Isis: " Crociato italiano ucciso in Siria". Combatteva con le milizie curde

L'Isis ha pubblicato la fotografia dei documenti di un italiano, Lorenzo Orsetti, fiorentino di 32 anni, dichiarando di averlo ucciso durante una battaglia a Baghuz, in Siria.

La notizia della morte, confermata da fonti di sicurezza italiane, è stata diffusa dall'Isis che ha pubblicato la foto del cadavere di quello che viene descritto come "il crociato italiano Lorenzo Orsetti".

L'immagine, pubblicata sui social network da Aamaq, piattaforma di notizie legata all'Isis, mostra il viso e parte del busto della vittima, a terra.

Orsetti si trovava a Baghuz, dove è in corso la battaglia contro le ultime sacche di resistenza dell'Isis.

 

L'ira di Mosca: "gli Stati Uniti aiutano l'Isis"

"Gli Stati Uniti e i loro alleati aiutano i terroristi dello Stato Islamico in Siria". Ad affermarlo è stato il ministero della Difesa russo.

La dichiarazione è stata riportata dall'agenzia Tass.

"La coalizione ha tentato di disturbare l'aviazione russa ad Abu Kamal per garantire la fuga degli jihadisti. Gli Usa - è l'accusa di Mosca - proteggono l'Isis per sfruttare i suoi militanti e raggiungere così gli obiettivi prefissati nel Medio Oriente".

Per il ministero russo, "i miliziani dell'Isis sostenuti dagli Usa agiscono travestiti da membri delle Forze democratiche siriane. L'offensiva governativa su Abu Kamal ha interrotto i piani americani che puntano a creare un territorio "pro-Usa" sulla sponda orientale dell'Eufrate".

In particolare, gli Stati uniti si sarebbero rifiutati di bombardare un convoglio Isis in fuga da Abu Kamal, usando come pretesto la convenzione sui prigionieri di guerra.

Del resto, non è la prima volta che gli Stati Uniti offrono "copertura" ai terroristi islamici.

 A settembre dell'anno scorso, gli aerei a stelle e strisce facero strage dei soldati siriniani impegnati, a Deir Ezzor, in una feroce battaglia contro i tagliagole del Califfato.

L'ira di Mosca: "gli Stati Uniti aiutano l'Isis"

"Gli Stati Uniti e i loro alleati aiutano i terroristi dello Stato Islamico in Siria". Ad affermarlo è stato il ministero della Difesa russo.

La dichiarazione è stata riportata dall'agenzia Tass.

"La coalizione ha tentato di disturbare l'aviazione russa ad Abu Kamal per garantire la fuga degli jihadisti. Gli Usa - è l'accusa di Mosca - proteggono l'Isis per sfruttare i suoi militanti e raggiungere così gli obiettivi prefissati nel Medio Oriente".

Per il ministero russo, "i miliziani dell'Isis sostenuti dagli Usa agiscono travestiti da membri delle Forze democratiche siriane. L'offensiva governativa su Abu Kamal ha interrotto i piani americani che puntano a creare un territorio "pro-Usa" sulla sponda orientale dell'Eufrate".

In particolare, gli Stati uniti si sarebbero rifiutati di bombardare un convoglio Isis in fuga da Abu Kamal, usando come pretesto la convenzione sui prigionieri di guerra.

Del resto, non è la prima volta che gli Stati Uniti offrono "copertura" ai terroristi islamici.

 A settembre dell'anno scorso, gli aerei a stelle e strisce facero strage dei soldati siriniani impegnati, a Deir Ezzor, in una feroce battaglia contro i tagliagole del Califfato.

In Calabria la droga usata dai terroristi islamici

La Sezione antiterrorismo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, in seguito ad indagini svolte dai finanzieri del Comando provinciale reggino, in collaborazione con l’Ufficio antifrode della dogana di Gioia Tauro, ha disposto il sequestro di oltre 24 mila compresse di tramadolo sbarcate al porto gioiese, provenienti dall’India e dirette in Libia.

L’input investigativo è partito dal II Gruppo della guardia di finanza di Genova che, nell’ambito di una operazione dello scorso maggio, aveva proceduto ad un analogo sequestro nel porto del capoluogo ligure.

La vendita al dettaglio del farmaco sequestrato avrebbe fruttato circa 50 milioni di euro, in quanto ciascuna pastiglia, sul mercato nero nord africano e medio orientale, viene venduta a circa 2 Euro.

Il tramadolo è una sostanza oppiacea sintetica, il cui uso è stato ripetutamente accertato negli scenari di guerra mediorientali, tanto da essere soprannominato “droga del combattente”, essendo utilizzato sia come eccitante, sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico.

Secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’Is (Daesh), al fine di finanziare le attività terroristiche che l’organizzazione pianifica e realizza in ogni parte del mondo. Parte dei proventi illeciti derivanti dalla vendita della sostanza, sarebbero destinati a sovvenzionare gruppi di eversione e di estremisti operanti in Libia, in Siria ed in Iraq.

L’operazione si è avvalsa, anche, della preziosa collaborazione della Dea americana e della Direzione centrale dei servizi antidroga presso il ministero dell’Interno e del supporto del Comando generale della guardia di finanza.

Catanzaro: con l'auto a folle velocità, semina il panico inneggiando all'Isis

Momenti di paura lungo la strada che collega il rione Santa Maria al centro di Catanzaro, dove, nella serata di ieri, un’auto che procedeva a folle velocità ha speronato quattro vetture.

