Scoperte e distrutte due piantagioni di canapa indiana

Due piantagioni di canapa indiana sono state rinvenute a San Luca e Cardeto, nel Reggino.

Nel primo caso, i carabinieri della Compagnia di Bianco e dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria", dopo aver trovato una coltivazione composta da 35 arbusti, hanno arrestato e posto ai domiciliari un 55enne del luogo, accusato di coltivazione di stupefacente.

Nel secondo caso, invece, gli uomini dell'Arma della Stazione di Cardeto hanno scoperto, in località Cropanè di San Lorenzo, una piantagione di canapa indiana, composta da quasi 600 piante di tipo “Shunk”.

La coltivazione, che era irrigata da un sistema a goccia temporizzato che attingeva l’acqua da una vasca costruita con tronchi d'albero e fango, è stata distrutta.

Voleva portare la statua della Madonna di Polsi, uomo legato a famiglia di 'ndrangheta bloccato dai carabinieri

Approfittando della confusione dovuta al gran numero di fedeli accorsi ieri mattina al santuario della Madonna di Polsi, un uomo, appartenente per vincoli di sangue ad una nota famiglia di 'ndrangheta di Bagnara Calabra, ha tentato di intrufolarsi tra i portatori della statua della Madonna, violando le prescrizioni degli organizzatori e della diocesi finalizzate ad evitare indebite intromissioni nel regolare svolgimento delle funzioni religiose.

L’uomo, una volta identificato dai carabinieri impiegati nell’ambito dei servizi di ordine pubblico presenti per i festeggiamenti, è stato accompagnato presso il presidio dell’Arma di Polsi per un controllo di rito e successivi adempimenti.

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Calabria, scoperta coltivazione con 8 mila piante di cannabis

I poliziotti del Commissariato di Siderno hanno rinvenuto una piantagione composta da oltre ottomila arbusti di cannabis, in un terreno demaniale ad Ardore Marina.

 La piantagione veniva irrigata regolarmente,  attraverso un impianto allacciato abusivamente alla rete idrica cittadina.

Al termine dell'operazione, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura, gli agenti hanno tratto in arresto due pregiudicati di San Luca, S.G. e  P.L., rispettivamente di 50 e 47 anni.

Una volta immesso sul mercato, lo stupefacente sequestrato, avrebbe assicurato ai malviventi introiti per circa circa 5 milioni di euro.

Bunker e diversi chili di droga rinvenuti dai CC durante straordinari controlli del territorio

Due persone arrestate, quattro denunciate, un bunker rinvenuto e alcuni chili droga recuperati. Questo il bilancio di un servizio di controllo straordinario del territorio disposto dal Gruppo Carabinieri di Locri ed effettuato tramite le Compagnie di Bianco, Locri e Roccella Jonica.

I servizi svolti dall’Arma della Locride si inseriscono in una mirata strategia operativa, tesa principalmente alla cattura dei latitanti, al contrasto alla criminalità organizzata e all’aggressione dei patrimoni illeciti delle cosche, adottata anche a seguito di un attento monitoraggio dei delitti commessi nell’area.

Nell’ultimo anno, l’azione svolta dai Carabinieri a cadenza periodica di pari passo ai normali servizi di prevenzione e repressione dei reati in genere, ha consentito, fra l’altro di rintracciare 5 latitanti e rinvenire 6 bunker.

In tale contesto, anche nell’ultima settimana i Carabinieri della Stazione di Careri, assieme ai colleghi Cacciatori Calabria, hanno arrestato V. L., 56enne del posto, per detenzione illecita di stupefacenti. I Carabinieri, nel corso di una perquisizione domiciliare, hanno rivenuto oltre 800 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento dello stupefacente, abilmente occultati in un appartamento adiacente all’abitazione dell'uomo, di cui lui stesso aveva la piena disponibilità.

