Coronavirus: va a fare la spesa in un altro comune, 46enne denunciato nel Vibonese

Durante uno dei controlli disposti dal Questore di Vibo Valentia per limitare gli spostamenti non autorizzati sul territorio, gli uomini della Squadra volante hanno controllato un’autovettura con a bordo un quarantaseienne residente a San Gregorio d’Ippona, che ha esibito un’autodichiarazione nella quale attestava di dover andare a fare la spesa a Vibo Valentia, in quanto i supermercati del paese di residenza erano chiusi.

Dopo aver effettuato le opportune verifiche, ed accertato che i negozi di generi alimentari a San Gregorio d’Ippona erano regolarmente aperti, gli agenti hanno denunciato l’uomo per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Stessa sorte è capitata a quattro incauti giovani vibonesi, che, stipati sulla stessa auto, al momento del controllo hanno dichiarato di essere diretti in un supermercato cittadino per acquistare pellet da riscaldamento.     

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Svolta nel giallo dei fratelli vibonesi scomparsi in Sardegna

Svolta nel giallo dei fratelli vibonesi scomparsi in Sardegna (Per leggere la notizia clicca qui). 

All'alba di oggi, infatti, i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di fermo d'indiziati di delitto a carico di due allevatori di Dolianova (Su), Joselito Marras e suo figlio Michael, rispettivamente di 52 e 27 anni.

I due sono accusati del duplice omicidio dei fratelli Davide e Massimiliano Mirabello, di 40 e 35 anni, originari di San Gregorio d'Ippona, di cui non si hanno notizie dal 9 febbraio scorso.

Fin dalle prime ore dopo la scomparsa dei due fratelli, le indagini dei militari del Nucleo operativo radiomobile di Dolianova si erano indirizzate verso gli indagati, proprietari di un terreno vicino ai casolari dove vivevano i Mirabello.

Giallo dei fratelli vibonesi scomparsi in Sardegna, in campo i cani molecolari

Mistero sempre più fitto intorno alla scomparsa di Davide e Michele Mirabello, i due fratelli di San Gregorio d'Ippona (Vv) di cui non si hanno notizie da domenica scorsa. 
 
I due sono spariti da Dolianova, in provincia di Cagliari, nelle cui campagne è stata trovata l'auto bruciata di Davide.
 
A rendere ancora più inquietante la vicenda, le tracce di sangue rinvenute non lontano dall’abitazione di uno dei due fratelli.
 
I due vibonesi si sono trasferiti in Sardegna, dopo che uno di loro ha intrapreso una relazione sentimentale con una donna del luogo.
 
La sorella dei due, Eleonora, ha raccontato all'Unione Sarda che "Intorno alle 15,30 di domenica, Davide è uscito di casa con la sua macchina. Al rientro è passato davanti alla casa di un signore col quale da tempo non correva buon sangue". Una serie di litigi, il cane di Davide fatto ritrovare ammazzato davanti alla porta di casa, accuse reciproche, denunce e controdenunce. "Questo signore, al passaggio di Davide, domenica pomeriggio, ha sputato per terra in segno di disprezzo. Mio fratello ha chiamato Massimiliano che è subito uscito di casa per raggiungerlo. Questo è quanto mi ha raccontato la compagna di Massimiliano", dice tra le lacrime Eleonora. Da quel momento non si è saputo più nulla dei due giovani. "Abbiamo provato a chiamare sul cellulare di Davide ma risultava spento". E Massimiliano? "Lui l'aveva lasciato a casa".
 
Intanto oggi sono proseguite le ricerche, con i carabinieri che hanno messo in campo anche i cani molecolari.
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Omicidio nel Vibonese: ucciso a colpi di pistola davanti al figlio di 6 anni, arrestato il killer

È stato ucciso in pieno centro abitato a San Gregorio d’Ippona con cinque colpi di pistola calibro 7,65 davanti agli occhi del figlio, miracolosamente scampato all’agguato.

I carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, coordinati dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, dai sostituti, Andrea Mancuso della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e Ciro Luca Lotoro della procura di Vibo, hanno risolto un altro omicidio assicurando alla giustizia il presunto killer di Carmelo Polito.

Un delitto immortalato dalle telecamere di videosorveglianza installate in una vicina officina meccanica.

Ed è da qui che i militari del Nucleo investigativo dei carabinieri di Vibo sono partiti per ricostruire l’agguato compiuto da due persone che, con il volto coperto da passamontagna, hanno colpito la vittima alle spalle mentre stava passeggiando con il figlio di soli 6 anni su corso Italia.

Secondo l’accusa a sparare sarebbe stato Francesco Pannace, 32 anni di San Gregorio d’Ippona, già detenuto perché coinvolto in un altro efferato omicidio, quello di Giuseppe Prostamo.

Ad incastrarlo è stata in particolare un’intercettazione ambientale captata dai militari dell’Arma nell’auto intestata a Rosario Fiarè, ritenuto esponente di spicco dell’articolazione di ‘ndrangheta di San Gregorio.

Francesco Pannace era infatti l’autista del boss e l’effettivo utilizzatore dell’auto.

Qualche mese dopo l’omicidio di Polito, conversando in auto con un giovane del posto si sarebbe fatto sfuggire una frase emblematica per le indagini: “Ma hai saputo che mi hanno inculato no?... perché ho ammazzato questo figlio di puttana”.

All’affermazione di Pannace, il suo interlocutore avrebbe chiesto: “Chi Polito ?” e lui avrebbe risposto: “Era pazzo! E così via… per te, per me e per gli altri”.

Un’altra conversazione ritenuta fondamentale dagli inquirenti per la ricostruzione del caso sarebbe avvenuta in carcere, a Vibo Valentia, dove Francesco Pannace si trovava ristretto in seguito all’arresto in flagranza dell’omicidio di Giuseppe Prostamo per il quale è stato condannato in via definitiva.

In quell’occasione avrebbe indicato al cugino il luogo in cui avrebbe nascosto il passamontagna “vedi sotto quell’eternit appena scendi? Là sotto c’è un passamontagna”.

L’attività di riscontro dei carabinieri ha permesso di recuperarlo proprio nel luogo indicato dallo stesso Pannace. Era nascosto all’ingresso della stradina d’accesso della proprietà del nonno.

Allo stesso tempo Pannace avrebbe chiesto al cugino se anche l’arma era ancora nascosta invitandolo a non rimuoverla dal posto designato e di prestare attenzione: “Stai attento se arrestano te cosa faccio qua dentro…”.

Ma perché Polito è stato ucciso? La vittima era considerata persona aggressiva e prepotente “solita ad andare in giro a chiedere soldi o a prendersi le cose senza pagare il prezzo”. Annoverava diversi precedenti penali per furto, rapina, omicidio e tentato omicidio. Un atteggiamento che avrebbe creato malcontento tra gli abitanti del paese che vivevano con il terrore. Tra l’altro Polito era appena uscito dal carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto dove era stato detenuto.

Sarebbe stato quindi “giustiziato” in pieno giorno per uno schiaffo inflitto due anni prima allo zio del presunto killer e anche per dei “buffetti sulla guancia”, a mò di richiamo dati a Rosario Fiorillo in carcere, come riferito agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Raffaele Moscato.

Scrive il gip del tribunale di Catanzaro Carmela Tedesco a tal proposito: “Non può allora escludersi che l’omicidio di Polito fosse una vendetta del Pannace per il torto subito dallo zio o comunque una punizione dello stesso inflittagli per il suo comportamento prepotente ed aggressivo”.

Il giudice ha dunque disposto la misura della custodia cautelare in carcere per il 32enne di San Gregorio d’Ippona accogliendo le risultanze dei sostituti procuratore Dda Andrea Mancuso e Ciro Luca Lotoro.

