Rapina una tabaccheria, 19enne finisce in manette

 I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro (Cs) hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Castrovillari, su richiesta della locale Procura, F.D., 19 anni, del posto.

Il giovane è ritenuto l’autore di una rapina avvenuta il 25 novembre scorso, in una tabaccheria della frazione Schiavonea di Corigliano.

In seguito all’accaduto, gli investigatori dell’Arma, oltre a raccogliere la testimonianza della vittima della rapina, hanno acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza della tabaccheria e di altri locali ubicati nelle vicinanze.

I militari  hanno, quindi, individuato e sottoposto a perquisizione l’abitazione del giovane.

Durante il controllo è stata rinvenuta una pistola scacciacani, priva del tappo di sicurezza, del tutto simile a quella utilizzata per compiere il colpo nella tabaccheria ed un paio di scarpe uguali a quelle usate dal rapinatore.

Pertanto, sulla base degli indizi raccolti dai carabinieri, il gip ha disposto l’ordinanza di misura cautelare che condotto il 19enne ai domiciliari.

Rapina in ufficio postale, 7 misure cautelari

I carabinieri della Compagnia di Paola, con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Cosenza, hanno eseguito, nei comuni di Cetraro, Bonifati e Belvedere Marittimo, un’ordinanza dispositiva di misure cautelari (1 in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 4 dell’obbligo di dimora) - emessa dal gip presso il Tribunale di Paola, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di rapina pluriaggravata, tentata e consumata, continuata, in concorso.

L’attività investigativa, avviata nel 2017 dai carabinieri di Paola, in seguito al furto commesso nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre presso l’ufficio postale di Cetraro, ha consentito di documentare l’esistenza di un gruppo criminale specializzato in rapine a mano armata ai danni di banche ed uffici postali.

Le indagini hanno permesso di contestare agli indagati, a vario titolo, 4 rapinte tentate ed una consumata, nel maggio del 2018, presso le poste di Diamante (Cs), quando approfittando dell’arrivo di una tappa del Giro d’Italia a Praia a Mare, i rapinatori riuscirono a mettere le mani su un bottino di 14 mila euro.

Nell’ambito della stessa indagine, il 23 agosto 2018, uno dei destinatari della misura cautelare era stato arrestato dopo essere stato sorpreso con un chilo di cocaina. 

Rapina in un ufficio postale, un arresto

Un 48enne, F.S., di Rosarno (Rc) è stato arrestato dai carabinieri, in esecuzione di una misura cautelare in carcere, emessa dal gip di Palmi.

L’arresto è scaturito in seguito alle indagini avviate dopo una rapina, avvenuta lo scorso 7 luglio, presso l’ufficio postale di San Ferdinando.

Gli investigatori dell’Arma sono quindi riusciti ad individuare l’auto usata dai rapinatori e ad identificare l’arrestato in uno dei protagonisti del colpo.

Nel frattempo proseguono gli accertamenti per l’identificazione del complice che ha partecipato alla rapina.

Operazione "The end", sgominata banda dedita a furti e rapine

È stata denominata "The end", l'operazione con la quale, questa mattina, i poliziotti del Commissariato di Gioia Tauro (Rc), con il supporto dei colleghi del Reparto prevenzione crimine, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Palmi, a carico di 5 persone residenti nella provincia di Reggio Calabria.

I destinatari del provvedimento sono: F.S., 53 anni, di Rosarno; S.G. (30), di Gioia Tauro - cui è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere - B.A. (32), D.F. (29), e M.G. (38), tutti residenti a Rosarno, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Agli indagati - fanno sapere gli investigatori - "sono stati contestati numerosi episodi di: rapina pluriaggravata e furto pluriaggravato in concorso, anche con l'uso di armi da fuoco e ricorrendo, sovente, ad abili stratagemmi, come il qualificarsi alle vittime, quali appartenenti alla polizia di Stato, ovvero all'arma dei carabinieri, al fine carpirne la fiducia, salvo, successivamente, aggredirli, rapinarli o derubarli sulla pubblica via o presso le private abitazioni; detenzione e porto di armi comuni da sparo; detenzione, vendita e cessione illecita a terzi di quantitativi variabili di sostanze stupefacenti; danneggiamento di autovettura mediante incendio".

 

Rapina a Pizzo, individuato il presunto responsabile

E’ stato tempestivamente individuato dai carabinieri, il presunto autore della rapina avvenuta ieri a Pizzo Calabro ai danni di una guardia giurata cui sono stati sottratti oltre 60 mila euro destinati al locale ufficio postale per il pagamento delle pensioni.

Grazie alla collaborazione di alcuni cittadini ed alle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza presenti lungo il percorso di fuga seguito dal rapinatore, gli inquirenti sono riusciti a stringere il cerchio sul fuggitivo, individuandolo sulla spiaggia della marina di Pizzo, senza indumenti, privo di armi e del bottino.

