Nascondeva la marijuana nel motore dell'auto, arrestato

I carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Taurianova, nel corso di un servizio di pattuglia, hanno arrestato Francesco Abramo, di 32 anni, perchè trovato in possesso di 550 grammi di marjuana già essiccata e pronta per essere smerciata.

In particolare, l’uomo è stato fermato sulla Sp1 di Taurianova a bordo di un'auto nel cui vano motore, durante una perquisizione, i militari dell'Arma hanno rinvenuto lo stupefacente.

Abramo è stato quindi tratto in arresto ed al termine delle formalità di rito è stato posto ai domiciliari. 

Durante un altro  servizio di controllo, i carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova, hanno, invece, denunciato in stato di libertà un 25nne del luogo, trovato in possesso di 7 grammi di marijuana ed un bilancino di precisione.

 

Parrucchiere sfugge ad un agguato in Calabria

Tre proiettili sono stati esplosi poco prima delle 8 di stamane contro un parrucchiere 44enne. Nessuno dei colpi di pistola indirizzati verso l'obiettivo dell'agguato è andato a segno. Domenico Maio, la vittima designata, era al volante dell'autovettura di cui è proprietario e stava transitando lungo una strada di San Martino di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. Il luogo è stato raggiunto dai Carabinieri della locale Compagnia prontamente attivatisi per indagare sull'accaduto. L'attività investigativa, in queste ore, è ad ampio spettro senza escludere nessuna pista che possa aiutare nell'individuazione di autore e movente. 

'Ndrangheta. Operazione "Tutto in famiglia": sequestrati beni per 1,5 milioni di euro

La Direzione Distrettuale Antimafia ha ottenuto dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale un provvedimento di confisca preventiva di beni mobili ed immobili per un valore di circa 1.500.000 euro riconducibili al patrimonio di Giuseppe Panuccio, 85enne di Taurianova, e degli eredi di Gaetano Merlino. I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno, dunque, dato esecuzione al provvedimento nei confronti di soggetti ritenuti appartenenti alla cosca Maio, operante in particolare nella frazione San Martino del Comune di Taurianova. L’attività costituisce la prosecuzione dell’operazione denominata "Tutto in famiglia", nell’ambito della quale Panuccio e Merlino erano stati indagati e successivamente condannati, in Appello, entrambi alla pena di 12 anni di reclusione in ordine al reato di associazione di tipo mafioso. L’operazione "Tutto in famiglia", infatti, ha consentito di delineare gli aspetti strutturali e quelli operativi della cosca attiva a San Martino di Taurianova, dimostrando che in quel territorio esiste una Locale di 'ndrangheta, costituita in Società, attesa la documentata esistenza di una "Società Maggiore" e di una "Società Minore", qualificando il ruolo di Michele Maio in "Capo Società". Il quadro emerso dalla complessa attività investigativa ha evidenziato come la cosca Maio sia un’organizzazione criminale che, avvalendosi della forza di intimidazione e della conseguente condizione di assoggettamento, si dedichi principalmente all’attività di usura e alla commissione di reati (estorsioni, danneggiamenti, atti intimidatori in genere) per conseguire illeciti profitti. L’attività di indagine ha consentito infatti di accertare che la cosca di San Martino di Taurianova traesse i suoi illeciti guadagni, oltre che dall’attività di usura, anche dalle estorsioni, conseguendo denaro ed altre utilità economiche con minaccia e violenza, imponendo versamento di somme o la consegna di parte del materiale prodotto a commercianti, imprenditori e proprietari terrieri. Numerose sono infatti le conversazioni intercettate in cui si parla di "percentuali" sulle attività economiche svolte dai privati ed esplicitamente di riscossione di somme non dovute, con l’utilizzo di termini quali "busta". Le emergenze investigative hanno permesso di disvelare un vero e proprio sistema estorsivo legato ad un forte clima di intimidazione gravante sui cittadini dimoranti o che si trovino, per qualunque motivo, ad operare nel territorio di San Martino di Taurianova, consentendo di documentare lo svolgimento da parte della cosca dell’attività estorsiva nei confronti di imprese aggiudicatarie di lavori pubblici, per un importo pari al 2-3 % del valore complessivo dell’appalto, produttori di arance e proprietari di terreni agricoli. L’odierno provvedimento, scaturito dalle risultanze investigative patrimoniali del Reparto Operativo dei Carabinieri reggini, che hanno consentito di accertare illecite accumulazioni patrimoniali, riguarda beni consistenti in una impresa operante nella coltivazione di agrumi; 11 tra unità immobiliari e terreni ubicati a Taurianova, Varapodio, Rizziconi e Oppido Mamertina; svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative riconducibili ai destinatari del provvedimento.

 

  • Pubblicato in Cronaca

Falsa testimonianza in un processo per violenza sessuale: condannati prete e suora

Sono stati riconosciuti colpevoli di aver reso falsa testimonianza durante un dibattimento processuale un prete ed una suora che i giudici della Corte d'Appello di Reggio Calabria, come già avevano fatto i colleghi del primo grado, hanno condannato. La vicenda giudiziaria è quella relativa alle violenze sessuali di cui si sono resi autori alcuni ragazzi dai San Martino di Taurianova. Condotte barbare di cui fu vittima la povera A.M.S. e di cui Don Antonio Scordio e Suor Mimma Rizzo erano a conoscenza, senza tuttavia ammetterlo.  

Violentarono per anni una ragazza in paese: confermate le condanne

I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto le istanze avanzate dagli imputati riconosciuti colpevoli delle violenze sessuali perpetrate ai danni di una ragazza. Atti turpi che cominciarono quando la giovane aveva appena 13 anni. I magistrati hanno, dunque, reso definitiva, la pena a 7 anni e 8 mesi anni di carcere inflitta a Fabio Piccolo; a 7 anni quelle irrogate a carico  di Antonino Cianci, Antonino Cutrupi e  Maurizio Hanaman. Teatro degli abusi la frazione San Martino di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. A squarciare il velo che avvolgeva la vicenda fu la medesima ragazza, A.S., che raccontò di essere stata costretta per anni a subire gli stupri commessi dal branco. 

 

Denunciate 28 persone che alloggiavano abusivamente nelle case popolari

Sono in tutto ventotto i soggetti denunciati per aver alloggiato, senza averne titolo, in alcuni appartamenti di edilizia popolare nelle frazioni Amato e San Martino, a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. I Carabinieri hanno compiuto accertamenti in un arco temporale di otto mesi:è così che si sono resi conto che le abitazioni erano occupate da persone imparentate con gli assegnatari originari, poi defunti o trasferitisi altrove.  Qualcuno aveva anche ampliato le residenze appropriandosi di porzioni di quelle vicine. I reati addebitati sono abuso edilizio, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, favoreggiamento reale, invasione di terreni o edifici, truffa aggravata. 

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