Sanità, i sindaci delegano Tassone e Scaturchio ad incontrare il dg dell’Asp: “Ritardi vanno superati, il territorio ha bisogno di risposte”

Si è svolta, su convocazione del presidente della Conferenza dei sindaci Luigi Tassone e con il contributo del componente del Comitato ristretto di rappresentanza Raffaele Scaturchio, la riunione dei sindaci del Distretto di Serra San Bruno avente ad oggetto lo stato della sanità nel Vibonese.

I sindaci si sono soffermati, nel dettaglio, sulla “grave situazione degli ospedali di Serra San Bruno e Soriano Calabro e sulle molteplici carenze della rete territoriale”.

Anche in considerazione del particolare contesto storico-sociale, caratterizzato da possibili mutamenti degli equilibri politico-amministrativo e dell’assetto dirigenziale derivanti dalle prossime elezioni regionali, i sindaci hanno delegato Tassone e Scaturchio ad “un’attenta interlocuzione con il direttore generale dell’Asp di Vibo Valentia Elisabetta Tripodi al fine di superare i ritardi accumulatisi in merito a quanto già autorizzato con l’Atto aziendale, oltre che allo sblocco delle assunzioni” e a “vigilare sulle azioni che, sulla base di questa interlocuzione, dovranno essere messe in campo per dare risposte concrete agli utenti”.

I primi cittadini si sono riservati di promuovere, eventualmente ed in base alle evoluzioni dello scenario, una mobilitazione per la difesa del diritto alla tutela della salute.

Nelle prossime settimane, il presidente della Conferenza dei sindaci Luigi Tassone convocherà un incontro con i sindaci del Distretto di Tropea per “fare il punto sulla Sanità nel territorio di competenza e per individuare opportune determinazioni da adottare

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Sanità, Tassone attacca Limardo: “Già in campo attività propedeutiche alla Conferenza dei sindaci, metta da parte la propaganda politica”

“Proprio perché conosco il preoccupante stato della sanità vibonese, ritengo opportuno agire con la massima serietà e con il massimo senso di responsabilità”.

Il presidente della Conferenza dei sindaci Luigi Tassone non ci sta a subire l’attacco del sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo e racconta la sua versione dei fatti esponendo le attività in programma per l’immediato futuro.

“Spiace rilevare – sostiene il primo cittadino di Serra San Bruno – che, anziché riflettere sui problemi cercando di individuare le soluzioni, il sindaco di Vibo preferisca, ancora una volta, attardarsi in polemiche squisitamente politiche, dimostrando peraltro repentini cambiamenti di idee non giustificati da novità intervenute. Non più tardi di un mese fa, durante il Comitato di rappresentanza era stato il sindaco di Monterosso Antonio Lampasi a proporre di organizzare la mobilitazione invocata in precedenza dal sindaco di Gerocarne Vitaliano Papillo. La proposta, però, ha trovato la contrarietà di Limardo che, oggi, fulminata sulla via delle elezioni regionali e con scarsa attitudine alla coerenza, d’improvviso si fa promotrice dell’iniziativa che aveva avversato”.

Tassone passa poi ad illustrare le attività messe in campo ed afferma che “come presidente della Conferenza dei sindaci ho concordato, dialogando con altri sindaci, una serie di riunioni organizzate per Distretti per cercare di produrre un documento condiviso atto a rilevare le esigenze dell’intero territorio. Giovedì – precisa - ci sarà la riunione riguardante il Distretto di Serra, poi avrà luogo quella del Distretto di Tropea. Il tutto per integrare, eventualmente, il documento elaborato a seguito del Consiglio comunale di Vibo. Dunque, questa programmata azione di ascolto serve per analizzare, riscontrare, rilevare, preparare. Tutte attività propedeutiche per lo svolgimento di un Comitato di rappresentanza con le parti sociali e per la successiva convocazione della Conferenza dei sindaci, che è luogo di confronto sulle tematiche sanitarie e momento per discutere di cose concrete, la quale si potrà così compiutamente esprimere sull’opportunità di predisporre la mobilitazione. Sbaglia pertanto – conclude Tassone – chi considera la Conferenza dei sindaci come occasione di propaganda politica"

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Sanità, Callipo (Anci) scrive al ministro Speranza: «Calabria fuori dalla Costituzione, ci ascolti»

«La sanità calabrese, oggi, è fuori dalla Costituzione. Ministro, ci ascolti».

