Calabria, Consiglio regionale: crolla il tetto dell'auditorium Calipari, nessun ferito

“Un crollo per ora inspiegabile, un collassamento dell’intero tetto della struttura che si è abbattuto col suo peso immenso di tonnellate schiacciando tutti gli interni, distruggendo le file di poltrone, lo spazio-regia e il palco rialzato. Per miracolo non c’è stata una strage”.

Mentre raggiunge urgentemente in auto Reggio, il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini commenta così il drammatico, rovinoso schianto che oggi pomeriggio si è verificato a Palazzo Campanella distruggendo l’Auditorium “Nicola Calipari”.

“Per fortuna – aggiunge Tallini –  nel primo pomeriggio quando si è improvvisamente verificato il tracollo, a quanto pare l’Auditorium era deserto e non ci dovrebbero essere vittime né danni alle persone”.

“Appena informato del gravissimo episodio – continua il presidente dell’Assemblea – ho delegato il collega Giuseppe Neri, presidente della Commissione Bilancio, per compiere un primo sopralluogo sommario sul posto e mi sono messo subito in macchina per raggiungere la sede del Consiglio”.

Riservato ad eventi e congressi di grande rilevanza coi suoi 600 posti a sedere, l’Auditorium era stato inaugurato il 30 marzo 2005, con una solenne cerimonia ufficiale presenziata dall’allora presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. Era stato definito un’ «agorà» elegante ed ipertecnologica ultimata in tempi record per poter consentire di rendere omaggio – a meno di un mese dal suo altissimo sacrificio -  a un calabrese, Nicola Calipari, riconosciuto come una delle figure più fulgide dell’Italia,, un fedele, efficiente e leale servitore dello Stato caduto nella sua ultima missione, l’ennesima portata a termine con successo portando in salvo la giornalista Giuliana Sgrena, sequestrata, nel mese di febbraio del 2005, dalla Jihad islamica; Nicola Calipari muore facendole scudo con il proprio corpo per proteggerla dai proiettili di un posto di blocco statunitense.

Nel corso degli anni l’Auditorium è stato sottoposto a numerosi interventi di adeguamento e qualche anno fa sul tetto era stata collocata una batteria di pannelli solari. 

 

 

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Chi è Mimmo Tallini, il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria

E' Mimmo Tallini, il nuovo presidente dell'assemblea regionale calabrese.

Eletto nella Circoscrizione centro nella lista di ‘Forza Italia Berlusconi per Santelli’ con 8.009 preferenze, Tallini è alla quarta legislatura in Consiglio regionale.

Nella precedente consiliatura è stato Segretario questore del Consiglio regionale e vicepresidente della IV Commissione consiliare ‘Assetto, Utilizzazione del territorio e Protezione dell'ambiente’. Nella IX legislatura invece ha ricoperto l’incarico di Assessore al personale.

Ha contribuito alla realizzazione del gruppo consiliare ‘Popolari Europei verso il Pdl’. Ha rivestito la carica di membro supplente della Commissione di disciplina del personale e quella di Presidente della Commissione speciale di vigilanza.

Nato a Catanzaro il 29 gennaio 1952, è sposato e ha due figli. Perito elettrotecnico ed elettronico, è dipendente Enel. Il suo impegno politico è cominciato nelle file della Giovane Italia. E’ stato per circa 25 anni in Consiglio comunale di Catanzaro. E’ entrato per la prima volta nel 1981 nelle liste del Msi e nel 1993 ha ricoperto l’incarico di assessore comunale allo Sport e agli Affari generali. Nel 1999 è stato anche assessore provinciale (Pubblica istruzione e Programmazione territoriale) e si è candidato alle regionali del 2000, nella lista di Fi. E’ stato tra i fondatori di Calabria Libera, nel 1990 con Beniamino Donnici, e poi di Polo Civico (di area centrista) e nel 1994, del Movimento civico per il Sud.

 

Mimmo Tallini è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria

Con venti preferenze ottenute su trentuno votanti, il consigliere Domenico Tallini (FI) è il nuovo Presidente del Consiglio regionale della Calabria.

