Deve scontare 5 anni di reclusione, arrestato 82enne

I carabinieri della Stazione di Marina di Gioiosa Jonica hanno arrestato, in ottemperanza all’ordine d'esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura generale della Repubblica, Arturo Mittica, di 82 anni, il quale deve scontare una pena definitiva di oltre 5 anni di reclusione poiché condannato per i reati di associazione per delinquere, ricettazione, falsità materiale commessa dal privato e possesso di documenti falsi, commessi nell’anno 2011.

L’arrestato è anche gravato da altre vicende giudiziarie per reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione e la fede pubblica, per i quali già nel 2010 era stato destinatario, assieme ad altre 15 persone, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Locri nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Fraudo”, condotta dalla Compagnia di Roccella Jonica, poiché ritenuto promotore di un’organizzazione criminale dedita alle truffe mediante inserzioni false su siti di compravendita online, capace di illecite transazioni per oltre 1 milione di euro.

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Colpi di pistola contro una pizzeria, individuati i responsabili

Sono stati identificati i presunti autori dei colpi di pistola che, ieri sera, sono stati esplosi all'indirizzo di un locale di Marina di Gioiosa.

Nel corso della notte, infatti, i carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica hanno tratto in arresto in flagranza di reato Carmelo De Velli, di 25 anni e Antonio Cimino, di 18 anni.

I due giovani, entrambi di Mammola, sono accusati di danneggiamento aggravato e porto d'arma clandestina in concorso.

In particolare, alle 22,45 di ieri, a Marina di Gioiosa Jonica, due uomini a bordo di una Fiat 500 hanno esploso tre colpi d’arma da fuoco in direzione di un noto ristorante.

Due dei tre colpi hanno raggiunto, oltrepassandolo, il vetro della finestra della sala principale del locale. Comprensibile la paura degli avventori, che hanno cercato riparo sotto i tavoli o si sono precipitati fuori dal locale.

Il rumore degli spari, il caos all’interno e all’esterno del locale e la velocita dell’autovettura in fuga hanno attirato l’attenzione di due gazzelle dei carabinieri, che stavano presidiando il centro urbano di Marina di Gioiosa.

Dopo circa un chilometro di inseguimento in direzione di Gioiosa, i militari sono riusciti a bloccare l’auto in fuga, con i due giovani a bordo.

Nel corso della successiva perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto addosso al passeggero una pistola clandestina con la canna ancora calda e 18 cartucce calibro 9×21, avvolte in un fazzoletto di carta.

Al termine delle formalità di rito i due sono stati associati al carcere di Locri, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Proseguono le indagini, per accertare le motivazioni del gesto.

 

Scacco alle cosche, confiscati beni per oltre 84 milioni di euro

Militari del Comando provinciale della guardia di finanza e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma hanno eseguito, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria, una misura di prevenzione sia personale (sorveglianza speciale di pubblica sicurezza) che patrimoniale, disposta dalla locale Sezione misure di prevenzione del tribunale, nei confronti di 11 persone, tra le quali sono annoverati alcuni soggetti gravemente indiziati di appartenere alle cosche di ‘ndrangheta “Morabito” ed “Aquino” ed imprenditori a queste contigui.

Nell’occasione sono state confiscate, in provincia di Reggio Calabria, 8 società commerciali, comprensive dei rispettivi compendi aziendali consistenti in ingenti patrimoni immobiliari (82 beni immobili, 4 veicoli) e rapporti finanziari per un valore stimato pari a circa 84,3 milioni di euro.

Tra i beni oggetto di confisca figurano: complessi edilizi residenziali tra cui “San Rocco 1” e "Residence Vittoria", a Bianco (RC), “Palm View”, Bruzzano Zeffirio (RC)  e “Stignano Mare”, nel medesimo Comune.

Il provvedimento giudiziario costituisce l’epilogo di un’articolata indagine (operazione “Metropolis”) coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dal Nucleo di polizia tributaria – Gico della guardia di finanza di Reggio Calabria, in sinergia con  lo Scico e con il Gruppo di Locri. Le investigazioni, si erano concluse nel 2013 con l’esecuzione di 20 provvedimenti restrittivi personali nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, tra gli altri, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e di intestazione fittizia di beni. In relazione a tali esiti, la Dda ha delegato alla guardia di finanza ulteriori indagini a carattere patrimoniale volte all’individuazione, ai fini della possibile applicazione di una misura di prevenzione, dei beni mobili ed immobili riconducibili a: Rocco Morabito, figlio del boss Giuseppe detto “Tiradritto”,  Fausto Ottavio Strangio, Daniele Scipione e Sebastiano Vottari, ritenuti organici alla cosca di ‘ndrangheta dei “Morabito” operante nel territorio di Africo. Tra le persone sulle quali le fiamme gialle avevano focalizzato la loro attenzione figuravano, inoltre, Rocco Aquino, Francesco Arcadi e Domenico Vallone, ritenuti esponenti della “locale” di ‘ndrangheta di Marina di Gioiosa Ionica (RC); Sebastiano Sisto Strangio, Giuseppe Carrozza, Domingo Bernal Diaz e Sagredo Lamberti, imprenditori ritenuti contigui alla ‘ndrangheta. 

