Minaccia e aggredisce i poliziotti intervenuti per un maltrattamento in famiglia, arrestato

Gli agenti del locale Commissariato hanno arrestato per violenza, minacce, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, S.C., 39 anni, di Gioia Tauro.

I poliziotti sono intervenuti in seguito alla chiamata al 113 fatta dalla convivente dell’uomo, che aveva manifestato il timore per l’incolumità sua e dei figli minorenni, poiché il compagno l’aveva aggredita verbalmente ed era uscito di casa, ubriaco ed in stato d’ira e pertanto temeva più gravi conseguenze al suo rientro.

 Quando il trentanovenne è rientrato a casa, ha inveito e si è scagliato contro i poliziotti che sono riusciti ad immobilizzarlo ed arrestarlo.

L’arrestato, già destinatario di un provvedimento d'ammonimento per maltrattamenti in famiglia emesso lo scorso dicembre, è stato nuovamente denunciato per lo stesso reato.

 

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Picchia e umilia la moglie, arrestato

Un trentasettenne, S.S., di Paola (Cs), è stato posto ai domiciliari con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni gravi.

La misura cautelare eseguita dagli agenti del locale commissariato, è stata emessa dal gip del tribunale paolano, in seguito alla denuncia presentata dalla moglie dell'uomo.

In particolare, la vittima ha raccontato di aver subito per mesi umiliazioni e delle percosse.

 

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Maltrattamenti in famiglia e prostituzione, in manette 51enne

I carabinieri della Stazione di Cirò Marina hanno eseguito un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Novara, a carico di un 51enne del luogo.

Il destinatario del provvedimento dovrà scontare un residuo di pena, poiché condannato per maltrattamenti in famiglia e violazioni della legge in materia di prostituzione; reati commessi in diversi comuni piemontesi e lombardi nel periodo compreso tra il 2004 ed il 2017.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Crotone.

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Maltrattamenti in famiglia, arrestato 39enne

I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Crotone hanno arrestato un trentanovenne del luogo, per maltrattamenti in famiglia e lesioni ai danni della moglie.

Dopo l'arresto, su disposizione del pm di turno, l'uomo è stato tradotto presso la casa circondariale della città pitagorica. 

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Sequestrano e maltrattano testimone di giustizia, tre donne in manette

I carabinieri della Tenenza di Rosarno, in ottemperanza ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno rintracciato e tratto in arresto Maria Cacciola, 43enne,  Jessica Oppedisano, 36enne e Teresa D'Agostino, 63enne, tutte condannate poiché riconosciute colpevoli, in concorso, dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante del metodo mafioso, in relazione a fatti commessi tra il 2005 ed il 2006 a Rosarno ai danni della testimone di giustizia Giuseppina Multari.

I provvedimenti a carico delle tre donne - le prime due cognate e la terza suocera della testimone - giungono al termine dell’iter processuale instauratosi in seguito alle indagini, avviate nel mese di ottobre 2006, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia reggina, e confluite nell’operazione di polizia denominata “Mauser”, che ha permesso di intercettare e disarticolare un’associazione criminale finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti da parte di esponenti della famiglia Cacciola di Rosarno e di accertare numerose condotte vessatorie commesse ai danni di Giuseppina Multari, da parte dei familiari di suo marito, il defunto Antonio Cacciola.

In particolare, le attività investigative hanno permesso, tra l’altro, di far luce su un contesto familiare di violenze, nell’ambito del quale le arrestate, in concorso tra loro, nel periodo compreso tra il 30 novembre 2005 – data del suicidio di Antonio Cacciola - ed il mese di ottobre 2006, con violenza e ripetute minacce, avevano compiuto atti di maltrattamenti nei confronti di Multari attribuendole la responsabilità del suicidio del marito, sottoponendola ad una serie di vessazioni morali, impedendole di uscire liberamente da casa senza la loro presenza e di esercitare poteri gestori sui figli minori, il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi del metodo mafioso.

Le arrestate sono state tradotte presso la casa circondariale di Reggio Calabria – “Panzera”.

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Picchia la compagna con il trapano e chiude il cognato in una porcilaia, arrestato

Sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, con l’aggravante di aver commesso il fatto con particolare malvagità, cagionando umiliazioni e sofferenze alle vittime: sono queste le accuse per le quali, all’alba di stamattina, sono scattate le manette nei confronti di un 53enne di Torano Castello (CS) il quale, da circa 4 anni, costringeva la compagna ed il cognato diversamente abile a subire maltrattamenti, minacce e vessazioni, segregandoli in casa.

