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A Vibo sfila la protesta

Erano volti bui, tirati, a tratti solcati dalla rassegnazione, quelli che componevano il corteo che stamane è sfilato per le vie di Vibo Valentia. Tanti i manifestanti, come tante sono le vertenze irrisolte di un territorio in cui il lavoro rischia, definitivamente, di diventare una chimera. A portare in piazza la loro rabbia, non c’erano solo i dipendenti della Provincia, senza stipendio da mesi, o gli operai della Gam Oil di Rombiolo, finiti in mezzo ad una strada, dopo la sentenza con la quale è stato dichiarato il fallimento dell’azienda per la quale lavoravano. Gli uni accanto agli altri, quasi a volersi idealmente sostenere a vicenda, c’erano gli operatori Infocontact, i lavoratori della Marenostro, quelli della Italcementi ed i pescatori di Nicotera. Un variegato caleidoscopio della disperazione che ha voluto far sentire la propria voce, nel giorno in cui a Roma, il presidente della Provincia Andrea Niglia, incontra i funzionari del ministero degl’Interni per consegnare il rapporto sulla drammatica situazione economica del  vibonese.

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Niglia: Non si consegni Vibo alla criminalità

 "Qualora il Governo Renzi non prenderà provvedimenti, concreti e immediati, a tutela del Vibonese che, è bene ricordarlo, rischia di perdere circa mille posti di lavoro, si consegnerebbe di fatto questa realtà territoriale nelle mani della criminalità organizzata. Questo lo Stato  non può e non deve permetterlo". Non usa mezzi termini il Presidente della Provincia di Vibo Valentia, Andrea Niglia per descrivere, in una nota, i rischi che incombono sul territorio vibonese. La gravità della situazione è tale da far parlare, ormai, di “Caso Vibo”. Un “caso” che investe tutti i settori, non da ultimo quello relativo ai dipendenti dell’ente di contrada Bitonto, da mesi senza stipendio. Per cercare di trovare una soluzione concreta, lunedì prossimo, accompagnato da una folta delegazione di sindaci, il Presidente Niglia, incontrerà a Roma, i responsabili della segreteria tecnica del Ministro dell'Interno. Durante la trasferta romana, mercoledì 11, la delegazione vibonese avrà un incontro con il sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci, al quale verrà avanzata una serie di dettagliate richieste. In particolare, scrive Niglia "ponendo al centro l'aspetto finanziario dell'Ente Provincia, oramai non più sopportabile. Chiederemo un intervento straordinario ed eccezionale che vada oltre l'attuale normativa. Un provvedimento atto a garantire le risorse necessarie a riprendere l'assolvimento dei servizi pubblici essenziali, a normalizzare l'erogazione del pagamento degli stipendi ai lavoratori e a dare ossigeno alle imprese del territorio».

Gli errori della politica ed i silenzi della cultura

 Vibo e il suo territorio un tempo godevano di buona fama quanto ad economia: la città, pur piccola, fungeva da centro servizi con seria cultura e uffici e scuole e una vivace rete commerciale; era solido il Nucleo industriale; la costa da Pizzo a Nicotera si distingueva, per strutture turistiche, dal solito approssimativo calabrese. Poi chiusero le industrie e, alla calabrese maniera, pensarono di sostituirla con la più comoda provincia: uscieri e bidelli invece di operai. Era un’illusione funesta, e tutto quello che accade fu che qualche passacarte vibonese invece che a Catanzaro si sedette più vicino casa; nuove assunzioni, quasi nulla; effetto economico, zero.  Commerci e servizi paiono non ammodernati; la pessima, e meritata, opinione sull’ospedale di Vibo è sufficiente esempio del degrado generale. Il turismo è rimasto quello degli anni 1980: una rendita, non un’impresa. Da tale degrado, gli effetti che vediamo, e i dipendenti non pagati, l’ente provincia in dissesto, i comuni sulla strada della crisi. Non chiedetemi soluzioni, perché occorrerebbe uno studio scientifico del territorio, per scoprire se e quali risorse abbia, e come fare per creare lavoro e produttività reale. Quello che è certo è che bisogna sparisca ogni assistenzialismo da “posto”. Intanto, chiudere la provincia e la gran parte dei microscopici comuni. Poi ripensare il turismo, integrandolo con cultura, storia, archeologia; e soggiorni di salute destagionalizzati. Servizi moderni, trasporti, internet…

 Ma cosa si può fare con l’attuale classe culturale e politica? Dai fatti, niente. E niente avviene.

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Caos Provincia, è il giorno della verità?