L’elezione di Tallini è avvenuta a maggioranza, nel corso del terzo scrutinio, che ha registrato 4 voti per il consigliere Baldo Esposito (Casa delle Libertà); uno per il consigliere Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia) e sei schede bianche.

Il terzo scrutinio si è reso necessario non essendo stata raggiunta la maggioranza qualificata nei precedenti due scrutini.

Il primo, si è concluso con 18 voti per Tallini e 13 schede bianche; il secondo, con 17 voti per Tallini; 12 schede bianche; un voto per il consigliere Neri ed una scheda nulla sulla preferenza per il presidente della Giunta regionale, Santelli.

La seduta, presieduta dal Consigliere Anziano, Pippo Callipo e le cui funzioni da segretario sono state svolte dai consiglieri più giovani, Luigi Tassone e Luigi Caputo, è stata aperta dalla temporanea sostituzione del consigliere regionale Domenico Creazzo, al momento sospeso dalla carica, con il consigliere Raffaele Sainato”.

 

Romeo (Pd) replica alle dichiarazioni di Ferro e Tallini

“Il ministro Calenda ha pubblicamente dichiarato di essere stato impreciso nelle sue esternazioni sul presidente Oliverio, i consiglieri Ferro e Tallini farebbero bene a guardare oltre i loro pregiudizi politici evitando di stigmatizzare notizie infondate. Travolti da un attacco di ansia da prestazione non hanno, infatti, neanche considerato l’immediata rettifica del ministro”.

E’ quanto asserisce il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Sebi Romeo, secondo cui “Il lavoro di Mario Oliverio, iniziato con la ricognizione dei danni fatti dai suoi predecessori, in questi anni si è diffuso su ogni fronte con la costanza e la precisione che hanno sempre contraddistinto la sua figura politica. Al di là delle parole di Calenda e delle legittime differenze di vedute sui contenuti politici delle nostre azioni amministrative, i due consiglieri avrebbero dovuto avere l’onesta intellettuale di non derubricare l’impegno del presidente a mero interesse in ambito sanitario. Dimostrano così ai calabresi - spiega Romeo -  l’incapacità di distinguere i fatti dalle opinioni, la critica costruttiva dallo sterile attacco, i gossip dalla realtà. Non é mistificando quest’ultima che inganneranno i cittadini e, a tal proposito, si preoccupino delle esperienze di governo locale che li vede tristemente protagonisti”.

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Tallini (Gruppo misto): " Il viaggio di Renzi in Calabria è solo una presa in giro"

 “Parafrasando Agatha Christie, ‘un viaggio è un viaggio, due viaggi sono una coincidenza, ma tre viaggi fanno una prova’. E la prova - afferma il consigliere regionale d’opposizione Mimmo Tallini - ci dice che Renzi, saltando anche in questo viaggio il capoluogo della Calabria, ha paura di Catanzaro. Decisamente non sbaglia, visto il fallimento del Pd in città, ma c’è da domandarsi se  un politico che ha l’ambizione di governare il Paese possa fare sosta (senza alcuna ragione plausibile!)  persino in una località prossima a Catanzaro e, al tempo stesso, disdegnare smaccatamente il capoluogo di una regione. Queste scelte - sottolinea Tallini -  svelano non solo miopia politica, ma anche una certa dose di cattivo gusto che, francamente, lascia perplessi. Per la Calabria, poi,  sempre più emarginata dai governi Renzi-Gentiloni, quest’altro viaggio del leader del Pd è un’altra presa in giro. Non c’è popolo ad accoglierlo, come si evince dalle immagini, segno che Renzi non suscita appeal né emozioni, mentre i pendolari calabresi che ogni giorno imprecano contro le inefficienze dei treni, si guardano bene dal credere ai suoi ‘state sereni’ per i quali è universalmente noto”.  

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Tallini (Gruppo misto): “Immigrazione, la misura è ormai colma"

“Rispetto al fenomeno immigrazione la misura è ormai colma. Urge intervenire senza indugi. Bene ha fatto l’Ambasciatore a Bruxelles a mettere in mora l’Ue che fino adesso non è intervenuta, lasciandosi sfuggire la situazione di mano riguardo ad una questione su cui il Governo nazionale e l’Europa si giocano la loro credibilità”.