Questo, in estrema sintesi, l’appello che i sindaci calabresi lanciano al ministro della Salute Roberto Speranza, chiedendo un incontro urgente. Ad assumere l’iniziativa è stato il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, che si è fatto interprete delle sempre più numerose istanze che giungono dai Comuni e delle preoccupazioni crescenti tra i cittadini, che chiedono risposte concrete e non più eludibili alla drammatica condizione del settore, che negli ultimi tempi ha raggiunto nuove vette di inefficienza e allarme sociale.  

«La situazione emergenziale della sanità in Calabria è nota - scrive Callipo nella lettera inviata al ministro Speranza -. Ma forse è meno noto quanto sia alto il livello di preoccupazione nella popolazione calabrese. Non si tratta di un timore vago, indotto da notizie falsamente allarmistiche, ma di un disagio reale e concreto, determinato dal venir meno, giorno dopo giorno, di quel principio inviolabile sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione, dove si afferma che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”. La Calabria, al momento, è di fatto fuori dalla Carta costituzionale, e solo l’abnegazione di medici bravissimi, di infermieri e operatori socio sanitari che quotidianamente affrontano e in parte risolvono problemi che altrove apparirebbero insormontabili, ha consentito fino ad ora al sistema sanitario regionale di non collassare definitivamente». 

Un richiamo doveroso all’impegno e alla competenza dei camici bianchi calabresi, prime vittime di una situazione che non solo li costringe a ritmi e condizioni di lavoro insostenibili, ma li espone anche dinnanzi all’opinione pubblica, sebbene non siano certo loro i responsabili delle inefficienze del sistema sanitario.

«I calabresi - continua la missiva - non possono più sopportare oltre uno stato di cose che li costringe, quando è in gioco la loro vita e quella dei loro cari, ad andare altrove, cercando in altre regioni d’Italia l’efficienza e la puntualità nella prevenzione e nelle cure che qui non trovano. Situazione che non solo mortifica i cittadini calabresi, ma grava enormemente sui conti della Regione, che questa emigrazione sanitaria deve sostenere con il proprio bilancio. Le conseguenze sono devastanti, con riferimento alla qualità della vita ma anche da un punto di vista squisitamente finanziario, con infiniti rivoli di malcostume e illegalità che si diramano da questa palude di inefficienze e diritti negati».

Infine, l’appello vero e proprio a incontrare una delegazione di primi cittadini calabresi. 

«Un considerevole numero di sindaci, che rappresento in qualità di presidente Anci Calabria - conclude Callipo nella sua lettera al ministro -, chiede un incontro urgente per poterle rappresentare di persona, attraverso una nostra delegazione, quanto accennato, avendo al contempo la possibilità di avanzare precise istanze di cambiamento espresse dai cittadini che ci onoriamo di rappresentare».

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Emergenza sanità nel Vibonese, Tassone convoca il Comitato di rappresentanza dei sindaci

 Il primo cittadino di Serra San Bruno, Luigi Tassone, in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci ha convocato il Comitato di rappresentanza dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia per il 14 ottobre alle ore 10.30.

La discussione, alla quale prenderà parte anche il direttore generale dell’Asp Elisabetta Tripodi, verterà principalmente sulla carenza di anestesisti nell’Asp e sulle problematiche del Reparto di Ginecologia e Ostetricia riemerse anche negli ultimi giorni.

Ma non è escluso che il dibattito si allarghi ad ulteriori argomenti. In considerazione della gravità della situazione, è stato invitato a partecipare il presidente della Commissione Sanità Michele Mirabello. 

L’obiettivo è quello di studiare possibili soluzioni per arginare le difficoltà del settore.

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Sanità, Wanda Ferro (FdI) sollecita l'assunzione degli idonei nelle graduatorie

“Spiace vedere che le disastrose politiche dei governi nazionale e regionale in materia sanitaria abbiano scatenato in Calabria una drammatica guerra tra poveri, mettendo gli interessi dei lavoratori precari in contrasto con quelli di chi legittimamente, dopo essere risultato idoneo ad un concorso pubblico, attende di essere chiamato in servizio ed ottenere così il posto di lavoro atteso per anni".