“Default”. È una parola cupa quella che ricorre nei discorsi dei dipendenti della Provincia di Vibo Valentia. Triste come i loro pensieri, zeppa di incertezze come il loro futuro. Adesso ci vuole coraggio, servono spalle larghe. E soprattutto c’è bisogno di una strategia per cercare di andare avanti. Il presidente Andrea Niglia sa che c’è bisogno di sostegno e pure di franchezza. Per questo, si accinge a presentare, alla presenza del governatore Mario Oliverio, un documento per illustrare la drammatica situazione finanziaria e anche sociale. Si tratta di ‘una fotografia’ della massa debitoria scattata dal comitato tecnico degli amministratori provinciali e comunali composto da Franco Barbalace, Tiziana De Nardo, Pasquale Fera, Raffaele Scaturchio, Domenico Villì, Sergio Rizzo, Vitaliano Papillo e Anna Grillo, coadiuvati dal segretario generale Cesare Pelaia. Le azioni  messe in campo sono dunque molteplici e vanno dall’illustrazione di questo atto, che avverrà oggi pomeriggio, al corteo degli amministratori vibonesi che domani partirà da piazza Municipio per giungere alla prefettura. Le richieste al governo centrale sono chiare: svincolo del Patto di stabilità e adozione di misure straordinarie e urgenti per ottenere liquidità. Che tradotto significa che se non vengono messi subito a disposizione i fondi occorrenti, il malessere sociale diventerà incontrollabile. Difficile se non impossibile, infatti, trattenere l’ira di chi non solo non riceve lo stipendio da mesi, ma non ha neppure la prospettiva di segnali positivi. Lo sanno bene gli amministratori che, consumati i necessari passaggi con il prefetto Giovanni Bruno, sono pronti a partire alla volta di Roma, destinazione ministero degli Interni. Con un aut aut preciso: una soluzione rapida e concreta oppure la riconsegna delle fasce tricolore e delle tessere elettorali. Quindi dimissioni immediate. Nessun bluff, giurano. Vedremo. La drammaticità dello stato di cose può essere affrontata solo con scelte drastiche. E’ indispensabile far sentire la voce del Vibonese, far capire che lo Stato non può essere benevolo con realtà territoriali dalle dimensioni consistenti e poi diventare sordo e cieco al cospetto della sofferenza delle aree considerate “minori”. Padre amorevole con alcuni e patrigno sdegnato con altri. Si chiede, in sostanza, parità di trattamento. Anche se a queste latitudini il piatto forte non è mica quello di garantire a tutti gli stessi diritti e le stesse opportunità.

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Mangialavori presenta una mozione per i dipendenti della Provincia di Vibo

Presenterà nella prossima seduta del consiglio regionale la mozione avente ad oggetto: “Riordino delle funzioni già esercitate dalla Provincia e l’impulso al ruolo dell’Osservatorio Nazionale alla legge Del Rio 56/2014”. Preoccupato  dal fatto che “da circa 5 anni i dipendenti provinciali di Vibo non percepiscono più lo stipendio con regolarità e da circa 5 mesi si è registrato il blocco degli stipendi” e quindi da “una situazione francamente insostenibile” Giuseppe Mangialavori ritiene che “il primo passo da effettuare per superare tale impasse sia il trasferimento delle funzioni già di pertinenza della Provincia alla Regione. Ciò – spiega - agevolerebbe l’avvio del trasferimento di personale alla Regione e la salvaguardia del patrimonio professionale costruito nel tempo. Tale riforma, inoltre, impedirebbe il sorgere di altre controversie politiche destinate, altrimenti, ad estendersi anche alle altre Province della Regione”. Ad avviso dell’esponente azzurro “per delineare priorità, linee programmatiche e definire nel dettaglio tale ipotesi politica e di riforma legislativa regionale occorre stimolare l’attività d’impulso all’Osservatorio Nazionale istituito per verificare e coordinare l’attuazione della cosiddetta Legge Del Rio. È fondamentale, inoltre, attivare presso il Governo, un tavolo tecnico-istituzionale per la vicenda collegata alla condizione della Provincia di Vibo Valentia e a quella dei suoi dipendenti in particolare. Ed è necessario anche riproporre la proposta già avanzata dall’Upi al Governo finalizzata alla sospensione delle rate di mutuo a carico delle province in dissesto fino alla conclusione del processo di riordino di cui alla legge Del Rio”. Infine, per il consigliere regionale “urge sostenere e accelerare un organico processo di mobilità Intercompartimentale del personale provinciale. Le soluzioni contenute nella mozione rispondono a un interesse generale. Di portata provinciale prima di tutto e regionale in secondo luogo”. Mangialavori rivolge poi “un appello per la sua condivisione anche ai consiglieri Mirabello, Pasqua e Salerno” e ribadisce che “le lotte per la difesa dei lavoratori si vincono solo su una comune base e volontà d’intenti”.

