"Lupare rosa. Storie d’amore, sangue e onore”, il libro di Marcello Cozzi presentato a Pizzo

Venerdì prossimo (31 luglio), alle ore 21, presso le balconate del castello Murat di Pizzo Calabro, Libera Vibo Valentia presenta “Lupare rosa. Storie d’amore, sangue e onore” di Marcello Cozzi.

L'autore è un prete lucano, impegnato da decenni sul versante del disagio sociale, nell’educazione alla legalità e alla giustizia, nel contrasto alle mafie e nell’accompagnamento ai collaboratori e testimoni di giustizia. Presidente della Fondazione nazionale antiusura “Interesse uomo”, è stato vicepresidente nazionale di Libera, per la quale ora coordina il tavolo nazionale di confronto ecumenico e interreligioso.

"Lupare rosa" racconta storie di donne che cercano d'affrancarsi dall’oppressione dei mariti boss di ‘ndrangheta.

Una rivoluzione al femminile che mina le fondamenta del granitico mondo della criminalità. Un libro che fotografa la realtà nella sua interezza che, come scrive Giancarlo Caselli nell’introduzione, è fatta di “piccoli pezzi di un universo difficile da capire”.

Dialogheranno con l’autore Marisa Manzini, Procuratore della Repubblica Aggiunto a Cosenza, e Camillo Falvo, Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia.

In ottemperanza alle disposizioni anti covid, è consentito un numero massimo di 50 parteipanti muniti di mascherina.

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Balneazione: punto Malfarà a Pizzo torna conforme, ma le criticità permangono

“Le acque del fosso Malfarà, seppure le risultanze analitiche evidenziano un’importante diminuzione del valore di contaminazione fecale, rispetto ai dati precedenti, continuano a rappresentare una potenziale fonte di pressione per le acque marine adibite alla balneazione”.

È quanto ha scritto questa mattina il dipartimento provinciale Arpacal di Vibo Valentia, diretto da Clemente Migliorino, alla Commissione straordinaria che amministra il Comune di Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia, comunicando l’esito dei controlli suppletivi delle acque di balneazione sul punto denominato Malfarà, e controlli batteriologici sull’omonimo fosso che sfocia nelle vicinanze.

Le analisi suppletive del 21 luglio scorso, infatti, hanno dato esito di conformità con i valori degli enterococchi intestinali e l’escherichia coli rientrati sensibilmente nei limiti previsti dalla normativa.

“Inoltre – scrive il Dipartimento Arpacal alla Commissione Straordinaria di Pizzo - si comunica che nella stessa data è stato effettuato anche un campionamento per la verifica di tipo batteriologica delle acque superficiali del fosso in località Malfarà, di fronte lo specchio acqueo marino. Gli esiti di laboratorio hanno evidenziano quanto di seguito: Enterococchi intestinali 2100 (MPN/100 ml ) ed Escherichia coli 2300 (MPN/100 ml)".

I risultati dei controlli batteriologici sul fosso Malfarà, quindi, dimostrano che la criticità, seppure notevolmente diminuita (le precedenti risultanze analitiche davano valori superiori ai 24000) con le attività di controllo che il Comune ha svolto sul fosso, continua a permanere. “Si coglie l’occasione – conclude Arpacal -  dell’evidente necessità di pulizia del fosso”.

Scontro auto-scooter nel Vibonese, interviene l'elisoccorso

Incidente stradale su via Nazionale a Pizzo (Cz), dove questa mattina un'auto si è scontrata con uno scooter.

Nell'impatto, il 64enne alla guida del motociclo è rimasto ferito ed è stato trasferito in elisoccorso all'ospedale di Lamezia Terme.

Nessuna conseguenza, invece, per la donna al volante dell'auto.

 

 

Coronavirus, altri due casi nel Vibonese

Ci sono altre due persone contagiate dal coronavirus in provincia di Vibo Valentia. 

Si tratta di un uomo e una donna di Pizzo che, da quanto appreso, sarebbero riconducibili all'88enne deceduto nei giorni scorsi. 

Con i due nuovi casi sale a cinque il numero dei contagiati nel borgo napitino.

Nel Vibonese, invece, sono 67 le persone colpite dal virus.

