Rubano merce in un supermercato, tre donne romene finiscono in manette

Tre donne di nazionalità romena, residenti a Reggio Calabria, sono state arrestate dai carabinieri della Stazione di Polistena, con l'accusa di furto aggravato.

Allertati in seguito ad un furto consumato in un supermercato del luogo, i militari hanno immediatamente avviato le ricerche dei responsabili.

Durante un posto di controllo, gli uomini dell'Arma hanno fermato un'auto, a bordo della quale viaggiavano: Elena Dumitreu, di 31 anni, Mariana Costica, di 37 anni e Valentina Lucia Dobre di 47 anni.

Alla luce dei precedenti delle tre donne, i carabinieri hanno deciso di perquisire il veicolo.

Durante l'ispezione sono stati rinvenuti alcolici, cosmetici, dolci, prodotti per la casa, bevande ed alimenti, rubati in due supermercati di Polistena e Rosarno.

La refurtiva, del valore di oltre mille euro, è stata restituita ai legittimi proprietari.

Le arrestate, al termine delle formalità di rito, sono state ristrette presso le camere di sicurezza della Compagnia di Taurianova, in attesa del giudizio di convalida.

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Sgominata banda dedita a rapine in banche e supermercati, 10 arresti

Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti contro il patrimonio e in materia di armi. Queste alcune delle ipotesi di reato a carico delle dieci persone tratte in arresto questa mattina, a Rosarno.

Alcuni degli indagati sono ritenuti, tra l'altro, i capi e gli organizzatori delle rapine consumate tra il 2016 ed il 2017, ai danni di banche, supermercati e farmacie, sia nella Piana di Gioia Tauro che nella provincia di Vibo Valentia.

L'operazione, denominata "Robberies", coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC), è stata eseguita dai poliziotti in forze alla squadra mobile di Reggio Calabria, ai Commissariati di Polistena, Gioia Tauro, Cittanova, Taurianova, Palmi, Villa San Giovanni ed al Reparto prevenzione crimine di Siderno.

I destinatari dell’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, adottata dal gip presso il Tribunale di Palmi, sono: Michele Bellocco, (23 anni - custodia in carcere); Pietro Iacono (23 anni - custodia in carcere); Vincenzo Lazzaro (22 anni – custodia in carcere); Fabio Scarfò (28 anni – custodia in carcere); Giuseppe Pisano(25 anni – custodia in carcere); Antonella Bruzzese (40 anni – obbligo di dimora); Rocco Bellocco (49 anni – obbligo di dimora); Teresa Fazzari (79 anni – obbligo di presentazione alla pg); Vincenzo Lazzaro (84 anni – obbligo di presentazione alla Pg); Giuseppe Lazzaro (59 anni– obbligo di presentazione alla Pg).

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di: associazione per delinquere, rapina, ricettazione, furto, detenzione e porto di plurime armi da sparo, anche clandestine, ed armi bianche.

 

'Ndrangheta, sequestrati beni per un milione di euro

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione al decreto di sequestro di beni aziendali, immobili e finanziari riconducibili al patrimonio di Giovanni Battista Cacciola. Il cinquantaquattrenne di Rosarno (Rc), è indiziato di appartenere a vario titolo alla cosca di ‘ndrangheta denominata “Cacciola-Grasso”, una delle consorterie criminali più agguerrite del mandamento tirrenico che esercita la propria egemonia sul territorio di Rosarno, Gioia Tauro e zone limitrofe.

Le risultanze prodotte dal Nucleo investigativo reggino, sulle quali si fonda il provvedimento, derivano dagli esiti dell’indagine denominata “"Mauser", formulata al termine dell'operazione "Scacco matto", conclusasi con la condanna in primo grado, successivamente confermata dalla locale Corte d'appello, alla pena di 16 anni di reclusione ed a 26 mila euro di multa, per i reati di associazione di tipo mafioso "costituita allo scopo di commettere plurimi delitti di acquisto, trasporto e commercializzazione di sostanza stupefacente del tipo cocaina".

Ritenuto vicino ad esponenti contigui alle “‘ndrine” che operano nella zona tirrenica, Cacciola è considerato “elemento di spicco in virtù dell’attività delinquenziale palesata che di recente si è estrinsecata nel campo dei delitti contro la persona e il patrimonio, quale "capo, promotore ed organizzatore' dell'omonima associazione mafiosa".

Infatti, lo scorso 9 luglio, è stato destinatario di fermo d'indiziato di delitto emesso dalla Dda reggina per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’indagine denominata “Ares” condotta dal Gruppo carabinieri di Gioia Tauro.

Nella circostanza sono stati sottoposti a sequestro un esercizio pubblico, un’azienda agricola, quattro immobili, 5 terreni, assieme a conti correnti e prodotti finanziari riconducibili all’interessato e al suo nucleo familiare, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

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Furto di energia elettrica, coniugi nigeriani in manette

Due coniugi E.J. ed E.U. di 28 e 23 anni, entrambi di nazionalità nigeriana, sono stati arrestati con l'accusa di furto aggravato di energia elettrica.

A compiere gli arresti sono stati gli uomini del Commissariato e della polizia locale di Rosarno.

