Davide Serra, la possibile ripresa dell’Italia in Europa

L'esperto di finanza della City delinea la strada per la ripresa italiana e analizza gli effetti della Brexit sugli investimenti. Davide Serra è l'amministratore di Algebris, uno dei fondi di investimento più redditizi della capitale inglese e vive a Londra da 24 anni, dove si è fatto strada gestendo i capitali degli altri e facendoli crescere. La sua esperienza nel settore e all'estero gli permettono di esprimere giudizi e soprattutto di dare consigli in ambito economico. Dopo aver conseguito un Master Cems alla Université Catholique Louvain la Neuve si è trasferito nella capitale britannica nel settembre del 1995. Nella City ha iniziato a lavorare come Graduate per la società SG Warburg, operando con investimenti e ottenendo risultati strabilianti. La sua ascesa è stata abbastanza veloce ed è stato capace di fare investimenti che hanno fatto ottenere ai suoi clienti i migliori rendimenti in Europa.

Questi brillanti esiti nel suo lavoro lo hanno portato a fondare Algebris nel 2006. In poco tempo è stato acclamato come re di Londra, un re Mida moderno capace di dare alla City e soprattutto agli investitori un modo per far crescere i loro capitali. Chi lo conosce sostiene, i numeri gli danno ragione, che riesca a trasformare in oro tutto ciò che tocca. Davide Serra gestisce un patrimonio di 12 miliardi di dollari operando sui mercati finanziari globali con 5 differenti strategie. Per promuovere il fondo e raccogliere i capitali non usa parole, ma dati. Fa promozione attraverso i giornali evidenziando come il rendimento medio annuo si attesti al 5% con punte del 15%. Algebris oggi conta 100 dipendenti, di cui il 40% è rappresentato da donne. L'età media è di 34 anni, mentre le nazionalità di provenienza sono 18. Il fondo conta 6 uffici in 3 continenti.

In Inghilterra la Brexit ha già prodotto i primi effetti negativi sulla finanza, mentre l'Italia arranca e trasmette segnali di declino economico. Davide Serra fa una propria analisi e delinea gli scenari futuri, non solo per i due Paese, ma per il mondo. Per il Bel Paese l'esperto di finanza fornisce una ricetta, l'unica che può rilanciare l'economia e far crescere la nazione. Sostiene che vi sia la necessità di riportare in patria i cervelli fuggiti per cercare opportunità di lavoro e condizioni migliori. Se si creano in Italia le condizioni per farli lavorare sfruttando la loro esperienza all'estero e valorizzando le loro capacità si può ottenere una nuova energia che porterà il Paese fuori dalla crisi. Questa è la strada per crescere e affrontare le sfide. Parallelamente, secondo Serra, si deve investire su istruzione e ricerca per innovare e formare lavoratori e dirigenti. Con la globalizzazione e la rivoluzione digitale, nonché con l'introduzione dell’intelligenza artificiale bisogna sempre essere al passo con i tempi per non restare indietro. L'esperto suggerisce di fare un "Piano Marshall" per il rientro dei giovani laureati in gamba, puntando poi sul fornire loro gli strumenti, i fondi e l'autonomia di cui necessitano per lavorare alla ricerca applicata nei vari settori. Possono nascere nuove imprese utili a dare impulsi importanti.

La strada è delineata per l'Italia, mentre il Regno Unito sembra essere destinato a un cambiamento radicale. L'uscita dall'UE sta allontanando sempre di più i capitali dalla capitale inglese. Gli investitori non vedono un futuro favorevole e per questo lasciano Londra, che perde il proprio ruolo, per dirigersi verso piazze più effervescenti dal punto di vista economico e finanziario. Il rischio si è tramutato in realtà e ci guadagnano mercati come Parigi, Francoforte, New York, Hong Kong, Tokyo e Shanghai.

