Sequestrati 128 animali ed un manufatto abusivo

Un manufatto abusivo e 128 capi di bestiame sono stati posti sotto sequestro dagli uomini della Stazione carabinieri Parco di Cerchiara di Calabria.

Il sequestro è stato eseguito durante un servizio di controllo effettuato in diversi allevamenti attivi nei comuni di Francavilla Marittima e Cerchiara di Calabria.

Nel corso dell'attività, condotta in collaborazione con il servizio veterinario distretto sanitario “Jonio Nord” di Trebisacce, sono stati effettuati quattro sequestri cautelativi sanitari di ovicaprini e suini ed elevate sanzioni amministrative per circa 8 mila.

Le verifiche a carico di immobili costruiti o ristrutturati in zone ricadenti nell’area protetta del Parco nazionale del Pollino hanno portato al sequestro, nel comune di Cerchiara, di un manufatto destinato ad abitazione, privo del permesso a costruire, del nulla osta dei beni ambientali e del parere dell’ente Parco per il quale tre persone sono state deferite alla Procura della Repubblica di Castrovillari.

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Sequestrati 8 poliambulatori medici senza autorizzazione

Otto poliambulatori medici specialistici, del valore di circa cinque milioni di euro, sono stati sottoposti a sequestro dai carabinieri del Nas di Reggio Calabria.

I provvedimenti sono stati emessi a conclusioni delle indagini, nel corso delle quali sarebbe stato accertato che le strutture erano state attivate in assenza della prescritta autorizzazione sanitaria al funzionamento.

I militari hanno dato esecuzione ai decreti emessi dal Gip presso il Tribunale del capoluogo calabrese, in collaborazione con i Nas di Catanzaro e Cosenza.

Sequestrano e malmenano un giovane, fermati due fratelli

I carabinieri della Stazione di Mirto Crosia, coadiuvati dai colleghi del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Rossano e della Stazione di Calopezzati, hanno sottoposto a fermo d'indiziato di delitto per i reati di sequestro di persona e lesioni in concorso due fratelli crosioti A.C., di 42 anni e A.D., di 37 anni, entrambi noti alle forze dell’ordine.

La vicenda ha preso origine nel tardo pomeriggio di ieri, quando i due fratelli, a bordo di un'autovettura, avrebbero raggiunto un noto esercizio pubblico ubicato nel centro abitato della frazione di Mirto Crosia. Il più giovane dei due sarebbe entrato nel bar ed avrebbe convinto un ragazzo del posto, F. E., di 27anni, a seguirlo fuori.

Giunti all’esterno e scambiate alcune battute, dalla macchina sarebbe sceso anche il secondo fratello, il quale, dopo essersi avvicinato al giovane, lo avrebbe strattonato per un braccio costringendolo a salire a bordo della vettura.

Dalla ricostruzione effettuata dai carabinieri, svolta grazie ad alcune testimonianze raccolte sul luogo del fatto ed all’analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza, pare che l’autovettura si sarebbe diretta nella zona in cui sorge un cantiere edile, riconducibile ai due fratelli. Lì il giovane sarebbe stato malmenato anche con un bastone, poiché ritenuto responsabile di un danneggiamento avvenuto alcuni giorni fa proprio all’interno del cantiere.

Dopo alcuni momenti concitati, il giovane sarebbe riuscito a divincolarsi ed a fuggire nelle campagne circostanti e sfruttando l’oscurità, a far perdere le proprie tracce, per poi chiedere aiuto ai militari della Stazione di Mirto Crosia.

Le indagini avrebbero fatto emergere la partecipazione all’aggressione di altre due persone, al momento in corso d'identificazione.

Il giovane è stato sottoposto alle cure del caso, prima con l’ausilio di personale del 118 e poi con il supporto di personale medico del pronto soccorso di Rossano.

I due fratelli, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla, che coordina le attività investigative insieme al Sostituto Giovanni Tedeschi, sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Castrovillari, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.

 

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Lavori non autorizzati, sequestrata area di 14 mila metri quadri

I carabinieri forestali della locale Stazione hanno posto sotto sequestro un'area di 14 mila metri quadrati, in località “Petrosa” di Scalea.

Durante un controllo, i militari hanno notano uno sbancamento ed all’intero del cantiere, depositati cumuli di terreno e rocce da scavo e travi in cemento precompresso.

Dagli accertamenti effettuati, sarebbe emerso che l’area in questione era sottoposta a vincolo paesaggistico e che non sarebbe stata rilasciata alcuna autorizzazione per il deposito temporaneo del materiale rinvenuto.

Inoltre, lo sbancamento avrebbe interessato una superficie maggiore rispetto a quella autorizzata.

