Seguici su Facebook

Omicidio nel Vibonese, tre persone in manette

Nella giornata odierna, personale della Squadra mobile di Vibo Valentia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di Michele Fiorillo, alias “Zarrillo” e Rosario Battaglia, alias “Sarino”, poiché ritenuti responsabili, unitamente a Rosario Fiorillo, alias “Pulcino” (all’epoca dei fatti quindicenne e per il quale si procede separatamente), dell’omicidio di Antonio De Pietro, avvenuto nei pressi del cimitero di Piscopio l’11 aprile 2005, allorquando venne raggiunto alla testa e al collo da svariati colpi di arma da fuoco.

Per gli investigatori,gli indagati avrebbero agito al fine di consumare una vendetta, dettata da ragioni familiari ed economiche, nei confronti del De Pietro, ritenuto colpevole di aver intrattenuto una relazione extraconiugale con la madre di Rosario Fiorillo.

La relazione sarebbe stata osteggiata da Rosario Fiorillo che, ritenuto esecutore materiale del delitto, avrebbe agito indisturbato, grazie al concreto apporto fornito dai destinatari della misura restrittiva.

Le primissime attività investigative espletate all’epoca dell’omicidio avevano condotto all’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti dei presunti responsabili, provvedimento che non era stato convalidato per carenza di gravità indiziaria, con conseguente scarcerazione dei medesimi.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Raffale Moscato e Andrea Mantella, puntualmente riscontrate dagli investigatori della Squadra Mobile di Vibo Valentia, hanno poi permesso di cristallizzare ulteriori elementi posti quindi alla base del nuovo provvedimento restrittivo.

Agli indagati sono contestate, inoltre, la detenzione e il porto di armi in luogo pubblico, oltre che le aggravanti del metodo mafioso e della premeditazione.

  • Pubblicato in Cronaca

Maltratta la compagna, misura cautelare per un 27enne

I poliziotti della Squadra mobile della Questura di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nei confronti di un giovane di 27 anni originario di Piscopio.

 Il provvedimento giunge al termine delle indagini condotte dal personale della Squadra mobile, durante le quali sarebbero emersi diversi episodi in cui il giovane avrebbe avuto comportamenti violenti e vessatori nei confronti della compagna.

  • Pubblicato in Cronaca

'Ndrangheta, ingente sequestro di beni al clan dei "Piscopisani"

Ha preso il via all'alba di oggi l'operazione con la quale i poliziotti delle Squadre mobili di Vibo Valentia, Catanzaro, Bologna e del Servizio centrale operativo hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso, dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nei confronti di alcuni esponenti del clan dei “Piscopisani” già raggiunti, lo scorso 9 aprile, da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Rimpiazzo”.

Il provvedimento riguarda numerosi beni mobili e immobili, società e imprese individuali, ubicati nelle provincie di Vibo Valentia e Bologna.

Sequestrate, inoltre, quote societarie detenute da persone indagate, a vario titolo, per i reati d'associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento personale, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e intestazione fittizia di beni, tutti aggravati dal metodo mafioso.

 

  • Pubblicato in Cronaca

Omicidio a Piscopo, catturato il presunto killer

È stato localizzato e catturato a Seregno, in Lombardia, il presunto assassino di Salvatore Battaglia, il 21enne di Piscopio vittima della sparatoria avvenuta nella notte tra il 27 e 28 settembre nei pressi della villetta comunale di via Regina Margherita, nel centro abitato della popolosa frazione di Vibo Valentia. 

Il fermo di indiziato di delitto è stato eseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Seregno, al termine di articolate indagini condotte sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Ad uccidere Salvatore Battaglia e a ferire il 23enne Giovanni Zuliani sarebbe stato Antonio Felice, 32 anni di Piscopio.

Secondo quanto emerso dalle indagini si sarebbe trattato di un vero e proprio agguato di ‘ndrangheta avvenuto al culmine di alcune tensioni maturate nell’ambiente criminale piscopisano per il controllo e la concorrenza di alcuni esercizi pubblici, nella fattispecie un bar e un circolo ricreativo. 

Sparatoria nel Vibonese, morto uno dei giovani feriti

È morto la notte scorsa all'ospedale Pugliese di Catanzaro, dov'era ricoverato, Salvatore Battaglia, il 21enne di Piscopio, rimasto ferito venerdí notte nei pressi della villa comunale della frazione di Vibo Valentia. (Per leggere la notizia clicca qui)

Il giovane era rimasto vittima di una sparatoria nella quale è stato ferito anche un 23enne, Giovanni Zuliani, tuttora ricoverato nell'ospedale di Vibo Valentia.