Serra ritiene che la finanza abbia regole ben strutturate e funzionanti, soprattutto perché le norme sono abbinate a un sistema caratterizzato dalla stabilità e dalla trasparenza. Naturalmente questo vale per gli Stati democratici. Bisogna inoltre prestare molta attenzione al continente asiatico e in particolare alla Cina. Oggi, come è accaduto sempre nella storia del mondo, la nazione è tornata a occupare una posizione dominante dopo una pausa di due secoli dovuta a scelte politiche interne. Non preoccupa quindi questo ''ritorno al potere'' della Cina, ma resta un interrogativo importante. La Cina farà corrispondere alla crescita economica un maggiore rispetto dei diritti civili e della libertà di pensiero?

Intanto Serra osserva con tranquillità le evoluzioni. Infatti Algebris è strutturata in modo da non dover subire la Brexit e i suoi effetti. Grazie ai suoi 5 regolatori per il mondo può operare senza dover trasferire la sede. I referenti sono a Tokyo, Singapore, Londra, Lussemburgo e Boston, pronti a seguire l'andamento del mercato e a precorrere i tempi. Intanto ha trasferito a Milano la famiglia in modo che i figli possano crescere con due culture, parlare due lingue e usare due passaporti: britannico e italiano. La capitale britannica rappresenta per lui un punto di riferimento capace di abbinare la globalità con le caratteristiche di un piccolo quartiere, anche se negli ultimi anni è aumentata la violenza. Prevede intanto di continuare con il proprio lavoro fino a tarda età, ora ha 48 anni, sfruttando la conoscenza e l'esperienza acquisita.

Serra, gli studenti dell’Einaudi "si connettono all'Europa"

È quasi arrivato alle battute finali il progetto Pon sul potenziamento della cittadinanza europea dal titolo “Mi connetto con l’Europa”, Azione 10.2.2. – Fse Pon – CL 2018 -75, che in questi giorni ha visto impegnati gli alunni della classi quarte dell’indirizzo Amministrazione finanza e marketing dell’Iis “L. Einaudi” di Serra San Bruno.

Oltre alle attività di formazione teorica, gli studenti si sono resi promotori di un interessante sondaggio volto a conoscere l’opinione dei cittadini di Serra sulle questioni più spinose legate alle tematiche europee ed allo stesso tempo verificare il livello di fiducia che generalmente si nutre nei confronti delle istituzioni di Bruxelles.

I due momenti più coinvolgenti del progetto sono stati certamente quelli organizzati presso l’Ufficio Europa della Provincia di Catanzaro e presso il Centro di documentazione europea dell’Università “Magna Grecia”.

Nel corso del primo appuntamento, il responsabile dello Sportello, Antonio De Marco, già dirigente dei Programmi Comunitari Fesr e Fsa della Regione Calabria, ha condotto i ragazzi lungo un’attenta riflessione sul concetto dell’ identità all’interno del processo di cittadinanza europea.

Numerosi sono stati, inoltre, gli spunti che hanno portato ad approfondimenti relativi all’importanza dell’utilizzo dei fondi comunitari per lo sviluppo della Calabria.

Altrettanto interessante l’incontro con il Paolo Romano del Cde dell’ateneo del capoluogo di regione che si è soffermato a discutere con gli studenti sulla necessità della promozione di più Europa tra i giovani che finalmente stanno imparando a conoscere ed apprezzare le opportunità che la casa comune europea offre in chiave di crescita culturale, sociale ed economica.

A Vibo confronto in vista delle elezioni europee

Il prossimo 4 maggio, dalle ore 17.30, presso la sala conferenze del Centro servizi per il volontariato, si terrà un confronto tra alcuni giovani esponenti politici in vista delle elezioni europee del 26 maggio.

L’evento organizzato dalla sezione vibonese del Movimento federalista europeo/Gioventù federalista europea, vedrà il coinvolgimento del Partito democratico e del Partito socialista italiano in rappresentanza del Partito socialista europeo, di Forza Italia giovani in rappresentanza del Partito popolare europeo, del MeetUp del Movimento 5 stelle di Pizzo in rappresentanza del Gruppo europa delle libertà e della Democrazia diretta e la Lega – Salvini Premier in rappresentanza del Gruppo europa delle nazioni e della libertà.

