Omicidio nel Vibonese, in manette i presunti responsabili

Si chiude il cerchio sull’omicidio di Carmelo Polito, l’uomo assassinato  l’1 marzo del 2011 a San Gregorio d’Ippona (Vv) mentre passeggiava per le vie del centro, in compagnia del figlioletto di 6 anni.

A quasi due anni di distanza dall’arresto di Francesco Pannace, 34 anni, di San Gregorio d’Ippona, ritenuto uno degli esecutori materiale del delitto, ieri sera, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia hanno eseguito una misura cautelare in carcere, emessa dal gip di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, a carico di Rosario Fiorillo, 32 anni, di Piscopio (VV), già detenuto nel carcere de L’Aquila e del sangregorese  Giuseppe Pannace, di 30 anni.

Nel corso delle indagini, gli uomini dell’Arma sarebbero riusciti a “raccogliere gravi elementi di prova” a carico degli indagati, ritenuti esponenti, rispettivamente del locale di ‘ndrangheta di Piscopio e di quello di San Gregorio d’Ippona.

Pertanto, gli investigatori avrebbero “cristallizzando il ruolo ricoperto nell’omicidio con le aggravanti di aver agito con premeditazione e al fine di agevolare l’attività del locale di Piscopio, quale articolazione territoriale dell’organizzazione mafiosa denominata ‘ndrangheta”.

 Giuseppe Pannace è, infatti, considerato l’autore materiale del delitto, il quale avrebbe agito su mandato di Rosario Fiorillo che avrebbe commissionato l’omicidio per vendicare uno schiaffo ricevuto dalla vittima durante la detenzione in carcere.

Covid, per Fabrizia e Piscopio prorogata la 'zona rossa'. Restrizioni in altri due centri del Reggino

Fabrizia (Vv) e la frazione Piscopio di Vibo Valentia rimarranno in ‘zona rossa’ fino al 23 gennaio prossimo.

E’ quanto dispone una nuova ordinanza emessa ieri dal presidente facente funzioni della giunta regionale della Calabria, Nino Spirlì.

Stando a quanto scritto nel provvedimento, la proroga della ‘zona rossa’ è stata decisa in seguito alla comunicazione con la quale, “in data 15 gennaio 2021”, il “Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia” ha informato la Regione che in entrambi i centri “l’andamento epidemiologico” rimane “problematico ed è necessario procrastinare ulteriormente l’efficacia delle limitazioni già precedentemente fissate, al fine di ridurre la curva dei contagi”.

'Zona rossa’ fino al 30 gennaio prossimo, invece, per i due comuni reggini di San Luca e Casignana dove – si legge nel provvedimento – «dai dati presenti nei database regionali risulta che, alla data dell’11 gennaio 2021, nel Comune di San Luca la proporzione dei casi attivi Covid-19 sulla popolazione residente, ha assunto il valore pari a 36,3 casi per 1000 abitanti e nel Comune di Casignana, a seguito dei casi Covid-19 positivi, circoscritti nella contrada Palazzi, si è raggiunto un valore pari a 40,7 casi per 1000 abitanti; in entrambi i casi i dati registrati sono di gran lunga superiori ai dati medi regionali».

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Covid, 'zona rossa' a Fabrizia e Piscopio: le forze dell'ordine intensificano il controllo del territorio

In seguito alla dichiarazione, da parte del Presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì, d'istituzione della “zona rossa” nella frazione Piscopio di Vibo Valentia e nel comune di Fabrizia, dal 28 dicembre al 6 gennaio prossimo, le forze dell'ordine intensificheranno le misure di controllo del territorio.

A stabilirlo, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunitosi oggi presso la Prefettura di Vibo Valentia.

Emergenza Covid, focolai a Fabrizia e Piscopio scatta la 'zona rossa'

Il presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì, ha emesso una nuova ordinanza per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

L’ordinanza 98 prevede che «sull’intero territorio del comune di Fabrizia (Vibo Valentia) e della frazione Piscopio del Comune di Vibo Valentia, nei giorni compresi fra il 28 dicembre e il 6 gennaio 2021, si applicano le misure di “zona rossa” di cui all’articolo 3 del Dpcm 3 dicembre 2020».

«Il dipartimento di prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia – spiega la nuova ordinanza – ha comunicato in data 27 dicembre 2020 che nel Comune di Fabrizia e nella frazione Piscopio del Comune di Vibo Valentia, si registrano focolai epidemici che destano particolare attenzione, tale da doversi ritenere utili provvedimenti restrittivi nei rispettivi territori».

