Calabria, rinvenuta piantagione di marijuana

Una piantagione composta da circa 200 arbusti di marijuana olandese nana è stata rinvenuta dai carabinieri della Tenenza di Rosarno, dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria e del Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, in località Iudicello di Rosarno.

La coltivazione, alla quale era possibile accedere solo attraverso il superamento di un corso d’acqua utilizzato anche per l’irrigazione, era stata realizzata su un terreno agricolo di proprietà demaniale.

Le piante rinvenute sono state campionate e sequestrate per essere successivamente trasmesse al Ris di Messina per le analisi tossicologiche del caso.

La droga, una volta raccolta ed essiccata, avrebbe consentito di ricavare circa 10 chili di marijuana in grado di far conseguire profitti illeciti superiori a 5 mila euro.

Allacci abusivi alla rete idrica, un arresto e 12 denunce

I carabinieri della Tenenza di Rosarno e della Stazione di Feroleto della Chiesa, in collaborazione con gli uomini della polizia locale di Rosarno e della polizia metropolitana di Reggio Calabria, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 41enne accusato, insieme ad altre 12 persone che sono state denunciate in stato di libertà, di furto aggravato di acqua potabile.

In particolare, nel corso di una serie di controlli avviati dall’Arma dei carabinieri, congiuntamente alla polizia locale ed alla polizia metropolitana, in seguito alle numerose segnalazioni di dispersione idrica effettuate dal Comune di Rosarno, è stato accertato che gli indagati, molti dei quali titolari di aziende agricole ricadenti nel territorio della municipalità rosarnese, avevano realizzato degli allacci abusivi alla rete idrica comunale, sia allo scopo di alimentare le loro abitazioni, sia per prelevare, senza pagarli, ingenti quantitativi d'acqua per l’irrigazione di coltivazioni agricole.

In alcuni casi, i militari ed il personale della polizia locale e di quella metropolitana di Reggio Calabria, al fine di individuare le eventuali condotte illecite sono stati costretti ad effettuare degli interventi con l’uso di escavatori che hanno permesso d'individuare dei punti di allaccio alla rete idrica comunale.

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Maltratta la convivente, arrestato

In ottemperanza di un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari, i carabinieri della tenenza di Rosarno hanno arrestato Lucian Ciuculescu, 44enne, di nazionalità rumena, con precedenti di polizia, poiché ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti, rapina e lesioni personali aggravate ai danni della sua convivente.

Il provvedimento cautelare giunge al termine di una mirata attività info – investigativa condotta dalla Tenenza di Rosarno, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, nel corso della quale, partendo dalle molteplici dichiarazioni rese spontaneamente dalla vittima, corroborate da numerosi referti medici e dalle informazioni testimoniali rese da soggetti estranei ai fatti oggetto di indagine, è stato possibile raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo il quale, con condotte caratterizzate da un’aggressività non comune, nel periodo compreso tra il 2017 ed il 2019, si rendeva autore di molteplici e reiterati episodi di violenza fisica e psichica nei confronti della donna giungendo, in un’occasione, a rapinarla della borsa e del telefono cellulare.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto in regime di arresti domiciliari con l’utilizzo del braccialetto elettronico in una comunità pianigiana, in attesa del giudizio di convalida.

 

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Cadavere rinvenuto in Calabria

Il cadavere di un uomo di circa 50 anni è stato rinvenuto nella serata di ieri, a Rosarno.

Allo stato non è ancora nota l'identità della vittima, di probabile origine straniera, trovata priva di documenti d'identità.

A scoprire il corpo senza vita, tra le sterpaglie in via Maria Zita, sul retro dell’ex asilo comunale, sono stati alcuni passanti che hanno allertato le forze dell'ordine.

Sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Gioia Tauro ed i carabinieri.

La causa del decesso potrebbe essere di origine naturale, tuttavia gli investigatori non escludono nessuna pista.

In trasfera nel Vibonese per rubare un'auto, arrestati quattro rosarnesi

Quattro persone originarie di Rosarno (Rc) sono state arrestate dai carabinieri della Stazione di San Calogero (Vv), perché sorprese a bordo di un'auto rubata a Jonadi, nel Vibonese.

