Operazione internazionale contro la ʼndrangheta: 90 arresti tra Europa e Sud america

Ha preso il via alle prime luci dell'alba di oggi, un'imponente operazione internazionale di polizia, coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha visto impegnate autorità giudiziarie e forze dell'ordine di Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio.

L' operazione è finalizzata a colpire la ‘ndrangheta e le sue proiezioni in Europa e nel Sud America.

In particolare, sono state contemporaneamente arrestate, in diversi Stati europei e del Sud America, 90 persone, ritenute affilite a storiche famiglie di 'ndrangheta, operanti principalmente della Locride. 

I destinatari delle misure sono accusati, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, associazione mafiosa, riciclaggio, fittizia intestazione di beni ed altri reati, aggravati dalle modalità mafiose.  

L’ operazione rappresenta il frutto di un inteso lavoro svolto nel corso degli anni nell’ambito di una Squadra investigativa comune (Joint Investigation Team), costituita presso Eurojust, tra magistratura e forze di polizia di Italia, Paesi Bassi e Germania, cui hanno aderito, per l’Italia, la Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria e reparti della polizia di Stato e della guardia di finanza.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 16.30, presso gli uffici romani della Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo, alla presenza del procuratore nazionale e del titolare della Procura distrettuale di Reggio Calabria.

Cgil: "bene Trenitalia per la Locride, ma si può fare di più"

Riceviamo e pubblichiamo

"La Cgil di Reggio Calabria – Locri esprime soddisfazione per la riunione convocata dal prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari, lo scorso 12 settembre, della Sezione Territorio, Ambiente ed Infrastrutture della Conferenza Provinciale Permanente, nel corso della quale – fra l’altro – i rappresentanti di Trenitalia hanno comunicato la disponibilità a ripristinare le fermate di Riace e Caulonia per i treni che trasportano i pendolari.
Si tratta di un gesto di interessamento verso la Locride da parte della Società che apprezziamo. Ma, attenti alle esigenze degli abitanti locridei e consapevoli del fatto che un più efficiente trasporto pubblico possa sostenere lo sviluppo economico del territorio in senso più generale, ci sentiamo in dovere di rilanciare chiedendo un aumento dei vagoni per singolo treno e qualche collegamento ferroviario in più.
Infine, la Cgil auspica l’apertura alle sigle sindacali ai successivi tavoli che saranno convocati in Prefettura e che in modo diretto o trasversale verteranno sulla crescita del territorio, avendo inevitabilmente al centro il bene comune degli abitanti della Città Metropolitana di Reggio, perché come sindacati riteniamo di potere offrire un contributo non secondario e utile agli obiettivi che collettivamente le Istituzioni stanno perseguendo per migliorare la qualità della vita della cittadinanza metropolitana".

Il segretario della Cgil di Reggio Calabria – Locri Gregorio Pititto

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Armi e droga nella Locride, arresti e denunce

Si è concluso con 2 arresti, 23 persone denunciate, 8 segnalate alla prefettura per uso di sostanze stupefacenti, una piantagione di canapa, armi e munizioni rinvenute, un servizio di controllo straordinario del territorio disposto dal Gruppo carabinieri di Locri ed eseguito tramite le Compagnie di Bianco, Locri e Roccella Jonica.

I militari, con il supporto dei colleghi dello Squadrone eliportato Cacciatori di Vibo Valentia, hanno effettuato controlli in tutta la Locride, eseguendo numerose perquisizioni personali, veicolari e domiciliari per la ricerca di armi e droga.

In tale contesto:
 i carabinieri della Stazione di Careri hanno arrestato Domenico Salvatore Giorgi, 50enne di Benestare, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Locri. L’uomo dovrà scontare una pena residua per detenzione illecita di un ingente quantitativo di stupefacenti;
 i carabinieri della Stazione di Locri hanno arrestato Domenico Macrì, 33enne di Siderno, attualmente sorvegliato speciale, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Locri, in seguito alle numerose violazioni della misura di prevenzione;
 i carabinieri della Stazione di Locri hanno denunciato C.V., 29enne del posto, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’uomo, mentre percorreva una via del centro a bordo del suo ciclomotore, alla vista dei militari dell’Arma ha repentinamente invertito la marcia lanciando una busta, successivamente recuperata, che conteneva 8 grammi di marijuana suddivisa in 5 dosi;
 i carabinieri della Stazione di Bianco hanno denunciato 22 persone, di cui 3 titolari di esercizi commerciali, per furto d'acqua, i quali avrebbero realizzato allacci abusivi alla rete idrica comunale al fine di eludere il reale consumo;
 due persone sono state segnalate alla Prefettura di Reggio Calabria dai carabinieri della Stazione di Bovalino per uso di sostanze stupefacenti ed altre 6 da quelli della Stazione di Locri.