«Non sono consentiti – è scritto nel provvedimento – gli spostamenti fuori dai territori interessati, se non per comprovati motivi di salute, lavoro, necessità. È consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata unicamente nei rispettivi territori interessati dalla presente ordinanza (Comune di Fabrizia e frazione di Piscopio), una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22 nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. È fatta salva la possibilità di transito in ingresso e in uscita dal territorio individuato, per gli operatori sanitari e socio-sanitari, per il personale impegnato nei controlli e nell’assistenza e nelle attività riguardanti l’emergenza, e per le forze dell’ordine, forze di polizia, forze armate, corpo nazionale dei vigili del fuoco, impiegati per le esigenze connesse al contenimento della diffusione del Covid-19 o in altri servizi d’istituto, dei servizi pubblici essenziali, per gli spostamenti connessi alle relative attività. Consentito ai non residenti l’attraversamento ai Comuni interessati dal presente provvedimento, senza possibilità di sosta»

Micidiale bomba rinvenuta nel Vibonese

Un micidiale ordigno esplosivo artigianale ad alto potenziale di circa sei chilogrammi dotato di innesco con radiocomando è stato scoperto a Piscopio, popolosa frazione di Vibo, in un casolare non distante dall’abitazione rustica dove nell’ottobre scorso era stato trovato un vero e proprio arsenale di armi nella disponibilità delle ‘ndrine vibonesi.
 
Il blitz, compiuto dai carabinieri del Nucleo investigativo, coadiuvati dalla Compagnia di Vibo e dallo Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, è stato coordinato dal sostituto procuratore Filomena Aliberti sotto la supervisione del procuratore di Vibo Camillo Falvo. 
  
All’esito del controllo e del rinvenimento è stato denunciato per detenzione illegale di ordigno esplosivo artigianale con l’aggravante mafiosa Filippo Di Miceli, 49 anni di Piscopio, già arrestato lo scorso 20 ottobre dopo il ritrovamento delle armi e attualmente detenuto nel carcere di Avellino.
 
Fondamentale si è rivelato l’intervento degli artificieri del Comando provinciale di Catanzaro che, su disposizione della Procura di Vibo, hanno provveduto a far brillare l’ordigno.

Omicidio nel Vibonese, tre persone in manette

Nella giornata odierna, personale della Squadra mobile di Vibo Valentia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di Michele Fiorillo, alias “Zarrillo” e Rosario Battaglia, alias “Sarino”, poiché ritenuti responsabili, unitamente a Rosario Fiorillo, alias “Pulcino” (all’epoca dei fatti quindicenne e per il quale si procede separatamente), dell’omicidio di Antonio De Pietro, avvenuto nei pressi del cimitero di Piscopio l’11 aprile 2005, allorquando venne raggiunto alla testa e al collo da svariati colpi di arma da fuoco.

Per gli investigatori,gli indagati avrebbero agito al fine di consumare una vendetta, dettata da ragioni familiari ed economiche, nei confronti del De Pietro, ritenuto colpevole di aver intrattenuto una relazione extraconiugale con la madre di Rosario Fiorillo.

La relazione sarebbe stata osteggiata da Rosario Fiorillo che, ritenuto esecutore materiale del delitto, avrebbe agito indisturbato, grazie al concreto apporto fornito dai destinatari della misura restrittiva.

Le primissime attività investigative espletate all’epoca dell’omicidio avevano condotto all’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti dei presunti responsabili, provvedimento che non era stato convalidato per carenza di gravità indiziaria, con conseguente scarcerazione dei medesimi.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Raffale Moscato e Andrea Mantella, puntualmente riscontrate dagli investigatori della Squadra Mobile di Vibo Valentia, hanno poi permesso di cristallizzare ulteriori elementi posti quindi alla base del nuovo provvedimento restrittivo.

Agli indagati sono contestate, inoltre, la detenzione e il porto di armi in luogo pubblico, oltre che le aggravanti del metodo mafioso e della premeditazione.

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Maltratta la compagna, misura cautelare per un 27enne

I poliziotti della Squadra mobile della Questura di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nei confronti di un giovane di 27 anni originario di Piscopio.

 Il provvedimento giunge al termine delle indagini condotte dal personale della Squadra mobile, durante le quali sarebbero emersi diversi episodi in cui il giovane avrebbe avuto comportamenti violenti e vessatori nei confronti della compagna.

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'Ndrangheta, ingente sequestro di beni al clan dei "Piscopisani"

Ha preso il via all'alba di oggi l'operazione con la quale i poliziotti delle Squadre mobili di Vibo Valentia, Catanzaro, Bologna e del Servizio centrale operativo hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso, dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nei confronti di alcuni esponenti del clan dei “Piscopisani” già raggiunti, lo scorso 9 aprile, da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Rimpiazzo”.

Il provvedimento riguarda numerosi beni mobili e immobili, società e imprese individuali, ubicati nelle provincie di Vibo Valentia e Bologna.

Sequestrate, inoltre, quote societarie detenute da persone indagate, a vario titolo, per i reati d'associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e intestazione fittizia di beni, tutti aggravati dal metodo mafioso.

 

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