Così il deputato di Fratelli d'Italia Wanda Ferro commenta "una vicenda surreale in un sistema sanitario come quello calabrese che ha vitale necessità di personale per poter garantire ai cittadini i livelli essenziali di assistenza".

"È evidente - spiega l'on. Ferro -  che gli auspicati interventi finalizzati alla stabilizzazione dei precari non possono e non devono in alcun modo pregiudicare i diritti e le legittime aspettative degli idonei nelle graduatorie dei concorsi. Per questo, dopo il via libera del commissario Cotticelli, auspico innanzitutto che si proceda alla rapida assunzione degli idonei delle graduatorie, e quindi si valuti l’adozione di strumenti normativi che possano consentire la stabilizzazione dei precari e la salvaguardia delle competenze professionali acquisite da questi lavoratori nel corso degli anni, restando ferma la necessità di porre un freno definitivo al continuo rinnovo del bacino del precariato. Mi auguro che non si attenda la prossima campagna elettorale per le regionali per definire queste importanti vertenze che riguardano centinaia di famiglie calabresi”. 

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Guccione (Pd): "La sanità calabrese più grottesca dei paradossi"

"Preoccupa la vicenda degli operatori socio  sanitari in servizio all’Azienda Ospedaliera di Cosenza ormai da anni. Addirittura, la Giunta regionale Loiero aveva fatto svolgere un corso professionale per l’acquisizione del titolo impegnando due miliardi delle vecchie lire, e oggi rischiano di tornarsene a casa e di rimanere con il pezzo di carta in mano. Questo comporterà una riduzione oggettiva dei servizi e delle prestazioni ospedaliere dell’Annunziata, struttura già fortemente messa in discussione per la carenza di medici, oss e infermieri. Basti pensare che per l’Hub Annunziata su 705 posti letto previsti dal Dca 64/2016 non ne sono attivi oltre 144, che sommati alla mancanza di posti letto degli ospedali Spoke Paola-Cetraro, Corigliano-Rossano e Castrovillari ne mancano da attivare 354, regalando così alla provincia di Cosenza il primato del più alto tasso di emigrazione sanitaria verso le altre regioni.

Il paradosso consiste nel fatto che il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza Giuseppina Panizzoli, che ovviamente non ha ancora avuto modo di conoscere nel dettaglio le problematiche né dell’Azienda ospedaliera di Cosenza né più in generale i nodi della sanità calabrese, pensa di risolvere il problema utilizzando una graduatoria di Reggio Calabria per procedere al conferimento di 25 incarichi temporanei di Oss, a decorrere dall’1 ottobre 2019 fino al 31 dicembre 2019.

Un provvedimento ridicolo che certo non risolverà il problema e non garantirà le prestazioni dei servizi ospedalieri. Ma servirà solo a salvare la coscienza di qualche commissario venuto dal Nord. Mi sarei aspettato, visto che non può sottrarsi dal compito di garantire i livelli essenziali di assistenza e le prestazioni ospedaliere, la richiesta formale di proroga degli attuali 82 OSS dell’Azienda ospedaliera di Cosenza al fine di trovare soluzione che garantisca il prosieguo delle attività e il futuro dei lavoratori. I commissari Cotticcelli e Panizzoli hanno il dovere di concedere una proroga nelle more che si trovi una soluzione atta a garantire i livelli occupazionali e le prestazioni dell’Annunziata di Cosenza. Esistono tutti i crismi dell’urgenza per adottare tale provvedimento, altrimenti il rischio è che non possa essere assicurata la sicurezza e la continuità assistenziale di chi ricorre alle cure ospedaliere. Addirittura, per mancanza di personale, si potrebbe arrivare alla chiusura di alcuni reparti".

E' quanto si legge in una nota del consigliere regionale della Calabria, Carlo Guccione.

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Serra, Tassone convoca la Conferenza dei sindaci: “Parteciperà anche il generale Cotticelli"

Il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone - al termine di un colloquio con il commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, Saverio Cotticelli - ha comunicato che domani partirà la convocazione della Conferenza dei sindaci durante la quale “verranno affrontate le principali criticità della sanità vibonese e verranno vagliate le soluzioni più opportune”.
 