Inoltre, unitamente ai militari dello Squadrone Cacciatori di Vibo Valentia:
 i carabinieri della Stazione di Platì hanno rinvenuto 1 carabina con matricola punzonata, circa 200 cartucce di vario calibro, nonché quasi 200 grammi di polvere da sparo, occultati tra la fitta vegetazione in contrada Passo del Lupo di Platì;
 in località "Fiorentino" del comune di Canolo, i carabinieri d'Agnana Calabria hanno rivenuto, occultate dalla fitta vegetazione, 4 piazzole adibite a coltivazione di canapa indiana, per un totale di oltre 1300 piante di cannabis indica, già con infiorescenze e di altezza compresa tra i 50 ed i 200 centimetri. Le piazzole, poste in un’area demaniale lontana da strade e difficilmente accessibile, erano state precedentemente individuate durante mirati servizi di osservazione svolti dalle unità del Nucleo elicotteri di Vibo Valentia. All’interno dell’area i militari dell’Arma hanno rinvenuto anche un locale adibito ad essiccatoio e 750 grammi di marijuana.

Ponte Allaro, i sindaci della Locride alzano la voce: "Anas inadeguata, intervenga il Ministero"

Riceviamo e pubblichiamo

"I sindaci della Locride, dopo aver partecipato assiduamente alle attività di supervisione e coordinamento in sede Prefettizia relativamente alle problematiche del Ponte Allaro, si trovano costretti a registrare il sopravvenire di una ordinanza emanata dall'Anas limitativa del transito che pregiudica ulteriormente le già precarie condizioni di vita della popolazione dell'intera Locride.

Difatti, le nuove disposizioni, non consentono l'attraversamento del Ponte Allaro alle tipologie di mezzi che assolvono al trasporto pubblico e commerciale. 

L'imminente apertura dell'anno scolastico desta preoccupazione in virtù della mancanza di un sistema viario alternativo locale, peraltro, ipotizzabile in un itinerario, ad oggi, altrettanto insufficiente ed insicuro. 

I sindaci, in ogni sede e tempo, hanno sostenuto con forza che l'aspetto preminente fosse garantire la transitabilità in sicurezza nell'attesa della ricostruzione del Ponte. 

Tuttavia, la mancata previsione di percorsi alternativi più agevoli e immediati di quello originariamente utilizzato nel 2015 (lungo circa 20 Km), paralizza improvvisamente il comprensorio.

Malgrado le frequenti sollecitazioni dei sindaci, l'Anas non ha mai in precedenza messo in discussione la sicurezza e la tenuta dell'arteria attualmente in uso. 

I sindaci hanno sempre, con grande senso di responsabilità, perseguito soluzioni istituzionali che risultassero condivise ed efficaci, ma alla luce degli ultimi sviluppi denotano, purtroppo, la più totale inadeguatezza operativa dell'Anas.

Pertanto, i sindaci rivolgono nuovamente richiesta al ministro delle Infrastrutture perchè assuma direttamente la conduzione della vicenda e si determini impartendo indirizzi operativi urgenti ed indifferibili che, anche attraverso la realizzazione di un ponte provvisorio (guado), restituiscano alle popolazioni della Locride, nell'arco di poche settimane, il diritto ad una mobilità nel territorio ed il pieno accesso ai servizi essenziali attualmente compromessi, in modo particolare il raggiungimento dei presidi sanitari, scolastici e di emergenza". 

Caterina Belcastro - Sindaco di Caulonia - 

Franco Candia - Presidente Assemblea Sindaci della Locride -

Rosario Rocca - Presidente Comitato dei Sindaci della Locride -

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Ponte Allaro, il sindaco Belcastro a Roma: "Quadro preoccupante, serve una svolta"

Infrastrutture e diritto alla mobilità nella Locride sono state al centro dell’incontro che si è svolto ieri a Roma, alla presenza del sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro, dei parlamentari Ernesto Magorno ed Enza Bruno Bossio, degli amministratori Caterina Belcastro, sindaco di Caulonia, Rosario Rocca e Franco Candia, rispettivamente presidente del Comitato e dell'Assemblea dei sindaci della Locride, nonchè dei vertici nazionali dell'Anas.

