I volontari Gea riqualificano l’antico mulino di “Scannaporcelli” a Melia di San Roberto

Sabato scorso (20 giugno) sono tornati in azione i volontari Gea (Gruppo ecologico ambientale) della Fiamma Tricolore.

Oggetto del nuovo intervento portato a termine dai volontari guidati dal responsabile Antonio Giordano, è stato l’antico mulino di “Scannaporcelli”, a Melia di San Roberto (Rc).

Liberando da sterpaglie e rovi le vecchie mura, i componenti del Gea hanno restituito il sito a turisti e visitatori che ora potranno visitare l'interno del mulino dov'è ancora presente la macina e il suo meccanismo.

Contestualmente, i volontari hanno effettuato un intervento di decoro anche sulle fontane presenti nell'area, raccogliendo rifiuti e pulendo lo scarico per il deflusso dell’acqua.

Quello di "Scannaporcelli" è un sito che fa parte del sistema dei mulini idraulici un tempo attivi nel comune di San Roberto.

"I giovani del luogo e gli amministratori - scrivono in una nota i volontari - sappiano che è bastata la sola pubblicazione delle foto sulle nostre pagine Facebook per essere sommersi da richieste di informazioni sull’ubicazione del mulino che si trova inoltrandosi per appena qualche decina di metri nel bosco dalla strada principale che da San Roberto porta a Melia e poi Gambarie".

I volontari Gea della Fiamma tricolore riqualificano le “Grotte di Tremusa”.

Terminata l’emergenza coronavirus, riprendono le attività del Movimento sociale Fiamma tricolore.

Dotati di mascherina, rispettando le disposizioni legislative, i volontari del Gea (Gruppo ecologico ambientale) della Fiamma tricolore si sono ritrovati ieri a Melia di Scilla (Rc) presso le “Grotte di Tremusa” per attuare la riqualificazione del sito e consegnarlo nuovamente a turisti e visitatori.

Promotore dell’iniziativa, il responsabile del gruppo ecologico della Fiamma Antonio Giordano che ha coordinato i lavori dei volontari che hanno provveduto alla raccolta dei rifiuti e della vegetazione facendo molta attenzione a non intaccare il delicato sito geologico dove è possibile ammirare le meravigliose grotte e vedere affiorare fossili di epoche passate.

Per Giordano infatti “alla luce dell’emergenza sanitaria appena passata e considerato che il turismo quest’anno sarà pressochè di prossimità o comunque un turismo di “nazionali” è necessario che attività come questa si moltiplichino e si proceda al recupero dei tantissimi monumenti e/o luoghi di interesse storico che insistono nella nostra regione. Un’idea lanciata dai Gea – continua il responsabile Giordano - è stata proprio quella di catalogare siti come quello delle Grotte di Tremusa e tantissimi altri siti in modo da farne una guida da distribuire ai turisti”. “In tal modo, se le istituzioni e/o le associazioni si attivassero, si potrebbe creare una importante offerta di lavoro per guide e attività locali. Alla luce di ciò è pertanto necessario – conclude - che tali luoghi si possano rendere e mantenere presentabili ai visitatori”.

"Confusione e proposte inutili, ministri ed esperti trascinano l'Italia nel pantano", la denuncia della Fiamma tricolore

