Serra, sanità: duro j'accuse di Albano - Giancotti - Lagrotteria contro il sindaco

«Il sistema sanitario vibonese è al collasso e questo è a tutti noto come è altrettanto nota la situazione critica in cui versa il nosocomio serrese. Tutto ciò non sembra essere sufficientemente chiaro o addirittura non è di interesse primario, al netto dei tanti comunicati stampa e proclami elettorali fatti in questi ultimi mesi, neanche al sindaco di Serra San Bruno Luigi Tassone, nonché presidente della Conferenza dei sindaci dell’ambito territoriale dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia”.

Lo affermano, in una nota, i consiglieri comunali di opposizione Brunella Albano, Valeria Giancotti e Walter Lagrotteria.

«L’ultimo episodio in ordine di tempo, a conferma di quanto affermato, ove ce ne fosse bisogno, è avvenuto sabato scorso, 15 giugno, quando un uomo è rimasto per oltre mezzora a terra in attesa dell’ambulanza. Come rappresentanti istituzionali ma, prima ancora, come semplici cittadini, non siamo più disposti ad accettare che si verifichino altri episodi analoghi. In un territorio, come il nostro, che già vive diversi disagi sociali, assistere alla carenza o addirittura al venir meno anche dei servizi minimi essenziali, non è assolutamente accettabile. Un ospedale come quello di Serra San Bruno si trova a dover far fronte alle esigenze sanitarie, di un territorio ampio e difficile, affrontando tra l’altro problematiche di varia natura: l’assenza di una seconda ambulanza, la mancanza di un automedica adeguatamente attrezzata, la carenza di personale in tutti i reparti, destinata ad acuirsi ancor più con i prossimi pensionamenti, attrezzature medicali oramai obsolete, e, non per ultimi, i problemi strutturali dei vari reparti, che necessitano di immediato intervento, oltre che dell’area del pronto soccorso, dove i sanitari si trovano a lavorare in condizioni assolutamente inadeguate allo scopo, un servizio di 118 appropriato alle esigenze territoriali, funzionale e, soprattutto, funzionante. Davanti a questi disagi e alle “tragedie” che, purtroppo a volte, vivono i cittadini Serresi il Sindaco Tassone Presidente della Conferenza dei Sindaci sembra non riuscire ad andare oltre ai proclami rimanendo del tutto distante e reagendo solo ad impulso: quando serve a dimostrare interessamento a fatti già accaduti, come questo ultimo, oppure nell’approssimarsi di eventuali appuntamenti elettorali. Evidentemente, però, il Sindaco del duo Censore-Salerno, principali colpevoli del declino sanitario regionale, provinciale e soprattutto locale, fa finta di non vedere e non sentire oppure non ha ancora realizzato di essere il “sindaco di Serra San Bruno” nonché presidente della Conferenza dei sindaci dell’ambito territoriale dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia.

Ma se di ciò ci stessimo sbagliando vorremmo risposte, serie, certe e subito riscontrabili, ad una serie di interrogativi:

- Che fine ha fatto “l’automedica 4x4 completa di equipe” che Lei stesso ha promesso tramite un comunicato stampa dello scorso mese di dicembre?

- A cosa si riferiva quando, all’interno del suddetto comunicato, annunciava trionfalmente che “abbiamo posto rimedio a gravi lacune”?

- Si rende conto o no che, da diversi mesi a questa parte, sta prendendo in giro con le sue false promesse non solo i cittadini Serresi ma tutti coloro i quali, nella zona, usufruiscono del nostro ospedale che, sempre stando alle sue parole, doveva essere “il punto di riferimento provinciale …” ?

- Che fine hanno fatto le “azioni eclatanti per salvaguardare il diritto alla salute dei suoi concittadini e a tutela dell’ospedale” che Lei stesso aveva annunciato parecchio tempo addietro?

Ma le promesse disattese sono tante: aveva garantito che l’ospedale “disporrà di 10 posti letto di Lungodegenza e 20 di Riabilitazione, oltre a una palestra attrezzata. Quindi 30 nuovi posti letto per il nostro nosocomio che andranno ad ampliare i servizi”; aveva parlato di un “ecografo all’avanguardia per il potenziamento del reparto di Medicina” e di tanti, tanti altri annunci che alla fine si sono rivelati tali. Aveva promesso, maggio 2018, che “avrebbe tenuta alta l’attenzione e vigilato affinché ogni procedura ed ogni azione fosse eseguita celermente”.


