Tentata violenza sessuale ai danni di tre minori, arrestato 66enne

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Palmi, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere, nei confronti di S. L., di 66 anni.

La misura trae origine da una mirata attività d’indagine condotta dai militari della Tenenza di Rosarno, che avrebbe permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo per i reati di tentata violenza sessuale ed atti sessuali, commessi tra il 19 ed il 28 marzo di quest’anno, nei comuni di Rosarno e Melicucco, ai danni di tre minori.

Le indagini hanno preso il via in seguito alla denuncia sporta dai genitori di uno dei tre minori il quale, nel pomeriggio del 19 marzo scorso, mentre si trovava a Rosarno, dopo essere salito con l’inganno a bordo della vettura dell’uomo, sarebbe stato costretto a subire un tentativo di violenza sessuale, prima di riuscire a scappare.

L'attività investigativa, grazie all’acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza pubblici, all’analisi dei tabulati telefonici dell’indagato ed alle dichiarazioni rese dai minori in sede di audizione protetta, avrebbe permesso di far luce su tre episodi, in occasione dei quali l’uomo, dopo aver adescato le vittime, avrebbe tentato di indurle a compiere o a subire atti sessuali non esitando a porre in essere atti di esibizionismo al fine di attirarne l’attenzione.

L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Armi e munizioni in un casolare, tre arresti

Tre persone sono state tratte in arresto dai carabinieri della Stazione di Laureana di Borrello, con l'accusa di detenzione di armi e munizioni.

A finire in manette sono stati i fratelli Carmelo e Natale Currò,  rispettivamente di 44 e 41anni e Carmelo Lemma di 57 anni. 

In particolare, durante una perquisizione eseguita in un casolare di campagna di proprietà di Carmelo Currò, in contrada "Brisi", nel Comune di Laureana di Borrello, i militari hanno rinvenuto un fucile sovrapposto con matricola abrasa, una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa, 36 cartucce calibro 22 e 27 cartucce calibro 38 Special.

Le armi sono state, quindi, sottoposte a sequestro e saranno inviate al Ris di Messina per le comparazioni balistiche.

Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria- Arghillà e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria di Palmi, in attesa del giudizio di convalida.

'Ndrangheta, arrestati componenti delle cosche "Ferrentino-Chindamo" e "Lamari" (VIDEO)

Nelle prime ore di oggi (9 novembre) a Laureana di Borrello (RC), i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, con la collaborazione dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia Reggina diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno proceduto all'arresto di C. A., 30 anni, S. G., 29anni e L. F., 32anni, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso ed intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di aver agito con la finalità di agevolare la ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata Locale di Laureana di Borrello - formata dalle famiglie “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari” - operante nel Comune di Laureana di Borrello (RC) e comuni limitrofi con ramificazioni in tutta la provincia reggina ed in altre province della Lombardia.

Il provvedimento giunge al termine del giudizio dibattimentale celebratosi in seguito delle risultanze emerse nel corso dell’operazione di polizia denominata “Lex” del 03 novembre 2016, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, le cui indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di 42 indagati ritenuti intranei, o comunque vicini, alle cosche di ‘ndrangheta attive nel territorio di Laureana di Borrello ed altre città italiane, ossia quelle dei “Lamar” e “Chindamo-Ferrentino”.

In particolare le attività investigative avevano permesso di far luce su una serie di episodi criminosi, registrati nei territori della municipalità di Laureana di Borrello (RC) e zone limitrofe a partire dal mese di giugno del 2014, dai quali erano emersi chiari elementi indizianti circa l’operatività e l’efferatezza dell’azione criminale di un sodalizio attivo in quell’area ed in grado di esercitare un controllo di tipo mafioso sull’intera comunità. I fermi, emessi in via d’urgenza anche per l’esistenza del concreto pericolo di fuga di alcuni indagati, avevano quindi consentito di assicurare, in poco tempo, alla giustizia soggetti ritenuti avere ruoli di vertice in seno alle cosche “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari”, quali articolazioni autonome dell’associazione per delinquere di tipo ‘ndranghetistico nota come “Locale di Laureana di Borrello” del Mandamento Tirrenico, con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre province del Nord Italia e segnatamente Milano, Varese, Pavia e Como.

In quella circostanza, inoltre, era stata avvalorata dalla Procura Antimafia l’ipotesi investigativa per cui il Comune di Laureana di Borrello fosse stato, da anni, un ente per certi aspetti soggetto ai condizionamenti da parte cosche di ‘ndrangheta locali che, grazie alle compiacenze di alcuni politici, erano riuscite ad ottenere l’aggiudicazione di alcuni appalti comunali, facendo leva anche sui rapporti, stretti e continuativi, riscontrati tra gli affiliati alle cosche ed alcuni esponenti della politica locale di Laureana di Borrello.