Riceviamo e pubblichiamo

"Di tante cose si ha bisogno in questi tempi di Covid e tanto hanno messo in campo gli Italiani, per primi medici e gli altri operatori sanitari poi i volontari fino ai semplici cittadini, per combattere questo nemico infido e pericoloso. Certo la cosa che non doveva essersi era la confusione, soprattutto quella gestionale, e questa hanno pensato di metterla in campo i politici, soprattutto costruendo quella complicata ed articolata rete di task force, che oggi conta oltre 450 “esperti” di cui Conte ha raccomandato l’ampliamento tramite l’inclusione di ulteriori figure 'tutte rigorosamente in rosa'. Ma cavolo, si domandano gli italiani, se proprio si dovevano creare le 'quote rosa' in questo settore perché queste non dovrebbero andare a sostituire i tanti inutili ed incapaci componenti oggi in carica, lautamente retribuiti dalle tasse che stiamo comunque continuando a pagare? Una confusione che, tornando alla nostra analisi, ha pervaso l’intero sistema istituzionale ed amministrativo, laddove il primo ministro ha permesso ed agevolato l’irrompere di costoro, che ormai vanno dichiarando tutto ed il contrario di tutto sull’intero scibile umano, con l’unico filo conduttore di una azione di terrorismo psicologico finalizzato a diffondere tra gli Italiani inquietudine e paura fiaccandone ogni barlume di buonsenso e di volontà di positiva reazione. Incapacità e dilettantismo, anziché professionalità e conoscenze scientifiche, che vorrebbero governare una situazione di grave crisi rivoltandola in proprio favore onde procrastinare al massimo questa perniciosa egemonia, personale prima e di gruppo poi. E di quanto sopra vorremmo sottoporre all’attenzione di chi ci legge una serie di esempi, a cominciare dal nostro conterraneo Arcuri – divenuto ormai notissimo come massimo esperto italiano nello 'sparare numeri ad capocchiam', iniziò appena insediato nel programma 'In mezz’ora' ed a oggi non si è più fermato. L’ultima perla, non numerica, l’ha sparata appena qualche giorno fà dicendo 'Noi abbiamo fatto al meglio la nostra parte. Adesso tocca agli Italiani!'. Ed allora ti chiediamo, sorvolando sull’aver fatto al meglio che cosa? Cosa chiedi ancora agli Italiani? Agli hai tolto quasi tutte le libertà garantite dalla Costituzione - salute, mobilità, lavoro, parola, istruzione e ne dimentichiamo certo qualche altra -, stai attentando alla loro salute mentali, li hai messi in ginocchio - assieme al tuo sodale Conte, anch’egli spara balle di dimensioni planetarie rispetto all’inondazione di soldi promessi e di cui si sono viste appena le bricioline - dal punto di vista economico. Ed allora? E che ne dite, italiani, della signora Bellanova, novella seguace dell'ex presidente della camera col pallino delle regolarizzazioni, che, per trovare 200.000 o poco più persone da impiegare nei lavori dei campi, pretende di regolarizzare almeno 600.000 immigrati, tantissimi clandestini, anziché intervenire sui 2 milioni e 500.000 percettori di Reddito di Cittadinanza, così attuando compiutamente la legge istitutiva del reddito, e in seconda battuta sui quasi 11 milioni di percettori di Cassa Integrazione Guadagni, di cui diverse centinaia di migliaia lasciati senza lavoro dal Covid19 ? Le cose normali mai? Occorre per forza creare un nuovo focolaio di tensione sociale? Vogliamo poi parlare della ministra dell’Istruzione (sic!) Azzolina e del suo progetto, pardon semplice proposta, di far fare lezione, dal prossimo anno scolastico, anche ai più piccoli dei nostri figli, metà in classe e metà da casa, questi attaccati per 4 ore al computer? E la sua vice, Ascani, che teorizza attività e lezioni nei parchi e nei cortili? Ma siete sane di mente o il restringimento tra le mura domestiche, seppur parziale per voi, vi ha seriamente colpite nei gangli del cervello interessati? Ultimo, ma solo perché questo è un problema più politico e che comunque solleva problematiche e riflessioni molto più gravi, è quanto accaduto nella vicenda Bonafede-Di Matteo. Una vicenda che, oltre alla palese incapacità del ministro della Giustizia a portare avanti il suo compito, apre oscuri scenari sui poteri che l’organizzazione mafiosa detiene tutt’ora in Italia e sulle indebite pressioni che esercita tutt’oggi impunemente, oltre che sulla economia e su interi territori del Paese, anche su pezzi importanti delle Istituzioni, a tutti i livelli, impressione avallata ulteriormente dalla enorme massa, si parla di ben oltre 350 detenuti mafiosi scarcerati, ma adesso si ventila sia stato fatto per errore, perché in pericolo di essere contagiati. E ci volete far credere che solo loro siano in pericolo? I cittadini normali sono messi in una sorta di domiciliari sine-die ed i delinquenti vengono scarcerati. A chi volete darla a bere la favoletta che tutto sia normale e che i 450 super esperti delle task force siano effettivamente tali e siano necessari a portarli fuori da questo pantano nel quale, per adesso, ci hanno condotti per mano?".

