Droga, corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: 8 persone in manette

I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Monza, a carico di otto persone (sette in carcere e una ai domiciliari).

L'operazione, condotta tra le province di Milano e Reggio Calabria, ha interessato un gruppo accusato, a vario titolo, di peculato, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, accesso abusivo a sistemi informatici e telematici, rivelazione di segreto d’ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ricettazione, favoreggiamento personale, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Tra gli arrestati figura anche un appartenente alle forze dell’ordine.

Operazione "Merlino", arrestate 14 persone. In manette sindaco, vice e assessore di un comune calabrese

Oltre 100 finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare personale ed un decreto di sequestro preventivo, emessi dal gip presso il Tribunale di Paola, nei confronti di 14 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, tentata concussione, indebita induzione a dare o a promettere, peculato, turbative di gare pubbliche e di procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica amministrazione e falso ideologico. Il provvedimento ha interessato 14 persone, fra le quali sindaco, vice sindaco ed assessore del comune di Fuscaldo, nonché un funzionario pubblico, imprenditori ed un professionista. La misura rappresenta l'epilogo delle indagini condotte dai finanzieri di Paola, in merito alla gestione di appalti pubblici ed affidamenti diretti dei comuni di Fuscaldo e Cosenza, relativi a "lavori, servizi e forniture” di valore complessivo pari ad oltre 7,5 milioni di euro. Elemento di collegamento fra i due enti: un funzionario, dipendente a tempo indeterminato presso il comune di Cosenza ed autorizzato ad esercitare part-time le funzioni di responsabile di settore anche presso il comune di Fuscaldo. Dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di un “collaudato sistema corruttivo e di collusioni nella gestione della cosa pubblica, radicato presso gli anzidetti Enti locali ed alimentato da abituali condotte illecite poste in essere da pubblici ufficiali ed imprenditori". Nel corso dell'operazione, denominata "Merlino", è stato eseguito, anche, il sequestro di beni nei confronti di alcuni indagati e società, per un valore complessivo di 215 mila euro. A due società, inoltre, è stata applicata la misura cautelare del “divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione”, per la durata di un anno. Complessivamente le persone indagate sono venti.

Vacanze e pranzi in cambio d'informazioni, in manette l'ex responsabile anti corruzione della Regione Calabria

L'ex responsabile della Regione Calabria per la trasparenza e l'anti corruzione Maria Gabriella Rizzo, di 57 anni, ora al dipartimento turismo, è stata arrestata per corruzione e falsità ideologica, insieme all'imprenditrice turistica vibonese Laura Miceli, di 67 anni.

I provvedimenti sono scaturiti in seguito alle indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico - finanziaria di Catanzaro e coordinate dalla locale Procura, dalle quali sarebbe emerso che la dirigente, oltre a fornire attività di "consulenza", avrebbe comunicato all'imprenditrice informazioni su bandi non ancora pubblicati.

In cambio delle informazioni, la dirigente avrebbe ottenuto, per sè e per i propri familiari, un soggiorno a Firenze, una vacanza in un villaggio di Ricadi, pranzi e donazioni di vino.

Dopo l'arresto, al termine delle formalità di rito, le due donne sono state poste ai domiciliari.

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Corruzione e falso, misure cautelari per dirigente regionale e imprenditrice vibonese

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Corruzione: chiede 300 euro per registrare un atto, arrestato funzionario dell'Agenzia delle entrate

In seguito ad una segnalazione fatta da un cittadino, i finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno tratto in arresto un dipendente dell’Agenzia delle entrate, accusato di chiedere somme di denaro per compiere atti inerenti il suo ufficio.

Secondo l'accusa, un contribuente si sarebbe recato presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate per la registrazione di un atto di successione ed un impiegato, addetto al servizio di assistenza, gli avrebbe promesso l'evasione della pratica in tampi rapidi, in cambio di trecento euro.

Per convincere il cittadino che non si trattava di un atto dovuto, l'impiegato avrebbe comunicato al contribuente che l’attività svolta, se richiesta ad un professionista, sarebbe costata molto di più.

