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Truffe online, dieci denunce

Il virus, lo sappiamo, ha modificato molte delle nostre abitudini quotidiane. Non sembrano cambiare, però, almeno all’apparenza, le consuetudini criminali dei truffatori, che approfittano soprattutto di questo momento storico per facili guadagni, ottenuti spesso al telefono o davanti alla tastiera di un computer, ai danni di alcuni, tra noi, colpevoli solo di essersi fidati un po’ troppo del prossimo.

È per questo che la Compagnia carabinieri di Bianco sta seguendo attentamente il fenomeno delle truffe, in particolare negli ultimi due mesi. E i risultati non si sono fatti attendere: sette le truffe scoperte e dieci i denunciati, spesso originari di altre regioni d’Italia.

Le vittime, che nella maggior parte dei casi in questione hanno una età superiore ai 50 anni, sono tutte della Locride, residenti ne comuni di Bianco e San Luca.

La dinamica sembra quasi sempre la stessa: l’ignara vittima ha la possibilità di fare un acquisto (ad esempio un’auto usata, un mini escavatore, un ciclomotore elettrico) ad un prezzo vantaggioso – magari attraverso le piattaforme di vendita online – e, pur di sfruttare l’occasione, anticipa al venditore un acconto. Quest’ultimo, però, una volta ricevuti i soldi, non solo non completa alcuna vendita, ma si rende anche irreperibile. Le indagini dei carabinieri sono state possibili grazie al coraggio e alla prontezza delle vittime, che non hanno avuto difficoltà a denunciare tempestivamente la truffa subita. Ad accoglierli, nelle caserme di Bianco e San Luca, benché coperti da mascherine e guanti, sempre gli stessi carabinieri. I quali, poco dopo, con indagini lampo, sono riusciti a risalire ai responsabili.

Il Comando provinciale Carabinieri di Reggio Calabria sta intensificando i controlli nel settore delle vendite, anche online, proprio per prevenire l’odioso fenomeno delle truffe. L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare i cittadini ad adottare prudenza per prevenire episodi simili, invitando a contattare il numero di emergenza 112 in caso di bisogno.

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Operazione " Car Crash 2": 66 indagati per truffe alle assicurazioni

I carabinieti della Stazione di San Luca (Rc) hanno denunciato in stato di libertà, alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Milano, Roma, Trieste, Alessandria e Locri, 66 persone originarie della Locride, ritenute responsabili, a vario titolo, anche in concorso tra loro, di fraudolento danneggiamento di beni assicurati, uso di atto falso, illecito utilizzo di dati personali, attività assicurativa o riassicurativa in difetto di autorizzazione ed iscrizione al registro assicurativo, favoreggiamento, indebito utilizzo di carta di credito e sostituzione di persona.

I provvedimenti giungono al termine di un'indagine, convenzionalmente denominata Car Crash 2, avviata e condotta da febbraio 2017 al novembre 2019, dai militari della Stazione di San Luca.

Le indagini hanno consentito di accertare 10 falsi sinistri e circa 40 polizze assicurative contraffatte, per un danno alle compagnie assicurative di circa 250 mila euro.

Per gli investigatori, la maggior parte degli indagati, al fine di ottenere un premio assicurativo meno oneroso, avrebbero utilizzando documenti contraffatti dichiarando di essere residenti presso comuni a basso indice di sinistrosità.

L’operazione costituisce la naturale prosecuzione dell’indagine Car Crash, avviata e condotta dai carabinieri di San Luca da marzo 2014 a marzo 2017, con il supporto del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, dell’Interpol, di Europol, Sirene e del Centro di cooperazione polizia e dogane di Thorl Maglern (Austria), che aveva consentito di accertare 72 falsi sinistri stradali ed oltre 100 polizze assicurative contraffatte, nonché di quantificare un danno complessivo alle compagnie assicuratrici pari a circa 800 mila euro.