Sparatoria a Piscopio, feriti due giovani: uno è grave

Sparatoria nella frazione Piscopio di Vibo Valentia, dove la notte scorsa due giovani del luogo, S.B.e G.Z., rispettivamente di 21 e 23 anni, sono stati feriti a colpi di pistola nei pressi della villa comunale.

Entrambi i feriti sono stati trasportati all'ospedale Pugliese di Catanzaro.

A destare maggiori preoccupazioni sarebbero le condizioni del 21enne, ricoverato in rianimazione, a causa di un proiettile che lo ha colpito al collo.

G.Z. è stato, invece, ferito al femore e si trova ora ricoverato nel reparto di ortopedia del nosocomio catanzarese, ma non verserebbe in pericolo di vita.

Secondo le prime indiscrezioni, l'episidio sarebbe scaturito da una lite tra ragazzi.

Sull'accaduto indagano i carabinieri.

Minacciano con le armi due ristoratori, quattro ragazzi denunciati nel Vibonese

Quattro ragazzi di Piscopio, di età compresa tra i 18 ed i 21 anni, sono stati denunciati dagli uomini della squadra mobile di Vibo Valentia, con l’accusa di  minacce aggravate dall’uso delle armi.

I fatti risalgono al 29 maggio scorso, quando gli indagati - Michele Ripepi (19), Michele Carnovale (19), Salvatore Battaglia (21) e Michele D’Angelo (19) – dopo aver cenato nel ristorante “MaryGrace” di Vena di Ionadi, al momento di saldare il conto avrebbero preteso  di pagare una somma diversa da quella dovuta.

E’ scaturita, quindi, una discussione nel corso della quale, i giovani si sarebbero rivolti ai proprietari del locale con espressioni minacciose (“ci vediamo domani mattina…anzi tra cinque minuti!”).

Dopo essersi allontanati, i quattro sarebbero ritornati nel ristorante e due di loro avrebbero estratto le armi, successivamente rivelatesi a salve e con il tappo rosso non visibile.

Uno dei proprietari del locale ha quindi chiesto aiuto al 113, mettendo in fuga il gruppo.

Giunti sul posto, i poliziotti hanno avviato le indagini che, grazie alle testimonianze delle vittime ed alle immagini dei sistemi di videosorveglianza hanno permesso d’individuare i presunti responsabili.

Durante le successive perquisizioni locali e domiciliari, a casa di uno degli indagati gli agenti hanno rinvenuto le armi che sarebbero state utilizzate per compiere l’atto intimidatorio.

Al termine delle indagini, i giovani sono stati denunciati per il reato di minacce aggravate dall’uso delle armi.

Omicidio di Piscopio: fermati il cognato e il figlio della vittima

Si è costituito ai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia l'uomo che ha ammesso di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Massimo Ripepi, avvenuto lo scorso 21 ottobre intorno alle 13,30 nel centro storico di Piscopio, frazione del comune di Vibo Valentia.

Accompagnato dal proprio legale di fiducia, G.C., di 48 anni, ex cognato della vittima, si è assunto le proprie responsabilità ed al termine dell’interrogatorio è stato posto in stato di fermo.

Lo stesso provvedimento è stato disposto nei confronti del figlio maggiore della vittima, M.R., di 18 anni, che avrebbe fornito ausilio allo zio nelle fasi concitate della fuga dal luogo del delitto. 

L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotta dal personale della Stazione carabinieri di Vibo Valentia e della Squadra mobile della Questura, anche alla luce delle dichiarazioni rese, ha restituito elementi precisi, concordanti e confermanti il quadro indiziario.

Ad incastrare l’ex cognato ed il figlio maggiore della vittima, oltre alle dichiarazioni rilasciate dai testimoni, sono state le immagini riprese da alcuni sistemi di videosorveglianza.

Il movente del delitto è da ricondurre ai ripetuti maltrattamenti che la vittima rivolgeva ai danni dei due figli e della ex moglie.

Ripepi era già rimasto coinvolto in un agguato il 4 giugno 2017, quando ad esplodere i colpi era stato il figlio minore C.R., di 17 anni, che proprio per questo motivo si trova ancora ristretto presso l’istituto penitenziario minorile di Catanzaro.

Sottoscrivi questo feed RSS