Auto in fiamme, non si esclude l'ipotesi dolosa

Una Fiat Punto è andata a fuoco questa mattina, in piazza Kennedy, a Lamezia Terme (Cz).

L’incendio, sviluppatosi in un’area condominiale, è stato domato dai vigili del fuoco del locale distaccamento.

Sul posto sono intervenuti inoltre, gli uomini della polizia di Stato.

Dai primi accertamenti non si esclude l'origine dolosa del rogo.

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Riapertura discarica Lamezia Terme, i dubbi di Mancuso (Lega)

“Sono consapevole dell’estrema criticità in cui versa gran parte del territorio calabrese per quanto concerne l’emergenza rifiuti ed è condivisibile l’idea dell’Assessore De Caprio di utilizzare, in emergenza ed in tempi ristretti, vecchie discariche in disuso, non colmate per affrontare la crisi in essere, ma bisogna avere la capacità di non trattare i siti individuati in egual modo e soprattutto è necessario pensare fin da subito a strategie alternative che siano risolutive”.

È quanto afferma il consigliere regionale della Lega Filippo Mancuso che aggiunge: “E’ imprescindibile la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini oltre che la salvaguardia dei territori ed in particolar modo delle zone ad alta vocazione agricola. In considerazione di tutto ciò, lascia grandi perplessità l’ipotesi di riapertura della ex discarica di Lamezia Terme, la cui posizione si incastra in un’area agricola di eccellenza, in prossimità di falde acquifere importanti ed in piena linea di volo dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. La presenza di un sito così importante diverrebbe attrattore fatale per i gabbiani i quali oltre a recare gravi danni all’agricoltura diverrebbero di grave disturbo alle normali operazioni di volo per l’aeroporto”.

Conclude Mancuso: “Non è pensabile che un’area così importante come la piana di Lamezia Terme che ha imprese di eccellenza con produzioni di altissima qualità come Igt, Doc, Igp apprezzati e conosciuti anche aldilà dei confini nazionali possa tornare ad essere, a regime, sito di discarica a cielo aperto. È necessario individuare strategie risolutive che pongano la gestione dei rifiuti a capo degli obbiettivi regionali per far sì che nei prossimi anni quella dei rifiuti non sia più una problematica ma risorsa utile”. rp L’Ufficio Stampa

Coronavirus, nuova donazione del Rotary club Lamezia Terme all’ospedale “Giovanni Paolo II”

Continua il contributo di solidarietà nei confronti dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme da parte del locale Rotary club.

Ieri mattina sono stati consegnati al presidio ospedaliero, importante punto di riferimento per un grande comprensorio che abbraccia oltre 160mila abitanti, altri strumenti medicali utili per la battaglia contro il coronavirus.

Il Rotary club Lamezia Terme, guidato dalla presidente Natalia Majello, ha consegnato le apparecchiature e i dispositivi di sicurezza acquistati, che serviranno per allestire l’area covid-19 all’interno del nosocomi.

 In particolare, un monitor multiparametrico, un carrello portamonitor, un elettrocardiografo, termometri ad infrarossi e tute protettive. Dispositivi che sono stati consegnati al direttore del Presidio unico Antonio Gallucci, alla presenza dei soci, Francesca Suriano, dirigente medico del reparto urologia dello stesso presidio e Franco Gigliotti, tesoriere del club lametino, e che si vanno ad aggiungere a quelli già consegnati nei giorni scorsi utili per sostenere la terapia intensiva.

Un altro tassello importante di solidarietà, che attesta come il Rotary club e i suoi soci portano avanti iniziative animate dal principio di “Servire al di sopra dei propri interessi personali”. Un aiuto concreto, per tutti i pazienti e in particolare quelli che avranno necessità di cure a causa del covid-19, ma anche a sostegno di medici, infermieri e operatori socio-sanitari che, in questo particolare momento, quotidianamente prestano il loro servizio, spesso in condizioni di difficoltà per mancanza di attrezzature e supporti.  

Incendio in una casa, ustionata una bambina

Una bambina ustionata ed il padre intossicato. Questo il bilancio di un incendio, ancora in corso, che ha mandato in fumo un appartamento ubicato al secondo piano di una palazzina, a Lamezia Terme.

