Guccione (Pd): "La sanità calabrese più grottesca dei paradossi"

"Preoccupa la vicenda degli operatori socio  sanitari in servizio all’Azienda Ospedaliera di Cosenza ormai da anni. Addirittura, la Giunta regionale Loiero aveva fatto svolgere un corso professionale per l’acquisizione del titolo impegnando due miliardi delle vecchie lire, e oggi rischiano di tornarsene a casa e di rimanere con il pezzo di carta in mano. Questo comporterà una riduzione oggettiva dei servizi e delle prestazioni ospedaliere dell’Annunziata, struttura già fortemente messa in discussione per la carenza di medici, oss e infermieri. Basti pensare che per l’Hub Annunziata su 705 posti letto previsti dal Dca 64/2016 non ne sono attivi oltre 144, che sommati alla mancanza di posti letto degli ospedali Spoke Paola-Cetraro, Corigliano-Rossano e Castrovillari ne mancano da attivare 354, regalando così alla provincia di Cosenza il primato del più alto tasso di emigrazione sanitaria verso le altre regioni.

Il paradosso consiste nel fatto che il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza Giuseppina Panizzoli, che ovviamente non ha ancora avuto modo di conoscere nel dettaglio le problematiche né dell’Azienda ospedaliera di Cosenza né più in generale i nodi della sanità calabrese, pensa di risolvere il problema utilizzando una graduatoria di Reggio Calabria per procedere al conferimento di 25 incarichi temporanei di Oss, a decorrere dall’1 ottobre 2019 fino al 31 dicembre 2019.

Un provvedimento ridicolo che certo non risolverà il problema e non garantirà le prestazioni dei servizi ospedalieri. Ma servirà solo a salvare la coscienza di qualche commissario venuto dal Nord. Mi sarei aspettato, visto che non può sottrarsi dal compito di garantire i livelli essenziali di assistenza e le prestazioni ospedaliere, la richiesta formale di proroga degli attuali 82 OSS dell’Azienda ospedaliera di Cosenza al fine di trovare soluzione che garantisca il prosieguo delle attività e il futuro dei lavoratori. I commissari Cotticcelli e Panizzoli hanno il dovere di concedere una proroga nelle more che si trovi una soluzione atta a garantire i livelli occupazionali e le prestazioni dell’Annunziata di Cosenza. Esistono tutti i crismi dell’urgenza per adottare tale provvedimento, altrimenti il rischio è che non possa essere assicurata la sicurezza e la continuità assistenziale di chi ricorre alle cure ospedaliere. Addirittura, per mancanza di personale, si potrebbe arrivare alla chiusura di alcuni reparti".

E' quanto si legge in una nota del consigliere regionale della Calabria, Carlo Guccione.

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Serra, Tassone convoca la Conferenza dei sindaci: “Parteciperà anche il generale Cotticelli"

Il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone - al termine di un colloquio con il commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, Saverio Cotticelli - ha comunicato che domani partirà la convocazione della Conferenza dei sindaci durante la quale “verranno affrontate le principali criticità della sanità vibonese e verranno vagliate le soluzioni più opportune”.
 
La riunione avrà luogo il 3 ottobre e vedrà la partecipazione, oltre che dei sindaci, della deputazione parlamentare, dei consiglieri regionali del territorio e delle rappresentanze sindacali.

“Siamo ben consci della situazione di difficoltà - ha commentato Tassone, che è presidente della Conferenza dei sindaci – ma allo stesso tempo determinati nel fare tutto ciò che è nelle nostre competenze per garantire la tutela della salute in un territorio già afflitto da un notevole ritardo di sviluppo. L’autorevole presenza del generale Cotticelli è indispensabile per dare risposte concrete ad una popolazione che non può continuare a subire privazioni. Siamo in campo – ha concluso – per difendere la comunità e per l’affermazione di diritti essenziali”.

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Calabria, sanità senza medici. Gallo (Cdl): "Intervenga l’Esercito"

"L’intervento dell’Esercito, con l’impiego dei medici militari al fianco di quelli in servizio negli ospedali, è l’unico modo per garantire, almeno nel breve periodo, i servizi minimi essenziali della rete ospedaliera in Calabria".

