Tentato omicidio ai danni di un uomo, manette per un 29enne

 Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Roccabernarda (Kr) hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Crotone, nei confronti di F. J., 29 anni, del luogo, ritenuto responsabile di tentato omicidio e porto illegale di un’arma da sparo.

Tutto ha avuto inizio il 10 dicembre scorso, quando un 36enne del luogo ha denunciato di essere stato raggiunto a casa e percorso dall’indagato, il quale in un secondo momento sarebbe ritornato con una pistola con la quale avrebbe esploso alcuni colpi al suo indirizzo che avrebbero raggiunto il piano superiore  dell’abitazione.

Durante le indagini, gli investigatori dell’Arma avrebbero riscontrato il racconto della presunta vittima, rinvenendo due ogive: una nei pressi del luogo dell'  aggressione e un’altra conficcata nell’infisso del balcone dell’appartamento in cui vivono i genitori del 36enne.

Determinanti, infine, per la ricostruzione dei fatti, le testimonianze rese da alcune persone che avevano assistito ai fatti.

Le risultanze complessive così ottenute hanno permesso, dunque, di accertare le presunte responsabilità di F. J. il quale, lo scorso 20 dicembre, era già stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare.

Il 29enne, al termine delle attività di rito, è stato tradotto nella casa circondariale di Crotone.

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Aggredisce e perseguita un uomo senza motivo, arrestato

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Stazione di Roccabernarda e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Petilia Policastro (Kr) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del tribunale di Crotone, a carico di F. J.,  29 anni, accusato di atti persecutori

Il provvedimento è stato emesso sulla base delle indagini avviate dai Carabinieri in seguito alla denuncia presentata da un 39enne del luogo, che ha riferito di essere stato aggredito e percosso, nella serata del 10 dicembre scorso, per futili motivi, senza riportare lesioni, nei pressi della propria abitazione, da parte dell’arrestato, il quale, il giorno successivo, avrebbe continuato a perpetrare altre azioni di disturbo nei suoi confronti.

Determinanti per la ricostruzione della dinamica degli eventi sono state le dichiarazioni di alcuni testimoni che avrebbero assistito alla presunta aggressione.

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Covid, Calabria: zona rossa rafforzata in 5 comuni

Nei giorni 3, 4 e 5 aprile, nei comuni di Cirò, Cirò Marina, Cutro, Mesoraca e Roccabernarda (tutti provincia di Crotone) sarà in vigore la “zona rossa rafforzata” e saranno limitati gli spostamenti ai fini del contenimento della diffusione del Covid-19.

Lo prevede l’ordinanza numero 20 firmata oggi dal presidente della Regione, Nino Spirlì.

Il provvedimento arriva in seguito all’interlocuzione con il direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, con il prefetto di Crotone e con i sindaci dei Comuni interessati.

«Nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, nel territorio dei Comuni di Cirò, Cirò Marina, Cutro, Mesoraca e Roccabernarda, nella provincia di Crotone, non è consentito - è scritto nell’ordinanza -, lo spostamento di cui all’art. 1 comma 4, primo periodo, del Decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30. Inoltre, dalle ore 20 alle ore 5 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute».

«È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata - si specifica -, di non spostarsi, salvo che per esigenze lavorative, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Dalle ore 5 fino alle ore 20 è consentita la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze, e la consegna a domicilio».

È fatto inoltre divieto alle persone fisiche residenti nei comuni interessati «di spostarsi per raggiungere le seconde case, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza».

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Si appropriavano di terreni con metodi violenti, duro colpo alla cosca Bagnato di Roccabernarda

I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro (Kr) e della Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, hanno eseguito a Roccabernarda un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale del capoluogo di regione, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia catanzarese, nei confronti di 3 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, invasione di terreni, falsità ideologica e materiale, trasferimento fraudolento di valori e danneggiamenti aggravati dal metodo mafioso.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i militari hanno posto i sigilli a 104 terreni agricoli, 5 immobili ed un veicolo per un valore complessivo di circa un milione di euro.

Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa che ha interessato la cosca di ‘ndrangheta “Bagnato” di Roccabernarda, con particolare riferimento all’impossessamento illecito, avvenuto dal 2005 al 2017, da parte del presunto capo cosca Antonio Santo Bagnato, di numerosi terreni agricoli, situati nel comune di Roccabernarda.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno consentito agli investigatori  di documentare sia l’operatività della cosca nel territorio di Roccabernarda, che  il modus operandi utilizzato dai componenti del clan per impossessarsi dei terreni, anche attraverso modalità violente ed intimidatorie.

Inoltre, le dichiarazioni di alcune vittime, hanno permesso di fare luce su diversi episodi estorsivi portati a termine dalla cosca al fine di appropriarsi illecitamente dei terreni agricoli.

Presentano false attestazioni per ottenere i buoni spesa, denunciati

I carabinieri della Stazione di Roccabernarda (Kr) hanno denunciato in stato di libertà sei persone del luogo, ritenute responsabili di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

In particolare, i militari, hanno scoperto che gli indagati, al fine di ottenere i buoni spesa erogati in occasione dell’emergenza coronavirus, avrebbero presentato false attestazioni al Comune.

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Entrano nell'oratorio e rubano alimenti destinati ai poveri, indagano i carabinieri

I carabinieri dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Petilia Policastro (Kr)  sono intervenuti nel comune di Roccabernarda (Kr), presso l’oratorio parrocchiale adibito a deposito e smistamento dei generi di prima necessità connessi all’emergenza “covid-19”, dove ignoti hanno sottratto un cospicuo quantitativo di generi alimentari destinati ai bisognosi.

I militari, dopo aver ritrovato in un garage abbandonato la merce rubata, hanno provveduto alla sua restituzione al parroco.

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Condannato per una rapina commessa nel 2016, arrestato

I carabinieri della Stazione di Cutro(Kr) hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone nei confronti di P. F., di 28 anni.

L’uomo dovrà espiare una pena residua di anni 1 e 7 mesi di reclusione per una rapina commessa a Roccabernarda nel 2016.

L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Crotone.

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Intimidazione a consigliere comunale, Wanda Ferro (FdI) chiede l'ntervento della Commissione antimafia

“Credo che la Commissione antimafia debba occuparsi di quanto sta avvenendo a Roccabernarda, nel Crotonese, dove si è registrato l’ennesimo atto intimidatorio ai danni del consigliere comunale d’opposizione ed ex maresciallo dei carabinieri Francesco Coco, al quale rivolgo ancora una volta la mia solidarietà, sollecitando le istituzioni competenti a non sottovalutare gli episodi criminosi di cui è stato vittima”. 

E’ quanto afferma il segretario della Commissione parlamentare antimafia, Wanda Ferro (FDI), che spiega: “La notte scorsa ignoti hanno incendiato la sua autovettura, ma in precedenza il consigliere Coco aveva subito altre intimidazioni, come un incendio nella lavanderia gestita dalla moglie e minacce di morte sui social network. Il consigliere, che ha speso la sua vita al servizio della legalità vestendo la divisa dell’Arma, da tempo denuncia la presenza criminale nella cittadina presilana, e nei giorni scorsi era intervenuto con forza contro la barbara uccisione a colpi di fucile di cinque cavalli di proprietà di un giovane imprenditore agricolo. Nella certezza che Magistratura e le Forze dell’ordine faranno chiarezza al più presto su questi atti intimidatori e più in generale sulle attività criminali che finiscono per condizionare la vita sociale, politica ed economica a Roccabernarda, auspico che vengano adottate tutte le misure utili a garantire la sicurezza di Francesco Coco e dei suoi familiari”. 

 

 

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