Ben 200 le persone allora denunciate alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Locri (Rc), Milano, Torino, Bologna, Trieste e Roma, perché ritenute responsabili di danneggiamento fraudolento di beni assicurati ed altro.

Per gli investigatori, le operazioni Car Crash e Car Crash 2, hanno permesso di fare luce su 80 incidenti stradali simulati, che avrebbero arrecato un danno alle compagnie assicuratrici di circa un milione di euro.

L'Arma dai carabinieri ricorda la medaglia d'oro Carmine Tripodi

Si svolgerà alle ore 10.30 di oggi, in località Ponte Cucuzza di San Luca  la commemorazione del 35° anniversario dell’omicidio del brigadiere Carmine Tripodi, medaglia d’oro al valor militare, con la resa degli onori e la deposizione di una corona presso il monumento eretto in sua memoria.

Alle ore 11.00 nella chiesa Santa Maria della Pietà di San Luca, sarà celebrata la funzione religiosa officiata da mons Francesco Oliva, vescovo della diocesi di Locri–Gerace, alla presenza delle autorità civili, miliari e giudiziarie del distretto reggino e del circondario di Locri.

Successivamente, alle 11.45, ci sarà la deposizione di un cuscino di fiori al monumento ai caduti nei pressi della casa comunale, ed infine, alle ore 12.00 ci sarà la deposizione di una corona presso il monumento “Brig. M.O.V.M. Carmine Tripodi” nell’omonima piazza di San Luca.

La cerimonia commemora la medaglia d’oro al valor militare, Carmine Tripodi, nato a Torre Orsaia (SA) il 14 maggio 1960. Arruolato nell’Arma dei carabinieri il 14 luglio 1977, prestò servizio presso la Compagnia di Bianco, la Squadriglia Carabinieri di Motticella e, da ultimo, dall’8 gennaio 1982, al comando della Stazione carabinieri di San Luca. Fu fortemente impegnato con determinazione e grande professionalità ad arginare l’ondata dei sequestri di persona sui crinali dell’Aspromonte riuscendo ad assicurare alla giustizia i rapitori dell’ingegnere napoletano Carlo De Feo, tenuto prigioniero per 395 giorni sulle montagne reggine. Alle 21.00 del 6 febbraio 1985, mentre stava andando, a bordo della propria autovettura, presso la caserma della Compagnia Carabinieri di Bianco subì, in località Cucuzza di San Luca, un agguato ad opera di tre malviventi che, dopo aver bloccato il passaggio del mezzo, esplosero all’indirizzo dell’auto numerosi colpi di lupara, attingendo mortalmente il militare e dileguandosi. Seppur ferito a morte, il sottufficiale reagì coraggiosamente esplodendo alcuni colpi con la propria arma, ferendo almeno uno dei malviventi in fuga, per poi accasciarsi esanime all’interno della sua autovettura. Il 5 giugno 1986, in occasione della Festa dell’Arma dei carabinieri celebrata in Roma, il presidente della Repubblica ha conferito alla memoria del brigadiere Carmine Tripodi la “Medaglia d’Oro al Valor Militare” con la seguente motivazione: “Comandante di Stazione distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio contro agguerrite cosche mafiose, conduceva prolungate, complesse e rischiose indagini che portavano all’arresto di numerosi temibili associati ad organizzazioni criminose, responsabili di gravissimi delitti. Fatto segno a colpi di fucile da parte di almeno tre malviventi, sebbene mortalmente ferito, trovava la forza di reagire al proditorio agguato riuscendo a colpirne uno, dileguatosi poi con i complici. Esempio di elette virtù militari e di dedizione al servizio spinto fino al sacrificio della vita. San Luca, 6 Febbraio 1985.”

Coltivazione di marijuana, due persone in manette

 Due persone di San Luca (Rc), Mattia Esposito e Antonio Giampaolo, di 29 e 33 anni, sono stati arrestati con l’accusa di coltivazione continuata ed aggravata di un’ingente quantità di marijuana.