Se ciò è avvenuto a noi sarà sfuggito ma certamente non sarà sfuggito ai cittadini Serresi».

Pertanto Albano, Giancotti e Lagrotteria chiedono al Sindaco di adoperarsi fattivamente per convocare immediatamente la Conferenza dei Sindaci senza tergiversare in un comportamento che dimostra disinteresse per un organismo di vitale importanza nel mondo delle istituzioni che si occupano di sanità nella provincia di Vibo Valentia.

«A tal riguardo vogliamo ricordare che la Conferenza dei Sindaci “esercita funzioni di indirizzo, verifica e valutazione nei confronti dell’attività dell’Azienda Sanitaria”.

Inoltre uno specifico regolamento della Conferenza, prevede che all’interno della stessa venga nominato un esecutivo, composto da cinque Sindaci di cui uno nominato Presidente, carica attualmente ricoperta da Tassone, che anche in questo caso dimostra di disconoscere tale regolamento e così anche di essere disinteressato a rappresentare efficacemente gli interessi e, purtroppo, i disagi di un intero territorio. Peraltro ricopre anche impropriamente tale ruolo dato che tre dei cinque componenti originariamente designati (Sindaco di Vibo Costa – Sindaco di Tropea Rodolico – Sindaco di San Gregorio d’Ippona Pannia) sono oramai da tempo immemore, anni, decaduti dalla carica di Sindaco e di conseguenza dalla carica di componenti dell’esecutivo. Infatti, secondo quanto previsto dal regolamento all’art. 2 comma 5 “qualora per dimissioni o altra causa venga a mancare contestualmente la maggioranza dei componenti del comitato si procede a nuove elezioni dello stesso”. Ciò è accaduto per disinteresse o interesse? ».

In chiusura Albano, Giancotti e Lagrotteria si impegnano a chiedere un incontro con il Direttore Generale reggente dell’Asp di Vibo Valentia, dott.ssa Elisabetta Tripodi, «affinché ci dia le dovute rassicurazioni che situazioni come quelle accadute nei giorni scorsi non accadano più ma soprattutto che ci fornisca informazioni giuste e dettagliate sullo stato attuale delle cose, sui tempi e le modalità necessari per fornire risposte concrete alle diverse problematiche già evidenziate dell’Ospedale “San Bruno”».

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Decreto Calabria, U.Di.Con: “Un disastro a cinque stelle”

“La Calabria è sommersa dai problemi soprattutto per ciò che riguarda la sanità e quanto è stato approvato nel Decreto Calabria mi fa pensare che non ne sia stato analizzato neanche uno – scrive in una nota il presidente nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – dove sono le soluzioni ai problemi che stanno tenendo sotto scacco i cittadini calabresi? In che modo pensa questo Governo di far uscire da queste sabbie mobili una sanità senza via d’uscita? Non certo nominando un nuovo direttore generale, non certo escludendo da un testo di legge le principali soluzioni alle enormi criticità presenti nel sistema sanitario calabrese. Non è possibile che non ci sia una strada che porti alla questione del debito della sanità calabrese, percorrendola metro dopo metro e cercando di risolverlo. Nessuno ha pensato al problema dei Lea, al problema legato alla carenza di personale – continua Nesci – il Ministro Grillo farebbe bene a pensare di presentare una proposta di modifica al nome di questo governo, perché più che del cambiamento sembra il governo del peggioramento. I cittadini calabresi meritano rispetto esattamente come quelli delle altre regioni ed un Decreto come quello appena approvato non fa che calpestare nuovamente i diritti di tutta la Calabria. In tutte le province, soprattutto nel catanzarese e nel Vibonese, i cittadini sono costretti ad andare a curarsi altrove, ma per farlo devono poterselo permettere economicamente. Che governo è - conclude Nesci - quello che non concede a tutti i cittadini della propria nazione, senza distinzione di regione, di poter scoprire per tempo l’esistenza di un male grave come un tumore facendoli attendere per più di due mesi? Questo decreto non cambia nulla per ciò che riguarda il dissesto della sanità calabrese, un altro disastro a cinque stelle”.