In particolare, durante un servizio di controllo del territorio, i militari hanno notato una Smart Fourfour sfrecciare lungo una strada di campagna, prossima alla Statale 18.

Gli uomini dell'Arma si sono, quindi, lanciati all'inseguimento del veicolo, che è stato bloccato dopo pochi chilometri.

I carabinieri hanno identificato i quattro occupanti dell'auto, ovvero B.P.G. di 36 anni, G.G. (41), S.G. (29) e D.F. (28), i quali una volta compiuto il furto stavano ritornando a Rosarno, cercando di passare inosservati attraversando le campagne sancalogeresi.

I quattro sono stati, quindi, arrestati per il reato di furto aggravato in concorso e su disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia sono stati posti ai domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

L’autovettura è stata riconsegnata al legittimo proprietario.

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'Ndrangheta: sequestrati beni ad esponenti di spicco di due cosche

Due immobili del valore complessivo di oltre 400 mila euro sono stati sequestrati dai finanzieri della Compagnia di Gioia Tauro, a persone ritenute esponenti di spicco delle cosche Cacciola e Pesce, di Rosarno.

I provvedimenti, emessi dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, rappresentano l'epilogo di indagini economico-patrimoniali nel corso delle quali sarebbe emersa "una consistente sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita mantenuto dai rispettivi nuclei familiari", dei destinatari delle misure.

 

 

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Rapinava i corrieri, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emessa dal gip del tribunale di Palmi, nei confronti di Bruno D’Agostino, di 31 anni, ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata.

Il provvedimento giunge al termine delle indagini condotte dai militari dalla Stazione di San Ferdinando, in seguito a tre rapine commesse tra gennaio e marzo scorsi, a Rosarno e San Ferdinando, ai danni di alcuni corrieri di spedizioni.

Le risultanze investigative hanno permesso d'identificare il presunto rapinatore, proprio in D'Agostino, il quale, durante la sosta per la consegna dei pacchi, avrebbe costretto i corrieri a consegnargli l’incasso della giornata.

L’ammontare complessivo delle somme sottratte nel corso delle rapine, è stato stimato in circa tremila euro.

L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

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Sequestrano e maltrattano testimone di giustizia, tre donne in manette

I carabinieri della Tenenza di Rosarno, in ottemperanza ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno rintracciato e tratto in arresto Maria Cacciola, 43enne,  Jessica Oppedisano, 36enne e Teresa D'Agostino, 63enne, tutte condannate poiché riconosciute colpevoli, in concorso, dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante del metodo mafioso, in relazione a fatti commessi tra il 2005 ed il 2006 a Rosarno ai danni della testimone di giustizia Giuseppina Multari.

I provvedimenti a carico delle tre donne - le prime due cognate e la terza suocera della testimone - giungono al termine dell’iter processuale instauratosi in seguito alle indagini, avviate nel mese di ottobre 2006, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia reggina, e confluite nell’operazione di polizia denominata “Mauser”, che ha permesso di intercettare e disarticolare un’associazione criminale finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti da parte di esponenti della famiglia Cacciola di Rosarno e di accertare numerose condotte vessatorie commesse ai danni di Giuseppina Multari, da parte dei familiari di suo marito, il defunto Antonio Cacciola.

In particolare, le attività investigative hanno permesso, tra l’altro, di far luce su un contesto familiare di violenze, nell’ambito del quale le arrestate, in concorso tra loro, nel periodo compreso tra il 30 novembre 2005 – data del suicidio di Antonio Cacciola - ed il mese di ottobre 2006, con violenza e ripetute minacce, avevano compiuto atti di maltrattamenti nei confronti di Multari attribuendole la responsabilità del suicidio del marito, sottoponendola ad una serie di vessazioni morali, impedendole di uscire liberamente da casa senza la loro presenza e di esercitare poteri gestori sui figli minori, il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi del metodo mafioso.

Le arrestate sono state tradotte presso la casa circondariale di Reggio Calabria – “Panzera”.

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