Il rogo avrebbe potuto avere un esito tragico, dal momento che nell'abitazione vivevano nove cittadini extracomunitari che, fortunatamente, sono riusciti ad allontanarsi prima che fosse troppo tardi.

Sul posto sono all'opera i vigili del fuoco del locale distaccamento.

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Trattore si ribalta in un uliveto, morto un 40enne

Un uomo di 40 anni, di nazionalità marocchina, è morto questa  mattina schiacciato dal trattore agricolo con il quale stava lavorando.

L’incidente si è verificato in un uliveto, in località Bagni, a Lamezia Terme (Cz).

Per estrarre il corpo del malcapitato da sotto il mezzo si è reso  necessario l’intervento dei  vigili del fuoco del distaccamento di Lamezia Terme.

Le cause dell’incidente sono al vaglio dei carabinieri.

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Calabria, sei scosse di terremoto in un quarto d'ora

Notte inquieta per la Calabria, dove la notte scorsa sono state registrate ben sei scosse di terremoto in quindici minuti.

I sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno individuato l’epicentro, in un tratto del mar Tirreno compreso tra Lamezia Terme ed Amantea.

Il primo sisma, di magnitudo 2.5, è stato rilevato all’1.47.

Cinque minuti dopo la terra è ritornata a tremare, generando la scossa di maggiore intensità, ovvero quella che ha raggiunto i 3.9 della scala Richter.

Gli altri quattro terremoti si sono  verificati in rapida successione, fino alle 2.02, quando è stato registrato un evento di magnitudo 3.5.

Le scosse, originatesi a circa dieci chilometri dalla costa, sono state avvertite dalla popolazione.

Allo stato non sono stati segnalati danni.

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Coronavirus, Calabria: mascherine comprate a 35 centesimi, vendute a 15 euro, due denunce

Oltre 900 mascherine di protezione sequestrate e due commercianti denunciati.

Questo il bilancio dell’attività di controllo del territorio che il Comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro ha intensificato nelle ultime settimane, per contrastare le condotte di chi, approfittando dell’attuale situazione emergenziale, attua pratiche commerciali disoneste, anche con la vendita a prezzi esorbitanti di dispositivi sanitari.

Nei giorni scorsi, infatti, le fiamme gialle del Gruppo di Lamezia Terme hanno rilevato che, presso due supermercati lametini, le mascherine di protezione venivano custodite in cartoni sotto le casse di pagamento e vendute, solo su specifica richiesta, a 15 euro ciascuna, il modello ffp2 con valvola, ed a 11 euro le ffp2 senza valvola.

Assodato che il valore commerciale dei dispositivi era assai inferiore a quello praticato, i finanzieri hanno avviato i necessari riscontri lungo la filiera di distribuzione, estendendo i controlli anche al fornitore.

Da qui la scoperta che le mascherine erano state acquistate dal distributore, al prezzo unitario di 35 centesimi più iva.

Pertanto, approfittando dell’attuale situazione emergenziale, le mascherine erano state messe in vendita con un ricarico del 2142 per cento.

I finanzieri hanno quindi sequestrato le mascherine e denunciato il rappresentante legale dei supermercati  e, in concorso, il venditore all’ingrosso, per il reato di manovre speculative su merci.

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Deposito incontrollato di rifiuti, sequestro da 135 milioni di euro in Calabria

Beni mobili ed immobili per un valore di 135 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Lamezia Terme, dal Noe dei carabinieri di Catanzaro e dalla Capitaneria di porto di Vibo Valentia ad una società attiva nel campo del bio-diesel, con sede legale a Latina e sede operativa a Lamezia Terme.

Durante l'operazione, il direttore tecnico dell'azienda è finito in manette con l’accusa di violazione dei sigilli delle aree poste sotto sequestro.

L'indagine riguarda il presunto deposito incontrollato, da parte della società, di rifiuti di varia natura, nell'area "ex Sir" di Lamezia Terme, nonché l'illecito sversamento, su suolo e acqua, di reflui industriali.

Sequestrate anche, la piattaforma depurativa dell'azienda di circa 4.000 mq, ed un'area adibita a discarica abusiva di circa 21.000 mq contenente rifiuti speciali, solidi e liquidi di natura altamente inquinante.

 

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