Durante il controllo, i carabinieri forestali hanno rinvenuto, anche, cumuli di terra e rocce da scavo ed un cumulo di rifiuti provenienti da demolizioni edili, pezzi di cemento, resti di piastrelle, materiale plastico vario, resti di imbarcazione, secchi di pittura, sacchetti di immondizia, materassi e residui vegetali.

I militari hanno accertato, infine, che la destinazione attuale del suolo non è conforme con il vigente Psc, perché l’area è destinata a ambito urbanizzato residenziale e intervento diretto, per cui per tali opere sarebbe stato necessario il permesso a costruire.

Al termine del controllo, al vecchio proprietario del terreno e titolare di concessione edile è stato contestato il reato di “interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazione essenziale, opere eseguite in assenza di autorizzazione in difformità da essa, distruzione o deturpamento di bellezze naturali; mentre all’ amministratore unico della società intestataria del terreno, è stato contestato il reato di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata".

 

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Beni per oltre due milioni di euro sequestrati ad un commerciante d'auto

Ammonta a due milioni e 300 mila euro il valore dei beni sequestrati dalla guardia di finanza di Castrovillari, ad un commerciante di automobili d'Altomonte, indagato per evasione fiscale ed occultamento di documenti contabili.
 

Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Castrovillari, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

La misura è scaturita in seguito ad un'indagine, avviata dopo un controllo fiscale effettuato dalle fiamme gialle a carico dell'azienda di cui è titolare il destinatario del sequestro.

Dal controllo, che ha riguardato gli anni compresi tra il 2011 ed il 2013, è emerso che l'imprenditore avrebbe evaso imposte per oltre due milioni di euro, non avendo dichiarato ricavi per oltre sette milioni di euro.

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Donna sequestrata nel Vibonese, arrestati tre fratelli

È scattata alle prime luci dell’alba di oggi, l’operazione con la quale i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno eseguIto tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere, a Vibo e Bologna.

Destinatari della misura sarebbero tre fratelli vibobesi, di età compresa tra i 35 ed i 47 anni, ritenuti responsabili del sequestro di persona con lesioni subite da una 40enne di Rombiolo, che lo scorso 22 settembre si era presentata presso l'ospedale di Vibo Valentia con ferite e contusioni su tutto il corpo.

Ai carabinieri, avvertiti dai sanitari del 118, la donna aveva raccontato di essere stata picchiata e rinchiusa in un furgone.

Le accuse mosse, a vario titolo, ai tre arrestati sono: sequestro di persona, lesioni e detenzione illegale di un’arma da fuoco. 

Sequestrata cava abusiva, denunciato il proprietario

Durante un controllo del territorio eseguito in contrada "Castello", i carabinieri forestali della Stazione di Corigliano Calabro, hanno posto sotto sequestro una cava sulla quale era stata avviata una coltivazione d’inerti, in assenza delle previste autorizzazioni.

Inoltre, nell’area era presente, anche, un impianto, in piena attività, di cernita, vagliatura, frantumazione e lavaggio degli inerti estratti, privo di autorizzazione allo scarico dei reflui industriali ed alle emissioni di polveri in atmosfera.

Il controllo, che ha portato alla denuncia del proprietario della struttura, si è quindi concluso, con il sequestro della cava, dell’impianto di lavorazione e di una pala meccanica.

 

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Ex mattatoio trasformato in discarica, sequestratata superficie di 3 mila metri quadri

Nel corso di un sopralluogo presso l'area in cui sorge l'ex mattatoio di Cariati (Cs), i carabinieri forestale della Stazione di Rossano (CS) hanno accertato la presenza di rifiuti indifferenziati, sia sul suolo che in un container.

Oltre a rilevare l'esistenza di una vera e propria discarica abusiva, all'interno della quale sono stati trovati circa 40 cassonetti contenenti rifiuti di vario genere, i militari hanno riscontrato un'ampia e densa macchia, estesa decine di metri quadri, di percolato.

Dalle indagini sarebbe emesso, inoltre, che l’area sarebbe nella disponibilità delle imprese che gestiscono, rispettivamente, i servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e della “pulizia spiaggia e arenile”, per conto del comune di Cariati.

I militari hanno, quindi, sequestrato l’intera superficie, di circa 3 mila metri quadri, contenente le strutture, i cassonetti, il container ed i rifiuti abbandonati.

Deferiti in stato di libertà, per violazione alla normativa ambientale, i rappresentanti legali delle imprese coinvolte ed il legale rappresentante del comune di Cariati, in quanto titolare giuridico e di fatto dell’area ex mattatoio comunale.

 

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