Buoni spesa Covid, scoperti 46 furbetti

I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, nell’ambito delle attività di polizia economico-finanziaria a tutela della spesa pubblica, stanno proseguendo i controlli nei confronti dei soggetti percettori dei cosiddetti “buoni spesa Covid-19”, erogati dai Comuni della Provincia e destinati alle famiglie in evidente stato di bisogno e maggiormente colpite dagli effetti derivanti dall’emergenza sanitaria in atto.

In particolare, le attività ispettive della Compagnia di Villa San Giovanni hanno permesso di accertare, nelle ultime settimane, che 46 nuclei familiari, residenti nei comuni di San Roberto e Santo Stefano in Aspromonte, hanno dichiarato di trovarsi in condizioni di difficoltà economica ovvero di indigenza, tali da non consentire nemmeno il minimo approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità, ottenendo indebitamente il sussidio economico, per un danno alle casse degli enti comunali quantificato in oltre 6 mila euro.

È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari controllati, a seconda dei casi, avrebbe: ricevuto lo stipendio, anche per cospicui importi, a fronte di rapporti d’impiego regolari, percepito il Reddito di cittadinanza, l’indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate, oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.

All’esito delle attività svolte sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 18 mila euro e sono stati segnalati i trasgressori ai rispettivi enti comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite.

Le attività di servizio della Compagnia di Villa San Giovanni eseguite in tale settore hanno consentito, finora, di accertare l’erogazione illegittima di complessivi 32.654 euro nei confronti di 135 persone, a danno delle casse dei comuni.

I volontari Gea riqualificano l’antico mulino di “Scannaporcelli” a Melia di San Roberto

Sabato scorso (20 giugno) sono tornati in azione i volontari Gea (Gruppo ecologico ambientale) della Fiamma Tricolore.

Oggetto del nuovo intervento portato a termine dai volontari guidati dal responsabile Antonio Giordano, è stato l’antico mulino di “Scannaporcelli”, a Melia di San Roberto (Rc).

Liberando da sterpaglie e rovi le vecchie mura, i componenti del Gea hanno restituito il sito a turisti e visitatori che ora potranno visitare l'interno del mulino dov'è ancora presente la macina e il suo meccanismo.

Contestualmente, i volontari hanno effettuato un intervento di decoro anche sulle fontane presenti nell'area, raccogliendo rifiuti e pulendo lo scarico per il deflusso dell’acqua.

Quello di "Scannaporcelli" è un sito che fa parte del sistema dei mulini idraulici un tempo attivi nel comune di San Roberto.

"I giovani del luogo e gli amministratori - scrivono in una nota i volontari - sappiano che è bastata la sola pubblicazione delle foto sulle nostre pagine Facebook per essere sommersi da richieste di informazioni sull’ubicazione del mulino che si trova inoltrandosi per appena qualche decina di metri nel bosco dalla strada principale che da San Roberto porta a Melia e poi Gambarie".

Realizza una pista da motocross su area sottoposta a vincolo, denunciato

I carabinieri forestali della locale Stazione hanno sequestrato in località “Colloriti” di San Roberto (Rc), un terreno di proprietà comunale sul quale era stata realizzata abusivamente una pista da motocross.

I militari  hanno, inoltre, identificato e denunciato il presunto responsabile, ovvero S.C. di 57 anni.

In particolare, gli uomini dell’Arma hanno scoperto che l’area, ancorché sottoposta a vincoli idrogeologico, paesaggistico e Zps (Zona di protezione speciale “Costa Viola”), nel 2010, era stata concessa dal Comune all’associazione sportiva presieduta da S.C, affinché vi realizzasse la pista da motocross.

Nell’atto di concessione, all’associazione veniva delegato ogni onere e responsabilità per il rilascio di eventuali autorizzazioni, che  non sarebbero mai state richieste.

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Dà fuoco all'auto del vicino di casa, 29enne finisce ai domiciliari

I carabinieri della Stazione di San Roberto hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal tribunale di Reggio Calabria su richiesta della procura reggina, nei confronti di Angelina Licari, 29 anni, di Scilla, ritenuta responsabile del reato di danneggiamento seguito da incendio.

Il provvedimento giunge al termine di un'attività investigativa avviata dagli uomini dell'Arma in seguito all'incendio di un'auto, avvenuto il 10 maggio scorso.

Durante una perquisizione domicilliare effettuata nell’immediatezza dell'accaduto a casa dell'arrestata, i carabinieri hanno rinvenuto un contenitore metallico con all'interno liquido infiammabile.

La successiva analisi dei filmati di videosorveglianza presenti sulla strada teatro dell'accaduto, ha permesso d'identificate la presunta responsabile nella 29enne.

Al termine delle formalità di rito, l’arrestata è stata posta ai domiciliari. 

