Oltre 14 Kg di marijuana nascosti in un canneto, indagano i carabinieri

I carabinieri di Sinopoli, nell’ambito di una serie di servizi di controllo del territorio, hanno rinvenuto, in un terreno demaniale, un contenitore metallico con all’interno un fucile a pompa calibro 12 e circa 20 munizioni dello stesso calibro.

A San Procopio, invece, gli uomini dell'Arma hanno trovato, occultato in un canneto, un sacco con all’interno 14,5 chilogrammi di marijuana.

La droga, le armi e le munizioni recuperate, sono state sequestrate in attesa degli ulteriori accertamenti del caso.

 

  • Pubblicato in Cronaca

Svuotano il conto corrente di una congiunta, disposto il sequestro dei beni

Palmi - I Carabinieri hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due donne S.R. e L.A., rispettivamente, madre e figlia, di 54 e 23 anni, ritenute responsabili in concorso di aver utilizzato indebitamente la carte di credito e di pagamento di proprietà della madre della 54enne.

In particolare, il provvedimento giunge al termine di un’indagine avviata dai militari della locale Stazione, durante la quale è emerso che le destinatarie del provvedimento, tra marzo 2018 e settembre 2019, avrebbero prelevato dal conto corrente della vittima oltre 63 mila euro.

La vicenda ha avuto inizio nel 2017, quando la malcapitata, in seguito alla scomparsa del marito, aveva delegato la nipote a gestire le operazioni di pagamento e prelievo dal suo conto corrente.

A  febbraio dell’anno scorso, dopo aver scoperto l’ammanco del denaro, la donna ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri. 

Le risultanze investigative hanno, quindi, permesso di fare luce sull’intera vicenda ed a disporre, a carico delle presunte responsabili, il sequestro preventivo di beni immobili per un valore equivalente alla somma sottratta dal conto corrente della vittima

  • Pubblicato in Cronaca

Truffe, violenze sessuali e omicidio colposo: manette per il “Mago”

I Carabinieri della compagnia di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Davide De Simone, 40 anni, nonché della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della moglie, G.V., 37 anni. I coniugi sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di “ricettazione”, mentre De Simone anche per altri gravi delitti quali “omicidio colposo”, “morte come conseguenza di altro delitto”, “violenza sessuale”, “circonvenzione di persona incapace”, “detenzione abusiva di armi” e “truffa aggravata”.

Il provvedimento giunge in seguito ad un’indagine avviata nel gennaio 2019, quando gli uomini dell’Arma intervennero in un ufficio postale del capoluogo reggino, in seguito ad una segnalazione giunta al 112 da parte del direttore della filiale, al quale aveva destato preoccupazione un atteggiamento, alquanto “ambiguo”, da parte di un utente e di una donna rimasta fuori dall’ufficio.

I sospetti non si sono mostrati infondati, in quanto, durante la perquisizione personale e domiciliare dei due, rivelatisi marito e moglie, i militari hanno rinvenuto e contestualmente sequestrato vari monili in oro, due cartucce per armi da fuoco e una cospicua somma di denaro.

La verità sui due, era però ancora lontana dall’essere svelata e solo grazie ai successivi accertamenti investigativi, posti in essere dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia reggina, sotto la direzione dell’autorità giudiziaria di Palmi, è stato possibile fare luce su un giro d’affari in cui era coinvolta la coppia di presunti truffatori in cerca di malcapitati, cui promettere la “miracolosa” risoluzione di problemi di carattere sentimentale o di salute in cambio di soldi. De Simone in particolare, anche mediante la diffusione di locandine, si sarebbe proclamato mago e guaritore.

Il modus operandi era sempre lo stesso: il "Mago", approfittando della fragilità e della vulnerabilità delle presunte vittime, convinte di essere colpite da negatività o sfortune, con amuleti e talismani portafortuna venduti a peso d’oro, avrebbe proceduto all’incantesimo con la promessa di sconfiggere il “Maligno”. In alcuni casi, vantando poteri soprannaturali, avrebbe affermato di riuscire a curare una malattia o riconquistare il partner perduto.

Durante la celebrazione di alcuni riti esoterici, il presunto millantatore sarebbe riuscito anche ad "abbindolare” e violentare tre donne che si erano rivolte a lui per riconquistare la propria anima gemella.

Ancora più grave un episodio in cui il fantomatico mago, sarebbe riuscito a conquistare una forte empatia da parte di una persona affetta da infermità mentale e deficienza psichica; raggirandola a tal punto da farsi consegnare mensilmente l’intero importo della pensione d’invalidità, ingenerando nel malcapitato un forte stato di sudditanza e influenza tali da indurlo a sospendere la cura farmacologica cui era sottoposto ed a rifiutare di sottoporsi ad un importante intervento chirurgico, a tal punto da perdere la vita.