La triste vicenda è venuta alla luce il 27 gennaio scorso, allorquando i carabinieri della Stazione di Torano Castello, in seguito ad una richiesta pervenuta al 112, hanno soccorso la donna, la quale, visibilmente provata, ha deciso di raccontare le crudeltà che stava subendo ormai da anni dal proprio compagno.

Trasferite immediatamente le due vittime in una casa famiglia, i militari hanno avviato l'indagine, da cui è emerso che l’aguzzino si sarebbe appropriato della pensione di invalidità riconosciuta al fratello della compagna;  impedendo alla donna ed al cognato di allontanarsi dall’abitazione in cui convivevano, privandoli dell’autonomia economica e dei documenti personali, sorvegliandoli e riportandoli con la forza a casa quando tentavano di allontanarsi.

L'uomo, inoltre, avrebbe  minacciato e maltrattato il cognato invalido, percuotendolo anche con un bastone ed imponendogli di svolgere pesanti lavori nei campi, facendolo vivere insieme agli animali, in una baracca priva di servizi igienici con la possibilità di utilizzare il lavabo della porcilaia per la pulizia personale, non esitando a rinchiuderlo nel recinto con un lucchetto al cancello.

Minacce e maltrattamenti sarebbero stati inflitti anche alla donna, che sarebbe stata picchia ripetutamente, anche con un trapano.

In seguito ai riscontri acquisiti dai carabinieri, il gip presso il Tribunale di Cosenza ha emesso nei confronti dell’uomo un’ordinanza di custodia cautelare.

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Maltratta e minaccia l'ex fidanzata, arrestato

Un trentenne. M.A., di Villa San Giovanni è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Reggio Calabria.

I poliziotti di Villa San Giovanni hanno notificato il provvedimento in carcere, dove l’uomo era già detenuto per altre ragioni.

L’ulteriore misura cautelare è stata disposta per i reati di: atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, danneggiamento e minaccia.

L’arresto è intervenuto in seguito alla denuncia presentata da una donna di 44 anni, con la quale M.A. intratteneva un relazione sentimentale da circa nove anni.

In particolare, il trentenne, oltre a danneggiarne i telefoni e l’auto, avrebbe aggredito e minacciato la donna.

Come se non bastasse, l’uomo si sarebbe impadronito delle credenziali d’accesso ai social network della compagna e, dopo aver letto i contenuti di precedenti conversazioni, le avrebbe imposto di cambiare utenza telefonica.

A questo punto la donna ha presentato denuncia alla polizia di Stato.

Nonostante ciò, l’uomo avrebbe continuato ad avere atteggiamenti prevaricatori, al punto tale da farle abbandonare l’attività lavorativa.

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Costringe la figlia di 11 anni a vivere tra escrementi e rifiuti, 32enne denunciata nel Vibonese

In seguito ad una segnalazione dovuta ai cattivi odori provenineti da un'abitazione, i carabinieri della Stazione di Maierato (VV) sono intervenuti in un appartamento di Filogaso, nel quale una donna di nazionalità brasiliana, C. M. E., di 32 anni, viveva insime alla figlia undicenne.

Giunti sul posto e intuito l'anomalia della situazione, i militari hanno contattato il sindaco e l'Asp di Vibo Valentia.

Nel corso dell'ispezione dell'alloggio, gli uomini dell'Arma hanno riscontrato gravissime condizioni igienico-sanitarie.

Senza illuminazione, con i servizi igienici letteralmente sepolti da escrementi e rifiuti, il pavimento sepolto dalla sporcizia, gli arredamenti coperti da immondizie e le camere da letto utilizzate come depositi di rifiuti.

Questo lo stato dell'abitazione in cui la bambina era costretta a vivere.

Al termine del controllo, i militari hanno dato comunicazione al Tribunale per i minorenni di Catanzaro, che ha disposto l’affidamento temporaneo della minore ad un familiare in possesso dei requisiti.

Sul posto è stato anche richiesto l’intervento di personale specializzato per la disinfestazione ed il ripristino dei luoghi.

Al termine del controllo, la donna è stata deferita alla locale Procura della Repubblica per maltrattamenti contro i familiari e per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

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