Lavoratore in nero in un'azienda agricola del Vibonese, sanzionato il titolare

Intervenuti in seguito alla segnalazione per la protesta inscenata da una di una decina di lavoratori impegnati nella coltivazione della cipolla di Tropea in un'azienda agricola di Ricadi, i carabinieri della Stazione di Spilinga hanno individuato un lavoratore in nero.

In particolare, dopo aver constatato che la mobilitazione dei lavoratori era stata determinata dall’inadeguatezza delle retribuzioni, gli uomini dell'Arma hanno chiesto l'intervento dei colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro di Vibo Valentia.

Dopo aver scoperto la presenza di un operaio senza regolare contratto di lavoro, i carabinieri hanno elevato una sanzione amministrativa a carico del titolare dell'azienda.

 

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Dodici lavoratori in nero in un'azienda agricola del Vibonese, scatta la "maxisanzione"

I finanzieri della Tenenza di Tropea (Vibo Valentia) hanno eseguito un intervento nel comune di Briatico (VV), presso un campo di raccolta della “Cipolla Rossa di Tropea” coltivato da un’azienda agricola della zona.

L’intervento ha permesso di riscontrare la presenza di 12 lavoratori di nazionalità bulgara “in nero”, ovvero impiegati nella coltivazione in assenza di un regolare contratto di lavoro e pertanto senza adeguate garanzie, anche sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza.

Nei confronti dell’imprenditore sarà elevata la cosiddetta “maxisanzione”, ovvero il pagamento di una sanzione amministrativa fino ad un massimo di 36 mila euro, in aggiunta alle altre violazioni tributarie accertate.

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Vibo, scoperti 4 lavoratori in nero

Nel corso di un controllo, i finanzieri del neo istituito Gruppo di Vibo Valentia, hanno scoperto 4 lavoratori in nero impiegati in un noto ristorante della frazione Marina del capoluogo.

Durante l'attività, i militari hanno individuato nel locale alcuni ragazzi intenti a svolgere le mansioni di cameriere, in assenza di un regolare contratto di lavoro.

Al termine dell’intervento, le fiamme gialle hanno elevato sanzioni amministrative per circa 7 mila euro nei confronti del titolare dell’attività, il quale ha successivamente proceduto alla regolarizzazione delle posizioni lavorative.

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Serre: scoperti 6 lavoratori in nero, denunciato titolare di una ditta boschiva

Durante un controllo effettuato a carico di un'azienda boschiva di Fabrizia, i carabinieri della locale Stazione e del Nucleo ispettorato del lavoro di Vibo Valentia (Nil), hanno individuato sei lavoratori in nero.

In particolare, durante un sopralluogo in due cantieri dell'azienda, i militari hanno identificato gli operai al lavoro.

L'attività ispettiva ha permesso di scoprire la presenza di sei lavoratori senza regolare contratto, di cui uno minorenne. 

Dai successivi accertamenti è emersa, inoltre, l'assenza della documentazione relativa alla visita di controllo.

Al termine delle verifiche, oltre ad elevare sanzioni amministrative per 25 mila euro, gli uomini dell'Arma hanno sospeso l'attività lavorativa della ditta.

Il proprietario della società, un trentatreenne originario di Chiaravalle Centrale, è stato invece deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

Controlli nelle Serre, scoperti 4 lavoratori in nero in un cantiere a Fabrizia

I carabinieri della locale Stazione e del Nucleo ispettorato del lavoro di Vibo Valentia hanno sottoposto a controllo il cantiere di un’azienda boschiva di Fabrizia.

Durante l'attività, i militari hanno individuato 4 operai in “nero”, senza, cioè, un regolare contratto di lavoro.

Pertanto, il titolare dell'azienda ha ricevuto sanzioni per un importo fino a 18 mila euro. 

L'attività lavorativa è stata sospesa.

Controlli contro il lavoro nero, scoperti 21 lavoratori irregolari

Sono 21i lavoratori irregolari scoperti dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, nel corso di una serie di servizi di controllo svolti nella Sibaritide.

Le attività, che vanno dalla ristorazione all'edilizia, nelle quali sono stati individuati i lavoratori in nero, sono state sanzionate e “diffidate” a regolarizzare le posizioni riscontrate.

I lavoratori dovranno, pertanto, essere assunti per almeno 3 mesi.

Scoperti 24 lavoratori irregolari

Ventiquattro lavoratori irregolari, in quanto impiegati in parte in “nero” ed in parte attraverso l’utilizzo improprio di contratti di appalto di servizi, sono stati scoperti dai finanzieri di Scalea.

Coinvolte due società che si sarebbero accordate per impiegare manodopera attraverso la stipula di un apparente contratto di appalto di servizi, che avrebbe nascosto un'effettiva somministrazione di lavoro.

I lavoratori, seppur formalmente assunti da una società di Lamezia Terme, avrebbero prestato di fatto irregolare attività lavorativa presso un’altra società dell’Alto Tirreno cosentino, in forza della sottoscrizione di un “appalto di servizi”: forma contrattuale molto diffusa tra le aziende in quanto consente di snellire le incombenze burocratiche legate all’assunzione e di fruire, al contempo, della prestazione lavorativa del dipendente.

Se da un lato, questa procedura presenta evidenti vantaggi per l’azienda che usufruisce della manodopera, dall’altro può prestare il fianco ad abusi ai danni dei lavoratori, quali: il mancato rispetto del minimo salariale, della normativa in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavori, la mercificazione della prestazione lavorativa, etc., a causa della separazione tra la titolarità formale del rapporto di lavoro e l’effettiva fruizione della prestazione.

Ed è proprio finalizzata a garantire la massima tutela dei lavoratori ed evitare eventuali usi distorti della particolare forma contrattuale la previsione del legislatore di richiedere espressamente che gli appalti di servizi non si riducano alla mera somministrazione di manodopera, ma prevedano un’opera compiuta, un servizio complesso, mediante l’impiego di organizzazione, mezzi e strumenti di proprietà dell’appaltatore; per cui, qualora il cedente la manodopera si limiti a conferire la mera prestazione lavorativa dei suoi dipendenti si è in presenza di una semplice somministrazione di lavoro che deve essere autorizzata attraverso l’iscrizione della società ad apposito albo detenuto presso il ministero del Lavoro.

 L’azione ispettiva sviluppata dalla famme gialle avrebbe fatto emergere la non corrispondenza della forma contrattuale sottoscritta, alle caratteristiche previste dalla legge, rivelandosi un caso di somministrazione di lavoro compiuta in maniera abusiva, in quanto la società, non essendo iscritta presso l’albo ministeriale, non avrebbe offerto le dovute garanzie di tutela ai lavoratori.

I finanzieri hanno, quindi, proceduto alla contestazione nei confronti di entrambe le società di sanzioni amministrative per 145 mila euro.



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Controlli nei cantieri edili, 17 lavoratori in nero scoperti nel Vibonese

Diciassette lavoratori in nero scoperti e sanzioni a carico delle imprese che li hanno impiegati.

Questo l’esito dei controlli effettuati dai finanzieri della tenenza di Tropea, in dieci cantieri edili attivi nella cittadina tirrenica e nei paesi limitrofi.

Il controllo, finalizzato al contrasto al lavoro irregolare, ha interessato alcuni cantieri nei quali erano in corso attività finalizzate alla realizzazione di bed and breakfast.

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