Segreteria regionale Calabria Movimento sociale italiano-Fiamma tricolore 

La Fiamma tricolore commemora i martiri delle foibe

Riceviamo pubblichiamo

"Come ormai ogni anno accade, ben prima del 2004 quando il parlamento italiano istituì il “Giorno del Ricordo”, i militanti del Movimento Sociale Fiamma Tricolore si ritroveranno a Villa San Giovanni lunedì 10 febbraio alle ore 18.00 per commemorare i martiri delle Foibe con una fiaccolata presso il monumento ai Caduti di tutte le guerre. Un gesto simbolico per ricordare quei nostri connazionali che vennero massacrati dalle orde slave titine, spesso con la fiera collaborazione dei partigiani comunisti italiani, e gettati nelle cavità del terreno tipiche delle regioni carsiche. Ancora oggi quello delle foibe, e più in generale, il genocidio e l’esodo a cui furono costretti centinaia di migliaia di italiani del confine orientale tenta di essere minimizzato da figli e nipoti dei loro aguzzini. Un massacro iniziato nel 1943 con i ritrovamenti dei primi “infoibati” e proseguito ben oltre la fine della guerra verso quei nostri connazionali che avevano come unica colpa quella di essere italiani. Storia di cui fino a qualche anno fa era vietato parlare in un paese in cui persino un presidente della repubblica si recò a baciare la bara di quel Tito l’aguzzino. Per decenni a molti di quegli assassini rimasti impuniti l’Inps pagò pure la pensione! Nel continuo e sempre più impetuoso tentativo di mistificazione della storia abbiamo addirittura assistito quest’anno al tentativo negazionista dell’Anpi con un convegno al Senato in cui si è cercato di minimizzare il massacro delle foibe ed imputarne ad altri la colpa come se potesse mai esistere una giustificazione ad un qualsiasi genocidio. Questi soggetti, ieri come oggi complici degli assassini titini, propalatori di odio e di menzogne, principali alimenti di cui nutrono le loro menti, altro non fanno che tentare di alimentare divisioni e fratture tra la popolazione ad oltre 70 anni da quegli avvenimenti. Noi continueremo invece ad operare affinche si possa giungere a una memoria condivisa da tutti gli italiani. Compresi quelli di Istria, Fiume e Dalmazia".

Giuseppe Minnella - Federazione Movimento sociale fiamma tricolore di Reggio Calabria

  • Pubblicato in Politica

Anche MSI-FI dalla parte dei lavoratori LSU/LPU

Forse la stabilizzazione degli LPU/LSU è l'unico argomento politico che riesce a mettere d'accordo destra e sinistra ma che comunque non trova soluzione. Arriva questa volta dal Movimento Sociale Italiano - Fiamma Tricolore l'ultima manifestazione di solidarietà e vicinanza ai lavoratori precari. Francesco De Leo, segretario regionale del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore, attraverso il portavoce del movimento, Natale Giaimo, dirama la seguente nota stampa.

Avranno anche loro e le loro famiglie la possibilità di passare un, se non felice, almeno sereno Natale? E’ quanto tutti gli uomini e le donne di buona volontà si chiedono dopo aver assistito alla due giorni di mobilitazione e protesta degli LSU ed LPU calabresi presso la stazione ferroviaria di Lamezia Terme.

Certo è angosciante per le circa 4.500 famiglie di questi Lavoratori attendere ad ogni piè sospinto che qualcuno si ricordi di loro e gli consenta di vivere un altro mese o un altro anno in serenità contando su un lavoro che, tra l’altro, loro spesso svolgono in modo egregio e con indubbia utilità al servizio dei Cittadini. E certo diventa più angosciante se questi momenti vengono vissuti in prossimità del Santo Natale accorgendosi che qualcuno si è “dimenticato” della loro esistenza tra noi.

La Segreteria Regionale del MSI-FT, che annovera anche diversi militanti tra i partecipanti alla manifestazione di protesta di questi giorni, si schiera, senza se e senza ma, al fianco dei Lavoratori in lotta per ottenere finalmente quella dignità che solo il lavoro garantisce e sollecita i tanti rappresentanti istituzionali presenti a Lamezia ad intervenire con la dovuta urgenza ad intraprendere ogni azione concreta affinché siano garantiti a questi Cittadini sia la prosecuzione del rapporto lavorativo che la necessaria ed urgente stabilizzazione del rapporto di lavoro.