Di qui la pronuncia del Tribunale di Reggio Calabria che, il 16 ottobre u.s., ha emesso una sentenza di condanna nei confronti degli imputati, odierni arrestati. In particolare:

  • C. A., condannato ad anni 13 e mesi 4 di reclusione, quale capo, promotore ed organizzatore dell’associazione, con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere e con compiti operativi nel settore delle armi e danneggiamenti, deputato a tenere i rapporti con le figure apicali delle altre articolazioni territoriali della ‘ndrangheta;

  • S. G., condannato ad anni 10 e mesi 8 di reclusione, quale partecipe alla cosca Chindamo – Ferrentino, con compiti operativi nel settore delle armi, essendo l’armiere della cosca, e nel settore della coltivazione e vendita di sostanze stupefacenti, ed a completa disposizione degli interessi della cosca, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo;

  • L. F., condannato ad anni 11 di reclusione, quale partecipe alla Cosca Lamari, dopo una precedente “vicinanza” all’altro gruppo criminale mafioso dei Chindamo – Ferrentino, nel cui interesse era stato anche intestatario di una ditta edile (Dima Costruzioni, con sede a Voghera (PV), con compiti operativi anche nel settore delle armi ed addetto al controllo del territorio in veste di “picciotto di giornata”, delegato a riferire al capo Lamari Enzo gli spostamenti sul territorio anche dei componenti della cosca contrapposta.

All’esito degli adempimenti di rito, gli arrestati sono stati quindi tradotti presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Maxi coltivazione di cannabis scoperta in Calabria, rinvenute oltre 3 mila piante

I carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro e dello Squadrone eliportato "Cacciatori" di Calabria hanno scoperto una maxi piantagione di canapa indiana, composta da oltre 3 mila arbusti.

La coltivazione è stata rinvenuta in un'area agricola situata al confine tra i comuni di Rosarno e Laureana di Borrello.

Nel corso di un'altra attività, i militari della Compagnia di Palmi hanno rinvenuto altre 200 piante della stessa specie ed arrestato Saverio Papalia, 51enne di Delianuova, il quale, sorpreso a curare la piantagione, ha tentato la fuga gettandosi in una scarpata, ma è stato raggiunto ed arrestato.

Infine, gli uomini dell'Arma della Compagnia di Taurianova, hanno arrestato, in località Catena di Cittanova, il 31enne Giovanni Addario, accusato della coltivazione di 5 piante di marijuana.

Spaccio di droga ed evasione, due arresti

Nel corso di un servizio di controllo del territorio, i carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro hanno arrestato in flagranza di reato, Francesco Quaranta di 59enne, perché ritenuto responsabile del reato di evasione.

In particolare, i militari hanno sorpreso l’uomo mentre si aggirava in località Sant’Anna di Laureana di Borrello senza essere autorizzato, benché fosse stato sottoposto da soli pochi giorni agli arresti domiciliari. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

A Melicucco, invece, i militari hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione, nei confronti di Antonio Filippone di 45 anni, pregiudicato, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e figlio di Rocco Santo Filippone, ritenuto elemento di spicco di una delle cosche di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro.

Il 45enne dovrà espiare la pena residua di 5 anni di reclusione in regime carcerario, poiché è stato riconosciuto colpevole del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti per fatti commessi il nel mese di luglio 2017 nel Comune di Rivoli (TO).

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato quindi associato presso la casa circondariale di Locri.

 

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Incidente tra Fabrizia e Laureana di Borrello, muore giovane donna

Un donna di 35 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto nella serata di ieri, lungo l'arteria che collega Laureana di Borrello a Fabrizia.

La giovane strava transitando in località Piani di Acquaro quando, per cause ancora in corso d'accertamento, ha perso il controllo dell'auto sulla quale viaggiava in compagnia dei due figli ed è finita fuori strada.

Inutili i soccorsi dei sanitari del 118, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri ed ai vigili del fuoco.

Allaccio busivo alla rete idrica e furto di energia elettrica, due persone in manette

I carabinieri di Laureana di Borrello e della Stazione di Stazione Serrata hanno tratto in arresto G.G., di anni 79, accusato di aver realizzato un allaccio abusivo alla rete idrica del Comune di Laureana di Borrello.

Manette ai polsi, anche, per il 53enne F. I., ritenuto responsabile di furto di energia elettrica per aver manomesso il contatore della propria abitazione per fargli registrare consumi inferiore a quelli reali.

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Viabilità, Serre-Laureana di Borrello: "Serve un intervento immediato"

“Stiamo monitorando da diversi giorni la situazione di via Sant’Anna che collega, di fatto, Laureana di Borrello alle Serre – scrive in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – le istituzioni non stanno assolutamente intervenendo sul tratto di strada che si presenta completamente affossato dopo le piogge di ormai un mese fa. A seguito delle tante segnalazioni chiediamo un intervento immediato per ripristinare il manto stradale che, oltre ad impedire l’accesso ad alcuni paesi della zona, mette a rischio l’incolumità dei cittadini che percorrono quel tratto”.

A Laureana di Borrello è ancora polemica per la questione manto stradale. Con le prime gocce di pioggia la strada in via Sant’Anna, già ricolma di buche, ha iniziato a cedere fino a sprofondare. Sono giunte quindi molte segnalazioni da parte di cittadini sconfortati per l’ennesimo disagio.

“Se ogni volta i tempi di attesa per un intervento così importante devono essere così lunghi, si rischia sempre che qualcuno si faccia male – conclude Nesci – non è possibile attendere così a lungo, che qualcuno faccia semplicemente il proprio dovere, a questo punto sollecitare le Istituzioni per noi è più di una priorità, invieremo proprio oggi una lettera alla Città Metropolitana di Reggio Calabria per chiedere un intervento immediato”. 

 

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