Scoperta mega piantagione di marijuana, distrutte oltre 40 mila piante

Oltre 41 mila piante di marijuana sono state scoperte dai carabinieri della Compagnia di Girifalco, in località “Mucata", nel territorio del comune di Lamezia Terme, al confine con quello di Acconia di Curinga.

Lo stupefacente era stato coltivato in cinque serre, all'interno di un’azienda agricola, di proprietà di un 60enne incensurato (C.A.), originario di Maida (CZ).

L'uomo è stato sorpreso dai militari, mentre era intento ad azionare i sistemi d'irrigazione delle serre, all’interno delle quali sono stati rinvenuti 41660 arbusti di cannabis di varie dimensioni.

Nel corso della successiva perquisizione personale, il 60enne è stato trovato in possesso di un dispositivo elettronico utilizzato per captare l’eventuale presenza di sistemi audio-video (microspie e/o telecamere).

L'uomo, pertanto, è stato tratto in arresto per illecita coltivazione dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente e su disposizione del Pm di turno della Procura di Lamezia Terme è stato associato al carcere di Catanzaro.

Dopo aver sottoposto a sequestro l’intera area, su disposizione dell’Autorità giudiziaria i militari hanno estirpato e distrutto tutte le piante rinvenute.

Lamezia T.: Azione identitaria ricorda Franco Muraca con due striscioni

I militanti di Azione identitaria hanno voluto ricordare a Lamezia Terme, in occasione del trigesimo, Franco Muraca, il lavoratore tragicamente morto sul luogo di lavoro, attraverso l’affissione di due striscioni, attaccati rispettivamente sul ponte San Rocco del torrente Cantagalli ed all’ingresso principale del Comune di viale Perugini, con su scritto:

 “Franco vive nei nostri cuori” accompagnata da un’immagine fotografica.

Abbiamo voluto ricordare cosi un figlio sfortunato della nostra città - spiegano dal movimento politico - in un modo tanto semplice quanto simbolico, spinti anche dall’indifferenza con la quale i rappresentanti istituzionali, che in questo periodo di vacatio politica occupano ed amministrano il comune di Lamezia Terme, accolsero la tragica scomparsa di Franco, ignorando - continua la nota - la nostra proposta di indire una giornata di lutto cittadino a Lamezia Terme, una negligenza che ha ferito l’animo e la sensibilità di tutta una città ma soprattutto dei familiari del defunto”.

Abbiamo scelto la sede del comune proprio per questo: per affermare che la città di Lamezia Terme vuole e desidera commemorare i suoi figli più sfortunati in un certo modo, cosi come fanno in tutte le altre città colpite da simili tragedie e come è successo recentemente nei comuni di Borgia e Settingiano (dove, per due lavoratori drammaticamente deceduti sul loro luogo di lavoro, i rispettivi sindaci hanno indetto il lutto cittadino per stringersi tutti insieme al dolore delle famiglie con una intera comunità)”.

Rivolgiamo ancora una volta – concludono - le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Franco Muraca, con la promessa che da parte nostra non verrà mai dimenticato”.

Primi interventi mini-invasivi per la rimozione di calcoli salivari nell'ospedale di Lamezia Terme

Due importanti interventi mini-invasivi sono stati effettuati per la prima volta nell'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria ed Audio-Foniatria del Presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, diretto dal dottore Raffaele Grasso. Nello specifico, sono stati eseguiti due interventi di scialoendoscopia per la rimozione di calcoli salivari, in particolare, un intervento è stato effettuato su una signora per la rimozione del calcolo nella ghiandola sottomascellare sinistra e un altro intervento è stato eseguito a un signore per la per rimozione del calcolo della parotide destra.

Entrambi gli interventi sono stati effettuati in anestesia generale con tecnica endoscopica mini invasiva e i due pazienti sono stati dimessi il giorno successivo all’intervento. La scialoendoscopia è un intervento finalizzato all’esplorazione del lume dei dotti delle ghiandole salivari maggiori mediante dispositivi ottici miniaturizzati, allo scopo di riconoscere le affezioni dei dotti ghiandolari ed il loro eventuale trattamento.

Le ghiandole salivari maggiori, parotidi, sottomandibolari e sottolinguali, possono essere colpite da una patologia particolarmente fastidiosa come la scialolitiasi, cioè la formazione di calcoli salivari all’interno dei dotti escretori o, più raramente, intraghiandolari. La scialolitiasi colpisce circa l’1% delle ghiandole salivari nell’uomo, è localizzata più frequentemente nelle ghiandole sottomandibolari (80% dei casi) e nelle parotidi (30-40%). I calcoli, che sono composti da un insieme di sostanze, possono essere unici o multipli e variano molto nella forma, crescendo di dimensioni negli anni. Tale crescita determina spesso una dilatazione dei dotti ghiandolari che crea ristagno salivare ed infezioni batteriche. Tale affezione è caratterizzata dalla comparsa di dolore alla masticazione, ridotta produzione di saliva (iposcialia) e infiammazioni o veri e propri ascessi ghiandolari. La manifestazione più frequente nota come “colica salivare”: a carattere ricorrente, ci orienta verso l’eziologia calcolotica della malattia.