Ad avere la peggio, sono state due ragazze cui i sanitari hanno refertato una prognosi di 15 giorni, per ferite alla testa e alle braccia.

A seminare il panico è stato un 32enne di origini sudamericane che, una volta sceso dall'auto, a torso nudo e scalzo, ha iniziato una corsa senza meta, terrorizzando i passanti ed inneggiando all’Isis.

Giunti sul posto, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Catanzaro sono stati aggrediti dall'uomo che ha, ripetutamente, tentato di colpirli con una cinghia. I militari sono, quindi, riusciti a bloccarlo ed a trarlo in arresto, con l’accusa di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo, dopo gli accertamenti sanitari, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida.

Arrestato in Calabria estremista islamico reclutatore dell'Isis

La Polizia di Stato di Crotone ha concluso questa mattina una complessa operazione antiterrorismo che ha portato all’arresto di un 29enne iracheno ritenuto responsabile del reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catanzaro, sono state condotte dai poliziotti della digos di Crotone ed hanno permesso di riscontrare, come l’arrestato, richiedente asilo, istigasse alcuni inquilini del Centro Sprar di Crotone a partecipare all’organizzazione Isis ed a perpetrare atti violenti con finalità terroristiche.

L’attività di proselitismo sarebbe stata svolta fornendo notizie, chiarimenti e materiali sullo Stato islamico e le sue finalità.

 L’iracheno, ritenuto persona violenta e fortemente incline alle attività criminali, aveva manifestato entusiamo in occasione del recente attentato terroristico a Manchester.

La strage in Siria e il silenzio dei benpensanti

Sabato Santo di sangue in Siria. L’ennesima strage compiuta dai terroristi, nell’indifferenza generale, ha provocato oltre cento morti. Le vittime, donne, anziani e bambini innocenti, questa volta, non hanno suscitato la compassione occidentale.

Nessuna cancelleria europea, nessuna suffragetta, nessun opinionista ha sentito il dovere di esprimere il proprio sdegno. Tutti quelli che avevano tirato fuori dalla tasca il fazzoletto per asciugare le lacrime per i civili uccisi dai gas la scorsa settimana, questa volta non si sono fatti sopraffare dall’emozione.

Del resto, a frenare l’emozione ci hanno pensato i resoconti giornalistici con il loro profilo, più che basso, rasoterra.

La carneficina di ieri è stata liquidata con poche righe, pubblicate in quindicesima pagina.

Il modo in cui è stata trattata la notizia ha confermato l’attitudine alla disinformazione della stampa italica.

Un’attitudine distillata nell’ estratto tratto da un pezzo pubblicato da un’ agenzia.

“Una carneficina è stata compiuta nel nord della Siria dove un’autobomba ha ucciso, secondo alcune fonti mediche locali, più di 100 persone tra cui donne e minori nei pressi di Aleppo, dove sostavano migliaia di persone evacuate da località assediate da anni”.

Nessun riferimento alle vittime, tantomeno ai carnefici.

Difficile pensare ad una distrazione o ad una dimenticanza.

Spiegare chiaramente chi erano i morti e chi i responsabili, avrebbe, infatti, ribaltato lo schema propalato in Occidente, che vuole Assad responsabile di ogni misfatto.

I morti di ieri scappavano da Fua e Kafraya, enclave governative della provincia di Idlib, controllata dai terroristi. Facevano parte di un convoglio di 75 autobus che stava trasferendo 5 mila persone in aree governative.

Scrivendolo si sarebbe riconosciuto che in Siria (per continuare la lettura clicca qui)

Articolo pubblicato su mirkotassone.it

Aerei Usa bombardano deposito di armi chimiche in Siria, decine di morti

Ennesima strage con armi chimiche in Siria. A causare la morte di diverse decine di civili e miliziani dell’Isis sarebbe stato un raid condotto dall’aviazione degli Stati Uniti.

Secondo le informazioni divulgate da fonti sul campo, tra le 17,30 e le 17,50 di ieri, jet Usa avrebbero colpito un deposito in cui i miliziani del califfato custodivano armi chimiche.

Il massacro sarebbe avvenuto nel villaggio di Hatla, ad est di Deir Ezzor.

La notizia, qualora fosse confermata, ribalterebbe l’accusa mossa ad Assad di aver ordinato l’uso del Sarin contro i ribelli a Khan Sheikhoun il 4 aprile scorso.

Secondo i governi russo e siriano, i miliziani che operano sotto le insegne dell’Isis e di Jabhet al-Nustra, disporrebbero di armi chimiche fornite da Paesi che sostengono i terroristi. Al contrario, le truppe di Damasco non avrebbero più accesso alle sostanze venefiche. L’arsenale chimico siriano è stato, infatti, distrutto sotto la supervisione internazionale nel 2014. Portati nel porto italiano di Gioia Tauro, i gas tossici vennero trasferiti e successivamente distrutti, a bordo della nave americana "Cape Ray".

In un altro raid aereo compiuto da aeri statunitensi nel nord della Siria, sono rimasti uccisi per errore 18 combattenti appartenti alle Forze democratiche siriane impegnati nella lotta all'Isis. Secondo il Comando centrale americano, martedì scorso gli aerei Usa sarebbero stati tratti in errore dalle coordinate errate fornite loro dagli uomini delle Forze democratiche siriane (Sdf), composte prevalentemente da miliziani curdi.

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