I Carabinieri della Stazione di Locri hanno arrestato C. S., 60enne del posto già noto alle FF.OO., destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro, L’uomo dovrà scontare una condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione poiché riconosciuto colpevole di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

I Carabinieri della Stazione di Ciminà, nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata assieme ai colleghi Cacciatori Calabria presso l’abitazione di N.D., 52enne del posto, hanno rivenuto nel garage, ubicato al piano terra, un locale tipo bunker, di 2 metri di lunghezza, 2,40 di larghezza e 1,80 di altezza, composto da una camera con letto a castello. L’accesso ai locali, abilmente occultato, era consentito mediante lo scorrimento sui binari in ferro di blocchi di cemento, azionabili con sistema a motore elettrico, fotocellule di sicurezza e sistema presumibilmente a radiocomando. Il proprietario dell’immobile è stato denunciato mentre i locali sequestrati.

I Carabinieri della Stazione di Bovalino, assieme ai colleghi Cacciatori Calabria, nel corso di un rastrellamento in C.da Borrello di Bovalino, hanno rinvenuto diversi involucri contenenti complessivamente oltre 2,5 chili di marijuana, un bidone in plastica al cu interno vi erano numerosi sacchetti di cellophane, contenenti quasi 18 chili di polvere bianca, verosimilmente sostanza da taglio. Il tutto era stato ben occultato tra la fitta vegetazione.

I Carabinieri della Stazione di San Luca hanno denunciato tre persone del posto, L.G. 27enne, titolare di un esercizio commerciale, R.G. 57enne e R.S. 30enne, tutti del posto, per truffa aggravata ai danni dello Stato. Le indagini effettuate dai militari dell’Arma hanno consentito di riscontrare che presso citato esercizio commerciale veniva esercitata la raccolta di scommesse su competizioni canine tramite un portale illegale, nonché di rinvenire 3 slot-machine in funzione, non connesse alla rete telematica e sprovviste di titolo autorizzativo. Al titolare dell’esercizio sono state comminate inoltre sanzioni amministrative per un totale di euro 80.000,00.

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Catturato il latitante Antonio Callipari

Nel primo pomeriggio di ieri, i carabinieri del Gruppo di Locri, coadiuvati dai militari dello Squadrone eliportato Cacciatori di “Calabria”, hanno arrestato il latitante Antonio Callipari, di 25 anni, ricercato con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria dal settembre del 2017, è sfuggito all’esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Milano in seguito all’indagine denominata "Ignoto 23" condotta dal Nucleo investigativo del Comando provinciale carabinieri di Milano,  finalizzata alla disarticolazione di una vasta organizzazione dedita al traffico di stupefacenti ed altri reati.

Il latitante, considerato il promotore delle attività illecite dell’organizzazione, che peraltro ha commesso i traffici nella costante disponibilità di armi, coordinava gli approvvigionamenti di cocaina ed altri stupefacenti dalla Calabria alla Lombardia, mediante l’utilizzo di auto con doppio fondo in grado di movimentare fino a 50 chili di cocaina alla settimana.

Nell’ambito delle indagini, sono stati inoltre documentati numerosi viaggi sull’asse Milano-San Luca che consentivano il rientro alla “base” di ingenti capitali provento dei traffici illeciti

La perquisizione effettuata a casa del latitante in occasione dell'arresto, ha consentito di confermarne le elevate disponibilità economiche, con il rinvenimento e contestuale sequestro di circa 80 mila euro in contanti.

Inoltre, Callipari, dal marzo del 2018, è stato colpito da un altro provvedimento cautelare, emesso dal Tribunale di Locri, sulla base del quale dovrà rispondere dei reati di minaccia aggravata e tentata rapina commessi in concorso con altre persone nel maggio 2017, contro una troupe di Rai 3 che si trovava a San Luca per girare delle videoriprese.

“Non tornate più a San Luca se no siete morti”, aveva intimato Callipari ai tre malcapitati reporter dopo aver tentato di rapinare loro un cellulare per impedire un’eventuale chiamata di soccorso e dopo numerose altre minacce per indurli a spegnere le telecamere e cancellare i filmati.