L'unità operativa dell'ospedale “Giovanni Paolo II” ha a disposizione un importante mezzo diagnostico che è la scialoendoscopia, attrezzatura messa a disposizione dalla Storz, che consente l’esplorazione diretta e più completa del sistema duttale delle ghiandole salivari. Qualora non vadano incontro ad espulsione spontanea, è infatti necessaria la rimozione dei calcoli salivari, che può avvenire secondo diverse modalità più o meno invasive, come la scialoendoscopia che consente, essendo dotata anche di un canale operativo, di intervenire direttamente visualizzando il calcolo sotto guida endoscopica, e di rimuoverlo con particolari cestelli per intero o, se troppo grosso, mediante frammentazione laser.

 

Lamezia: blitz dei carabinieri nel campo Rom di Scordovillo, eseguite 39 misure cautelari

A partire dalle prime ore di questa mattina, al campo Rom di Scordovillo di Lamezia Terme, oltre 200 militari del locale Comando gruppo carabinieri hanno dato esecuzione a 39 misure cautelari, di cui 5 in carcere, emesse dal Tribunale lametino, nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di gravi reati in materia ambientale, nonché di delitti contro il patrimonio.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa in programma per le 10,30 di oggi, presso la Procura della Repubblica di Lamezia Terme. 

 

Scoperta coltivazione con oltre 3 mila piante di marijuana, una denuncia

Una piantagione, composta da oltre tremila piante di marijuana, è stata scoperta dai finanzieri di Lamezia Terme.

La coltivazione è stata trovata in un vivaio lametino dove, fra le ordinarie coltivazioni, sono state individuate due grosse serre industriali, complete di impianto d'irrigazione automatizzato, nelle quali erano state messe a dimora circa tremila piante di marijuana, buona parte delle quali pronte per essere lavorate e poste in vendita.

I militari hanno, quindi, posto sorto sequestro sia le piante che le serre.

Infine, i baschi verdi hanno denunciato il vivaista, con l’accusa di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.

 

Auto finisce fuori strada, morto un 37enne

Un trentasettenne è morto all’alba di oggi in seguito ad un incidente stradale avvenuto a Lamezia Terme.

L'uomo si trovava alla guida di una Smart quando, per cause ancora in corso d'accertamento, ha perso il controllo del veicolo ed è finito in una scarpata.

Sul posto è intervenuta l'eliambulanza, ma per lo sfortunato automobilista, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

Dal canto loro, i carabinieri hanno effettuato i rilievi per cercare di ricostruire la dinamica dell'incidente

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Vendevano materiale elettrico contraffato, denunciati 4 commercianti cinesi

E’ stata chiamata “Corto circuito”, l’operazione con la quale i finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme hanno scoperto quattro negozi gestiti da cittadini cinesi, nei quali veniva venduto materiale elettrico contraffatto, fedele riproduzione di quello prodotto da una nota industria italiana del settore.

Nel corso dell’attività, le fiamme gialle hanno sequestrato 28.970 tra interruttori, prese elettriche e tv, “placche” di vari e dimensioni e colore.

Una volta venduto, il materiale avrebbe fruttato circa 87 mila euro di ricavo.

Per i quattro i titolari delle attività commerciali, con sedi a Catanzaro e nel Lametino, che vendevano i prodotti contraffatti, è invece scattata la denuncia.

 L’indagine ha avuto origine in seguito ad un controllo, nel corso del quale i militari si sono finti semplici clienti.

Proprio durante uno dei servizi svolti sotto “copertura”, i finanzieri si sono insospettiti  alla vista del materiale elettrico incriminato.

 A confermare i sospetti, una perizia i cui risultati hanno determinato il sequestro avvenuto oggi.

 

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Traffico di droga e armi, otto persone in manette

Nel corso di una maxi operazione condotta dai carabinieri, è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone.

Il provvedimeno, due misure in carcere e sei ai domiciliari, ha interessato i comuni di Lamezia Terme, Pianopoli, Serrastretta e Montecatini Terme.

La misura, emessa dal gip del Tribunale di Lamezia su richiesta della locale Procura, ha colpito otto indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti, detenzione, porto e utilizzo di ordigni esplosivi, detenzione illegale di armi e furto aggravato.

L’operazione è stata condotta dai militari del Gruppo di Lamezia Terme, supportati dal Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, da personale della Compagnia di intervento operativo del Battaglione Calabria e da unità cinofile.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà alle 10.30 presso la Procura della Repubblica di Lamezia Terme. 

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