Ad affermarlo è il consigliere regionale Mimmo Tallini che sottolinea:  “I continui sbarchi sulle nostre coste e le cifre da record dei profughi giunti in Italia confermano che la situazione è ormai al limite della tollerabilità”.

“Serve che il Governo - come indicato dall’on. Santelli, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia - dichiari lo stato di emergenza, assumendo misure immediate sul fronte della vigilanza e del controllo con la presenza obbligatoria a bordo, di uomini delle forze dell’ordine su ogni Ong (pena divieto di attracco) e garantendo la permanenza sul nostro territorio solo a quanti siano realmente rifugiati provenienti da zone di guerra. Non si può scaricare sulle regioni del Mezzogiorno - per ragioni geografiche più esposte all’emergenza - una questione che interessa l’Europa intera”.

“Non si tratta di una prova di forza ma di una rivendicazione legittima e fondata, e diciamolo pure, anche tardiva. Il Consiglio europeo - conclude Mimmo Tallini - assuma le necessarie determinazioni. Allo stato, la linea dura di negare l’accesso alle navi straniere rappresenta l’unica strada percorribile”.

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Ricorso Wanda Ferro. Orsomarso, Tallini, Cannizzaro e Mangialavori contestano: “Regione non imparziale”

“Sulla base di quali presupposti la Regione si è costituita nel procedimento che riguarda l’entrata in Consiglio di Wanda Ferro? Quali le  motivazioni per cui l’attuale Amministrazione regionale ha indicato il criterio da  applicare per l’assegnazione del seggio spettante all’avente diritto? Ritiene (il presidente della Regione) che nella circostanza l’Amministrazione regionale abbia agito nella più stretta osservanza del principio costituzionale di imparzialità? Ritiene che la prassi politica, improntata ai principi di equanimità, sia stata rispettata o meno anche nel caso di specie?”. Sono le domande che i capigruppo Fausto Orsomarso (Misto), Francesco Cannizzaro (Cdl) e il consigliere Domenico Tallini hanno rivolto al presidente della Regione in un’interrogazione a risposta scritta avente come oggetto “Costituzione nel procedimento promosso presso il Tar Calabria, sede di Catanzaro, dall’istante Wanda Ferro. Violazione del principio di imparzialità e della prassi politica orientata dall’equanimità”. Spiegano: “Successivamente alle elezioni regionali del 23 novembre 2014 sono stati promossi, da parte di alcuni candidati non eletti, vari procedimenti giudiziari di carattere amministrativo. Fra questi, anche quelli  avanzati da Wanda Ferro, candidata alla Presidenza regionale del Centrodestra e miglior perdente dietro l’eletto Mario Oliverio.  Proprio a seguito di un ricorso promosso da Wanda Ferro, giusta sentenza n. 243/2016 la Corte Costituzionale ha disposto la declaratoria: ‘d’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge della Regione Calabria 12 settembre 2014 n. 19 per la parte in cui elimina il rinvio all’art. 5, comma 1, della legge costituzionale 22 novembre 1999,  n. 1 (Disposizioni concernenti l’elezione diretta del Presidente della Giunta Regionale e l’autonomia statutaria delle Regioni) anziché al solo ultimo periodo del comma 1 di tale articolo)’. In virtù di tale decisione - è scritto nell’interrogazione - Wanda Ferro ha avviato ricorso amministrativo presso il Tar Calabria, sede di Catanzaro, per l’attribuzione del seggio spettantele a seguito della su menzionata sentenza. Da sottolineare che controparti interessate al ricorso sono più consiglieri dello schieramento di Centrodestra. La Regione Calabria, con atto definito: ‘Note di accompagnamento alla produzione documentale’ del 3 gennaio  ha esplicitato una linea difensiva ben delineata, improntata a indicare il criterio applicativo per l’assegnazione del seggio spettante alla ricorrente Ferro. La memoria difensiva in questione indicante il criterio anzidetto implicherebbe la decadenza del seggio assegnato all’onorevole Giuseppe Mangialavori. Il tutto, peraltro, sulla base di un’argomentazione affatto imparziale e fondata”. Ad avviso di Orsomarso, Cannizzaro e Tallini si tratta di “una costituzione, da parte della Regione, tutt’altro che coerente e rispettosa della prassi politica storicamente improntata, in simili fattispecie, al fair play e alla più rigorosa neutralità”.

