Scoperta piantagione con 1500 arbusti di 'olandese nana', 3 persone in manette

Una piantagione composta da 1500 arbusti di marijuana 'olandese nana' è stata scoperta dai carabinieri, in contrada Ferraro, a San Ferdinando (Rc).

Alla coltivazione, individuata dagli uomini dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, su segnalazione dei colleghi dell’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, era possibile accedere attraverso uno stretto cunicolo ricavato tra la fitta vegetazione e protetto da un sistema di video-sorveglianza alimentato ad energia solare, in grado di registrare e mandare segnali d'allarme in caso di movimenti sospetti da parte delle forze dell’ordine.

Durante l'intervento, i Cacciatori di Calabria ed i militari della Stazione di San Ferdinando e della Tenenza di Rosarno, hanno sorpreso tre persone intente a tagliare le cime delle piante, 30 chili delle quali erano già state riposte in diversi sacchi.

Nonostante un maldestro tentativo di fuga di uno di essi, gli uomini, tutti residenti a Rosarno: Francesco Pronestì, 66 anni, Francesco D’Agostino (61) e Giuseppe Salvatore Chindamo (23), sono stati tratti in arresto e trasferiti nella casa circondariale di Palmi.

In seguito all’udienza di convalida, D'Agostino è stato posto ai domiciliari, mentre per Pronestrì e Chindamo è stata confermata la detenzione in carcere.

 

Sorpresi a bruciare cavi elettrici, arrestati

Nel corso di un servizio di ordine pubblico presso la nuova Tendopoli ministeriale di San Ferdinando (Rc), i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro ed i poliziotti del Commissariato della città della Piana, hanno tratto in arresto due cittadini romeni, il 38enne Balog Petru e il 25enne Nica Ionut, colti in flagranza del reato di combustione illecita di rifiuti.

A richiamare l'attenzione delle forze dell'ordine è stata la colonna nera di fumo che si levava dall’area limitrofa all’ex baraccopoli smantellata lo scorso anno.

Giunti sul posto, militari e agenti hanno sorpreso i due cittadini stranieri in procinto di bruciare 26 chili di cavi elettrici, per recuperare il rame contenuto al loro interno.

In seguito all’esito del giudizio direttissimo, i due sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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Nascondeva un fucile nel matersasso, arrestato

Durante un servizio straordinario di controllo del territorio, i carabinieri della Stazione di San Ferdinando (Rc), con il supporto dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno arrestato Biagio Archi, di 54 anni, ritenuto responsabile di detenzione di armi comuni da sparo clandestine, ricettazione e detenzione abusiva di munizionamento.

L’arresto è stato eseguito nel corso di una perquisizione effettuata a casa di Archi, nella quale gli uomini della Benemerita hanno rinvenuto: un fucile Zoli calibro 12, nascosto in un materasso della camera da letto, risultato rubato nel 2017 in provincia di Pavia; una pistola calibro 22 di fabbricazione artigianale, occultata in una scatola; quattro cartucce calibro 7.65; quattro cartucce calibro 12; 13 cartucce calibro 28; 27 bossoli e 28 ogive calibro 38 special; varie parti e congegni di armi, un tubo in metallo e due penne modificate, in grado di sparare, rispettivamente, cartucce calibro 7,65 e proiettili di piccolo calibro.

Dopo aver sequestrato il materiale rinvenuto, che sarà inviato al Ris di Messina per essere sottoposto ad analisi dattiloscopiche e balistiche, i carabinieri hanno tratto in arresto Archi, il quale, al termine degli adempimenti di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

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Migranti ubriachi scatenano una rissa, arrestati

Durante la notte tra il 14 ed il 15 agosto scorsi, i carabinieri del compagnia di Gioia Tauro, della Stazione di San Ferdinando e del 14° Battaglione "Calabria", hanno arrestato in flagranza di reato:  Touray Bubacar, gambiano di 25 anni; Jaiteh Alagie, senegalese di 21 anni; Jaiteh Dembo, maliano di 29 anni e Marong Suwaro, gambiano di 28 anni; tutti domiciliati presso la tendopoli di San Ferdinando.

In particolare, intorno all’1.30, i militari sono intervenuti presso una struttura balneare di San Ferdinando, su richiesta di alcuni cittadini che hanno segnalato un gruppo di quattro extracomunitari, in evidente stato di ebbrezza alcolica, che dopo aver danneggiato la recinzione perimetrale e la pavimentazione del lido, aveva iniziato a lanciare pietre e bottiglie di vetro all’indirizzo di alcuni avventori sino a scatenare una vera e propria rissa.