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  Serra, rimane a terra in attesa dell’ambulanza. Tassone: “Inaccettabile, l’Asp si svegli e mantenga le promesse”

 
“Nonostante le nostre continue sollecitazioni, nonostante i nostri innumerevoli richiami, nonostante le ripetute rassicurazioni dei vertici dell’Asp di Vibo Valentia, siamo costretti ad assistere a fatti gravissimi che non possono trovare giustificazioni. Tutto ciò è inaccettabile”.
 
Il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, interviene in merito all’incidente che ha visto coinvolto un uomo rimasto per circa 40 minuti a terra in attesa dell’ambulanza e afferma che “non si tratta certo del primo caso di questo tipo che accade”.
 
“Ci era stato promesso l’arrivo in tempi celeri di un’automedica 4x4 e, invece, a distanza di mesi – sostiene Tassone – siamo ancora in attesa. I vertici dell’Asp non possono continuare a temporeggiare e a nascondersi dietro altre responsabilità: c’è una comunità che ha bisogno di risposte concrete e non di parole e dilazioni. Stiamo parlando di servizi indispensabili e non si può dormire mentre la gente vive sulla propria pelle esperienze traumatiche. Pretendiamo azioni ed anche velocemente”.
 
Quanto alla più generale situazione della sanità nel Vibonese, Tassone annuncia la convocazione “in settimana della Conferenza dei sindaci per riesaminare le diverse problematiche e proporre ulteriori interventi”.
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Sanità, Gallo (Cdl): "Il decreto Calabria penalizza la Calabria"

Il consigliere regionale Gallo richiama le valutazioni della Corte dei conti Il rapporto di finanza pubblica: le Regioni del Nord riceveranno più fondi per il personale Il decreto Calabria? Indebolirà la Calabria e le altre regioni poco virtuose, a tutto vantaggio di quelle con i conti più o meno in ordine.

Non è una valutazione di parte, ma il giudizio tecnico fornito dalla Corte dei conti nel Rapporto di finanza pubblica. Lo rende noto il consigliere regionale Gianluca Gallo, traducendo in riflessione politica i numeri ed i giudizi della magistratura contabile.

«Non eravamo dei mistificatori, né tantomeno dei falsari di parole», premette il capogruppo della Cdl, «quando nelle settimane passate lanciavamo l’allarme di un provvedimento squilibrato, capace di fare del male alla nostra terra al di là delle intenzioni di fondo».

I fatti, asserisce Gallo, si «stanno incaricando di dimostrare la fondatezza di quelle preoccupazioni, purtroppo rimaste inascoltate ed anzi respinte da Lega e M5S in sede di conversione del decreto».

Una superficialità che rischia di costare cara proprio alla Calabria, per la quale – paradossalmente - il decreto è stato pensato.

«Nel suo rapporto – sottolinea l’esponente della Cdl – la Corte dei Conti ha confermato che con le nuove regole introdotte quanto alle spese per il personale, si acuirà la già esistente situazione di disomogeneità, dal momento la ridefinizione dei vincoli di spesa fissata col decreto porterà a metodi di parametrazione differenti, a seconda delle Regioni. Il risultato pratico sarà che gli enti fuori dal Piano di rientro, come fin qui è già stato, potranno ricevere maggiori risorse rispetto a quelle invece costrette a commissariamento: per come certificato dalla Corte dei Conti, per la Calabria i nuovi livelli di finanziamento saranno certo migliori rispetto al 2004, ma limitatamente e comunque in misura notevolmente inferiore rispetto alle regioni del Nord, come del resto sancito nelle stime già da tempo elaborate e diffuse dal viceministro dell’economia, Massimo Garavaglia. Inoltre, ogni possibile sforamento dovrà essere soggetto all’accordo dei Tavoli di monitoraggio e verifica del Mef e del ministero della Salute». Procedure e numeri che suscitano più di una preoccupazione in riferimento allo stato già comatoso della sanità calabrese. «Il blocco delle assunzioni, non ancora formalmente superato, stante la mancata conversione del decreto da parte del Senato e per come ribadito ancora il 29 Maggio scorso dal commissario Cotticelli in una nota alle Asp calabresi», sottolinea Gallo, «è solo un aspetto della questione complessiva. C’è da chiedersi anche, a questo punto, se e con quali risorse, ed in quali tempi, potranno essere superate le differenze esistenti e colmati i vuoti d’organico, per i quali il Molise ha già richiesto addirittura il distaccamento negli ospedali dei medici dell’Esercito. Riteniamo che il Governo, ma pure la giunta regionale ed il presidente Oliverio, questi ultimi colpevoli del peggioramento della situazione registratasi nell’ultimo quinquennio, diano risposte finalmente chiare, seguite da assunzioni di impegni altrettanto definite e certe. Nascondere dietro le belle parole la cruda realtà dei fatti è gioco da irresponsabili». 

