Un convegno ricorda l'eroe calabrese Angelo Cosmano

Si terrà mercoledì 24 novembre 2021, alle ore 17:30, il convegno, in video-diretta sul canale youtube dello studioso e ricercatore di storia contemporanea Luciano Surace (youtube.com/c/LvcianoSvrace), dedicato alla memoria del maresciallo Angelo Cosmano. I relatori che interverranno sono: Teresa Cosmano, nipote del Maresciallo; Giuseppe Mezzatesta, presidente dell’Associazione culturale “Acume” di Molochio.

Nato a Molochio di Reggio Calabria il 10 marzo 1878, morì a Reggio Calabria il 24 novembre 1940. Arruolato nel marzo 1899 nel 44° reggimento fanteria, pochi mesi dopo, in ottobre, partì volontario per l’Eritrea dove venne incorporato nella 1^ compagnia cacciatori d’Africa. Nei lunghi anni della sua permanenza in Africa presso vari reparti, raggiunse, per i successivi gradi, quello di maresciallo ordinario. Durante la guerra in Libia venne scelto per l’inquadramento del V battaglione eritreo col quale partì per la Tripolitania nel gennaio 1912. Combatté a Gargaresh e a Bir el Turch e nel fatto d’arme di Zanzur dell’8 giugno 1912, ottenne una medaglia d’argento al v. m. per aver portato in salvo un suo ufficiale con grande rischio della propria vita. Terminata la campagna libica, col grado di maresciallo capo, rientrò al suo vecchio reggimento, il 44°, dove ottenne il comando della 3^ sezione mitragliatrici.

Alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio 1915 passò l’Isonzo e prese posizione davanti a Plava. Sul Monte Kuk nel settembre successivo, dove rimase ferito, per le prove di capacità di comando e di ardimento fu proposto per una seconda medaglia d’argento, tramutata nella promozione a maresciallo maggiore per merito di guerra, dopo che egli aveva rifiutata la promozione a sottotenente per non allontanarsi dai suoi soldati, coi quali aveva diviso i pericoli e la gloria della guerra.

Durante l’offensiva austriaca della primavera 1916 nel Trentino, il 10 giugno, il Cosmano, con la sezione mitragliatrici postata sulla destra della vetta del Monte Lemerle, accortosi che il nemico tentava di aggirare la posizione, affrontò le ondate d’assalto falciandole inesorabilmente, prima con due mitragliatrici e poi con la sola arma rimastagli. Premute sempre più da vicino, rimase saldo al suo posto manovrando egli stesso l’arma e mettendo in linea tutti gli uomini di cui disponeva, armati di moschetto e di pistola. Invitato ripetutamente ad arrendersi, rifiutò sdegnosamente la resa, e continuando a combattere col manipolo di valorosi, costrinse il nemico a ripiegare. Con moto proprio sovrano del 23 agosto 1916 gli venne conferita la medaglia d’oro al v.m. con la motivazione seguente:

Comandante di una mezza sezione di mitragliatrici, seppe, col solo suo fuoco, arrestare ingenti forze nemiche che l’accerchiavano. Per cinque ore, con un manipolo di valorosi, fronteggiò la situazione contro un nemico soverchiante, compiendo prodigi di eroismo e di destrezza, mostrando sprezzo della morte e tenacia insuperabile. – Monte Lemerle, 10 giugno 1916.

Nel mese di giugno del 1919 il Maresciallo fu trasferito al 20° Rgt. Fanteria di Reggio Calabria. Rimasto soldato fino all’ultimo, il 24 novembre 1940, morì mentre prestava ancora servizio attivo.

A questa figura splendida di soldato, che da semplice contadino, è riuscito a diventare un eroe, esempio per le generazioni successive, è stata intitolato una via e la Scuola Elementare all’interno della quale è stato eretto un busto in gesso, recante l’iscrizione “Diccà non si passa”, celebre frase, che il Maresciallo scolpì su una pietra dopo la battaglia di Monte Lemerle.