Lo afferma il consigliere regionale della Casa delle Libertà, Gianluca Gallo, alla luce del moltiplicarsi di situazioni come quella dei pronto soccorso degli ospedali di Serra San Bruno e Corigliano-Rossano, con il personale medico costretto a turni di 18 ore e più pur di garantire l’operatività del reparto.

«Dal 2014 ad oggi – osserva il capogruppo della Cdl – la nostra regione ha assistito ad un netto peggioramento dei conti della sanità, con il debito salito a 168 milioni di euro, ed alla concomitante incapacità di assicurare un miglioramento dell’offerta qualitativa. L’unica preoccupazione del presidente della giunta regionale e del governo amico di centrosinistra è stata quella di occupare poltrone a fini elettoralistici, con mancanza di programmazione e disastri in serie. Giusto per citarne qualcuno: le conseguenze negative derivanti dalle continue sfide a perdere di Oliverio ai commissari Scura e Cotticelli, l’impennata del deficit favorita dai direttori generali nominati dal governatore, l’esondare della mobilità passiva».

Prosegue Gallo: «Nel giro di un lustro, la Calabria ha perso oltre 3.000 figure professionali, il 30% delle quali riferibili a medici ed infermieri. Personale mai sostituito, sia per il blocco delle assunzioni sia nel tentativo di conseguire risparmi, in realtà mai ottenuti perché in mancanza di dipendenti di ruolo si continua a ricorrere alla stipula di convenzioni esterne, con maggiori oneri per la finanza pubblica».

Aggiunge l’esponente della Cdl: «Pur volendo prestar fede alle previsioni del Decreto Calabria voluto dal governo Conte, da noi criticato anche per queste incongruenze, le cose sono destinate a mutare solo di poco almeno da qui al 2021, quando si avrà lo sblocco definitivo del turnover che consentirà di rimpolpare gli organici colmandone, almeno sulla carta, i vuoti. È dunque evidente l’insostenibilità della situazione».

Da qui l’invito: «In una terra dove molti ospedali sono stati cancellati per dar vita a nosocomi dei quali ancora non si vede la luce, pure per le note deficienze infrastrutturali che rendono difficoltoso persino raggiungere i presìdi sanitari superstiti, è indispensabile individuare soluzioni alternative, che nell’immediato e per un periodo determinato consentano di attenuare i disagi presenti».

Sottolinea Gallo: «La Toscana, per far fronte all’emergenza, ha aperto le corsie anche ai medici privi di specializzazione. Il Veneto ha invece richiamato in servizio i pensionati. Ipotesi discutibili, di fronte alle quali spicca invece l’esempio del Molise, che attraverso una convenzione col ministero della Difesa ha ottenuto il distaccamento temporaneo nei propri ospedali di 105 medici dell’Esercito. Si tratta dunque di una strada percorribile, e che in quella regione sta dando già i suoi buoni frutti: confidiamo che anche per la Calabria si possa con urgenza replicare il modello».

 

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Ambulanza in ritardo nel Vibonese, per l' U.Di.Con. “Al peggio non c’è mai fine”

“Stamattina uno scontro tra una moto e un’auto sulla Strada provinciale 35 che collega Vibo Valentia alla marina in direzione Nicotera – scrive in una nota il Responsabile zonale U.Di.Con. di Nicotera, Pasquale Andronaco – i passeggeri hanno riportato gravi ferite e fratture. E’ stato necessario l’intervento dell’elisoccorso, proveniente dall’ospedale di Catanzaro, che al momento dell’arrivo, non ha trovato un’ambulanza sul luogo dell’incidente ad aspettarlo, una cosa gravissima”.