A proposito dei tanti, purtroppo assolutamente non tantissimi né tantomeno tutti, rappresentanti istituzionali che hanno presenziato alle manifestazioni, intendiamo lodare soprattutto quanti vi hanno più concretamente preso parte, cioè quella parte di Sindaci, in particolare, che si sono posti veramente e concretamente al fianco dei loro amministrati per richiederne l’inalienabile diritto al Lavoro. Tra questi ci piace segnalarne uno in particolare, che a nostro avviso incarna quello che dovrebbe essere il prototipo del Primo Cittadino, cioè Mimmo Donato, Sindaco di Chiaravalle Centrale, sempre presente e spesso in prima fila laddove occorre rivendicare un diritto dei Cittadini chiaravallesi e calabresi.

Un esempio, fortunatamente non il solo, di come dovrebbe comportarsi e cosa dovrebbe occuparsi chi è chiamato a gestire il bene comune e la cosa pubblica. Un esempio di come chi si occupa di politica potrebbe far riavvicinare i Cittadini ad essa, senza steccati ideologici e senza coltivare innominabili interessi, ma solo in una ottica civica ed omnicomprensiva che resta la nostra speranza contro l’antipolitica e la malapolitica che, ahimè, ormai pervadono la Nostra terra.

  • Pubblicato in Politica

Il Movimento sociale - Fiamma tricolore intitola la sezione provinciale di Catanzaro a Nando Giardini

Riceviamo e pubblichiamo

"Certo che il suo funerale celebrato l’otto settembre può sembrare l’ultima beffarda sfida a quanti non hanno saputo mantenere, nel corso della loro esistenza, la barra dell’onore e della coerenza sempre dritta. E tra questi anche quanti si sono accaniti rispetto al “Presente!” sulla scalinata della chiesa.
Era chiaro che ai tanti “antifascisti in assenza di fascismo” (chiedo umilmente scusa al Camerata cui ho rubato l’azzeccata definizione assieme ad altre citazioni che farò nel resto di questa nota) non è sembrato vero di imbastire una stupida, ed antidemocratica, polemica sul rito del “Presente” - tradizione di origine militare utilizzata in tantissime parti del mondo per onorare un defunto, utilizzata persino dai compagni del poeta Neruda che, durante il suo corteo funebre, intonarono “Camarade Pablo Neruda Present!”, e nell’occasione si inchinò di fronte alla morte persino il dittatore Pinochet -. A voi tutti lascio il giudizio umano e politico, a me resta l’onore e l’orgoglio di avere partecipato, assieme a tanti che lo hanno conosciuto e che hanno avuto la fortuna di raccogliere i suoi insegnamenti ed il suo immenso esempio, al rito funebre ed al successivo “Presente!” (personalmente questo vale come consapevole “autodenuncia”). Siamo stati in tanti, e ci saremmo stati lo stesso quasi tutti, a salutarlo nel modo che lui desiderava anche perché non più tardi di febbraio ci avevate detto – con la sentenza n° 8108 della Corte di Cassazione, mica del giudice di pace di un qualsiasi Tribunale, con tutto il rispetto per chi ricopre tale carica – che tale rito non era reato se eseguito a titolo commemorativo.
Quanto accaduto ha un po’ offuscato, e magari era proprio questo il loro obiettivo, l’altro “rito” che si usa quando una persona “và oltre”: il ricordo, l’elogio ed il rimpianto che possono condensarsi in questo breve aneddoto. Durante gli “anni di piombo” capitava spesso a noi ragazzi di lanciarci in elogi alla violenza nell’attività politica, ma in quelle occasioni egli ci ammoniva sostenendo che la violenza non portasse mai a niente di buono, che poteva accadere di doversi difendere e lo si doveva fare, ma per vincere nella lotta politica occorrevano le idee. Quanta umanità e verità in quelle parole, soprattutto rispetto ai tanti cattivi maestri che allora, come purtroppo ancora oggi, avvelenano il clima politico e sociale in particolare tra i giovani.

