Maxi sequestro di cocaina al porto di Gioia Tauro

Ennesimo maxi sequesto di droga al porto di Gioia Tauro, dove i finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, in sinergia con i funzionari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli di Gioia Tauro, hanno intercettato un container al cui interno sono stati rinvenuti 270 chili di cocaina.

Lo stupefacente era stato nascosto in un carico di cotone proveniente dal Guatemala e destinato a Valencia, in Spagna. 

Una volta tagliata ed immessa sul mercato, la cocaina avrebbe fruttato circa 55 milioni di euro.

L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria,  è stata condotta tramite l'analisi di rischi e riscontri effettuati dalle fiamme gialle su 2000 container provenienti dal Sud America.

Trovato nascondiglio con munizioni per fucile e pistola

Durante una perquisizione effettuata a Gioia Tauro, in un complesso abitativo abusivamente occupato, noto con il nome di “Palazzine verdi”, i carabinieri della locale Stazione, con il supporto del Nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno rinvenuto, nascoste in un’intercapedine realizzata nella parete della scale condominiali, una quarantina di cartucce calibro 9x21 ed alcune munizioni calibro 12 a pallettoni.

Il materiale  rinvenuto è stato sequestrato per essere inviato al Ris di Messina per gli accertamenti tecnici.

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Colpito dal cavo di una gru, 42enne muore al porto di Gioia Tauro

Tragedia sul lavoro al porto di Gioia Tauro, dove A.G. di 42 anni è morto, dopo essere stato investito da un cavo spezzatosi da una gru.

L’incidente è avvenuto durante un intervento su un’imbarcazione da diporto.   

Il cavo della gru, per cause in corso di accertamento, si sarebbe spezzato, colpendo la vittima, che è deceduta sul colpo.

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Operazione "Madre natura", eseguite 5 misure cautelari

Su disposizione della procura della Repubblica presso il tribunale di Palmi, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza d'applicazione della misura cautelare personale nei confronti di: Roberto Amato, di 31 anni, Gianluca Berlingeri (34), Francesco (38) e Michele (63) Catania, Francesco Rao (39).

I destinatari della misura sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di “combustione illecita di rifiuti, incendio ed evasione”.

Il provvedimento giunge al termine di un'indagine, convenzionalmente denominata “Madre Natura”, condotta dai carabinieri di Gioia Tauro, sotto il coordinamento dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Palmi.

L'attività ha preso il via in seguito alla scoperta di uno sversamento di rifiuti solidi urbani e speciali nell’area circostante il quartiere “Ciambra” di Gioia Tauro, da parte di privati cittadini e titolari d'imprese prevalentemente operanti nel settore dell’edilizia, nonché di una serie d'incendi che, nel corso dell’estate del 2017 e del 2018, provocarono la combustione degli enormi quantitativi di rifiuti abbandonati nel tempo nel quartiere.

Nel corso delle successive indagini, gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in ordine alla commissione di ben 15 episodi in cui avrebbero appiccato il fuoco ad ingenti cumuli di rifiuti, contenenti materiale plastico, scarti di attività edile, elettrodomestici deteriorati, bidoni esausti di vernice, carta e cartone.

Gli indagati, al termine delle formalità di rito, sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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Un chilo di marijuana rinvenuto in un'abitazione abbandonata

Durante un servizio di controllo del territorio, effettuato con l'impiego di oltre 100 militari, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno rinvenuto un chilo di marijuana.

Lo stupefacente era stato occultato in uno scatolone trovato in un'abitazione abbandonata.

Dopo aver sequestrato la droga, che sarà inviata al Ris di Messina per essere sottoposta alle analisi tossicologiche del caso, gli uomini dell'Arma hanno avviato le indagini per dare un volto agli autori dell'occultamento.

Si allacciano abusivamente alla rete elettrica, due donne in manette

Controllo straordinario del territorio a Gioia Tauro, dove 80 carabinieri del Gruppo locale, dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria e del Nucleo cinofili di Vibo Valentia hanno passato al setaccio il quartiere "Ciambra".

Nel corso delle attività, alle quale hanno partecipato anche 2 squadre di verificatori dell’Enel, i militari hanno identificato circa 150 persone, eseguite 49 perquisizioni domiciliari ed elevato sanzioni per violazione al Codice della strada per oltre 2 mila euro.

In particolare, due persone, Beatrice e  Mimma Bevilacqua, rispettivamente di 18 e 41 anni, sono finite in manette con l'accusa di furto aggravato di energia elettrica.

Le due donne, infatti, avrebbero realizzato un bypass con il quale si sarebbero collegate abusivamente alla rete elettrica.

Al termine delle formalità di rito, le arrestate sono state rimesse in libertà.

Le perquisizioni, che hanno interessato complessivamente 17 palazzine, hanno consentito agli uomini dell'Arma di rinvenire, occultato nell’intercapedine di muro, un silenziatore artigianale per pistola e materiale per la pulizia e la lubrificazione di armi da fuoco.

Infine, al termine d'accertamenti condotti di concerto con gli uffici dei vari istituti scolastici del territorio,  i carabinieri hanno deferito in stato di libertà due coniugi ritenuti responsabili del reato di Inosservanza dell’ obbligo dell’istruzione elementare dei minori per aver omesso di fornire l’adeguata istruzione al figlio minore, provocando ingiustificate assenze durante l’anno scolastico in corso.

 

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Nascondeva un milione di euro in auto, denunciato

Oltre  un milione di euro nel doppiofondo di un'auto. È quanto hanno rinvenuto, durante un posto di controllo effettuato presso lo svincolo autostradale di Rosarno, i finanzieri della Compagnia di Gioia Tauro.

Le fiamme gialle hanno fermato un'auto con al volante un quarantaquattenne, C.B., originario della Locride.

Nel corso della successiva perquisizione, dietro al sedile passeggero, i militari hanno trovato un borsone contenente denaro contante suddiviso in mazzette di vario taglio.

Altre banconote sono state rinvenute nel bagagliaio

 A questo punto, l'auto e stata sottoposta a controllo con gli scanner in uso all'ufficio Antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli del porto di Gioia Tauro.
 
Dalla verifica sono emerse anomalie, che hanno permesso di scoprire la presenza di un doppiofondo, ad apertura meccanica, abilmente ricavato sotto i sedili anteriori, al cui interno era stato nascosto oltre un milione di euro.

Pertanto, considerato che C.B.non e stato in grado di giustificare la provenienza del denaro, è scattata la denuncia per ricettazione ed il sequestro dell'auto e del denaro rinvenuto.

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Fermato per un controllo minaccia i carabinieri, 72enne finisce in manette

I carabinieri della Stazione di Gioia Tauro hanno arrestato Michele Galati, di 72 anni, perché ritenuto responsabile dei reati di resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità.

In particolare, nel corso di un normale controllo alla circolazione stradale effettuato dagli uomini dell’Arma in zona Marina di Gioia Tauro, il pensionato avrebbe minacciato i militari, allo scopo di sottrarsi alle operazioni d'identificazione.

Galati è stato, quindi, condotto presso gli uffici della Compagnia di Gioia Tauro dov'è stato dichiarato in arresto.

Al termine delle formalità di rito, il settantaduenne e stato posto ai domiciliari in attesa dell'udienza di convalida, a conclusione della quale l'autorità giudiziaria palmese ha disposto a suo carico l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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