Dal canto suo, Giuseppe Mangialavori ha commentato: “È impressionante constatare, in questa specifica vicenda, l’abisso di arbitrarietà,  discrezionalità e direi anche prepotenza in cui l’Istituzione Regione, con la guida del presidente Mario  Oliverio, è precipitata. Siamo dinanzi ad un caso che può rientrare perfettamente nel capitolo sulla mancanza di senso delle istituzioni di un manuale di diritto pubblico. Dinanzi a questi aspetti che avrebbero dovuto vedere la Regione in una posizione di rigoroso distacco e piena neutralità e invece rivelano, nello stesso tempo, assenza di etica pubblica e una visione padronale e privatistica delle istituzioni, proprie di chi non ha la benché minima consapevolezza di svolgere una funzione pubblica di servizio, c’è da preoccuparsi ed allarmarsi. La Regione non ha inteso, come sarebbe stato suo dovere  anche per recuperare autorevolezza e credibilità, istituire una commissione d’inchiesta per scoprire chi ha ingannato i calabresi cancellando nella legge elettorale, la scorsa legislatura, il diritto del miglior perdente alla presidenza di entrare in Consiglio, ma, guarda caso e contro ogni norma etica e giuridica, ora si costituisce in giudizio per indicare chi tra i consiglieri regionali del centrodestra debba lasciare lo scranno. Roba da repubblica delle banane! Ovviamente, difenderò le mie ragioni in ogni sede e luogo, ma considero, quanto accaduto, un abuso politico ancorché giuridico, e un vero e proprio scempio delle regole democratiche”.

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Tallini: “I Consorzi di bonifica vanno tutelati”

“Disattenzione o deliberata volontà di azzerare i Consorzi di bonifica? I dati finanziari e le inadempienze della Giunta regionale, anche in questo importante settore della disastrata economia calabrese, non lasciano spazio alla retorica politica e alle giustificazioni. Si procede, ormai, quasi  badando esclusivamente a liquidare realtà consolidate che, al contrario, viste le delicate funzioni che svolgono, andrebbero salvaguardate, potenziate e valorizzate”.

È quanto asserisce il consigliere regionale d’opposizione Mimmo Tallini, che chiede “interventi urgenti, se ancora prevale un briciolo di responsabilità politica, per impedire il licenziamento di 11 dipendenti  del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese che, nel corso di pochi anni,  ha subito tagli di contributi regionali nella misura di 5.550.000 euro e che, da 3 anni, non riesce più a garantire neppure le 101 giornate lavorative a 36 operai stagionali”. Aggiuge Tallini: “È necessario che la Giunta regionale dinanzi ai problemi seri, smetta di fare come le tre scimmiette e corra subito ai ripari per fermare i licenziamenti. Nel contempo, è altrettanto necessario che ci si adoperi per rilanciare i Consorzi di bonifica della regione e i servizi che essi mettono a disposizione per il settore agricolo, provvedendo a garantire, come chiedono gli stessi sindacati, le risorse necessarie in forza della legislazione vigente”.

Conclude Tallini: “Mi farò interprete di questo disagio in Consiglio regionale, perché si tolgano dalla precarietà i Consorzi con una programmazione complessiva e  razionale che dia certezze ai lavoratori ed efficienza a servizi necessari all’agricoltura. Assistere a continui sproloqui politici sui successi ottenuti da questa Giunta regionale col Piano di sviluppo rurale, quando i soli risultati che si intravedono sul territorio sono di segno negativo e  quando, nello stesso tempo, si falcidiano posti di lavoro, come per il Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, è davvero deplorevole. Si faccia qualcosa dunque. Si smuova la macchina paralizzata della Regione oppure, dopo due anni di fallimenti, si dichiari forfait!”.

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