Per Nando Giardini tutto ciò non è certamente uno scontato cerimoniale ma un sentito e sincero omaggio ad una persona perbene, un politico attento, un Uomo coraggioso con una fervida intelligenza. La sua vita, sin da giovanissimo, fu esempio di altruismo, coraggio e disciplina. Il Tenente dei Bersaglieri Giardini alla fine della guerra si schierò, senza esitazioni, in quella che fù definita “la parte sbagliata” pagandone le conseguenze (arresto, carcere, condanna e, infine, grazia) e rivendicando coerentemente quella scelta per tutta la sua vita. Una vita operando nella pubblica amministrazione; negli scranni della Politica del Consiglio Comunale di Catanzaro (pur essendo nato a San Pietro in Guarano era orgogliosamente “catanzarese”) e del Consiglio Regionale; apprezzato e rispettato anche dai più acerrimi avversari politici ed amato e seguito da quanti militavano nella sua stessa parte; una intelligenza vivida e curiosa che lo ha portato a girare gran parte del mondo ed a scrivere diversi libri, tra cui quello in cui ha descritto l’esperienza della resistenza fascista nel Sud Italia del dopoguerra, compreso la galera degli 88; frizzantino e amorevole anche nei rapporti familiari, laddove amiamo ricordare i deliziosi “battibecchi” con l’indimenticabile “signora” Vittoria, importante e imprescindibile riferimento della sua vita come sempre accade alle grandi Donne.
Adesso accade anche che in tanti si sono affrettati - meglio organizzati di noi che non abbiamo segreterie politiche né addetti stampa a busta-paga ma facciamo Politica solo per passione rimettendoci del nostro - a mettere il cappello su una eredità ideale che appartiene invece a tutti noi che abbiamo vissuto l’esperienza di essergli stati accanto e di aver “rubato” un pezzettino della sua esperienza. A loro suggeriamo, se davvero hanno a cuore il passaggio del suo testimone alle future generazioni, di impegnarsi affinchè tutto quanto è raccolto e disseminato nella sua casa (libri, oggetti provenienti da tutto il mondo, foto e, soprattutto, appunti manoscritti) che raccontano la sua vita ed il suo poliedrico attivismo non venga disperso e smembrato ma, raccolto e catalogato, diventi un Museo che, vi assicuriamo noi che lo abbiamo “vissuto”, sarebbe veramente più interessante ed educativo di tante altre realtà che oggi vengono tenute in vita solo per “estorcere” danaro allo Stato. Nel nostro piccolo la Segreteria Provinciale del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore ha deciso di intitolare la Sezione Provinciale di Catanzaro a quello che è stato valente dirigente e militante e ne era formalmente ancora Presidente Regionale Onorario, e per lui ancora lanciamo il nostro 'Camerata Giardini:Presente!'".

Natale Giaimo - Portavoce della segreteria provinciale del Msi-Fiamma tricolore

 

  • Pubblicato in Politica

"Fuochi non fatui", MSI di Cosenza chiede lo stato di calamità naturale

Riceviamo una nota stampa da parte del Movimento Sociale- Fiamma Tricolore - Federazione di Cosenza, in merito agli innumerevoli incendi che hanno devastato l'intera provincia cosentina.

"Che non si tratti di incendi da auto-combustione ne siamo tutti certi, ma lo scempio distruttivo dei fuochi in questa torrida estate del 2017 non ha precedenti nella storia della provincia cosentina. L’elenco delle zone investite dal malefico fuoco è vasto e variegato; ne sono stati interessati sia i centri abitati con relativi pericoli, avvolte anche mortali, per gli abitanti, che comunque hanno subito ingenti danni, sia aree boschive come il Parco della Sila, ripetutamente violentato dagli incendi.

I Vigili del Fuoco, a corto sia di uomini che di mezzi, hanno fatto l’impossibile, nei limiti delle loro risorse, per cercare di placare l’inverosimile distruzione; è tuttavia mancato, almeno in parte, il supporto delle Associazioni di Protezione Civile, spesso in male arnese, e degli enti preposti per un adeguato e pronto aiuto durante gli incendi. Quasi sempre, stoicamente, gli stessi abitanti dei luoghi interessati dalle fiamme hanno difeso come meglio potevano il loro territorio in via di devastazione.