Avendo già versato l’imposta per l’atto di successione, il cittadino ha segnalato l'accaduto alla guardia di finanza.

Nel corso delle indagini, avviate in seguito alla denuncia, i finanzieri avrebbero trovato riscontro dell’indebita richiesta di denaro.

In particolare, durante servizi d'osservazione e d'intercettazione ambientale finalizzati a verificare e documentare la natura della richiesta e le modalità del pagamento del denaro, dopo aver identificate le banconote destinate all’indebito pagamento, le fiamme gialle hanno filmato l’incontro tra il pubblico funzionario ed il cittadino con la consegna di una somma di denaro.

Ricevute le banconote, il pubblico funzionario avrebbe consegnato l’attestazione di avvenuta registrazione dell’atto.

Contestualmente i finanzieri sono intervenuti ed hanno tratto in arresto il pubblico ufficiale, sequestrando il denaro consegnato che verrà restituito al cittadino.

Il gip presso il Tribunale di Cosenza ha, quindi, convalidato l’arresto ed applicato la misura cautelare interdittiva nei confronti del funzionario.

Cerca di corrompere i carabinieri per evitare la multa, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno tratto in arresto S. G., 58enne del luogo, accusato d'istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali.

Durante un servizio di controllo, i militari del Nucleo operativo radiomobile hanno fermato una Fiat 600 che anziché incolonnarsi nel traffico cittadino avrebbe superato le altre auto ferme impegnando la careggiata nel senso opposto di marcia e rischiando in tal modo di causare incidenti stradali.

Il conducente una volta fermato è stato identificato.

L’uomo, con diversi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, stava per ricevere una salata sanzione pecuniaria, la sospensione della patente di guida e il ritiro del libretto di circolazione per la mancata revisione periodica del veicolo, quando ha deciso di offrire ai carabinieri 50 euro per indurli a non verbalizzare gli illeciti contestati.

I militari hanno, quindi, informato l’uomo che stava commettendo un reato. Per tutta risposta, il 58enne avrebbe cercato addirittura d'infilare una banconota nella tasca della divisa di uno dei due carabinieri.

Una volta verbalizzate tutte le infrazioni al Codice della strada, gli uomini dell'Arma hanno, quindi, arrestato S.G. con l'accusa d'aver istigato dei pubblici ufficiali ad omettere degli atti del loro ufficio, offrendogli del denaro.

In attesa di essere giudicato con rito direttissimo, l'uomo è stato posto ai domiciliari.

 

 

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Corruzione all'aeroporto di Lamezia, ai domiciliari presidente e direttore della Sacal

Corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio e varie forme di concussione, questi i reati che hanno dato l'abbrivio ad una complessa operazione condotta dai finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme e dagli agenti della polizia di frontiera presso il locale aeroporto internazionale.

Gli arrestati sono Massimo Colosimo, presidente della Sacal, Pierluigi Mancuso, direttore generale, ed Ester Michienzi, responsabile Ufficio legale. Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, diretta da Salvatore Curcio.

I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di un’apposita conferenza stampa, in programma alle 11 di oggi presso l’ufficio del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme.

Condannata per corruzione Alessandra Sarlo, ex Commissario straordinario dell'Asp di Vibo

E' stata riconosciuta responsabile di corruzione e per questo il Tribunale di Catanzaro le ha inflitto una condanna a due anni di reclusione. Alessandra Sarlo, già dirigente del dipartimento Controlli della Regione Calabria, è la moglie di Vincenzo Giglio, fino al momento dell'arresto nell'ambito di un'indagine condotta dagli inquirenti milanesi, a capo della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria.  Sulla scorta di quanto emerso nel corso delle indagini, l'ex magistrato si sarebbe adoperato, utilizzando il legame con Franco Morelli, allora consigliere regionale del PdL, per procurare alla consorte l'assegnazione, da parte dell'Esecutivo presieduto da Giuseppe Scopelliti, dell'incarico di Commissario straordinario dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. La rappresentante della pubblica accusa aveva richiesto che Alessandra Sarlo fosse condannata a tre anni e tre mesi di reclusione. 

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