La perquisizione eseguita presso i luoghi di dimora del giovane, tale Daniele Belsito, 24 anni, del luogo, ha consentito di rinvenire la pistola utilizzata per la rapina, risultata essere una “scacciacani”, mentre una serrata battuta dell’area dove è stato localizzato, ha permesso di rinvenire in un cespuglio gli indumenti ripresi dalle telecamere di sorveglianza ed in un anfratto, abilmente occultata, l’intera refurtiva.

Il giovane, che avrebbe ammesso le proprie responsabilità, è stato tradotto nella casa circondariale di Vibo Valentia. 

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Furti, rapine e droga: 5 misure cautelari

Ha preso il via all'alba di oggi un'operazione con la quale i poliziotti del Commissariato di Gioia Tauro hanno dato esecuzione, in provincia di Reggio Calabria, a 5 misure cautelari a carico di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di rapine a mano armata, furti in abitazione, spaccio di stupefacenti e danneggiamenti.

Tra i soggetti presi di mira dal gruppo i corrieri addetti alla consegna merci.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che si terrà presso il Commissariato della polizia di Stato di Gioia Tauro alle ore 10.30, alla presenza del Questore Bruno Megale.

Puntano un taglierino alla gola di un corriere e gli rubano l’incasso, arrestati

I poliziotti della Questura di Crotone ed i carabinieri della Stazione di Strongoli hanno tratto in arresto per il reato di rapina aggravata in concorso, Cataldo Valente, 39 anni, di Cirò Marina e Francesco Giungato, 47 anni, di Crotone.

L’arresto è scattato in seguito ad una chiamata al 113 con la quale un corriere ha segnalato di essere stato rapinato nell’androne di un condomino della città pitagorica.

Il malcapitato ha denunciato che i due malviventi l’hanno bloccato e minacciandolo con un taglierino puntato alla gola, gli hanno sottratto un marsupio con 250 euro.

I poliziotti, dopo aver immediatamente avviato l’attività di ricerca dei malviventi, hanno iniziato a visionare le immagini del sistema di videosorveglianza installato nell’androne del condominio in cui è stata consumata la rapina.

I due presunti rapinatori sono stati quindi rintracciati e bloccati dai carabinieri della Stazione di Strongoli.

Dopo l’arresto con l’accusa di rapina aggravata in concorso, Valente e Giungato sono stati tradotti nel carcere di Crotone.

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Rapina all'ufficio postale di Gerocarne, tre misure cautelari

I carabinieri della Sezione operativa della compagnia di Serra San Bruno hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone accusate di aver compiuto una rapina all’ufficio postale di Gerocarne.

I fatti risalgono al 3 giugno 2019 quando due soggetti, con volto travisato da passamontagna, muniti di mazze ferrate, hanno fatto irruzione nell’ufficio postale.

Al momento del loro ingresso, tutte le persone presenti sono frettolosamente uscite mentre i due malviventi, con le mazze ferrate in loro possesso, hanno rotto uno dei vetri blindati minacciando il cassiere, al fine di farsi consegnare un plico contenente 25 mila euro.

I rapinatori, però, non potendo prendere il plico con il denaro, poiché già messo al sicuro nella cassaforte temporizzata, hanno deciso d'impossessarsi di un altro plico, pensando che al suo interno ci fosse comunque del denaro.

Solo in seguito, i malfattori hanno capito che in quel plico, invece, era presente solo un toner per stampante. Usciti dall’ufficio postale e saliti su una Fiat Panda, con a bordo un complice, si sono quindi dati alla fuga.

Immediatamente è partito l’allarme ai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno che hanno accerchiato la zona d’interesse nel tentativo di chiudere le vie di fuga.

L’autovettura con a bordo i rapinatori è stata intercettata nelle campagne del comune di Gerocarne, dove è iniziato un rocambolesco inseguimento lungo strade sterrate e di difficile percorribilità, tanto da far richiedere l’intervento dell’elicottero dell’8°Elinucleo dei carabinieri di Vibo Valentia e dei militari dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”.

L’inseguimento, dapprima in macchina ed in seguito a piedi, ha consentito di bloccare uno dei fuggitivi, S.G., 29 anni, di Sinopoli (Rc), che aveva provato a nascondersi nella fitta boscaglia in località San Rocco di Gerocarne.

I due complici, invece, sono riusciti a far perdere le loro tracce.

Le successive indagini, condotte anche attraverso accertamenti tecnici scientifici del Ris di Messina, hanno consentito di localizzare la Fiat Panda, risultata rubata e la mazza ferrata utilizzata dai rapinatori.

Il quadro probatorio raccolto, inoltre, ha poi permesso di accertare le varie responsabilità in ordine al reato di rapina e ricettazione.

Così gli inquirenti hanno chiuso il cerchio e raccolto un “qualificato quadro indiziario” a carico di: S.G., di 29 anni, T.G. (34) e S.C. (57), tutti originari di Sinopoli.

Per S.C. sono scattati quindi gli arresti domiciliari, mentre S.G. e T.G., sono stati sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza.

 

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