In seguito al tempestivo intervento delle pattuglie dell’Arma, le persone coinvolte nella rissa hanno tentato di dileguarsi, ma due extracomunitari sono stati bloccati sul posto mentre altri due sono stati fermati poco distante.

Gli accertamenti svolti nell’immediatezza hanno permesso ai carabinieri di ricostruire la dinamica dell’evento ed accertare il coinvolgimento nella rissa di 3 cittadini italiani, identificati e rintracciati nelle ore successive presso i pronto soccorso degli ospedali civili di Polistena e Gioia Tauro, cui si erano rivolti per le cure del caso con prognosi da tre a trenta giorni a causa delle ferite da taglio riportate.

Durante la rissa sono stati lievemente feriti anche uno dei cittadini extracomunitari tratti in arresto (dimesso senza prognosi) ed un appartenente all’Associazione nazionale carabinieri di Gioia Tauro (dimesso con 6 giorni di prognosi), intervenuto per sedare la lite.

Al termine delle attività,  i militari hanno denunciato i tre cittadini italiani, C.E., 28 anni, O.M. (41) e G.S.(49), accusati a vario titolo ed in concorso tra loro dei reati di danneggiamento aggravato, rissa e lesioni personali gravi.

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Aggredisce i poliziotti, giovane senegalese in manette

Nell’ambito dei servizi disposti dal Comitato ordine e sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, all’esterno della tendopoli di San Ferdinando e finalizzati a garantire le normali condizioni di sicurezza degli ospiti della tendopoli e degli operatori delle associazioni e del Comune che vi operano, gli agenti della polizia di Stato del Commissariato di Gioia Tauro e del Reparto mobile di Reggio Calabria hanno arrestato, nella flagranza dei reati di resistenza, violenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale, un cittadino senegalese di 23 anni, irregolare sul territorio nazionale, che ha aggredito il personale della polizia di Stato con lo scopo di accedere alla tendopoli in evidente stato di alterazione e senza averne titolo.

J.A., il giovane immigrato, a cui il personale civile addetto all’ingresso aveva negato l’accesso perché privo di titolo autorizzativo, ha inveito contro i poliziotti impiegati nei servizi di ordine pubblico e vigilanza della struttura.

Gli agenti hanno, quindi, informato dell’accaduto il Commissariato di Gioia Tauro, che ha inviato una volante al fine di evitare ulteriori disagi.

Giunti sul posto, i poliziotti sono stati spintonati dal giovane.

Una volta bloccato, l'extracomunitario è stato accompagnato in Commissariato per essere sottoposto agli adempimenti di rito.

 

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Rapinava i corrieri, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emessa dal gip del tribunale di Palmi, nei confronti di Bruno D’Agostino, di 31 anni, ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata.

Il provvedimento giunge al termine delle indagini condotte dai militari dalla Stazione di San Ferdinando, in seguito a tre rapine commesse tra gennaio e marzo scorsi, a Rosarno e San Ferdinando, ai danni di alcuni corrieri di spedizioni.

Le risultanze investigative hanno permesso d'identificare il presunto rapinatore, proprio in D'Agostino, il quale, durante la sosta per la consegna dei pacchi, avrebbe costretto i corrieri a consegnargli l’incasso della giornata.

L’ammontare complessivo delle somme sottratte nel corso delle rapine, è stato stimato in circa tremila euro.

L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

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Incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando, un morto

Un incendio, scoppiato la notte scorsa nella nuova tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria), ha provocato la morte di una persona, di cui allo stato non sono ancora note le generalità.

Le fiamme si sarebbe sviluppate in una tenda da 6 posti, dove erano presenti alcuni cavi elettrici.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato le fiamme.

La tendopoli si trova a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli, nella quale tre persone sono decedute in un anno a causa di roghi divampati nelle strutture fatiscenti. 

Rogo nella tendopoli di San Ferdinando, un morto

Un senegalese di 29 anni è morto questa notte, nell'ennesimo incendio che ha colpito la tendopoli di San Ferdinando (Rc).

A domare le fiamme, che hanno distrutto una quindicina di baracche, sono stati i vigili del fuoco.

Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, che stanno indagando per far luce sull'origine del rogo, che dai primi accertamenti sembrerebbe essere stato innescato da uno dei tanti fuochi accesi dai migranti per riscaldarsi.

Per fare il punto sulla situazione, il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari ha convocato una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nella sede del municipio di San Ferdinando.

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