Dalle ricostruzioni investigative, effettuate, attraverso l’analisi delle singole transazioni economiche e finanziarie operate dagli indagati, dalle società a loro riconducibili e dai rispettivi nuclei familiari negli ultimi  20 anni, è emersa l’esistenza di patrimoni il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi.

Alla luce di tali risultanze, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nel  2014, la Sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria ha ordinato, l’applicazione della misura ablativa del sequestro su beni mobili, immobili e societari per un valore complessivo pari a 419 milioni euro; nel settembre 2016, l’applicazione della misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, per la durata di tre anni nei confronti dell’imprenditore Antonio Cuppari, nonché la confisca di beni mobili, immobili e societari, per un valore complessivo di circa  217 milioni e 450 mila euro.

Con il provvedimento di oggi, la Sezione misure di prevenzione ha disposto la confisca di beni mobili, immobili e societari, per un valore complessivo di circa 84 milioni e 300 mila euro, nonché l’applicazione della misura personale della sorveglianza speciale nei confronti di: Rocco Morabito e Rocco Aquino, per la durata di 5 anni; Daniele Scipione, per la durata di 4 anni; Fausto Ottavio Strangio;  Sebastiano Vottari; Francesco Arcadi, e Domenico Vallone, per la durata di 3 anni. Tra i beni oggetto di confisca figurano 8 società commerciali, comprensive del capitale sociale e patrimonio aziendale.

L’amministrazione dei beni e delle società sarà conferita all’ “Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.

'Ndrangheta. Scoperto un bunker

Un bunker in disuso, della lunghezza di 7,5 metri, di 1,80 metri di altezza e 3 di larghezza, è stato scoperto dai Carabinieri impegnati nella perquisizione di diverse abitazioni di Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. La struttura rinvenuta dai militari della Compagnia di Roccella Ionica era stata ricavata nella cantina di una casa appartenente ad una persona considera contigua al clan Mazzaferro. Ad essa si accedeva facendo scorrere su binari di ferro un pezzo di cemento che era possibile azionare manualmente. Contestualmente al sequestro del vano, è scattata la denuncia per abusivismo edilizio nei confronti dei titolari dell'alloggio in cui è stato trovato il nascondiglio. 

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Scoppia una lite con l'ex moglie e la colpisce in testa con una spranga

E' stato il provvidenziale arrivo dei Carabinieri ad impedire che un litigio tra un uomo e l'ex moglie si concludesse tragicamente. Al culmine di un'accesa discussione scoppiata per banali ragioni, il 72enne, dopo aver offeso pesantemente ed intimidito la donna, l'ha colpita al capo con una spranga metallica. L'episodio si è verificato a Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. All'anziano aggressore, sottoposto a cure presso un centro di igiene mentale, è stata notificata una denuncia per ingiurie, lesioni personali e minaccia grave. 

 

In preda alla gelosia picchia la compagna: lo fermano i Carabinieri

Un operaio di 48 anni è stato tratto in arresto dai Carabinieri. Gli sono contestati i reati di lesioni personali, maltrattamenti in famiglia, minaccia grave, porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Perquisendo un marsupio, i militari dell'Arma di Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria, hanno ritrovato due coltelli a serramanico, uno lungo 15 centimetri, l'altro 14. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l'uomo, in preda alla gelosia, si sarebbe reso responsabile di una violenta aggressione ai danni della compagna che, colpita ripetutamente, ha riportato vari lividi all'avambraccio. La donna è riuscita ad evitare guai peggiori grazie al provvidenziale arrivo degli stessi Carabinieri. 

 

 

Ruba una moto fingendo di volerla provare: arrestato dai Carabinieri

Un uomo di 46 anni è finito in manette per opera dei Carabinieri. E' accusato di non aver osservato le prescrizioni imposte dal regime di sorveglianza speciale cui era sottoposto. I militari dell'Arma Marina di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria, riferiscono che G.A., interessato a comprare una moto da cross da una persona che l'aveva messa in vendita su Internet, si è incontrato con lui e, fingendo di volerla provare per verificarne le prestazioni, se ne è impossessato fuggendo. I Carabinieri sono intervenuti tempestivamente e lo hanno tratto in arresto.

 

Controllo del territorio: 5 persone denunciate dai Carabinieri

Cinque persone sono state denunciate dai Carabinieri nell'ambito di un'operazione straordinaria funzionale a controllare l'area territoriale coperta dai militari dell'Arma di Roccella Ionica. In particolare, gli uomini in divisa hanno deferito un rumeno di 27 anni che, con valori alcolemici superiori a quelli previsti dalle norme, stava conducendo un furgone. Altri due rumeni, tra loro padre e figlio, rispettivamente di 39 e 17 anni, sono stati scoperti nell'atto di rubare nel supermercato "Punto Simply" di Marina di Gioiosa Ionica. Si erano appropriati di prodotti alimentari che valgono complessivamente diverse centinaia di euro. Pochi minuti dopo, gli stessi, insieme ad altre due persone, un 40enne ed un 26enne anch'essi di nazionalità rumena, transitavano su un furgone per le strade di Gioiosa Ionica nel quale sono stati rinvenuti generi alimentari e prodotti di bellezza che gli investigatori ritengono siano stati illecitamente acquisiti: nei loro confronti è scattata la denuncia per ricettazione. 

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