Due le questioni trattate: il completamento dei lavori del ponte Allaro e la realizzazione del tratto della variante alla Ss 106 da Locri ad Ardore.

Il sindaco Belcastro, fornendo un quadro preoccupante della situazione, ha fortemente rimarcato l'urgenza di giungere ad una svolta. "Due anni e mezzo di attesa - ha sottolineato - rappresentano un fatto inaccettabile e un'umiliazione per i cittadini".

Il sottosegretario e i dirigenti dell’Anas hanno fatto proprie le istanze e le ragionevoli sollecitazioni degli amministratori, cercando di fornire risposte concrete e soprattutto reali.

I lavori del ponte Allaro, nello specifico, potranno agevolarsi delle procedure semplificate ricadenti nell’Accordo di Programma Quadro, mentre la tempistica prospettata dall'Anas prevede il definitivo completamento dell'opera (tra procedure burocratiche e lavori effettivi) entro un anno e mezzo.

 

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I carabinieri trovano droga, armi e munizioni nella Locride

Droga, armi e munizioni. È quanto hanno rinventuo nel corso di una serie di rastrellamenti i carabinieri del Gruppo di Locri.

In particolare, ad Africo Nuovo è finito in manette un 46enne, G.S., già noto alle forze dell’ordine, trovato in possesso di 5 chilogrammi di marijuana

L’uomo è stato sorpreso mentre cercava di nascondere sotto un fusto in metallo due involucri contenenti lo stupefacente.

Durante un’altra attività, i militari hanno rinvenuto altri 6 chili di marijuana, occultati sotto un peschereccio coperto da una fitta vegetazione, a ridosso del lungomare di Africo Nuovo.

Infine, in un sacco di iuta trovato in un casolare abbandonato di Ciminà, gli uomini dell'Arma hanno scoperto circa 2 chili e mezzo di marijuana, un fucile calibro 16 a canne mozze con matricola abrasa e 60 munizioni di altro calibro.

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Bunker e cunicoli sotterranei scoperti nella locride

Due bunker della ‘ndrangheta sono stati scoperti nel corso di una serie di rastrellamenti e perquisizioni eseguiti nella locride, dai carabinieri e dai militari dei Cacciatori di Calabria.

Il primo covo è stato rinvenuto nella cucina dell’abitazione di un 60enne di Locri. Al bunker, largo poco più di 3 metri quadrati e alto due metri, mimetizzato e posto sotto un camino, si accedeva da un ingresso occultato dietro un grosso blocco di cemento scorrevole su dei binari in ferro e con un meccanismo azionabile elettricamente dall’interno della casa.

Un secondo nascondiglio, invece, è stato scoperto nel centro storico di Ciminà, dove i carabinieri hanno trovato un vero e proprio labirinto sotterraneo, con almeno due bunker collegati fra di loro da un cunicolo.

Al bunker, nascosto dietro un muro in pietra, si accedeva attraverso un blocco di cemento armato che si apriva scorrendo verso l’interno su dei binari in metallo.

 

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Durante i controlli dei carabinieri saltano fuori tre bunker

Operazione di controllo a largo raggio da parte dei carabinieri delle Compagnie di Locri, Bianco, Roccella Jonica e dello Squadrone “Cacciatori” di Calabria, che hanno passato al setaccio centri abitati e campagne con perquisizioni e rastrellamenti nelle zone impervie pre-aspromontane controllando casolari e anfratti naturali.

In particolare, a Platì, i carabinieri della locale Stazione, nel corso di una perquisizione domiciliare, nella cantina a piano terra dell’abitazione di un 60enne del posto, hanno rivenuto un bunker, largo circa 3 metri e lungo altrettanto, il cui accesso era abilmente occultato da un grosso blocco di cemento, scorrevole su dei binari in ferro grazie ad un meccanismo azionabile manualmente dall’interno della casa.

Analogo rinvenimento è stato effettuato a Ciminà, dove i militari della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio e i “Cacciatori” hanno rinvenuto due bunker collegati ad una abitazione ubicata nel centro storico del paese, noto ai più per la cruenta faida che, a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta, ha mietuto decine e decine di vittime.

Anche in questo caso i bunker erano ben mimetizzati negli ambienti delle abitazioni e venivano azionati con sofisticati sistemi elettromeccanici. In quest’ultimo caso, particolarmente interessate il congegno ideato per l’apertura del nascondiglio, che avveniva tirando un filo elettrico di una presa “scoperta” posta al suo fianco.

 

 

 

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