Vibo: I dipendenti della Provincia bloccano la strada

VIBO VALENTIA - Aumenta ulteriormente la tensione alla Provincia di Vibo Valentia, dove, i dipendenti hanno bloccato una delle strade d'accesso alla sede dell'Ente. La protesta di stamattina è solo l'ultima di una lunga serie di manifestazioni inscente dai 380 dipendenti, da giorni sul piede di guerra per protestare contro la mancata corresponsione delle mensilità relative ai mesi di dicembre - gennaio e della tredicesima. A mettere fine al blocco, che ha causato, non pochi, disagi alla circolazione, il tempestivo intervento del dirigente della Digos Giovanni Gigliotti che ha persuaso i manifestanti a sospendere la protesta.

PD Vibo: "Situazione dipendenti Provincia una polveriera sociale"

"Lo scorso venerdì 20 febbraio, presso la Federazione di Vibo Valentia, si è riunita la Segreteria Provinciale del Partito Democratico per discutere della drammatica situazione che stanno vivendo  da mesi i dipendenti della Provincia di Vibo Valentia, e di come tutta la situazione influisca in modo pesante e negativo su tutto l’assetto economico e sociale provinciale. Dalla riunione è emersa la totale solidarietà e vicinanza ai dipendenti,  i quali non percepiscono lo stipendio da mesi e vivono ormai in uno stato di perenne agitazione". Questa la premessa di un comunicato stampa nel quale il PD Vibonese, nell'esprimere  solidarieta' ai lavoratori, avanza alcune proposte con le quali cercare di fronteggiare l'emergenza. In particolare, si legge nella nota" Il consigliere provinciale e membro della Segreteria Vitaliano Papillo, ha illustrato la situazione e sottolineato come “ dopo alcuni incontri avuti in queste settimane si sono prospettate delle possibili soluzioni. Una di queste è quella di ricorrere ai due dodicesimi maturati dei fondi, 29 milioni di euro, spettanti agli enti intermedi per il personale da parte della regione (Legge regionale 34 del 12/8/2002). Questo acconsentirebbe di tamponare la questione, permettendo di reperire le risorse necessarie a coprire tutte e quattro le mensilità arretrate dovute ai dipendenti”. E’ stata sottolineata però, da parte i tutti i componenti della Segreteria, la necessità di trovare  una soluzione a lungo termine per evitare che tra qualche mese la situazione si riproponga. “Il mancato pagamento delle mensilità – ha sottolineato Giuseppe Pellegrino-  non riguarda solo i dipendenti ma anche tutte le aziende, ditte,  privati che in questi anni hanno lavorato per l’ente e questo significa che la situazione è ormai una vera e propria polveriera sociale pronta a scoppiare”.Dalla riunione è emersa quindi l’urgenza di  farsi carico, come Partito Democratico, di questa emergenza  e di interessare inoltre, e nel più breve tempo possibile, tutta la delegazione parlamentare Calabrese affinché porti la questione Provincia di Vibo Valentia al tavolo del Governo in quanto una situazione straordinaria richiede, ad avviso dei membri della segreteria, una via e una soluzione straordinaria". 

Apre a Mongiana il nuovo Punto Servizi dell'ASP

L’ASP di Vibo Valentia, Distretto Sanitario di Serra San Bruno, ha accolto la richiesta del Sindaco di Mongiana per l’apertura di un “punto servizi” per disbrigo pratiche ASP, al fine di agevolare l’accesso ai servizi del distretto sanitario di Serra San Bruno ai cittadini del Comune di Mongiana che trovano difficoltà a raggiungere  la sede distrettuale. Il punto Servizi sarà attivo a partire dal 02 marzo 2015, e per ogni lunedì, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, presso gli Uffici comunali, in apposita stanza. I servizi offerti saranno diversi e diversificati, riguarderanno soprattutto la sfera dell’assistenza domiciliare per i disabili e gli allettati e le richieste di esenzione ticket.

Tale servizio fornito in collaborazione con l’ASP di Vibo Valentia, rientra nelle attività di miglioramento e di crescita che l’amministrazione vuole fornire ai suoi cittadini, cercando di limitare e annullare i disagi negli spostamenti.

“Sono molto orgoglioso - ha commentato il primo cittadino di Mongiana Bruno Iorfida - e al tempo stesso felice di poter avere un “punto servizi” per disbrigo pratiche ASP nel mio comune, frutto di una collaborazione proficua che vede il Comune sempre al centro di innovazioni e servizi crescenti per gli abitanti di Mongiana. Vorrei ringraziare il Direttore del Distretto Sanitario di Serra San Bruno, il Dott. Giuseppe Grillo, per la sensibilità dimostrata e per il profondo senso istituzionale, a venire incontro alle esigenze della popolazione di una piccola comunità. Spero che questo inizio di collaborazione sia proficuo per attivare altre iniziative e, almeno in questi casi, parlare di servizi offerti per una buona sanità, venendo incontro alla gente.”    

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