Il confronto, che toccherà le principali tematiche di attualità politica europea, sarà moderato da Carmelo Arena, Vice – Segretario del Mfe/Gfe Vibo Valentia e studente di economia aziendale presso l’Unical di Cosenza, e vuole essere un momento per rendere i cittadini vibonesi consapevoli dell’importanza del voto europeo. 

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A Soverato “Euro.Soul, Festival d'Europa” dal 9 all'11 maggio

Quinta edizione di “Euro.Soul, Festival d'Europa” che quest'anno si svolgerà a Soverato dal 9 all'11 maggio.

Una tre giorni ricca di eventi, cultura, incontri, sport, scambi e relazioni internazionali.

“Continuiamo a festeggiare l'Europa” dichiara Pietro Curatola, presidente dell'associazione “Jump” che promuove l'iniziativa. “Crediamo che sia giusto così” sottolinea il lancio del Festival che ha come slogan “Buon compleanno Europa. Ri-partire dall'educazione”.

Jump, sin dal 2012, sensibilizza i giovani calabresi alla cittadinanza europea e grazie al programma Erasmus Plus ed al coinvolgimento in numerosi progetti internazionali, entra nelle scuole di tutta Europa ascoltando paure e sogni di studenti ed educatori.

“Più paure che speranze è vero; ma perché rassegnarsi ad un'Europa distratta e lontana, a volte sconnessa dai bisogni dei più giovani?” si chiede Curatola. Euro.Soul 2019 sceglie di rispondere al bisogno diffuso di sentir parlare d'Europa in maniera diversa. Narrare l'Europa partendo da chi l'ha rapita vuol dire parlare di Zeus, della mitologia greca, di Minosse e quindi di Omero e Dante ma anche di Scilla e di storie di amore passionali. Favoleggiare l'Europa vuol dire ri-partire dall'educazione per costruire nuove generazioni di cittadini europei capaci di sopravvivere come l'odorata ginestra del poeta recanatese anche nei luoghi più deserti e aridi perché privati di ogni speranza.

“Il profumo d'Europa - conclude Pietro Curatola - bisogna spargerlo senza paure e con lo spirito di gioia che ci caratterizza, attraverso momenti di riflessione e divertimento, incontri e dialoghi, confronto serio e spensieratezza”.

La quinta edizione di “Euro.Soul Festival d'Europa”, in occasione del 9 maggio (data che ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet ed esposto nella Dichiarazione Schuman, che segna l'inizio del processo d'integrazione europea con l'obiettivo di una futura unione federale), farà proprio questo; senza perdersi nel marasma delle misure di austerity e nelle negatività percepite ma enfatizzando l"EU" (gr.eu=buono), il buono di un luogo da cambiare ma in cui poter ancora credere. Il programma dettagliato su www.eurosoul.info

Il festival sull’Europa ha fatto tappa nel Vibonese

Il patrimonio culturale come fonte condivisa di memoria, comprensione, identità, dialogo, coesione e creatività: l’Europa ha ritenuto strategico il ruolo delle eredità culturali, religiose, umanistiche nei processi di pace e dialogo tra i popoli, al punto da dedicargli un intero anno, il 2018.

Forgiata nel corso dei secoli dall’interazione tra le espressioni culturali delle diverse civiltà che hanno popolato l’Europa, la comune eredità culturale, pur nel pieno rispetto delle identità nazionali e regionali, rappresenta una risorsa comune, condivisa e preservata per le generazioni a venire, un catalizzatore della creatività che abbraccia un ampio spettro di risorse ereditate dal passato, in tutte le forme e gli aspetti – materiali, immateriali, digitali - inclusi i monumenti, i siti, i paesaggi, le competenze, le prassi, le conoscenze e le espressioni della creatività umana, nonché le collezioni conservate e gestite da organismi pubblici e privati quali i musei, le biblioteche, gli archivi, il patrimonio cinematografico.

L’importante occasione per creare momenti di incontro e confronto su un tema di tale spessore non è certamente sfuggita al Club per l’Unesco di Vibo Valentia resosi protagonista attivo, sul territorio vibonese, di un articolato festival sull’Europa che ha fatto tappa in cinque differenti località nell’ultima settimana.