In Calabria il peggior sistema sanitario d'Italia"

 “Non possiamo dirci certo meravigliati alla vista dei dati emersi dall’Indice di performance sanitaria – scrive in una nota il presidente nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – il sistema sanitario peggiore tra tutte le regioni italiane risulta essere quello calabrese e non abbiamo alcun dubbio sul fatto che sia così. Abbiamo segnalato a più riprese i gravi casi di malasanità e di malagestione per la Regione Calabria, sia con il precedente commissario Scura, sia con l’attuale, Cotticelli. Nulla si è mosso in passato e non ci sembra si stia muovendo molto adesso. Le regioni contraddistinte da inefficienza sanitaria sono tutte del Sud, con un Mezzogiorno sempre più separato dal resto d’Italia”.

Come ogni anno sono arrivati i dati dell’Istituto performance sanitaria realizzato dall’Istituto Demoskopika. Il quadro del Mezzogiorno italiano risulta allarmante ed i dati che vanno ben aldilà di ogni limite di tollerabilità fanno riferimento alla Calabria.

“La Calabria è ultima anche per assistenza medica, assistenza infermieristica e servizi igienici – continua Nesci – un primo posto c’è però, con 55 mila ricoveri fuori regione la Calabria guida la classifica delle Regioni italiane, peccato che anche questo sia da annoverare tra i dati negativi, facendole maturare un debito al di sopra dei 270 milioni di euro. Sono dati sotto gli occhi di tutti e nonostante questo – conclude Nesci – i calabresi continuano a dover assistere inermi all’inefficienza delle Istituzioni che dovrebbero garantire loro quanto meno pari trattamento rispetto alle altre Regioni d’Italia”.

L'ospedale di Lamezia si dota del Tilt Test per la diagnosi della sincope

 “La Cardiologia di Lamezia Terme si è dotata del Tilt Test, uno degli esami più efficaci per la diagnosi della sincope che permette di monitorare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa del paziente”.

La comunicazione arriva dal dott. Roberto Ceravolo, direttore della Struttura complessa di Cardiologia con Utic dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme.

“Durante l’esame strumentale – continua il direttore Ceravolo - il paziente sarà posizionato su un lettino inclinato a 85° con lo scopo di identificare le cause di sincope di cui non si riconosce l’origine, attraverso le tradizionali indagini diagnostiche (elettroencefalogramma, Tac all’encefalo, elettrocardiogramma Holter, ecocardiogramma)”. “

Si tratta di un apparecchio di ultimissima generazione – sottolinea il direttore Roberto Ceravolo - che permetterà di realizzare la sincope Unit e offrirà un servizio di qualità agli utenti. Solo tre, infatti, sono gli apparecchi presenti in Calabria”.

“Voglio ringraziare – aggiunge - tutti coloro i quali si sono adoperati per dotare la Cardiologia di Lamezia del Tilt Test, chiamato anche test di stimolazione ortostatica. I pazienti affetti da sincope non dovranno, così, più sottoporsi a migrazioni sanitarie per effettuare l’esame strumentale”.

“Rimango fermamente convinto – conclude il direttore Ceravolo - che una Cardiologia a Km 0 è l’obiettivo prioritario a cui dobbiamo tendere con sacrificio, lavoro, passione ed entusiasmo”.

 

Nomine sanità, Bruno Bossio (Pd): "I 5stelle dicono no a meritocrazia e sì ad amici superstipendiati"

"Altro che meritocrazia e trasparenza! Sulla nomina dei commissari straordinari nella sanità calabrese, il movimento 5stelle sta realizzando nel decreto Calabria un' operazione opaca e costosa, che sarà foriera solo di ulteriori problemi per la sanità calabrese".
 
Ad affermarlo è la deputata Pd, Enza Bruno Bossio, all'indomani della discussione sul decreto Calabria in commissione Affari sociali della Camera. Sotto accusa, per la parlamentare calabrese, le nuove disposizioni sulla scelta dei commissari straordinari della sanità calabrese. 
 