Convergiamo tuttavia con le dichiarazioni del Direttore della Protezione Civile calabrese, Dott Carlo Tansi, quando testualmente afferma: "Il Parco della Sila negli ultimi giorni è stato oggetto di una serie di attacchi criminali ben organizzati, con punti di innesco posizionati scientemente lungo le strade principali, ad anello intorno al parco, con l’intento chiaro di arrecare danno".

Quale Movimento Sociale-Fiamma Tricolore non possiamo che invitare con solerzia ed anche sperare com’è giusto che sia che il Presidente della Regione Calabria, On. Mario Oliverio ed il Presidente della Provincia di Cosenza, Dott. Franco Iacucci prendano coscienza della gravità della situazione e richiedano lo Stato di calamità naturale… è una speranza lecita o no?".

Cardinale dedica una via a Pino Rauti

Riceviamo e pubblichiamo

"Finalmente è giunto il momento. Il 13 agosto l’amministrazione comunale di Cardinale intitolerà una Via a Pino Rauti, illustre concittadino che fu figura di primo piano della politica nazionale e mente fervida di Idee, e di interessi nei campi più svariati dello scibile umano, che tesero e seppero sempre “Andare Oltre”!

Si realizza così un continuo lavorio portato avanti da questa Segreteria Regionale di concerto con i responsabili provinciali di Catanzaro e con i referenti locali, in primis Sergio Marra, cui và gran parte del merito se tra una settimana la Comunità Missina, a prescindere da sigle e piccoli campanili, potrà onorare degnamente uno dei suoi Padri Nobili, cui si deve il merito di aver permesso che ci fosse una Continuità Ideale degli immortali principi che diedero stura alla nascita del Movimento Sociale Italiano allorchè alcuni pretesero di annacquarli ai propri, stolti, interessi elettorali sottraendoli ad una Comunità Militante che a quelle idee aveva regalato i migliori anni della propria esistenza, con sacrifici e sangue versato e senza chiedere niente in cambio se non il rispetto che è dovuto a ciascuna Idea portata avanti con onestà e buona fede.

Data il 6 dicembre 2012, circa un mese un mese dopo la sua scomparsa, l’istanza inoltrata dal responsabile della locale sezione del MSI-Fiamma Tricolore all’amministrazione comunale di Cardinale di intitolare una via del paese a Pino Rauti. Una gestazione certo abnorme nei tempi ma che finalmente oggi ha portato ad avere, prima in Italia, una via intitolata a Rauti, facendo anche giustizia di pregiudizi che tutt’oggi sono ancora duri a morire. Pregiudizi che ne offuscarono il riconoscimento delle indubbie qualità di politologo ed intellettuale che, oltre a spaziare in tanti campi dello scibile umano – e qui ci piace ricordarlo allorchè si intrattenne con alcuni di noi a tavola e ci affabulò con alcune sue ricerche scientifiche tra cui quella di un dentifricio alle erbe regolarmente brevettato – ebbe l’innata qualità di essere sempre un passo avanti a quanto accadeva oggi dimostrandolo con la creazione del primo gruppo ecologista in Italia ( i GRE di cui era referente l’attuale giornalista Di Pietro) o la teoria del cosiddetto “sfondamento a sinistra” del MSI o, ancora, le previsioni sulla morte del comunismo e il dilagare capitalistico (“La Russia sarà sconfitta dalla Coca-Cola”) e tanto altro ancora. Avanti almeno vent’anni nel motto “Andare Oltre” e nella convinzione che le “Radici profonde non gelano mai!”. Questo era Pino Rauti, non altro. E questo sarà il Pino Rauti che la Fiamma Tricolore, assieme a tanti altri reduci dell' infinita diaspora missina, ricorderà e celebrerà domenica prossima, 13 agosto, alle ore 18 presso la Sala Consiliare di Cardinale, suo paese natio, alla presenza delle figlie Isabella ed Alessandra e di Antonio Rauti, nipote emigrato in Toscana, che ce ne rinnoveranno il ricordo".

Segreteria Regionale del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore - Calabria

Sottoscrivi questo feed RSS