 

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Fucile e munizioni in un casolare, una denuncia

Un 54enne è stato denunciato dai Carabinieri, a Molochio (Rc), per ricettazione, detenzione abusiva di munizionamento e di arma clandestina.

In particolare, durante un servizio di controllo in località “Barvi”,  i militari della Compagnia di Taurianova e dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria” si sono imbattuti in un casolare di proprietà del 54enne, nel quale hanno rinvenuto una doppietta calibro 16 con matricola abrasa e oltre 180 cartucce di vario calibro.

Una volta sequestrate l’arma e le munizioni, gli uomini della Benemerita hanno denunciato il proprietario del casolare e avviato le indagini per cercare di fare luce sulla provenienza del fucile che sarà sottoposto a perizia balistica al fine di capire se sia mai stato usato in azioni delittuose.

Sorpresi ad annaffiare una piantagione di marijuana, zio e nipote in manette

I  Carabinieri della Compagnia di Taurianova (Rc) hanno arrestato in flagranza di reato per coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, zio e nipote, di 41 e 28 anni.

I due, entrambi residenti a Platì, sono stati sorpresi ad annaffiare 106 piante di marijuana coltivate in località Trepitò di Molochio e Serro Lungo di Varapodio.

A fare la scoperta sono stati i Carabinieri delle locali Stazioni, con il supporto dei colleghi dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria.

Le piante sono state sequestrate, mentre gli indagati sono stati rinchiusi nel carcere di Palmi.

Sorpresi a tagliare alberi in un'area protetta, denunciati

Durante un servizio di controllo del territorio, i carabinieri della Stazione Parco di San Giorgio Morgeto hanno denunciato in stato di libertà G.G. e G.M.,  di 34 e 75 anni, entrambi di Bovalino (Rc), perché sorpresi a tagliare alberi di faggio nella riserva integrale nel Parco nazionale d’Aspromonte in località “Passo di Cancelo”, nel comune di Molochio.

Una volta sequestrate la motosega e la legna già tagliata, i militari hanno sanzionato i due uomini per la violazione delle misure anti Covid.

Infine, a G.G. e G.M  è stato contestato il reato di danneggiamento di piante ed introduzione di mezzi non consentiti dalla legge quadro sulle aree naturali protette.

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Ghiri e fringuelli in un casolare, denunciato agricoltore

Un 63enne di Molochio è stato denunciato in stato di libertà, per i reati di cattura ed uccisione di animali appartenenti a specie protetta e furto venatorio.

In particolare, i carabinieri della locale Stazione e dello Squadrone eliportato Cacciatori, durante un controllo in un terreno di proprietà dell’uomo hanno rinvenuto in un casolare, 72 di ghiri in parte già congelati e 6 fringuelli, tutti animali appartenenti a specie protetta.

I militari, nel corso delle operazioni, hanno trovato anche 6 trappole in legno con congegno di scatto, perfettamente funzionanti e 4 matasse di rete a maglia stretta, verosimilmente utilizzata per la caccia illegale.

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Ottengono buoni spesa per il coronavirus con dichiarazioni false, scoperti 86 "furbetti"

Ancora indagini sulle indebite richieste delle elargizioni sociali. Anche in questo periodo di difficoltà dovuto all’emergenza coronavirus, nell’ambito dei sussidi sociali, non di rado, false certificazioni e truffe, consentono a persone prive dei requisiti di ottenere denaro pubblico, con evidente danno economico e sociale per la collettività, sottraendo le risorse a chi ne avrebbe veramente bisogno. L’attività di controllo e verifica dei carabinieri in tale delicato settore,  resa particolarmente efficace dalla capillarità delle Stazioni sul territorio, si è rivolta, in ultimo, nella destinazione dei cosiddetti “buoni spesa covid”, ovvero un aiuto straordinario introdotto dal governo per questo periodo di emergenza sanitaria ed erogati direttamente dai Comuni persone e famiglie in difficoltà economica per acquistare alimenti, farmaci e altri beni di prima necessità.