Capofila del progetto patrocinato dal MIBAC è stato il Consiglio del Movimento europeo, presieduto e guidato da PierVirgilio Dastoli, ma l’appello per l’Europa è stata accolto e fatto proprio da una serie cospicua di enti e associazioni, a partire dalla provincia di Vibo Valentia, presieduta da Salvatore Solano, altresì sindaco di Stefanaconi, dal Comune di Capistrano con in testa Marco Martino, dal Comune di Filadelfia, con il suo primo cittadino Maurizio De Nisi, dal Comune di Monterosso guidato da Antonio Lampasi.

Immancabile, per l’ottima riuscita dell’evento, è stata la fattiva collaborazione della società civile che ha visto scendere in campo associazioni quali la Gam di Vibo Valentia, la Libertas di Tropea, il Servizio civile di Capistrano, la Pro loco, l’Associazione Familia De Rubro Monte, le Confraternite di Monterosso, il Polo museale Monterossino, il Movimento federalista europeo, la società di servizi EuroGlocal, la Web tv Kalabria tv, il Distretto turistico dell’Angitola, la Fondazione Filitalia, la società Europe direct, il Parco regionale delle Serre.

Se è innegabile che l’obiettivo precipuo della manifestazione è stato quello di contribuire a favorire una piena consapevolezza dell’importanza di proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali, è altrettanto vero che la sensibilità di dirigenti scolastici quali Nicolantonio Cutuli, Raffaele Vitale, Maria Francesca Viscone, ha consentito di elaborare in occasione della Europe Fest, anche per gli studenti dell’Iis di Tropea, dell’Ioc di Filadelfia e dell’Ic di Sant’Onofrio, specifici programmi di educazione e sensibilizzazione capillare dell’importante ruolo che il patrimonio culturale svolge per la coesione delle collettività in un momento in cui le società europee sono interessate da una crescente quanto preoccupante ondata di separatismi e nazionalismi estremi.

In perfetta linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni unite per lo sviluppo sostenibile, punti nodali dei vari interventi susseguitisi nel corso del Festival sull’Europa (e curati da Francesca Nacci, Maria Loscrì, Pino Pellegrino, Andrea Mandaliti, Marco Martino, Domenico Capomolla, Giuseppe Crispino, Antonio Parisi, Simone Folino, Dario Godano, Giuseppe De Biase, Alessandra Tuzza, Loredana Panetta), sono stati la cittadinanza globale, la diversità culturale, il dialogo fra i popoli, proposti anche in una prospettiva di genere.

“Nell’ambito degli obiettivi specifici individuati per l’anno europeo del patrimonio culturale, noi abbiamo ritenuto che favorire una serie di incontri formativi/informativi sul valore del patrimonio culturale nella sua dimensione di comune denominatore tra popoli e comunità, incontri itineranti focalizzati su una zona quale è la valle dell’Angitola ma con lo sguardo allungato e proiettato verso il resto della provincia di Vibo Valentia, con un’attenzione specifica e particolarmente profonda verso i giovani in formazione e le comunità educanti in particolare, potesse essere un tassello importante nell’ambito di un lavoro che abbiamo cominciato, come Club Unesco, a “predicare” e diffondere sui nostri territori, compiendo quasi opera di evangelizzazione in un contesto che rimane, ancora troppo spesso, legato a retaggi atavici e miopi e che portano a programmazioni territoriali totalmente inefficaci ed inefficienti produttive, soltanto, di inesorabile impoverimento sociale, culturale, economico” è la riflessione di Maria Loscrì, ideatrice dell’evento per la provincia di Vibo Valentia.

Catanzaro, l'Europa e il senso dello stare insieme: dibattito a più voci

Un dibattito a più voci sull'Europa. Appuntamento domani (martedì 19 febbraio) alle ore 17.30 presso il Palazzo della Provincia di Catanzaro.

A sollecitare una serie di spunti di riflessione sarà Bernard Dika, il giovane Alfiere della Repubblica nominato dal Presidente Mattarella per i suoi meriti sul terreno dell'impegno civile e sociale.