“Lo stato della sanità calabrese è veramente al degrado ormai e noi ce ne occupiamo da troppo tempo ormai – dichiara il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci - ma è possibile che mancano i mezzi di primo soccorso? Nel 2019 non possiamo credere che le strutture sanitarie non abbiano le ambulanze pronte ad intervenire per l’incolumità dei cittadini. E’ molto grave che su tutto il litorale di Nicotera Marina, zona piena di turisti soprattutto in questi mesi estivi, non esista un presidio che abbia un’ambulanza attiva. E’ da tempo che la sanità calabrese ha solo complicanze, ma qual è la ragione della presenza del commissario Cotticelli se la situazione resta ferma nel degrado? Sono anni che chiediamo tavoli di confronto con le istituzioni calabresi per discutere della sanità, ma spesso fanno orecchie da mercante. A giugno scorso sono stati pubblicati i dati sulla sanità e la Calabria è all’ultimo posto, ma cosa hanno fatto le Istituzioni dopo aver visto questi risultati? Non c’è più tempo per restare a guardare – conclude Nesci - i calabresi sono stanchi di guardare una regione che si mostra sempre più inefficiente, sotto molti punti di vista, ma in materia sanitaria in primis. Continueremo a chiedere tavoli di confronto alle Istituzioni, sperando che le nostre richieste vengano accolte il prima possibile. Abbiamo scritto alla Regione per chiedere dei chiarimenti su quest’ultima vicenda e di prendere gli opportuni provvedimenti in maniera tempestiva”.

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Conferenza dei sindaci, Tassone risponde a Limardo: “Convocazione imminente, contatti con Cotticelli subito dopo Ferragosto”

“Subito dopo Ferragosto provvederò a contattare il commissario Saverio Cotticelli al fine di stabilire una data per lo svolgimento della Conferenza dei sindaci nella quale sviscerare tutti i problemi della sanità vibonese ed individuare le soluzioni più opportune”.
 
Il sindaco di Serra San Bruno e presidente della Conferenza dei sindaci Luigi Tassone risponde a stretto giro di posta al sollecito del primo cittadino di Vibo Valentia Maria Limardo sostenendo che alla riunione “prenderanno parte anche la deputazione nazionale, i consiglieri regionali ed i rappresentanti sindacali”.
 
“La Conferenza dei sindaci – precisa, però, Tassone – per come è stata correttamente e tempestivamente informata il sindaco Limardo, non ha avuto luogo nel mese di luglio per l’indisponibilità del commissario Cotticelli, la cui autorevole presenza, proprio alla luce della complessità della situazione, è da ritenersi assolutamente necessaria. Ribadisco che la nostra attenzione verso la tematica sanitaria è elevata: il diritto alla tutela della salute per noi è sempre stato al primo posto”.

 

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Sanità vibonese, Limardo: "Situazione gravissima, il sindaco di Serra convochi la Conferenza dei sindaci"

"La gravissima situazione in cui ormai da troppo tempo versano sia la struttura ospedaliera di Vibo Valentia sia i servizi sanitari in generale erogati ha indotto il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo a sollecitare il sindaco di Serra San Bruno nella sua qualità di presidente della Conferenza dei sindaci in materia sanità, la convocazione della conferenza.

Un precedente invito formulato il 13 giugno, nell’imminenza del suo insediamento, è caduto nel vuoto e non è più possibile procrastinare la riunione dell’importante organismo. Le condizioni dell’ospedale Jazzolino e la costruzione della nuova struttura che stenta a decollare sono fonte di vivissima preoccupazione. Reparti chiusi o a rischio chiusura, carenze strutturali nonché di personale medico e paramedico ed evidenti deficienze organizzative mettono a serio rischio il diritto alla salute dei cittadini.

Si aggiunga che i lavori di costruzione del nuovo ospedale tra sequestri e rallentamenti vari, frenano le iniziali ottimistiche previsioni.

E’ divenuto dunque di assoluta urgenza un incontro in sede di Conferenza dei sindaci per avviare quell’indispensabile confronto finalizzato a fare il punto sulla generale situazione della sanità e individuare una linea di decisivi interventi per scongiurare ogni possibile rischio di chiusura dell’ospedale e consentire la piena operatività di tutti i reparti.

Il sindaco Limardo ha chiesto che la Conferenza sia convocata con urgenza anche alla presenza dei vertici provinciali dell’Aspdi Vibo Valentia, della Regione Calabria, dei consiglieri regionali e della deputazione nazionale al fine di rimettere al centro di ogni questione la tutela del malato e la garanzia della salvaguardia dei suoi diritti".

E'quanto si legge in una nota diffusa dalla segreteria del sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo.

