione, garantendo a microscopici insediamenti di conservare un presidio scolastico, quel presidio che, forse, rappresenta l’unico baluardo di civiltà. In buona sostanza si accorpano nella stessa aula, bambini della prima classe della scuola primaria, con altri di classi superiori e, durante la giornata, si portano avanti più lezioni. Per i nostri bambini - continua il Codacons - vogliamo la migliore formazione possibile e questo significa, a nostro parere, classi suddivise per età, ovvero in prima ci saranno i ragazzi di prima e si fanno le lezioni per la prima … e così via, sembra una ovvietà, ma così non è. Infatti a Catanzaro, fra qualche giorno, c’è il rischio concreto delle pluriclassi nella scuola primaria, con (giusto per fare un esempio) 1° e 4° classe accorpate. Il tutto senza che le famiglie siano state informate. Ed è questa una evidente mancanza di rispetto. Altro che mettere la famiglia al centro della scuola ! Perché possiamo anche discutere se svolgere nello stesso tempo lezioni per classi differenti, possa arricchire la formazione o rischia seriamente di penalizzarla … ma l’informazione alle famiglie dev’essere fornita per tempo e non riservare la “sorpresa” giovedì prossimo. Svolgere contemporaneamente due o più programmi ministeriali diversi, nello stesso numero di ore di un corso tradizionale – prosegue la nota - rischia di avere risvolti negativi in termini di didattica. Indebolire l'offerta formativa significa tradire i nostri ragazzi … altro che buona scuola ! Tutti insieme appassionatamente nella stessa aula, senza alcuna informazione alle famiglie denota un “menefreghismo” nei confronti dei diritti di quei bambini che vorrebbero poter imparare a leggere e a scrivere come i loro coetanei più fortunati; che vorrebbero che gli insegnanti dedicassero loro lo stesso tempo di quanto accade in altre scuole. Mentre da giovedì saranno affidati ad insegnanti che, nelle stesse cinque ore, dovranno svolgere programmi di studio diversi. Il Codacons – conclude il comunicato - è pronto a sostenere tutti quei genitori che si ritengono traditi dalle Istituzioni a cui hanno affidato la formazione dei loro bambini, per cui confida in un immediato incontro con il sindaco Abramo e con l’Ufficio scolastico".

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