Disoccupazione, sicurezza, immigrazione, cambiamenti climatici, politica estera, comunicazione, problemi globali e locali saranno al centro dell'incontro che vedrà confrontarsi esponenti politici di tutti gli schieramenti, rappresentanti delle categorie professionali, della cultura e del mondo dell'impresa.

“Il senso di andare oltre i confini” il tema di fondo di una iniziativa che ha l'ambizione di coinvolgere le espressioni più aperte e vive della società catanzarese in una disamina profonda e complessa del senso dello stare insieme, come continente, oggi e ancora in futuro. 

Vibo, l’Europa in classe durante la “Settimana dello studente”

Si è svolto da martedì 8 a venerdì 11 gennaio scorsi, presso il liceo statale "Vito Capialbi", la terza edizione del progetto di educazione civica europea "L'Europa a scuola".

L'evento, promosso e organizzato dalla sezione vibonese del Movimento federalista europeo, ha visto, in occasione della settimana dello studente, il coinvolgimento di 15 ragazzi.

Le lezioni e il lavoro in gruppi, funzionali al "Processo all'Europa" che si terrà nel mese di maggio, hanno riguardato i principali argomenti di attualità politica, istituzionale, economica e sociale.

Partendo da una breve introduzione tenuta dal segretario Simone Folino, gli studenti del liceo "Capialbi" hanno avuto modo di ragionare insieme con Daniele Armellino, Carmelo Arena, Michele Nardo, Rocco Ruffa, Teresa Grillo e Francesco Pacilè, sul deficit democratico delle attuali istituzioni europee, sull'attuale architettura del sistema monetario ed economico dell'Euro-zona e sull'annoso "problema" dei fenomeni migratori.

Il progetto intende far ragionare criticamente i ragazzi su quelli che sono i pro e i contro dell'Unione europea. 

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La teoria dell'asino e il risparmio

Tutti abbiamo sentito, prima o poi, che qualche volta bisogna accettare dei sacrifici per stare meglio in seguito.

A scuola si studia per essere, a fine anno, promossi e premiati.
Ora provate a immaginare che, arrivati a giugno, i professori informino gli studenti che l’anno scolastico non è finito, anzi continua, anzi non si sa quando e se mai finirà. A questo punto, non solo l’ultimo della classe, ma anche il più secchione dei Pierini si lamenterà per aver fatto sacrifici invano.

Agli Europei è stato detto più o meno così: togli questo, rinuncia a quello, pareggia il bilancio… e dopo un po’, sarai ricco e felice. Il ragionamento non veniva sostenuto dallo scemo del villaggio, ma da fior di economisti con tre o quattro lauree, e tonnellate di pubblicazioni in inglese su riviste giapponesi. E siccome ci hanno spiegato che uno più lauree ha più è intelligentone, gli Europei hanno fatto sacrifici, aspettando… no, essendo certi di diventare presto felici e ricchi.

Se non che, che è successo? Niente, è successo. Facciamo sacrifici, e non diventiamo minimamente ricchi, e tanto meno felici; e non vediamo all’orizzonte né i soldi né la felicità.
Ci sorge immediata la riflessione, che quanto scritto su riviste giapponesi in inglese dal professorone con sei lauree e dodici specializzazioni, le teorie del dottissimo siano alquanto sballate.
Vero che gli intellettuali, quando la realtà li ridicolizza, se la pigliano con la realtà e non con le loro teorie infondate; ma c’è poco da convincere la gente che ha mangiato, se invece prova la fame; o che, digiunando oggi e domani e dopodomani come un fachiro, l’anno prossimo mangerà più di Pantagruel.

C’era una volta un contadino che, per risparmiare, educò l’asino a non avere la biada; il risparmio riuscì in pieno, ma il somaro lasciò questa valle di lacrime. Non so se è chiaro.
Soluzione? Ma l’intervento della politica, con la spesa pubblica, che crea opere utili in sé ed è volano dell’economia. Il punto è che sia una spesa utile e onesta. Ed ecco perché occorre la politica, e non ci servono, anzi fanno danno, i politicanti e i dotti e i burocrati.

Nota filosofica: secondo Platone, i tecnici non devono decidere, ma solo eseguire.

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