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Sorpresi con oltre 10 Kg di droga, arrestati

Due persone, Carmine Alvaro e Pasquale Vitalone, rispettivamente, di 46 e 31 anni, sono stati arrestati in flagranza, dai carabinieri della Stazione di San Roberto e dai “Cacciatori” di Calabria.

I due, già noti alle forze dell’ordine, sono accusati del reato di produzione di droga, poiché sono stati sorpresi con in un’auto oltre dieci chilogrammi di marijuana già disposta in fasci per l’essiccazione.

Nel corso della successiva perquisizione, effettuata in un terreno posto nelle adiacenze di una casa colonica dalla quale i due si erano appena allontanaati, i militari hanno scoperto una piantagione di canapa indiana composta da più di 90 piante di diversa altezza.

Una volta dichiarati in stato d’arresto, Alvaro e Vitalone sono stati rinchiusi nel carcere di “Arghillà” in attesa dell’udienza di convalida. La droga, dopo la campionatura per le successive analisi di laboratorio, è stata distrutta su disposizione dall’Autorità giudiziaria.

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Cinque persone arrestate per rissa

Per il reato di rissa, cinque persone sono state arrestate dai Carabinieri della locale Stazione, unitamente a personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia. Nelle maglie dei militari dell'Arma della Stazione di San Roberto, in provincia di Reggio Calabria, sono finiti il 28enne D.D., la 45enne M.D., il 31enne D.S., il 36enne D.G., ed il 44enne D.C., tutti di Reggio Calabria. I cinque sono stati sorpresi, in via Aldo Moro a prendere parte ad una rissa scaturita per futili motivi e nel corso della quale hanno riportato lesioni lievissime.

235 vasi di canapa indiana in casa: arrestati un uomo e una donna

Negli ultimi giorni, nell’ambito del piano di azione nazionale e transnazionale denominato "Focus ‘ndrangheta" e coordinato dalla locale Prefettura, un’ulteriore tornata di servizi straordinari di controllo del territorio da parte dell’Arma si è sviluppata nella bassa area tirrenica della provincia di Reggio Calabria, nei Comuni di giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni, alla guida del Capitano dei Carabinieri Giuliano Carulli. Oltre 40 i militari impiegati dai Comandi Stazione dipendenti della predetta Compagnia, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, procedendo al controllo di persone e mezzi. In particolare, sono state effettuate 13 perquisizioni domiciliari, personali e veicolari, nonché controllate 63 persone e 17 autovetture. Inoltre, sono stati arrestati nella flagranza del reato di illecita detenzione di sostanza stupefacente: V.G., 36enne di San Roberto e la 39enne B.D., anche lei di San Roberto. I due soggetti sono stati sorpresi nell’atto di detenere, secondo gli inquirenti per la successiva illecita vendita, presso la loro abitazione, 235 vasi di cannabis indica di varie dimensioni, un bilancino di precisione "Diamond 500” e materiale vario atto al confezionamento dello stupefacente. Inoltre, sono stati denunciati in stato di libertà: C.D., 32enne di Villa San Giovanni, poiché, sottoposto a controllo a bordo della sua autovettura, è stato trovato in possesso di un coltello con manico in legno, della lunghezza complessiva di 21 centimetri; P.S., 55enne di Reggio Calabria, titolare di un noto esercizio commerciale a Scilla, per reati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e distruzione o deturpamento di bellezze naturali ed aree tutelate per legge. Infine, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro, in un casolare abbandonato nel Comune di  Calanna (RC), 60 cartucce di vario calibro.

 

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Scoperte piantagione di canapa indiana e 200 cartucce: arrestato un 50enne

Nella giornata di ieri i Carabinieri, unitamente a personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno tratto in arresto un uomo di 50 anni per i reati di produzione di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di munizioni. Nello specifico, nel corso di un mirato servizio finalizzato alla repressione della coltivazione illecita di sostanza stupefacente, i militari della Stazione di San Roberto hanno individuato, in località San Giorgio, un appezzamento di terreno dove sono state rinvenute 44 piante di canapa indiana, dall’altezza media di circa 60 centimetri, poste a dimora su un unico terrazzamento in un’area di circa 200 metri quadri.. Immediate attività di indagine hanno consentito di accertare che il fondo era in uso esclusivo all’arrestato, C.A., di Scilla, considerato il materiale realizzatore dell’illecita piantagione, benché la proprietà fosse formalmente intestata al padre. Sul posto sono stati rinvenuti diversi strumenti utilizzati per la coltivazione delle piante e, in particolare, un serbatoio contenente 1.500 litri. di acqua, necessaria per l’irrigazione. Inoltre, nel corso di perquisizione all’interno di un casolare ubicato nel fondo, i militari dell’Arma hanno rinvenuto circa 200 cartucce di vario calibro, abusivamente detenute. L’intera piantagione, previa campionatura di alcuni esemplari per gli accertamenti di laboratorio, è stata estirpata e distrutta.

 

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