Il provvedimento, eseguito dai carabinieri della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio e dello Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, giunge al termine di un'indagine avviata in seguito al rinvenimento, avvenuto lo scorso giugno, di una piantagione di marijuana.

In particolare, nel corso di un rastrellamento, i militari avevano rinvenuto, occultata in un’area demaniale in località “Cardesi” di Sant’Ilario dello Jonio, una coltivazione composta da oltre 300 piante di marijuana.

Una volta avviate le indagini, gli investigatori dell'Arma sono riusciti a documentare e accertare che gli arrestati si prendevano cura della piantagione, provvedendo alla concimazione, all’irrigazione ed alla coltivazione delle piantine.

Al termine delle formalità di rito, Esposito è stato tradotto nel carcere di Locri, mentre Giampaolo è stato posto ai domiciliari.

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Sorpresi con 9 Kg di marijuana, arrestati

I carabinieri della Stazione di San Luca hanno arrestato tre persone accusate di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, durante un servizio di controllo del territorio, i militari hanno notato due auto con tre uomini a bordo.

Insospettiti, hanno deciso di fermarle ed ispezionarne i bagagliai.

I sospetti degli uomini dell'Arma si sono rivelati fondati, dal momento che in una delle vetture sono stati trovati nove chili di marijuana già essiccata, mentre in entrambe le auto sono state rinvenute delle ricetrasmittenti, probabilmente utilizzate per comunicare durante il viaggio.

I tre uomini, di 53, 32 e 27 anni, sono quindi finiti in manette e dovranno rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Due di loro sono stati posti ai domiciliari; il terzo, invece, avendo già precedenti, è finito in carcere.

 

Scoperte e distrutte due piantagioni di canapa indiana

Due piantagioni di canapa indiana sono state rinvenute a San Luca e Cardeto, nel Reggino.

Nel primo caso, i carabinieri della Compagnia di Bianco e dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria", dopo aver trovato una coltivazione composta da 35 arbusti, hanno arrestato e posto ai domiciliari un 55enne del luogo, accusato di coltivazione di stupefacente.

Nel secondo caso, invece, gli uomini dell'Arma della Stazione di Cardeto hanno scoperto, in località Cropanè di San Lorenzo, una piantagione di canapa indiana, composta da quasi 600 piante di tipo “Shunk”.

La coltivazione, che era irrigata da un sistema a goccia temporizzato che attingeva l’acqua da una vasca costruita con tronchi d'albero e fango, è stata distrutta.

Voleva portare la statua della Madonna di Polsi, uomo legato a famiglia di 'ndrangheta bloccato dai carabinieri

Approfittando della confusione dovuta al gran numero di fedeli accorsi ieri mattina al santuario della Madonna di Polsi, un uomo, appartenente per vincoli di sangue ad una nota famiglia di 'ndrangheta di Bagnara Calabra, ha tentato di intrufolarsi tra i portatori della statua della Madonna, violando le prescrizioni degli organizzatori e della diocesi finalizzate ad evitare indebite intromissioni nel regolare svolgimento delle funzioni religiose.

L’uomo, una volta identificato dai carabinieri impiegati nell’ambito dei servizi di ordine pubblico presenti per i festeggiamenti, è stato accompagnato presso il presidio dell’Arma di Polsi per un controllo di rito e successivi adempimenti.

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Calabria, scoperta coltivazione con 8 mila piante di cannabis

I poliziotti del Commissariato di Siderno hanno rinvenuto una piantagione composta da oltre ottomila arbusti di cannabis, in un terreno demaniale ad Ardore Marina.

 La piantagione veniva irrigata regolarmente,  attraverso un impianto allacciato abusivamente alla rete idrica cittadina.

Al termine dell'operazione, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura, gli agenti hanno tratto in arresto due pregiudicati di San Luca, S.G. e  P.L., rispettivamente di 50 e 47 anni.

Una volta immesso sul mercato, lo stupefacente sequestrato, avrebbe assicurato ai malviventi introiti per circa circa 5 milioni di euro.

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