Così gli inquirenti ritengono di aver chiuso il cerchio intorno al presunto assassino di Polito ricostruendo l’ennesimo caso di sangue in una provincia tristemente salita alla ribalta della cronaca nazionale per l’incredibile numero di delitti commessi e quasi tutti risolti.

Ingente sequestro di armi e droga nel Vibonese

Durante un servizio di controllo effettuato a San Gregorio d'Ippona (Vv), una pattuglia di carabinieri ha rinvenuto oltre 4 chili di hashish tra le pietre del ''Calvario di Zammarò''.

 In seguito alla scoperta, i militari hanno chiesto l'intervento dei rinforzi che, giunti sul posto, hanno avviato un vasto rastrellamento, cui ha preso parte anche il Nucleo cinofili dello Squadrone eliportato Cacciatori.

Durante l'attività, gli uomini dell'Arma hanno trovato: 13 grammi di cocaina; oltre un chilo di eroina pura; una pisola 44 magnum ed una calibro 9; munizioni; diversi passamontagna ed oltre 1 chilo di marijuana. 

Il valore del materiale sequestrato si aggirerebbe intorno ai 200 mila euro.

Altri due importanti sequestri di armi e droga erano stati eseguiti nelle scorse settimane dai carabinieri delle Stazioni dipendenti dalla Compagnia di Vibo Valentia.

 

Tentano un furto in un'azienda agricola del Vibonese, ma uccidono un cavallo e feriscono un bue a colpi d'accetta

Episodio agghiacciante nelle campagne di San Gregorio d'Ippona, nel Vibonese, dove la notte scorsa, ignoti hanno ucciso un cavallo e ferito un bue a colpi d'accetta.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri della locale Stazione, i malviventi si sarebbero introdotti in un'azienda agricola del posto, allo scopo di compiere un furto di bestiame.

Una volta sfumata la possibilità di mettere a segno il colpo, i malfattori si sarebbero accaniti contro gli animali, colpendo a morte uno dei cavalli rinchiuso in un recinto e ferendo gravemente a colpi d'accetta un bue.

Dopo essere stato affidato alle cure del servizio veterinario dell'Asp, il bovino è stato abbattuto per volontà del proprietario.

A denunciare l'accaduto, è stato il titolare dell'azienda agricola.

Sull'episidio indagano i carabinieri della locale Stazione.

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Picchia due fidanzati ed evade dai domiciliari, arrestato due volte in meno di 12 ore

I carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia sono intervenuti a San Gregorio d’Ippona (VV), presso il centro d'accoglienza dove era in corso una violenta lite tra migranti.

Giunti sul posto, i militari hanno  messo al sicuro una coppia di giovani immigrati aggredita da un 20enne di nazionalità nigeriana.

Durante l'intervento, mentre erano intenti a chiarire la dinamica dell'accaduto, gli uomini dell'Arma sono stati a loro volta aggrediti dal giovane.

Una volta immobilizzato, il ragazzo è stato tratto in arresto e sottoposto ai domiciliari, con le accuse di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Non contento, il 20enne non si è fatto trovare in casa, dai carabinieri che erano andati a prenderlo, per portalo in tribunale per la celebrazione del rito direttissimo. 

 Al termine delle ricerche, durate alcune ore, il cittadino nigeriano è stato individuato e tratto nuovamente in arresto.

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Palazzina bersagliata a colpi di pistola nel Vibonese

Notte da far west a San Gregorio d'Ippona, dove la notte scorsa una palazzina è stata bersagliata con una trentina di colpi di pistola. 

I proiettili hanno danneggiato alcune delle finestre dei tre appartamenti presenti nell'immobile.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione, che hanno avviato le indagini per cercare di capire se l'episodio sia da ricondurre ai festeggiamenti di Capodanno o ad un'intimidazione.

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