La coraggiosa troupe, tuttavia, quel giorno riuscì a fuggire indenne dal paese e a mandare in onda tutti i filmati nella puntata di Presadiretta del 25 settembre 2017, consentendo così l’avvio delle indagini da parte della Stazione Carabinieri di San Luca.

Un disperato tentativo di fuga, dal retro dell’abitazione in cui si nascondeva, è stato l’ultimo atto di una latitanza durata oltre un anno, durante la quale per i suoi spostamenti il giovane latitante utilizzava documenti contraffatti, rinvenuti dai carabinieri tra i suoi effetti personali.

Al termine delle operazioni, Antonio Callipari è stato condotto presso il carcere di Reggio Calabria.

Otto chili di marijuana già essiccata rinvenuti in una tenda

Otto chili di marijuana e 15 piante della stessa sostanza in fase d'essiccazione. È quanto hanno rinvenuto i carabinieri della locale Stazione e dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria in località "Napurdà". di San Luca (Rc).

Lo stupefacente è stato trovato in una tenda, adibita ad essiccattoio, posta su un terreno sul quale sono stati trovati residui di canapa indiana.

Il terreno, infatti, aveva ospitato una piantagione, articolata in due piazzole, che era stata precedentemente avvistata dai carabinieri elicotteristi.

Una volta sequestrato lo stupefacente, i militari hanno avviato le indagini per cercare di dare un volto ai responsabili.

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Trasportava 12 Kg di droga, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Bianco, con il supporto dei militari dello Squadrone eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Locri, nei confronti di Michele Giorgi, di 54 anni, di San Luca.

L’arrestato è stato identificato dai militari, che hanno poi chiesto l’emissione del provvedimento cautelare, quale complice del fratello Sebastiano, di 59 anni, arrestato pochi giorni fa mentre trasportava un sacco contenente marijuana.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, infatti, il cinquantaquatrenne si trovava in compagnia del fratello Sebastiano e trasportava un sacco con all’interno 12 chil di marijuana.

A differenza del congiunto, colto in flagranza di reato, era riuscito a fuggire a piedi tra la fitta vegetazione ed a far perdere le proprie tracce, abbandonando sul posto il sacco con lo stupefacente, poi rinvenuto e sequestrato dai militari.

In seguito a tale episodio, i carabinieri della Stazione di San Luca hanno avviato le indagini, che hanno consentito d'identificarlo con certezza e di richiedere il provvedimento cautelare.

Durante le operazioni di perquisizione, in un’abitazione nella disponibilità dell’arrestato, gli uomini dell'Arma hanno rinvenuto e sequestrato 109 cartucce per fucile di vario calibro, detenute illegalmente.
Dopo l’arresto, Giorgi è stato posto ai domiciliari.

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In moto con oltre mezzo chilo di cocaina, in manette Paolo Nirta

Nell’ambito del piano “Focus ‘ndrangheta”, i poliziotti del Commissariato di Bovalino hanno tratto in arresto Paolo Nirta, 41enne di San Luca. 

L’uomo, ritenuto esponente di spicco della cosca di ‘ndrangheta Nirta-Strangio, operante a San Luca e zone limitrofe, è accusato dei reati di detenzione e trasporto di sostanza stupefacente e detenzione d'arma clandestina.

In particolare, gli agenti hanno intimato l’alt ad un motociclo condotto dall’arrestato che, incurante dell’ordine di polizia, ha cercato di scappare, ma è stato prontamente raggiunto e bloccato.

Durante la successiva perquisizione, cui sono stati sottoposti sia Nirta che la moto, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato un panetto di cocaina del peso di 521 grammi.

Una volta esteso il controllo all’abitazione del 41enne, gli uomini della polizia di Stato hanno trovato una pistola Beretta caibro 9 short con matricola abrasa, 150 cartucce di diverso calibro e altro materiale.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria Nirta è stato, quindi, associato alla casa circondariale di Locri.

 

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