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Sanità in Calabria, U.Di.Con.: “Chiederemo un confronto con le istituzioni”

- “Sanità calabrese ancora nell’occhio del ciclone. Un tema che continua a far discutere i cittadini di una intera regione, da Polistena a Castrovillari, da Gioia Tauro a Locri, da Vibo Valentia a Cariati, per le più svariate problematiche che vive la sanità regionale - scrive in una nota il presidente nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci - tra reparti soppressi, tra vari disservizi o addirittura la chiusura di intere strutture, i disagi per i cittadini calabresi sembrano non avere fine. Dopo aver partecipato al sit-in di Polistena per protestare contro la chiusura del reparto di Pediatria, leggiamo oggi sui quotidiani calabresi altre notizie drammatiche che riguardano la moribonda sanità regionale e che non possono non attirare la nostra attenzione ed una nostra presa di posizione: tredici mesi di attesa per una visita urologica all’ospedale di Castrovillari. È questa - continua Nesci - la triste situazione della sanità pubblica che si vive non solo nella Sibaritide ma in tutta la Regione. Abbiamo più volte ribadito che la salute pubblica è un diritto di tutti i cittadini e non tutti, specie gli anziani, sono nelle condizioni economiche per rivolgersi a strutture private per una semplice visita sanitaria”.

“Ci rivolgeremo nelle prossime ore, ancora una volta, al commissario ad acta Saverio Cotticelli – dichiara sulla stessa linea il vice presidente dell’U.Di.Con. Calabria, Domenico Iamundo - affinchè prenda tutte le misure necessarie a favore delle esigenze di migliaia di ammalati, ai quali deve essere garantito il sacrosanto diritto di farsi curare nelle strutture calabresi e non indebolire i nosocomi con chiusure di interi reparti. Basta con i viaggi della speranza verso le regioni del nord per una visita o una terapia. Un altro allarme, - prosegue Iamundo - ci viene segnalato da Reggio Calabria dove sarebbe previsto il trasferimento del reparto di Onco-Ematologia Pediatrica, dagli Ospedali Riuniti all’ Ospedale Morelli. Ci pare di capire che il trasferimento avverrà in locali inadeguati e che non rispondono alle esigenze dei piccoli pazienti. Secondo quanto apprendiamo i locali sarebbero non sufficienti per le cure e l’assistenza dei bambini che, tra le altre cose, dovrebbero condividere con pazienti adulti alcuni servizi”.

“Faremo sentire la nostra voce su questo problema - conclude Nesci -anche con i commissari dell’Asp reggina chiedendo una maggiore attenzione alle esigenze dei piccoli ammalati e delle loro famiglie. La salute pubblica, in particolar modo quella dei minori non può essere gestita dando priorità ai documenti contabili ed ai bilanci. L’U.Di.Con. metterà in evidenza la necessità di un’attenta riflessione sulla scelta strategica del trasferimento del Reparto esprimendo i dubbi e le perplessità su tale scelta, auspicando che ogni decisione venga presa dopo un confronto con i Dirigenti del Reparto stesso, sia condivisa e non affrettata

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Oncologia, Calabria fuori dal consorzio "AMORe", Wanda Ferro (FdI) annuncia interrogazione

Per quali ragioni la Calabria è rimasta fuori dal consorzio Amore - Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete?

A chiederselo dopo la pubblicazione della notizia sulla stampa è il deputato di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, che annuncia una interrogazione al ministro della Salute Grillo al fine di comprendere per quale ragione la Regione Calabria, che pure era interessata a partecipare con l’ospedale di Cosenza, non ha deliberato l’adesione, nella solita confusione di competenze tra il Dipartimento Salute e l’Ufficio del Commissario.

Al consorzio, che intende promuovere la mobilità del personale di ricerca e trattenere quanto più possibile pazienti ed evitare la migrazione sanitaria verso le grandi strutture del Centro Nord, hanno aderito gli Istituti di ricerca, ricovero e cura dei Tumori di Campania, Basilicata e Puglia.

“La Calabria ha perso anche questa opportunità di fare rete e attivare sinergie positive - dice Wanda Ferro - nonostante i dati Agenas confermano come sempre più pazienti decidono di curarsi fuori dalla Calabria. Una migrazione sanitaria che costa alla regione oltre 300 milioni di euro all’anno, un terzo dei quali riguarda proprio le patologie tumorali. Un dramma che coinvolge migliaia di famiglie, ma anche una voragine in cui finiscono risorse economiche enormi che, se restassero in Calabria, potrebbero contribuire ad aumentare in maniera significativa i livelli di assistenza della sanità regionale”.

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