In tal senso, i carabinieri della Compagnia di Taurianova (Rc), grazie al lavoro delle Stazioni presenti in vari Comuni della Piana di Gioia Tauro, in particolare Taurianova, Molochio, San Giorgio Morgeto e Polistena, hanno svolto un’ attività di controllo e verifica delle istanze prodotte per ottenere i “buoni spesa”, al fine di verificare la regolarità delle attestazioni prodotte e quindi dell’effettivo possesso dei requisiti.

Da tale operazione, denominata “Dike 2”, che segue analoghi accertamenti sui percettori del reddito di cittadinanza svolti nel maggio scorso, sono emerse una serie di irregolarità a carico di ben 86 cittadini - di cui 61 solo nel Comune di Taurianova e 14 nel Comune di Molochio - con un danno erariale complessivo stimato in circa 25 mila euro, che i carabinieri hanno segnalato all’autorità giudiziaria di Palmi.

 Le principali irregolarità emerse negli accertamenti riguardano, da un lato la falsa attestazione sulla residenza e l’indicazione dei componenti del nucleo famigliare (essendo l’elargizione  anche connessa all’effettivo stato di bisogno della famiglia), dall’altro l’omessa o falsa indicazione di ricevere, nel medesimo periodo, altri sussidi sociali, circostanza nei casi analizzati ostativa al recepimento, come la disoccupazione, periodi retribuiti di malattia dei c.d. “braccianti agricoli”, pensioni di invalidità ed anche  l’indennità di maternità e lo stesso reddito di cittadinanza.

L’attenta analisi documentale, corroborata e rafforzata da una profonda conoscenza del territorio e delle persone da parte dei carabinieri, ha consentito di scoprire i "furbetti" che hanno percepito il sussidio senza averne diritto.

Sorpreso a tagliare legna in un'area protetta, denunciato

I carabinieri forestale della Stazione Parco di San Giorgio Morgeto (Rc) hanno denunciato in stato di libertà un operaio,  I.P., 61 anni, di Molochio, perchè sorpreso a tagliare e depezzare un faggio in località “Pietra Bollata/Serro Lungo” di Varapodio, all’interno del perimetro del Parco nazionale d’Aspromonte.

L’uomo, cui è stato contestato il reato di danneggiamento di piante ed introduzione di mezzi non consentiti dalla legge quadro sulle aree naturali protette, è stato sanzionato in ossequio alle misure urgenti da adottare in materia di contenimento e gestione dell’emergenza pandemica da Covid-19.

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Abusi edilizi, denunce e sequestri

Dodici persone denunciate e diverse costruzioni sequestrate. Questo l'esito dei controlli effettuati nei comuni di Varapodio, Terranova S.P., Molochio, Polistena e San Giorgio Morgeto, dai carabinieri delle locali Stazioni in collaborazione con gli uffici tecnici comunali competenti.

Diversi gli illeciti penali e amministrativi contestati.

A San Giorgio Morgeto, un 40enne è stato denunciato per aver iniziato la costruzione di un'abitazione a più piani senza chiedere alcun permesso a costruire.

Sempre a San Giorgio Morgeto, i militari hanno individuato un intero edificio a tre piani, già concluso, abitato e affittato, realizzato nel corso del tempo senza le obbligatorie comunicazioni, verifiche e permessi.

A Terranova Sappo Minulio, i carabinieri di Molochio hanno invece individuato due capannoni industriali, realizzati come ampliamento di altri preesistenti, ma senza alcuna autorizzazione.

A Polistena e Varapodio, invece, sono state segnalate tre persone per aver realizzato costruzioni in cemento e lamiera adibite a magazzini.

I denunciati, oltre a dover rispondere, a vario titolo, delle violazioni commesse in materia edilizia, dovranno pagare ingenti sanzioni amministrative.

 

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