"La norma, a cui ci siamo opposti con tutte le forze ma invano - spiega infatti  la deputata - prevede che i commissari possano essere selezionati anche al di fuori dell'albo nazionale certificato e  assoluta garanzia di competenza e professionalità. Di fatto, per la prima volta nella storia viene codificato il principio di "simpatia": chi è più gradito al ministro Grillo vince. Altro che scelta dei più meritevoli, i parlamentari grillini calabresi vogliono solo nominare, senza alcun controllo e certificazione di competenza, gli amici degli amici e, per incentivarli a venire da fuori della Calabria, prevedono un aumento di almeno 70.000 euro di indennità. Continueremo a dare battaglia in tutte le sedi, la Calabria non sarà lo scalpo di questo Governo di buffoni".
 
Enza Bruno Bossio - Deputata Pd
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Sanità vibonese, Cgil Cisl e Uil: "Occorre lavorare per dare risposte concrete e tangibili ai cittadini"

Riceviamo e pubblichiamo

"Fronteggiare l’emergenza socio-sanitaria esistente e favorire anche nel territorio vibonese la garanzia di accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità stabiliti nei Lea e favorire l’integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale: è questo quanto abbiamo ribadito questa mattina nell’incontro che si è svolto prima con il Comitato di rappresentanza della Conferenza dei sindaci, presieduto dal sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, e subito dopo con il direttore generale dell’Asp, Angela Caligiuri. In entrambe le sedute, come Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle categorie della sanità e dei pensionati, abbiamo avuto modo di verificare la disponibilità al dialogo ed al confronto sia da parte dei sindaci, sia da parte del dg dell’Asp Angela Caligiuri, ed abbiamo ribadito con forza e determinazione il nostro dichiarato impegno nel rimuovere tutte le criticità esistenti nella sanità vibonese, chiedendo altrettanto impegno nel rivendicare e lavorare uniti per il diritto alla sanità pubblica ed universale anche nel nostro territorio. La sfida che abbiamo lanciato, dunque, sta proprio in questo: ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità, deve agire per difendere i diritti non negoziabili dei cittadini. La situazione socio-sanitaria del Vibonese, del resto, come abbiamo già avuto modo di denunciare, non lascia spazi a immobilismo e inerzia, particolarmente ora che si paventa finanche un provvedimento di chiusura degli ospedali e la sospensione delle attività, con tutto ciò che di negativo ne deriverebbe per i cittadini, che verrebbero gettati in un nuovo baratro senza possibilità di risalita. Un aspetto, questo, che ci preoccupa moltissimo, insieme alle tante altre problematicità esistenti che ci sono state elencate nel corso dell’interlocuzione con il Dg Caligiuri, dalla quale, di contro, ci saremmo aspettati risposte più consistenti sul piano delle azioni messe in campo per superare tutte le difficoltà che oggi si segnalano come i servizi territoriali e l’integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la rete ospedaliera e la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti. Come Cgil, Cisl Uil, non siamo minimamente disposti a rimanere a guardare, difronte all’ennesima sventura pronta a colpire questa provincia. Consideriamo, dunque, partito da oggi un nuovo percorso, da cui prende corpo l’idea e la volontà - e dal quale non si potrà assolutamente tornare in dietro – di lavorare sulle proposte rilanciate unitariamente dai nostri sindacati, per superare in tempi brevi e certi la situazione drammatica che sta vivendo il sistema socio-sanitario. Per tanto, ci aspettiamo anche che il sindaco Luigi Tassone tenga fede alla sua promessa, e convochi ad horas la Conferenza dei sindaci, aperta alla partecipazione dei sindacati, per meglio definire la strategia comune di azione.  Dal canto nostro, provvederemo anche noi a convocare a stretto giro di posta un attivo unitario dei quadri e delegati, proprio a Vibo Valentia, per valutare anche le decisioni che assumerà il Consiglio dei Ministri in merito al famoso “decreto Calabria” e per renderci ancora più operativi sia nelle nostre azioni che nei nostri obiettivi: salvaguardare il territorio e dare risposte concrete e tangibili ai cittadini ed ai lavoratori".

R. Mammoliti Cgil - F. Mingrone Cisl- P. Barbalaco Uil

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