Oltre un chilo di hashish rinvenuto su una spiaggia del Vibonese

Importante rinvenimento di droga, da parte degli uomini del Nucleo di polizia ambientale della guardia costiera di Vibo Valentia che, durante un servizio di vigilanza, hanno trovato a Pizzo, nei pressi della foce del fiume Navina, 19 panetti contenenti oltre un chilo di hashish.

Dopo essere stato sequestrato, lo stupefacente è stato analizzato dagli esperti della polizia di Stato di Vibo Valentia.
   

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Pizzo, lettera aperta degli ex amministratori comunali

Riceviamo e pubblichiamo
 
"Da lunedì 20 gennaio 2020, scaduto il termine di 20 giorni dalle dimissioni del sindaco Gianluca Callipo, come previsto dalla legge la nostra amministrazione non è più in carica in quanto il Consiglio comunale è decaduto automaticamente e sono cessate tutte le cariche politiche. 
Nell’immediatezza di quanto accaduto il 19 dicembre scorso decidemmo, con piena consapevolezza e senso di responsabilità, di non dimetterci. Una scelta ponderata e dettata esclusivamente dalla volontà di non danneggiare la nostra Città interrompendo da un giorno all’altro l’attività amministrativa e le numerose pratiche in itinere, alcune di particolare rilevanza sociale. Sarebbe stato molto più facile chiudere e andare a casa, invece di rimanere così esposti in un momento non certo facile. Invece, grazie anche al sostegno del Dott. Enzo Pagnotta subentrato al dimissionario Pasquale Marino, abbiamo scelto di portare avanti il nostro mandato fino alla scadenza (comunque prematura) che sapevamo sarebbe presto arrivata. Una decisione, quella di rimanere al nostro posto, presa dopo esserci confrontati anche con il Sig. Prefetto, proprio per portare a compimento alcuni atti amministrativi che, qualora non fossero stati adottati, avrebbero messo in seria difficoltà l’Ente e la nostra Città.
Tra gli atti prioritari adottati, la ratifica in Consiglio comunale, fatta giorno 28 dicembre, di una variazione di bilancio di circa 400mila euro, per coprire le somme necessarie all’Ente a garantire, ad esempio, il pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali ex Lsu dei mesi di novembre e dicembre 2019; poi l’avvio dei lavori della mensa dell’asilo via Nazionale, la copertura dei costi per la stabilizzazione degli Lsu e le altre assunzioni, previste nel 2020, al fine di sopperire alle carenze di organico dovute ai pensionamenti. Come l’innesto nel personale dell’architetto Nicola Donato, nominato responsabile dell’Ufficio Tecnico e dei Lavori Pubblici, che oggi, da dipendente del Comune di Pizzo, potrà seguire l’iter di accreditamento e la realizzazione degli interventi da oltre 7 milioni di euro che stanno per partire nel nostro territorio. Nella stessa ottica di promozione della crescita socio-economica del territorio napitino va inquadrata la convenzione con il Comune di Cessaniti per la nomina del nuovo responsabile del Settore Urbanistica e del Suap (Ufficio Commercio).
Dal canto suo, anche l’Esecutivo ha varato nell’ultimo mese e mezzo atti importanti, che non sarebbe stato possibile promuovere se ci fossimo dimessi. Come l’approvazione dei lavori di somma urgenza per rimediare ai danni causati dalla tromba d’aria di ottobre; la proroga dei contratti ai Lavoratori Socialmente Utili del Comune, con la rimodulazione della dotazione organica per la successiva contrattualizzazione e stabilizzazione degli stessi. E ancora: la partecipazione al bando finalizzato all’ottenimento del finanziamento per la realizzazione di un porto; la proroga della convenzione con le Guardie Ecozoofile per continuare il controllo ambientale sul territorio; la dichiarazione dello stato di Calamità naturale per le mareggiate del 14 e 23 dicembre e l’atto di indirizzo al responsabile dei Lavori Pubblici per l’utilizzo delle risorse già disponibili per il rifiorimento delle scogliere a difesa del centro abitato e la sistemazione del molo Pizzapundi.
Questi sono fatti, sono concrete e tangibili azioni a favore della Città che in caso di dimissioni improvvise da parte nostra non si sarebbero potute mettere in campo. Siamo restati al nostro posto pur sapendo che nel giro di poche settimane l’esperienza di questa amministrazione sarebbe finita. Lo abbiamo fatto, ribadiamo, esclusivamente per senso di responsabilità, rinnegando ogni forma di opportunismo e andando anche contro il nostro stesso interesse. Leggere invece, come purtroppo ci è capitato, commenti di oppositori politici che insinuavano addirittura che la nostra decisione di continuare fosse animata solo dalla volontà di restare il più a lungo in sella, ha plasticamente confermato che neppure le vicende più dolorose e traumatiche per un’intera comunità fermano le strumentalizzazioni di chi spera di ricavarne un tornaconto politico. Ma alla fine, chi in frangenti come questi pensa solo a speculare, non fa altro che qualificare se stesso per quello che è".