In particolare, durante un controllo in casa degli indagati gli agenti hanno notato un’anomalia nel contatore ed hanno chiesto l'intervento del personale Enel.

Giunti sul posto, i tecnici della compagnia elettrica hanno confermato la presenza dell’allaccio abusivo alla rete.

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Maxi piantagione di marijuana scoperta in Calabria, due persone in manette

Una tonnellata di marijuana scoperta e due arresti. Questo l'esito di un blitz antidroga, condotto dai finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro nelle campagne di Candidoni (RC).

In particolare, in un immobile, le fiamme gialle hanno rinvenuto 75 chili di canapa indiana, in parte ancora in fase d'essiccazione ed in parte già confezionata per la vendita.

Inoltre, in un terreno posto nelle vicinanze, occultata tra la fitta vegetazione, i militari hanno scoperto, anche grazie all’ausilio delle unità cinofile, una piantagione composta da 1227 arbusti, del peso complessivo di 921 chilogrammi.

Oltre all'impianto d'irrigazione, i finanzieri hanno trovato, anche, un casolare, all'interno del quale erano custoditi strumenti utilizzati per la lavorazione della droga.

Sul posto, sono stati sorpresi due rosarnesi che, colti in flagranza di reato, sono stati tratti in arresto.

Lo stupefacente sequestrato, se immesso sul mercato avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali più di otto milioni di euro.

 

 

Vasta operazione anti 'ndrangheta, eseguite 45 misure cautelari

Ha preso il via alle prime ore di questa mattina un’operazione condotta dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 45 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, danneggiamento e altri reati.

La misura  conferma l’impianto accusatorio dell’indagine, avviata nel settembre 2017 dai militari del Nucleo investigativo del Gruppo carabinieri di Gioia Tauro sotto la direzione della Dda reggina, che il 9 luglio scorso ha consentito di sottoporre a fermo di indiziato di delitto 32 persone, ritenute elementi di spicco di due pericolose cosche della ‘ndrangheta di Rosarno, entrambe dedite alle estorsioni e all’importazione di quintali di cocaina purissima dal Sudamerica e di hashish dalla Spagna e dal Marocco, destinate a varie piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia.

Oltre ai destinatari del fermo, fra gli arrestati figurano altre 7 persone, non destinatarie del fermo del 9 luglio, con ruoli di rilievo nelle due cosche rosarnesi.

In particolare, emergono le responsabilità penali di quattro donne, che con le loro condotte hanno apportato un contributo sostanziale al perseguimento dei fini illeciti dell’articolazione mafiosa, favorendo la veicolazione dei messaggi fra i vari affiliati, anche con quelli detenuti, e gestendo in prima persona le iniziative imprenditoriali avviate per riciclare il denaro ricavato dal narcotraffico.

 

Vasta operazione contro la 'ndrangheta, diversi arresti

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia reggina, hanno condotto una vasta operazione, finalizzata all'esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 31 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, danneggiamento e altri reati.

Le indagini hanno permesso di disarticolare due pericolose cosche della ‘ndrangheta di Rosarno, entrambe dedite alle estorsioni e all’importazione di quintali di cocaina purissima dal Sudamerica e di hashish dalla Spagna e dal Marocco, destinate a varie piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia.

Dalle indagini è emersa anche la violenta contrapposizione fra i due gruppi, entrambi intenzionati ad imporsi sulla scena criminale rosarnese e ad acquisire il controllo mafioso del territorio con aggressive intimidazioni, danneggiamenti e agguati con armi da fuoco ed esplosivo.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che il Procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, terrà alle ore 11.00 presso il locale Comando provinciale carabinieri.

 

 

Aggredisce ed investe turista svizzero che lo aveva ripreso mentre scaricava rifiuti in un torrente, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo d'indiziato di delitto nei confronti di un rosarnese, Alessandro Andreacchio, di 32 anni, ritenuto responsabile dei reati di tentata rapina e tentato omicidio ai danni di un turista svizzero, di 54 anni.

In particolare, i militari sono intervenuti in seguito ad una telefonata al 112, con la quale è stata segnalata la presenza, presso il pronto soccorso di Gioia Tauro, di un cittadino svizzero che aveva riferito di essere stato investito mentre si trovava in località Marina di Rosarno.

Una volte avviate le indagini, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la dinamica dell'accaduto e ad individuare il presunto responsabile.

Per gli investigatori, dopo aver minacciato e colpito violentemente il cittadino svizzero allo scopo di sottrargli il telefono cellulare con cui lo aveva ripreso mentre scaricava rifiuti lungo un corso d’acqua, Andreacchio avrebbe intenzionalmente investito il turista con la sua autovettura, dandosi poi alla fuga e facendo perdere le proprie tracce.

La vittima, che è riuscita comunque a riprendere in un video le fasi salienti dell’aggressione e dell’investimento, a seguito dell’impatto è stata trasportata presso il nosocomio di Gioia Tauro dove  le sono state riscontrate gravi lesioni alle braccia.

I militari hanno, quindi avviato le ricerche del 32enne che, una volta individuato, è stato fermato e trasferito presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

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