False generalità e violazione della libertà vigilata, denunciate due persone

Due persone sono state denunciate in altrettante attività dai carabinieri della Compagnia di Palmi (Rc).

La prima denuncia ha interessato un 61enne di Seminara, accusato di aver violato gli obblighi imposti dalla misura della libertà vigilata cui era sottoposto.

La seconda persona ad essere stata denunciata è, invece, una 35enne di Palmi, accusata di aver fornito false generalità ai militari che l’avevano fermata ad un posto di controllo.

  • Pubblicato in Cronaca

Chiuso il cerchio sulla tentata rapina all’ufficio postale di Rosalì, individuati altri tre presunti responsabili

La notte scorsa, i carabinieri hanno eseguito tre misure di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili, a vario titolo, della partecipazione alla tentata rapina commessa l’1 ottobre 2019, ai danni dell’ufficio postale di Rosalì (Rc).

I destinatari della misura sono: Antonio Leonello, 54 anni; Francesco Trefiletti (29) e Giuseppe Oliveri ( 30).

Con gli arresti eseguiti la notte scorsa si è, quindi, chiuso il cerchio sulla banda che non riuscì a mettere a segno il colpo, solo grazie alla prontezza di un carabinieri libero dal servizio presente nell'ufficio postale al momento dell'irruzione.

Quattro presunti complici, infatti, erano stati arrestati nell’ottobre 2020, nell’abito dell’operazione “Organetto”.

Chiuso affittacamere abusivo, non dichiarava i guadagni

Durante un controllo in località Scinà di Palmi, i carabinieri, insieme alle unità del Nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Calabria ed alla polizia locale, hanno scoperto una struttura ricettiva abusiva.

In particolare, durante l’attività è emerso che l’affittacamere disponeva di  11 stanze, nelle quali soggiornavano 18 persone, la cui presenza non era mai stata segnalata alle forze dell’ordine. Inoltre, il titolare non avrebbe mai denunciato gli utili ricavati dalle camere, ognuna delle quali fruttava da 100 a 250 euro al mese.

Oltre a chiudere l’attività, i militari hanno contestato al titolare una sanzione amministrativa di 300 euro.

  • Pubblicato in Cronaca

Controlli dei carabinieri, denunce e sanzioni

I carabinieri della Compagnia di Palmi (Rc) hanno segnalato all’autorità giudiziaria, 6 persone per varie ipotesi di reato, tra cui lesioni personali, danneggiamento aggravato, truffa e violazione di domicilio.

In particolare, i militari di Cosoleto e della Stazione forestale di Sant’ Eufemia d’Aspromonte, hanno denunciato un 31enne, per maltrattamento di animali in quanto, durante un'attività di controllo presso la sua proprietà, hanno trovato 18 cani privi di microchip, incatenati e costretti in ambienti angusti.

A Sant’ Eufemia d’Aspromonte e Sinopoli, invece, gli uomini dell'Arma hanno intimato la chiusura a due locali pubblici per 5 giorni, poichè al loro interno, hanno trovato avventori intenti nella consumazione di bevande, in palese violazione della vigente normativa, tutti sanzionati amministrativamente unitamente ai rispettivi titolari delle attività.

Ancora, a Sinopoli, i carabinieri hanno arrestato un 57enne del posto, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Vercelli per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione, in ordine a fatti accaduti rispettivamente nel 2002 e nel 2010.

Infine, a Castellace di Oppido Mamertina, i militari, hanno notificato ad un 48enne del posto un avviso orale emesso dalla Questura di Reggio Calabria, mentre a Sant’Eufemia d’Aspromonte, hanno sottoposto un 43enne del posto, alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria.

  • Pubblicato in Cronaca

Era stato espulso dall’Italia, ma se ne andava in giro con un documento falso: arrestato

Un cittadino georgiano di 39 anni è stato arrestato dagli agenti della polizia stradale della sottosezione di Palmi (Rc), con l’accusa  di possesso di documento falso e per non aver osservato il divieto di rientro in Italia.

In particolare, durante un controllo stradale, i poliziotti hanno fermato l’arrestato il quale, al momento di esibire i documenti, ha consegnato una carta d’identità polacca.

Rilevate alcune anomalie, i poliziotti hanno sottoposto il documento all’esame dei colleghi della Scientifica che ne hanno confermato la falsità.

Inoltre, dalle ulteriori verifiche è emerso che il 39enne, ad ottobre dell’anno scorso, era stato destinatario di un decreto di espulsione con divieto di rientro per tre anni in Italia emesso dal prefetto di Reggio Calabria e di un ordine del questore di abbandonare il territorio entro sette giorni.

Per l’uomo è  quindi scattato l’arresto per possesso di documento falso valido per l’espatrio e per non aver osservato il divieto di rientro in Italia per 3 anni cui era sottoposto dall’ottobre del 2019.

  • Pubblicato in Cronaca
Sottoscrivi questo feed RSS