Maria Francesca Pascale
Fabrizio Anello
Giorgia Andolfi
Giacinto Maglia
Sharon Fanello
Cristina Mazzei
Enzo Pagnotta
 
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Pizzo, la lettera di dimissioni del sindaco Gianluca Callipo

«Mi dimetto dall’incarico di sindaco. Prendo questa sofferta decisione nell’attesa che la mia posizione venga chiarita e nella consapevolezza di essere totalmente estraneo alle accuse che mi vengono mosse».

È forse la lettera più difficile della sua vita, quella che il primo cittadino di Pizzo, attualmente sottoposto alla misura cautelare di detenzione, ha scritto e inviato al segretario comunale Adriana Avventura, al vice sindaco Maria Pascale e al presidente del Consiglio comunale Giacinto Maglia.

La missiva, già allegata agli atti dell’interrogatorio di garanzia all’indomani dell’arresto ordinato nell’ambito dell’operazione "Rinascita-Scott", è stata protocollata in Comune il 31 dicembre scorso.

È dunque da questa data che comincia a decorrere il termine di 20 giorni dopo il quale il Consiglio viene dichiarato decaduto.

Una decisione, quella di dimettersi, che davanti al giudice il primo cittadino ha motivato come un estremo atto d’amore nei confronti della sua città, per non gravare con la sua vicenda personale sulle sorti e sull’immagine di Pizzo. Inoltre, chi ha avuto modo d"incontrarlo racconta che Callipo dimostra grande forza d’animo e ripone profonda fiducia nella magistratura.

«Ho sempre agito nell’interesse di Pizzo e dei pizzitani – sottolinea nel suo scritto -. Non ho compiuto alcun atto per interesse personale, anzi ci ho anche rimesso dal punto di vista economico. Ma soprattutto non ho agevolato in alcun modo la criminalità, che ho sempre contrastato».

Dopo aver rimarcato la sua innocenza, dicendosi certo di poter dimostrare l’assoluta legittimità e legalità degli atti posti in essere nel corso del suo mandato, il sindaco della città napitina rivendica con orgoglio i risultati raggiunti in sette anni di amministrazione: dalla massiccia riqualificazione del centro storico al rilancio turistico di Pizzo, dall’avviato risanamento finanziario dell’Ente alle grandi opere infrastrutturali, come la progettazione e il finanziamento del lungomare che unirà la Marina di Pizzo al borgo della Seggiola, mettendo contestualmente in sicurezza la rupe su cui sorge il nucleo urbano più antico.  

«Sono stato eletto con oltre il 63 % dei consensi – ribadisce per sottolineare la grande fiducia che Pizzo ha riposto in lui -, con quasi 1.500 voti di scarto rispetto al mio principale competitor. A scegliermi è stata la mia città, la stragrande maggioranza dei pizzitani, ovvero gente onesta, non certo qualche delinquente».

Dopo aver ringraziato i dipendenti comunali, i dirigenti, i consiglieri e gli assessori della sua giunta, Callipo si augura che chi verrà a guidare il Comune dopo di lui «prosegua nel lavoro svolto in questi anni», per non vanificare risultati che considera estremamente importanti per la «crescita economica, sociale e culturale» di Pizzo

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Mezzo pesante in fiamme sul tratto vibonese dell'autostrada A2

Un mezzo pesante è andato a fuoco intorno alle 6 di oggi sulla corsia Sud dell'autostrada A2 del Mediterraneo.

L'autotreno, partito da Cosenza con un carico di mangime, si è incendiato mentre stava transitando in prossimità dell'area di sosta di Pizzo Calabro. 

Visto il fumo fuoriuscire dalla cabina, l'autista ha arrestato la corsa per chiamare i soccorsi.

Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Vibo Valentia che hanno spento le fiamme, circoscrivendo i danni alla sola parte interessata e preservando il resto del mezzo e del carico.

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