La riunione avrà luogo il 3 ottobre e vedrà la partecipazione, oltre che dei sindaci, della deputazione parlamentare, dei consiglieri regionali del territorio e delle rappresentanze sindacali.

“Siamo ben consci della situazione di difficoltà - ha commentato Tassone, che è presidente della Conferenza dei sindaci – ma allo stesso tempo determinati nel fare tutto ciò che è nelle nostre competenze per garantire la tutela della salute in un territorio già afflitto da un notevole ritardo di sviluppo. L’autorevole presenza del generale Cotticelli è indispensabile per dare risposte concrete ad una popolazione che non può continuare a subire privazioni. Siamo in campo – ha concluso – per difendere la comunità e per l’affermazione di diritti essenziali”.

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Calabria, sanità senza medici. Gallo (Cdl): "Intervenga l’Esercito"

"L’intervento dell’Esercito, con l’impiego dei medici militari al fianco di quelli in servizio negli ospedali, è l’unico modo per garantire, almeno nel breve periodo, i servizi minimi essenziali della rete ospedaliera in Calabria".

Lo afferma il consigliere regionale della Casa delle Libertà, Gianluca Gallo, alla luce del moltiplicarsi di situazioni come quella dei pronto soccorso degli ospedali di Serra San Bruno e Corigliano-Rossano, con il personale medico costretto a turni di 18 ore e più pur di garantire l’operatività del reparto.

«Dal 2014 ad oggi – osserva il capogruppo della Cdl – la nostra regione ha assistito ad un netto peggioramento dei conti della sanità, con il debito salito a 168 milioni di euro, ed alla concomitante incapacità di assicurare un miglioramento dell’offerta qualitativa. L’unica preoccupazione del presidente della giunta regionale e del governo amico di centrosinistra è stata quella di occupare poltrone a fini elettoralistici, con mancanza di programmazione e disastri in serie. Giusto per citarne qualcuno: le conseguenze negative derivanti dalle continue sfide a perdere di Oliverio ai commissari Scura e Cotticelli, l’impennata del deficit favorita dai direttori generali nominati dal governatore, l’esondare della mobilità passiva».

Prosegue Gallo: «Nel giro di un lustro, la Calabria ha perso oltre 3.000 figure professionali, il 30% delle quali riferibili a medici ed infermieri. Personale mai sostituito, sia per il blocco delle assunzioni sia nel tentativo di conseguire risparmi, in realtà mai ottenuti perché in mancanza di dipendenti di ruolo si continua a ricorrere alla stipula di convenzioni esterne, con maggiori oneri per la finanza pubblica».

Aggiunge l’esponente della Cdl: «Pur volendo prestar fede alle previsioni del Decreto Calabria voluto dal governo Conte, da noi criticato anche per queste incongruenze, le cose sono destinate a mutare solo di poco almeno da qui al 2021, quando si avrà lo sblocco definitivo del turnover che consentirà di rimpolpare gli organici colmandone, almeno sulla carta, i vuoti. È dunque evidente l’insostenibilità della situazione».

Da qui l’invito: «In una terra dove molti ospedali sono stati cancellati per dar vita a nosocomi dei quali ancora non si vede la luce, pure per le note deficienze infrastrutturali che rendono difficoltoso persino raggiungere i presìdi sanitari superstiti, è indispensabile individuare soluzioni alternative, che nell’immediato e per un periodo determinato consentano di attenuare i disagi presenti».

Sottolinea Gallo: «La Toscana, per far fronte all’emergenza, ha aperto le corsie anche ai medici privi di specializzazione. Il Veneto ha invece richiamato in servizio i pensionati. Ipotesi discutibili, di fronte alle quali spicca invece l’esempio del Molise, che attraverso una convenzione col ministero della Difesa ha ottenuto il distaccamento temporaneo nei propri ospedali di 105 medici dell’Esercito. Si tratta dunque di una strada percorribile, e che in quella regione sta dando già i suoi buoni frutti: confidiamo che anche per la Calabria si possa con urgenza replicare il modello».

 

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